sabato 4 novembre 2017

MOLTO RUMORE PER NULLA?

L'episodio che ha viso la comparsa di una rudimentale tomba posticcia di fronte al centro giovani di Monfalcone, ha suscitato una marea di polemiche, attacchi,  dichiarazioni e smentite e veleni di ogni genere  insomma un sacco di confusione. In particolare la Amministrazione Comunale di Monfalcone ha voluto interpretare questo episodio come una minaccia rivolta nei confronti della Amministrazione stessa ed in particolare nei confronti dell'Assessore alla Istruzione ed alle Attività Educative.  

In realtà credo che a questo episodio dovrebbe essere data la giusta dimensione, ovvero quello di una goliardica (siamo nei pressi di Halloween ) protesta nei confronti di alcune decisioni assunte della Amministrazione Comunale in merito alla gestione del Centro Giovani. 

Obiettivamente la scritta apposta sul manufatto, almeno stando a quanto riportato dalla stampa locale , non sembra contenere alcunché di minaccioso, riporto "ivi per violenta mano cade la gioventù' monfalconese 25.07.1943 - 31.10.2017"  che suggerisce l'idea che si sia in questo modo voluta stigmatizzare una qualche iniziativa che è andata a danno della gioventù' monfalconese . 

Non si minaccia alcuno di morte ne si augura la morte di nessuno, piuttosto  l'autore o gli autori hanno reso se stessi protagonisti della morte simboleggiata dal simulacro . Un qualcosa che avrebbe potuto figurare su un carro di carnevale o sulle pagine di un giornale satirico come "La Cantada" senza che nessuno vi potesse trovare niente di minaccioso.

Ora, il polverone sollevato su questo episodio non credo giovi a nessuno. A chi governa la Città perché rischia il ridicolo di una brutta figura per il confronto ingeneroso tra le minacce paventate e la obiettiva esilità del messaggio, peraltro oggettivamente assertivo. A chi ha risposto in maniera battagliera alle affermazioni della Amministrazione perché rischia l'analoga figura di avere ingaggiato una battaglia che è come una tempesta in un bicchiere d'acqua. 

CIO' che è stata malauguratamente colta è stata solo l'occasione per uno scambio di epiteti e per  impegnare le Forze dell'Ordine in un lavoro del quale credo non sentissero la mancanza  Bene sarebbe stato riderci sopra ed eventualmente commentarlo con signorile ironia, suggerendo che è stato forse "seppellito" un modo di fare cultura ma che magari è presto per i funerali perché non sappiamo ancora cosa verrà proposto in alternativa. 

Nel merito di quanto sia cambiato nella gestione del Centro Giovani apprendiamo sempre dalla stampa locale che "L'immobile di viale San Marco, dopo la conclusione della gestione affidata alla cooperativa Thiel, proprio ieri, è di fatto vuoto, ma dopo alcuni interventi di sistemazione vedrà presto avviata l'attività affidata dall'amministrazione ad Area science park e a Collegio del Mondo unito" Quindi magari visto il prestigio dei nomi che qui vengono evocati si potrebbe concedere il beneficio del dubbio su quella che sarà la gestione futura. Credo possano essere considerate legittime le preoccupazioni degli abituali fruitori del Centro Giovani, e che una protesta goliardica possa essere considerata per quello che è .

Come ultima considerazione, andrebbe osservato che la attuale Amministrazione Comunale è stata regolarmente eletta in alternativa alla Amministrazione precedente, che la Amministrazione precedente aveva un proprio concetto di gestione della offerta culturale , peraltro non priva di criticità (per esempio la Galleria d'Arte Contemporanea veniva utilizzata pochissimo e mi risulta che diverse  richieste di artisti locali per l'uso della stessa venivano rigettate) e che appare quindi plausibile  che questa Amministrazione abbia il proprio concetto di gestione della offerta culturale e che l'operato di una Amministrazione culturale vada considerato nella sua globalità, fatto salvo il diritto di critica, meglio se costruttiva, ma che va bene anche ironica se entro dovuti limiti. 

Se poi l'operato di questa Amministrazione non soddisferà la cittadinanza, ricordiamo che tra quattro anni si riapriranno le urne, e sino ad allora ci sono tempo e spazio per creare una eventuale alternativa , che coinvolga piu' Cittadini possibile, sia nella creazione di eventuali nuovi soggetti politici sia nella eventuale correzione di quelli già esistenti che in passato hanno deluso con un denominatore comune: la partecipazione . Partecipare alla vita politica e culturale della Città, non solo criticare, superare il qualunquismo ed il conseguente astensionismo, l'individualismo ed arrivare ad essere protagonisti della vita della Città, creare discussione positiva, coinvolgere e lasciarsi coinvolgere nel processo evolutivo della Comunità, in modo da evitare prossimi funerali . ....  

venerdì 13 ottobre 2017

Sciopero della fame Ius Soli, se la protesta umilia se stessa


Lo sciopero della fame nasce come tipo di protesta estrema, perchè evidentemente richiama l'idea della morte, e quindi della disponibilità di chi protesta a dare la vita per le proprie convinzioni. La storia recente ne fornisce esempi importanti , nei casi in cui l'eventuale morte del soggetto che digiunava per protesta avrebbe prodotto un danno significativo all'oggetto della protesta . Per esempio nel secolo scorso lo sciopero della fame di Ghandi mise in imbarazzo le autorità britanniche che a causa della sua notorietà mondiale non potevano permettersi di apparirne come i carnefici. Ed appariva evidente che Ghandi non avrebbe rinunciato alla sua protesta senza ottenere un risultato. Noti sono gli  scioperi della fame in Irlanda sino dai primi anni del secolo da parte degli indipendentisti, proseguiti sino agli anni ottanta,  che hanno provocato negli anni diversi morti tra i digiunanti. Ci sono poi esempi importanti in Turchia ed in altri Paesi con regimi oppressivi anche attuali. Gli esempi insomma, purtroppo, non mancano

Lo schema che ricorre in questo tipo di opposizione è appunto quello di porsi nella condizione di morire lentamente mettendo l'oggetto del dissenso nella condizione di dover intervenire per non divenire il carnefice di chi protesta.

Un qualcosa quindi di estremo, epico, che viene attuato quando non vi siano alternative , per reclamare un diritto o un principio  vitale la cui importanza è tale che val il sacrificio di una vita.

E' chiaro che uno sciopero della fame, per avere un reale significato, deva avere le caratteristiche della convinzione, del sacrificio, del pericolo per la vita di chi lo effettua , della intransigenza , della determinazione. Altrimenti assume i contorni di una farsa. E qui cala come una mannaia un giudizio morale sui contorni assunti dal cosiddetto "sciopero della fame a staffetta" adottato da alcuni parlamentari italiani per spingere la approvazione di una Legge sulla naturalizzazione dei figli degli Immigrati denominata "Ius soli" 

Perché  sebbene  esistano in Italia esempi  di iniziative analoghe che non avevano la solennità degli scioperi più' sopra citati, e mi riferisco in particolare agli scioperi della fame del recentemente scomparso Marco Pannella, è pur vero pero'  che chi li metteva in atto dimostrava una reale sofferenza con dimagrimenti spaventosi.

Ma i parlamentari che effettuano questo sciopero " a staffetta" non rischiano certamente la salute o la vita, tanto che questo tipo di protesta piu' che sciopero della fame potrebbe essere ironicamente  definito una dieta dimagrante. E quindi appare moralmente offensiva nei riguardi di coloro i quali per le proprie convinzioni hanno digiunato sino a morire, Appare offensiva anche nei riguardi della intelligenza degli elettori, ed appare grottesca perchè a protestare  in questo modo non sono magari gli immigrati stessi, che non avrebbero probabilmente altro mezzo per mandare un messaggio forte alla Società che li ospita, ma sono proprio coloro i quali questo tipo di Legge dovrebbero approvare. Questi parlamentari potrebbero, con pazienza e con tenacia, adoperarsi per fare una Legge di questo tipo con gli strumenti previsti dalla Legge, come per esempio un referendum o una legge di iniziativa popolare. Ma probabilmente questa iniziativa pubblicitaria , a prescindere dai risultati che produrrà per il ius soli, puo' colpire la fantasia degli elettori e produrre migliori risultati in tema di popolarità e prestigio personale molto utili in prossimità delle elezioni del 2018. 

Una iniziativa del genere contiene in se diversi messaggi negativi, dalla mancanza di rispetto per per un tipo di protesta dai significati profondi e dai precedenti illustri al messaggio che  nulla è sacro e tutto si può' usare per la propaganda.

Tutto questo senza entrare nel merito della Legge in oggetto, lo Ius soli, sulla quale non è facile esprimere un giudizio , e che proprio per questo va attentamente valutata a discussa. Seriamente, senza questo tipo di carnevalate.

martedì 7 marzo 2017

EMIGRAZIONE, BASSA NATALITA' TACCHI, DATTERI ED ALTRE AMENITA'....

La notizia del giorno sembra essere quella che l'ISTAT  ha pubblicato l'ennesimo rapporto sulla (bassa) natalità in Italia dal quale risulta che la natalità è in calo, la popolazione sta invecchiando, e che quindi il mantenimento del numero degli abitanti è legato alla immigrazione, alla quale sono , a quanto sembra, anche legate le speranze di un mantenimento del livello di contribuzione all'INPS per continuare a pagare le pensione di una popolazione sempre più' vecchia.
Nel contempo ci si è (di nuovo) accorti che dall'Italia i giovani se ne vanno. I dati ufficiali parlano di 107 mila giovani nel 2015 ma è un dato da rivedere abbondantemente al rialzo,
Perché questa rilevazione si basa su dati, per così' dire, rilevabili , ovvero su dati registrati come ad esempio l'AIRE, l'albo degli italiani residenti all'estero, ai quali pero' gli italiani si iscrivono solo al raggiungimento di una situazione stabilizzata perché per diversi motivi è più' conveniente continua a risultare residenti in Italia o  risultare turisti....in particolare per quanto riguarda la assistenza sanitaria, ma anche per motivi burocratici, fiscali eccetera

Moltissimi giovani che girano in cerca di lavoro in Europa ma anche in Australia ed altri Paesi sono in questa situazione . Paradossalmente questa massa di giovani "invisibili" va a influire sulle statistiche con le quali i vari governanti di turno giocano per catturare consenso. In particolare esibendo come se fossero positivi i dati relativi alla diminuzione della disoccupazione ....cui pero' non fa riscontro un analogo aumento della occupazione e la conclusione alla quale arrivano le sempre sorridenti giornaliste dei telegiornali di regime  prima di annunciare la visita in studio dell'ultimo personaggio di Amici o di passare la linea a qualche trasmissione televisa di basso intrattenimento è che sempre più' giovani rinunciano sia a studiare che a cercare una occupazione . In realtà è probabile che questi numeri nascondano la realtà di questi spettri della emigrazione dei quali nessuno vuole riconoscere l'esistenza. La meglio gioventù italiana se ne va lasciando un Paese in decomposizione  ma nessuno deve sapere, per lo meno non si deve comprendere la reale entità del fenomeno. La propaganda di regime ne parla minimizzano, come se si trattasse delle scelte di alcuni ragazzi particolarmente eccentrici o particolarmente avventurosi . Mentre in realtà si tratta di un esodo epico , dovuto al fatto che il nostro è un Paese che sta morendo cito Curzio Maltese in un articolo di qualche mese fa su Repubblica    Se ne vanno anzitutto da un Paese ingiusto, il meno meritocratico d'Europa, dove le anti-virtù del familismo, del clientelismo e del servilismo contano assai più per trovare un lavoro di quanto pesino talento, onestà e capacità. Disgustati da un sistema dove un imbecille qualsiasi può ricoprire posti da favola soltanto perché fa parte di un clan o di un cerchio magico, mentre un genio della ricerca deve tirare a campare con un mensile miserabile. Se ne vanno da un Paese che ha perso troppi treni e bruciato il proprio futuro inseguendo pifferai da quattro soldi e ricette semplicistiche. Invece di pensare a un nuovo modello di sviluppo."

Se ne vanno da un Paese incapace di comprendere i problemi e di porre in atto delle vere strategie, dove politicanti indegni ed in perenne campagna elettorale pensano di risolvere tutto con qualche sillogismo, qualche battuta idiota ( cit. Poletti Conosco gente che è andata via e che è bene che stia dove è andata, perché sicuramente questo Paese non soffrirà a non averli più fra i piedi) o qualche  iniziativa che sa di elemosina elettorale come i bonus bebè , che periodicamente ricompaiono, simili agli 80 euro di renzi.

non c'è alcuna capacità progettuale perché pensare e progettare nel medio -lungo periodo  non è remunerativo in termini di consenso nel breve periodo. Perciò' continueremo con questo dissanguamento e questa agonia, con centinaia di migliaia di giovani che ogni anno se ne vanno a fronte dei 500 mila scarsi che ogni anno nascono , probabilmente con già una valigia in mano. Siamo capaci solo di prorogare ogni anno di più' la vita lavorativa per evitare di pagare pensioni , il nostro futuro lo mandiamo via, verso il resto del mondo , 

E tutto cio' mentre questi politicanti inutili, tragiche marionette di una recita assurda ,  parlano di tacchi e datteri come Cochi e Renato, continuano a tessere le trame di trabocchetti politici per vedere a chi tocca la fetta più' grossa della torta . L'ultimo ballo a bordo del Titanic 




sabato 26 novembre 2016

CARISSIMO INDECISO....

CARA INDECISA, CARO INDECISO....
Ti stai chiedendo se dovresti votare SI o NO a questo referendum del quale non hai capito molto, oppure addirittura ti chiedi se devi o non devi andare a votare....

Bene, la prima cosa da  dire è che a questo Referendum è molto importante andare a votare. Perchè questo è un Referendum confermativo di una Legge che si propone di cambiare la COSTITUZIONE della nostra REPUBBLICA,  ed intende cambiarla non di poco, Essendo un Referendum confermativo, PER LEGGE NON PREVEDE ALCUN QUORUM, quindi sarà valido QUALUNQUE SIA IL NUMERO DEI VOTANTI : fossero anche mille in tutta Italia sarebbe comunque valido.

Dunque andare a votare è importante perchè la Costituzione è la piu' importante Legge della Repubblica, da essa discendono tutte le altre Leggi, ed è nata subito dopo la seconda guerra mondiale, sulle macerie di un Paese distrutto, da un gruppo di persone che ha studiato e si è confrontata per scrivere un Documento sul quale fondare una nuova Naziona, basata sulla volontà del Popolo e sui valori della Pace e del Lavoro.

Cambiare questa Legge è una responsabilità che non va presa alla leggera, per cui se non ti senti coinvolto, se ritieni di non essere stato informato in modo sufficiente o con chiarezza, se ritieni che chi governa in questo momento non abbia voluto o potuto metterti nelle condizioni di valutare con serenità e chiarezza quello che sta succedendo, sarebbe già un motivo sufficiente per votare NO. Perchè dire NO non significa andare contro il Governo, o aiutare Grillo o Salvini o chiccessia. Non esiste un partito del NO esiste una moltitudine di persone, Associazioni (come l'ANPI, la'associazione nazionale dei Partigiani d'Italia) partiti, (dalle piu' diverse idee) sindacati che dicono NO, questa riforma non va bene, è sbagliata , non la vogliamo. 

E dire NO non significa uscire dall'Europa, provocare un danno, far cadere il Governo , rinunciare a benefici sanitari, rinunciare a diminuire le tasse come viene detto da piu' parti, anche in modo manipolatorio. Significa semplicemente dire NO, non voglio che la costituzione venga cambiata, o non venga cambiata in QUESTO modo, desidero che rimanga tutto com'è ora.

Ma entriamo nella questione del SI o del NO. Informarsi non è semplice, anche perchè gli organismi Istituzionali non stanno dando una informazione equilibrata ed imparziale , e anche questo ti dovrebbe preoccupare (se come recita l'art.1 La sovranita' appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Sarebbe importante che il Popolo sovrano venisse almeno informato in modo corretto di ciò che succede)

Il quesito del referendum è il seguente

"Approvate il testo della legge costituzionale concernente "disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione", approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?»

IL testo è birichino perchè propone domande alle queli verrebbe di rispondere di si a tutto. Ma.......ATTENZIONE!!!
COSA VUOLE DIRE SUPERARE IL BICAMERALISMO PARITARIO CON QUESTA RIFORMA?

Vuole dire che il Senato verrà trasformato (NON ELIMINATO!!) ed al posto dei 315 senatori attuali ELETTI DAL POPOLO , ne arriverebbero 100 indicati dai Consigli Regionali e scelti tra Amministratori e Sindaci con una Legge Ordinaria che NON E' ANCORA STATA SCRITTA. Il che porta a tutta una serie di considerazioni su come funzionerà questo Senato, con gente che va  e viene ad ogni cambio di Consiglio Regionale o di ogni sindaco, quali saranno le influenze politiche sul Senato visto che ogni Senatore dipenderà dal proprio Partito, quali saranno le possibilità di lavorare per questi Senatori con doppia carica, quali saranno i possibili vantaggi o svantaggi per avvantaggiare il lavoro legislativo, visto che non sarebbe impossibile che il Parlamento veda la maggioranza di un Partito o di una Coalizione, mentre il Senato potrebbe essere del colore avverso perchè magari la maggior parte delle Regioni sono governate da un Partito avversario. E' ben vero che il Senato avrà poteri limitati sulle Leggo ordinarie, ma avrà gli stessi poteri di oggi su altre Leggi come  Riforme costituzionali e leggi costituzionali, Leggi di ratifica dei trattati dell'Unione Europea., Leggi sulla tutela delle minoranze linguistiche Leggi che riguardano i referendum popolari e le altre forme di consultazione Leggi sui casi di ineleggibilità e di incompatibilità con l'ufficio di senatore Leggi che stabiliscono le modalità di elezione dei senatori , Leggi sulle funzioni fondamentali dei Comuni e delle Città metropolitane (compresa Roma Capitale) , Leggi sulle forme particolari di autonomia regionale (cioè le regioni a statuto speciale), sulle elezioni regionali e sui rapporti tra regioni e stati esteri e quindi dal punto di vista istituzionale non poco. In estrema sintesi questo nuovo Senato di non eletti ma nominati tra Consiglieri Regionali e Sindaci decidera se e quando cambiare di nuovo la Costituzione. Se vi pare poco.....

Ma andiamo avanti.  La riduzione del numero dei parlamentari e il superamento del bicameralismo perfetto l'abbiamo visto. Contenimento dei costi della politica?E' in parte vero, perchè i nuovi Senatori non avranno compenso ( ma rimborsi spese si.....) . Pero' in realtà si riduce a ben poco perchè tutto l'apparato del Senato, segreterie, uffici, personale , affitti auto blu eccetera rimarrà. E' stato calcolato che il risparmio effettivo sarebbe inferiore ai 40 milioni di euro che sembra anche tanto ma che di fronte al bilancio dello Stato (circa 500 miliardi di euro) si riduce  a circa il costo di 1 caffè per italiano. L'anno. Per fare un confronto , come se le vostre spese condominiali fossero di 1000 euro l'anno ed il risparmio fosse di 8 centesimi l'anno. Comunque sia , questo risparmio è da valutare con il criterio dei costi /benefici: a fronte di questo cambiamento del Senato il risparmio è di questo caffè. Ne vale la pena? Si/No.

Dei risparmi contenuto nella parte che riguarda la modifica del titolo V, e che riguarda poi alla fine anche la soppressione delle Province, non vale la pena di parlare perchè non si sa che fine faranno i palazzi e i dipendenti delle Province, e chi si assumera ed a quali costi i compiti che le Province svolgevano riguardo a Scuole, strade ecc. Per cui è anche possibile che i costi rimangano uguali o addirittura aumentino (In Friuli Venezia Giulia, regione che ha già abolito le Province per Statuto,  al loro posto stanno nascendo le UTI e su costi e posti destinati alla politica di questi Istituti ancora si sa troppo poco)

La soppressione del CNEL riguarda la soppressione di un Ente che si è rivelato inutuile, ma solo perchè non è stato adeguatamente valorizzato il CNEL infatti sarebbe stato un importante elemento di raccordo tra Governo e Parti Sociali per la discussione di temi come la prodiuttività ed il Lavoro, tra Governo ed Enti Locali, in particolare le Regioni e tra Governo ed Enti sovranazionali come La Comunità Europea, e tramite la pubblicazione di Bollettini e la disponibilità di archivi informatici una finestra che permetteva ai Cittadini di monitorare la attività del Governo.

Infine la modifica del titolo V, molto lunga ed articolata con la quale diversi poteri delle Regioni passano allo Stato e viene introdotta una clausola, cosiddetta di "supremazia" con la quale in caso di divergenza di pareri tra Regioni e Stato, tipicamente per la realizzazione di una grande opera come un oleodotto (vedi Puglia) un rigassificatore (Monfalcone) o la TAV (Val di Susa ma anche Carso Triestino) prevale la ragione dello Stato

Per cui è evidente che il quesito è molto ambiguo e non riflette la sostanza dei cambiament, anche perchè ci sono molti cavilli che vanno a creare modifiche che non sono ancora tutte valutabili ANCHE PERCHE' QUESTA RIFORMA VA A TOCCARE BEN 40 ARTICOLI DELLA COSTITUZIONE... con un testo piuttosto complicato ed a tratti di difficile comprensione composto di 41 articoli!!!

Il suggerimento che ti diamo è di andare a votare, e se hai un minimo dubbio che questa riforma non sia una cosa buona per l'Italia vota NO. Per cambiare le cose c'è sempre tempo, posto che il cambiamento in se e per se NON E' un valore, il cambiamento è buono se fa cambiare le cose IN MEGLIO  per fare le cose bene ci vuole il suo tempo, questa riforma affrettata e raffazzonata ( non è vero che la stanno studiando da anni, è nata un anno e mezzo fa ) puo' fare grossi danni è NON C'E' NESSUN MOTIVO PER FARE LE COSE IN FRETTA E MALE , una nuova riforma puo' essere fatta in qualunque momento . Non è vero che se non passa questa riforma poi staremo fermi per venti o trent'anni. Tutto puo' esere rifatto senza problemi, se c'è la buona volontà. Non c'è nessuna Legge che lo impedice. E NEL FRATTEMPO CHIEDIAMO A QUESTA CLASSE POLITICA E DIRIGENTE DI APPLICARE BENE QUELLA CHE C'E' . Grazie per l'attenzione

sabato 29 ottobre 2016



ome previsto e prevedibile, la proposta di Legge del M5S per il dimezzamento degli stipendi dei Parlamentari è stata elegantemente cassata in Aula, con il rinvio in Commissione, un modo per non votare esponendosi  allo scandalo troppo evidente della dimostrazione palese che il PD in realtà non ha la minima intenzione di diminuire i costi della politica. La dimostrazione, se ce ne fosse stato bisogno, che le motivazioni addotte per indurre gli italiani a votare a favore nel referendum per cambiare le costituzione non sono altro che scuse e pretesti, e che i veri motivi sono altri, legati alla gestione del potere.
Il Presidente del Consiglio Renzi, con il suo consueto umorismo da oratorio ed un non meglio specificato accenno  su un film (boh?) ha rilanciato, puramente come provocazione  naturalmente-nessuna proposta concreta - di legare il compenso dei parlamentari alle effettive presenze in aula sostenendo in modo implicito che chi non è in aula e vota, non compie il suo lavoro di deputato e quindi non dovrebbe essere pagato. Ovviamente questa idea è nata dalla constatazione che il deputato M5S Di Maio ha solo il 37 % di presenze in Aula , e la proposta era stata appunto quella di dare allo stesso il compenso ridotto al 37% . A parte il fatto che questo indice di presenze è abbastanza comune e che quindi questa proposta, lungi dall'essere punitiva per il solo Di Maio potrebbe veramente contribuire a diminuire i costi della politica, e che ci sono deputati PD che hanno indici di presenza anche inferiori vedi  http://parlamento17.openpolis.it/lista-dei-parlamentari-in-carica/camera/assenze/desc, ed in generale deputati con indice di presenza anche molto inferiori, vale la pena di evidenziare come questa battuta rivel la concezione che il nostro Renzi ha dei Parlamentari. Una visione evidentemente molto utilitaristica, legata all'idea che il Deputato sia solo una macchina da voto, seduto al suo scranno a premere un bottone ogni volta che gli fa comodo. E' evidente che un Di Maio, sempre in giro per l'Italia a parlare con la gente puo non essere sempre presente a far numero in Aula anche quando ci sono votazioni di minore importanza secondo le priorità che egli si è dato e , vorrei dire, ce ne fossero di piu' di Deputati che non sono in Aula perchè sono in giro per il Paese a parlare con la gente e percepire la realtà del Paese stesso invece di vederla filtrata attraverso lo schermo del proprio, esagerato, benessere.Poi c'è da dire che esiste la gabola dei deputati in "missione" che sarebbero in pratica assenti giustificati pur essendo in realtà talvolta impegnati non in missioni prettamente istituzionali e qui sarebbe divertente capire la reale consistenza delle presenze di alcuni deputati e la reale motivazione delle assenze di altri . Al netto della presenza dei famosi "pianisti"  Propongo la lettura di http://notaintracamera.blogspot.it/2013/04/i-deputati-in-missione-sono.html, . Insomma, con questa lettura del presenzialismo in Aula Renzi non si comporta differentemente da quei datori di lavoro che misurano la propria considerazione verso un dipendente non dal lavoro che produce, ma solo dagli straordinari che fa.  A posto cosi'

lunedì 22 agosto 2016

NO FUSIONE , riassunto delle puntate precedenti e uno sguardo al futuro



Un principio familiare a chi fa propaganda è che le dottrine da instillare nel pubblico non dovrebbero essere enunciate perché questo le esporrebbe alla riflessione, all'indagine e, molto probabilmente , al ridicolo. La procedura corretta è valorizzarle dandole costantemente per scontate , in maniera tale che diventino vere e proprie condizioni del discorso" Noam Chomsky

L'esito del voto al referendum per la Fusione dei Comuni di Ronchi dei Legionari, Staranzano e Monfalcone ha ovviamente dato il via ad una ampia discussione, nella quale non sono mancati commenti anche  caustici da parte dei sostenitori del SI alla fusione .

 Al di la di personalismi ed  esagerazioni causati da eccessiva emotività, il pensiero comunemente espresso dai sostenitori del SI si puo' riassumere in pochi temi dominanti: La maggior parte degli elettori ha votato no perchè 
1) non ha capito le ragioni del SI, 2) è stata plagiata e manipolata da politicanti che volevano conservare la propria poltrona 3) pur comprendendo la validità delle ragioni del si ha avuto paura del cambiamento 4) ha votato contro i propri interessi pur di dare contro ai politici o alle politiche sino qui perseguite a Monfalcone vista come città che avrebbe assorbito le altre due..

 Un giudizio non certo lusinghiero nei confronti degli elettori che, di fatto, vengono considerati ingenui, manipolabili, poco intelligenti, ed in ultima analisi non adatti a prendere decisioni di questa portata. Eppure, subito dopo il raggiungimento del numero di firme necessarie a richiedere il referendum, quando si era diffusa la notizia che per la validità del referendum non era necessario il quorum, e qualcuno tra i quali il sottoscritto aveva iniziato a diffonder la propria preoccupazione circa il fatto che la popolazione fosse sufficientemente informata su quello che stava succedendo e sulla importanza di andare a votare, (in particolare in un Paese nel quale ormai si vota pochissimo e nel quale un Capo del Governo a suo tempo aveva sdoganato la pratica di fare fallire i referendum andando al mare invece di andare a votare) quel qualcuno era stato dileggiato dai sostenitori del si ed anzi accusato di considerare gli elettori degli stupidi incapaci di informarsi e di prendere le proprie decisioni.  

Evidentemente, per qualcuno gli elettori sono intelligenti se votano quello che predica il regime, se votano contro  invece, se si ribellano alle decisioni dei politicanti , allora sono manipolati, sciocchi, incapaci. E' evidente che qui ci troviamo dinanzi ad un drammatico problema culturale , e di maturità politica e sociale, perchè la classe politica - che si trova completamente distaccata dalla Società che dovrebbe interpretare e rappresentare, -  viene a delinearsi come un corpo estraneo, autoreferenziale , fine a se stesso ed al mantenimento di un potere avulso dalle necessità della popolazione e strumentale solo alle necessità di sopravvivenza di una casta sempre piu' isolata e schizofrenica. 

Un problema che insiste a livello nazionale ma che trova i propri risvolti anche nelle questioni piu' periferiche e marginali, proprio perchè si tratta di un problema culturale. La classe politica, non appare in grado di capire ed interpretare i segnali che provengono dalla Società, anzi, non sembra  in grado nemmeno di concepire l'idea che la popolazione vada ascoltata,    e quindi la discussione che nasce non viene utilizzata per capire il punto di vista dell'altro, ma soltanto per cercare di imporre il proprio, spesso nemmeno con ragionamenti di una qualche complessità, ma frequentemente con slogan, sillogismi, giochi di parole e battute sferzanti o sarcastiche che suggeriscono un atteggiamento di presunta superiorità ingiustificata in chi dovrebbe essere al servizio del popolo. Un atteggiamento che trae le sue origini , e che sovente prelude ad un tipo di  regime non certo  democratico.

Senza voler esprimere giudizi sulla persona, che peraltro non conosco personalmente, vorrei citare un corsivo letto sul quotidiano Il Piccolo a firma di Luciano Rebulla, politico nostrano di lungo corso, già parlamentare della Democrazia Cristiana, e due volte sottosegretario del VI e VII governo Andreotti. Sulla questione del referendum per la fusione 

"  I personalismi hanno disorientato.Merita qualche riflessione il fatto che tutti e tre i referendum consultivi promossi in regione per avviare un processo di fusione abbiano avuto un risultato negativo. Infatti oltre quello che interessava Monfalcone Ronchi e Staranzano sono stati bocciati anche quelli relativi a Tramonti di Sotto (650 abitanti) e Tramonti di Sopra (600 abitanti) e Codroipo (16.000 abitanti) e Camino al Tagliamento (1700 abitanti). Come si vede non rileva il problema della dimensione come pure pare non conti la posizione dei consigli comunali o dei sindaci perché, ad esempio, per quanto riguarda Codroipo e Camino erano tutti d'accordo ma la gente ha votato contro. Credo che in generale all'origine di questo sostanziale rifiuto che unisce tutte e tre le esperienze referendarie vi sia il timore di un salto nel buio, di perdere il certo per l'incerto e la domanda che il cittadino si pone- e in maggioranza lo porta a votare no - è : "capisco unire i comuni significa risparmi, maggiori finanziamenti, più peso politico, ma chi mi garantisce che i servizi che oggi ho verranno mantenuti…ma poi dovrò rivolgermi al centro maggiore… il comune più forte la farà da padrone anche per le opere pubbliche…non avrò più i miei rappresentanti". Queste legittime preoccupazioni- a cui evidentemente i promotori non hanno saputo dare risposte convincenti- hanno pesato anche sul referendum più importante che avrebbe portato alla fusione forse più significativa fatta in Italia in questi ultimi anni, quello del Monfalconese. - omissis" 

Come si vede non vi è il minimo dubbio che i Cittadini abbiano operato una scelta sulla base di consapevolezze maturate , di analisi approfondite , di valutazioni che vadano oltre gli aspetti piu' venali in tema di denaro e potere politico , la valutazione è semplicemente che i Cittadini hanno avuto paura . Non saggezza, coscienza , consapevolezza dei propri limiti e di quelli della classe politica attualmente dominante, amore per il proprio territorio, per le propri tradizioni ed identità . No. Solo paura. 

Cito un altro passaggio " - omissis -  Ma allora mettiamo una pietra sopra le fusioni…non se ne parla più? Non credo. Penso che per quanto riguarda i comuni minori la regione procederà d'autorità , considerato che si tratta pur sempre di referendum consultivi e che avere comuni di 600 abitanti è assurdo, per gli altri casi forse proprio partendo dall'esperienza monfalconese sarebbe opportuno procedere in modo diverso dando ai cittadini in anticipo quelle garanzie che nulla cambierà , ma anzi migliorerà, rispetto al livello di servizi di cui gode oggi. Si tratta in sostanza di procedere analogamente al modo con cui si procede alle fusioni tra aziende private. - omissis" 

Come si vede, anche qui il giudizio dei Cittadini non sembra meritare alcuna considerazione . Ho citato questo articolo apparso su "il Piccolo" il 24 giugno 2016 perchè mi sembra riassuntivo ed emblematico del modo di pensare della classe politica italiana, direi a prescindere dal colore politico.

Aspettiamoci quindi dei colpi di coda, aspettiamoci che la fusione cacciata a forza dalla porta tenti di rientrare dalla finestra, non abbassiamo la guardia. 

Perchè questo momento che ha visto i Cittadini respingere le prepotenze e le semplificazioni dei potenti di turno, che ha visto gli elettori per una volta non farsi ingannare dalla propaganda dei politicanti e prendere in mano il proprio destino , diventi l'inizio di una nuova era nella quale i Cittadini intendono agire e non subire, intendono riprendere il proprio ruolo di protagonisti della vita democratica , ridiventino soggetto e non oggetto passivo della vita politica del Paese.

Ed a questo proposito, la prossima sfida imminente è quella del Referendum per la modifica della Costituzione della Repubblica . 

Dobbiamo esserci tutti .

domenica 12 giugno 2016

FUSIONE ED IDENTITA'



Quando nel corso del dibattito in corso sulla fusione dei Comuni di Ronchi Staranzano e Monfalcone, il discorso finisce sul senso di identità che verrebbe perso con la fusione, i fautori del si spesso chiedono con un risolino ironico a chi non vuole la fusione, di spiegare questo senso di identità . Di dare una esatta definizione del senso di appartenenza. E chiedono provocatoriamente se si stia parlando del campanile o della ubicazione dell'ufficio del sindaco oppure ancora se si tratti del timore di perdere la "festa dela Raza." .La risposta non è semplice  perchè non è facile definire con le parole questo qualcosa che si sente dentro.E dal tono cinico e derisorio della domanda nasce un certo scoraggiamento . Infatti ci sono cose che non possono essere tecnicamente descritte, ne tantomeno valorizzate con dei numeri. Sono cose che in altri contesti vengono infatti definiti "asset intangibili" Ma proviamo ugualmente a definirle con esempi e similitudini. Partiamo per un esempio  proprio dalla festa dela Raza. La paura non è quella di perdere la festa della Raza ma di perdere la spinta aggregativa ed il senso di coesione sociale che fa di questa festa un momento di incontro unico in tutto il circondario. A questa festa vengono persone da tutto il circondario spinte dalla voglia di trovarsi ed incontrarsi in un luogo che rende il vero senso del Paese, gestito dalla gente del Paese, dove abbiamo ancora i volontari di tutte le età che si danno da fare e che ci salutano da dietro i chioschi, e sono i nostri paesani. Un fiume di gioventu, di famiglie, tutti gli adolescenti della zona e sono cose che , per esempio a Monfalcone, non si vedono piu'e che qui rimane possibile anche perchè l'Amministrazione comunale è in questo in sintonia con i Cittadini e l'Associazionismo. ..E  poi ancora a Staranzano la compagnia del Carro, protagonista del Carnevale di tutto il circondario e di diverse altre manifestazioni...è nata qui , dal senso di coesione del Paese. E poi le mille altre cose come il comitato di solidarietà  È difficile rendere in parole il senso di tutto questo, perchè l'amore per la propria terra ha simboli ed assume significati che non sempre si possono elencare. . Ma si respira . A Staranzano questo senso del Paese si respira. Altrove non piu'.A chi pensa che il campanile non conti nulla, guardi a Monfalcone ed al suo centro popolato solo da stranieri ed immigrati, perchè i Monfalconesi non ci vanno piu'. E non ci vanno perchè hanno perso il senso di identità con i luoghi, da quando la amministrazione ha voluto stravolgere il centro, cambiando la piazza , le vie, con lavori che hanno trasformato i luoghi sino a renderli irriconoscibili. La amministrazione di Monfalcone ha voluto per esempio cambiare la Piazza non solo nel senso dell'intervento edilizio, ma anche nelle sue funzioni: per molto tempo la Piazza non è stata piu' disponibile per tutte quelle manifestazioni che ospitava prima, dal Carnevale alle bancarelle di San Nicolo',agli eventi sportivi Era diventata un "salotto" da guardare e non toccare.E' stata portata via ai cittadini. Ora, un Cittadino si puo' riconoscere in una Amministrazione che rispetta e fa propri valori e tradizioni dei Cittadini. Ma impadronirsi della piazza , dell'agorà, del centro di aggregazione di un paese per farne qualcosa di anonimo ed estraneo in nome delle velleità artistiche di qualche amministratore, e sopratutto sottrarla al suo ruolo tradizionale per costruire qualcosa di artificiale ad imitazione magari di qualche altra città piu' grande restituisce un senso di vuoto, l'esproprio della piazza rende l'idea di una città che non è piu' propria , nella quale  si fa fatica a ritrovarsi A Monfalcone il Carnevale che era un evento in tutta la bisiacaria, oggi è uno dei tanti carnevali e la gente non si coinvolge piu'. A Monfalcone quando la gente protestava per i cambiamenti urbanistici imposti dalla ammministrazione, quando i commercianti chiedevano di poter essere ascoltati sui temi della viabilità  le risposte sono sempre state evasive o negative, e questo toglie ulteriormente il senso di appartenenza: perchè quando qualcuno decide senza tenere conto del volere dei Cittadini ci si sente ospiti in casa propria. 
E' questo il timore. Il timore di essere amministrati da persone per le quali cio' che è importante per i Cittadini di Staranzano non sia importante allo stesso modo per loro, che non abbiano lo stesso rispetto per il territorio, le tradizioni, lo spirito di solidarietà. Se ci sono persone che ridono beffarde di tutto questo, alloro non è ad esse che va dato ascolto.
Che Staranzano rimanga Staranzano!!