venerdì 13 ottobre 2017

Sciopero della fame Ius Soli, se la protesta umilia se stessa


Lo sciopero della fame nasce come tipo di protesta estrema, perchè evidentemente richiama l'idea della morte, e quindi della disponibilità di chi protesta a dare la vita per le proprie convinzioni. La storia recente ne fornisce esempi importanti , nei casi in cui l'eventuale morte del soggetto che digiunava per protesta avrebbe prodotto un danno significativo all'oggetto della protesta . Per esempio nel secolo scorso lo sciopero della fame di Ghandi mise in imbarazzo le autorità britanniche che a causa della sua notorietà mondiale non potevano permettersi di apparirne come i carnefici. Ed appariva evidente che Ghandi non avrebbe rinunciato alla sua protesta senza ottenere un risultato. Noti sono gli  scioperi della fame in Irlanda sino dai primi anni del secolo da parte degli indipendentisti, proseguiti sino agli anni ottanta,  che hanno provocato negli anni diversi morti tra i digiunanti. Ci sono poi esempi importanti in Turchia ed in altri Paesi con regimi oppressivi anche attuali. Gli esempi insomma, purtroppo, non mancano

Lo schema che ricorre in questo tipo di opposizione è appunto quello di porsi nella condizione di morire lentamente mettendo l'oggetto del dissenso nella condizione di dover intervenire per non divenire il carnefice di chi protesta.

Un qualcosa quindi di estremo, epico, che viene attuato quando non vi siano alternative , per reclamare un diritto o un principio  vitale la cui importanza è tale che val il sacrificio di una vita.

E' chiaro che uno sciopero della fame, per avere un reale significato, deva avere le caratteristiche della convinzione, del sacrificio, del pericolo per la vita di chi lo effettua , della intransigenza , della determinazione. Altrimenti assume i contorni di una farsa. E qui cala come una mannaia un giudizio morale sui contorni assunti dal cosiddetto "sciopero della fame a staffetta" adottato da alcuni parlamentari italiani per spingere la approvazione di una Legge sulla naturalizzazione dei figli degli Immigrati denominata "Ius soli" 

Perché  sebbene  esistano in Italia esempi  di iniziative analoghe che non avevano la solennità degli scioperi più' sopra citati, e mi riferisco in particolare agli scioperi della fame del recentemente scomparso Marco Pannella, è pur vero pero'  che chi li metteva in atto dimostrava una reale sofferenza con dimagrimenti spaventosi.

Ma i parlamentari che effettuano questo sciopero " a staffetta" non rischiano certamente la salute o la vita, tanto che questo tipo di protesta piu' che sciopero della fame potrebbe essere ironicamente  definito una dieta dimagrante. E quindi appare moralmente offensiva nei riguardi di coloro i quali per le proprie convinzioni hanno digiunato sino a morire, Appare offensiva anche nei riguardi della intelligenza degli elettori, ed appare grottesca perchè a protestare  in questo modo non sono magari gli immigrati stessi, che non avrebbero probabilmente altro mezzo per mandare un messaggio forte alla Società che li ospita, ma sono proprio coloro i quali questo tipo di Legge dovrebbero approvare. Questi parlamentari potrebbero, con pazienza e con tenacia, adoperarsi per fare una Legge di questo tipo con gli strumenti previsti dalla Legge, come per esempio un referendum o una legge di iniziativa popolare. Ma probabilmente questa iniziativa pubblicitaria , a prescindere dai risultati che produrrà per il ius soli, puo' colpire la fantasia degli elettori e produrre migliori risultati in tema di popolarità e prestigio personale molto utili in prossimità delle elezioni del 2018. 

Una iniziativa del genere contiene in se diversi messaggi negativi, dalla mancanza di rispetto per per un tipo di protesta dai significati profondi e dai precedenti illustri al messaggio che  nulla è sacro e tutto si può' usare per la propaganda.

Tutto questo senza entrare nel merito della Legge in oggetto, lo Ius soli, sulla quale non è facile esprimere un giudizio , e che proprio per questo va attentamente valutata a discussa. Seriamente, senza questo tipo di carnevalate.

martedì 7 marzo 2017

EMIGRAZIONE, BASSA NATALITA' TACCHI, DATTERI ED ALTRE AMENITA'....

La notizia del giorno sembra essere quella che l'ISTAT  ha pubblicato l'ennesimo rapporto sulla (bassa) natalità in Italia dal quale risulta che la natalità è in calo, la popolazione sta invecchiando, e che quindi il mantenimento del numero degli abitanti è legato alla immigrazione, alla quale sono , a quanto sembra, anche legate le speranze di un mantenimento del livello di contribuzione all'INPS per continuare a pagare le pensione di una popolazione sempre più' vecchia.
Nel contempo ci si è (di nuovo) accorti che dall'Italia i giovani se ne vanno. I dati ufficiali parlano di 107 mila giovani nel 2015 ma è un dato da rivedere abbondantemente al rialzo,
Perché questa rilevazione si basa su dati, per così' dire, rilevabili , ovvero su dati registrati come ad esempio l'AIRE, l'albo degli italiani residenti all'estero, ai quali pero' gli italiani si iscrivono solo al raggiungimento di una situazione stabilizzata perché per diversi motivi è più' conveniente continua a risultare residenti in Italia o  risultare turisti....in particolare per quanto riguarda la assistenza sanitaria, ma anche per motivi burocratici, fiscali eccetera

Moltissimi giovani che girano in cerca di lavoro in Europa ma anche in Australia ed altri Paesi sono in questa situazione . Paradossalmente questa massa di giovani "invisibili" va a influire sulle statistiche con le quali i vari governanti di turno giocano per catturare consenso. In particolare esibendo come se fossero positivi i dati relativi alla diminuzione della disoccupazione ....cui pero' non fa riscontro un analogo aumento della occupazione e la conclusione alla quale arrivano le sempre sorridenti giornaliste dei telegiornali di regime  prima di annunciare la visita in studio dell'ultimo personaggio di Amici o di passare la linea a qualche trasmissione televisa di basso intrattenimento è che sempre più' giovani rinunciano sia a studiare che a cercare una occupazione . In realtà è probabile che questi numeri nascondano la realtà di questi spettri della emigrazione dei quali nessuno vuole riconoscere l'esistenza. La meglio gioventù italiana se ne va lasciando un Paese in decomposizione  ma nessuno deve sapere, per lo meno non si deve comprendere la reale entità del fenomeno. La propaganda di regime ne parla minimizzano, come se si trattasse delle scelte di alcuni ragazzi particolarmente eccentrici o particolarmente avventurosi . Mentre in realtà si tratta di un esodo epico , dovuto al fatto che il nostro è un Paese che sta morendo cito Curzio Maltese in un articolo di qualche mese fa su Repubblica    Se ne vanno anzitutto da un Paese ingiusto, il meno meritocratico d'Europa, dove le anti-virtù del familismo, del clientelismo e del servilismo contano assai più per trovare un lavoro di quanto pesino talento, onestà e capacità. Disgustati da un sistema dove un imbecille qualsiasi può ricoprire posti da favola soltanto perché fa parte di un clan o di un cerchio magico, mentre un genio della ricerca deve tirare a campare con un mensile miserabile. Se ne vanno da un Paese che ha perso troppi treni e bruciato il proprio futuro inseguendo pifferai da quattro soldi e ricette semplicistiche. Invece di pensare a un nuovo modello di sviluppo."

Se ne vanno da un Paese incapace di comprendere i problemi e di porre in atto delle vere strategie, dove politicanti indegni ed in perenne campagna elettorale pensano di risolvere tutto con qualche sillogismo, qualche battuta idiota ( cit. Poletti Conosco gente che è andata via e che è bene che stia dove è andata, perché sicuramente questo Paese non soffrirà a non averli più fra i piedi) o qualche  iniziativa che sa di elemosina elettorale come i bonus bebè , che periodicamente ricompaiono, simili agli 80 euro di renzi.

non c'è alcuna capacità progettuale perché pensare e progettare nel medio -lungo periodo  non è remunerativo in termini di consenso nel breve periodo. Perciò' continueremo con questo dissanguamento e questa agonia, con centinaia di migliaia di giovani che ogni anno se ne vanno a fronte dei 500 mila scarsi che ogni anno nascono , probabilmente con già una valigia in mano. Siamo capaci solo di prorogare ogni anno di più' la vita lavorativa per evitare di pagare pensioni , il nostro futuro lo mandiamo via, verso il resto del mondo , 

E tutto cio' mentre questi politicanti inutili, tragiche marionette di una recita assurda ,  parlano di tacchi e datteri come Cochi e Renato, continuano a tessere le trame di trabocchetti politici per vedere a chi tocca la fetta più' grossa della torta . L'ultimo ballo a bordo del Titanic