domenica 25 aprile 2021

25 aprile 2021

     Oggi, 25 aprile , è una data che celebra la liberazione dell'Italia dall'occupazione nazista e dal regime fascista. La data designata come simbolo  è   il giorno in cui nel 1945 il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI) proclamò l'insurrezione generale in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti, indicando a tutte le forze partigiane attive nel Nord Italia facenti parte del Corpo Volontari della Libertà di attaccare i presidi fascisti e tedeschi imponendo la resa, giorni prima dell'arrivo delle truppe alleate.  Il giorno in cui , insomma, si diede il via all'attacco finale alle forze di occupazione nazifasciste ed ai residui presidi fascisti, dopo una lotta partigiana iniziata dopo l'8 settembre 1943.

    E'  probabile  come dichiarano alcuni storici, , che il contributo in termini strategici e militari della lotta partigiana sia stato piuttosto modesto, anche a fronte di circa 28/30.000 .vittime tra i partigiani cui vanno aggiunti i circa 15.000 civili vittime di rappresaglia. Ma il contributo in termini morali, etici e politici è stato considerevole. In un Paese che per vent'anni si vesti' di nero, perchè è innegabile che il fascismo ebbe un consenso vastissimo, sia che fosse dovuto a convinzione, sia che fosse dovuto a convenienza, a codardia, a ignoranza o qualunquismo. Questo nuovo "risorgimento" ebbe il pregio di risvegliare le coscienze e di porre in essere una sorta di riscatto morale al degrado che ci aveva portato dopo vent'anni di regime, alla guerra prima ed alla guerra civile poi. I valori della Resistenza prima, e della Costituente poi, rimarcarono i principi basilari sui quali deve fondarsi una civiltà democratica, libertà, lavoro, uguaglianza, pace e solidarietà. Questi sono i valori fondamentali che dovrebbero essere festeggiati il 25 aprile,  non solo come celebrazione e ricordo ma soprattutto come affermazione di volontà.

    Questo perché, come purtroppo sappiamo, sono valori che non possono essere considerati come acquisiti ed immutabile, ma che devono essere riconquistati ogni giorno. Perché negli ultimi anni, sempre di più', sembra che ci sia una crescente voglia di fascismo.

     In Italia, come sappiamo, non c'è stata una Norimberga, non c'è stato un processo ai criminali di guerra, per una serie di motivi legati ai processi di consolidamento geo-politici del dopoguerra nei quali l'Italia figurava pur sempre come alleata dei vincitori, non c'è stata una sfilata nella galleria degli orrori come in Germania, non ci sono stati processi. Tutto è stato nascosto ed insabbiato e questo ha permesso ai gerarchi, agli autori delle stragi, ed in generale a tutto l'entourage fascista di farla franca. Non solo di non subire processi, ma addirittura di rimanere inserita nei gangli dello Stato, esercito, polizia, Pubblica amministrazione. Sulla base di questo silenzio, è stato possibile diffondere il mito del "bono italiano" e quindi si è arrivati persino a colpevolizzare i partigiani per le cose sbagliate ( ce ne sono , ovviamente, state) che hanno commesso minimizzando invece il contributo alla redenzione dell'Italia. Che oggi appare divisa su tante cose , e tra queste anche sul 25 APRILE. Il festeggiamento del 25 aprile viene politicizzato dalla destra, considerato una festa esclusivamente  della sinistra , anzi dei comunisti, che non va festeggiata .da Nord a Sud le cerimonie sempre più' ridotte, ed in molte città snobbate dalle Autorità. Sui social, slogan beffardi, prese in giro, e tante polemiche. Tese soprattutto a svalorizzare la celebrazione, a strumentalizzare la discussione a fini politici. Perché è chiaro che una destra che vuole risorgere deve minimizzare gli orrori del passato, ridurre le stragi fasciste a ì"ragazzate" , negare l'evidenza , negare la Storia. E anche qui stiamo parlando di persone che celebrano il fascismo senza averlo provato, affascinati dall'idea di potenza machista che puo' derivare dall'autoritarismo senza pensare che un regime è un regime e molte volte divora proprio quelli che l'hanno sostenuto. L'idea che un regime di tipo fascista o comunque autoritario sia un qualcosa che si puo' controllare e volgere a proprio vantaggio, discenda a sua volta da una faciloneria, una incapacità di analisi,  superficialità figlia del populismo di cui siamo impregnati. Scomparsa una idea di Stato, con i principii della Costituente che si affievoliscono sullo sfondo , emerge un forte individualismo che oltre ad essere egocentrico, è anche fortemente autoreferenziale , capace di convincersi di sapere tutto senza studiare la Storia ed in ultima analisi facile preda di ogni pifferaio che racconti alla gente quello che vuole sentirsi dire, che faccia credere al popolo di essere protagonista delle proprie scelte mentre invece è manipolato   E' ovvio che in questo clima non possa trovare spazio uno statista, che parli degli interessi della nazione, scomodi, barbosi, impegnativi quando è più' comodo e piu facile ascoltare i ciarlatani   che promettono tutto, trovano sempre un colpevole per ogni problema (non una soluzione, un colpevole) e non devono mai rendere conto delle stupidaggini che dicono . E del resto , nel panorama della nostra politica ci sono statisti? 

    Il 25 aprile va festeggiato, va protetto, va custodito. Perché ce ne sia un altro l'anno prossimo. Ed un altro ancora....

sabato 13 febbraio 2021

Le baggianate di Renzi


Per quanto possa sembrare incredibile , esistono persone che credono alle baggianate che dice Renzi, ci sono persone che lo stimano , persone che lo seguono, e persino persone che lo voterebbero. Questo perchè il politico che si vanta di avere sconfitto il populismo, è in realtà il re del populismo, della manipolazione, delle frasi ad effetto. Un parolaio veramente dotato. Per questo vale la pena di spendere due parole sui messaggi che sta cercando di fare passare, per tentare di  riabilitarsi dopo avere gettato il proprio Paese nel caos in piena pandemia.

Alla considerazione che lui avrebbe provocato la crisi di Governo per fare arrivare Draghi, in quanto Conte non era il soggetto adatto per spendere i 209 miliardi del recovery Found, cercando di passare per "eroe" va risposto NO, non ti crediamo, non è vero.


1) Innanzitutto una piccola considerazione: per quanto oggi sembri banale: quando ha provocato la crisi, il Recovery Fund non era ancora una realtò, non era stato ancora votato. Per cui se per qualsiasi motivo non fosse stato approvato, il suo gesto irresponsabile avrebbe provocato un disastro nel disastro in un Paese già in crisi . Anche perchè senza questi soldi in arrivo, un economista come Draghi avrebbe accettato di mettersi in gioco senza prospettive? Forse anche no. Quindi Renzi ha fatto una scommessa al buio sulla nostra pelle


2) Il fatto che la crisi di Governo sfociasse in un Governo Draghi non era assolutamente una certezza, avremmo potuto trovarci con elezioni anticipate e la gestione di 209 miliardi in mano a Salvini Meloni e Berlusconi. A meno che Renzi non avesse già solidi accordi  con il centro destra per evitare le elezioni. Cosa che rende il quadro ancora piu' inquietante 


3) le considerazioni circa il fatto che Renzi avrebbe  fatto tutto per il bene del Paese e non per motivi personali,  come detto in un intervista "Quando abbiamo aperto la crisi, nessuno ne capiva il motivo e io non riuscivo a spiegare il senso di quello che stavamo facendo»,  omissis. «Mi sono preso un sacco di insulti – dicevano che pensavo ai posti da ministro. E invece oggi chiunque capisce che Iv, nella coalizione di governo, conta molto meno di prima. Ma io ho fatto un sacrificio personale per il bene del Paese» Non regge. Se Conte avesse potuto arrivare a contabilizzare il proprio operato, gestendo i soldi del Recovery Fund, avrebbe eclissato tutti e un personaggio minuscolo come Matteo Renzi con il suo partitello sarebbe scomparso dai radar della politica italiana. Renzi ha rovesciato il tavolo per scompaginare tutto nel proprio interesse personale di rimanere visibile sulla scena politica italiana, e di trovare uno spazio  - - personale - che potrà essere sulla scena politica italiana (ora tutto è possibile) oppure in un contesto internazionale (anche se sentirlo esercitarsi nelle lingue straniere è veramente uno spasso) 


4) IL preteso entusiasmo di Renzi per  Draghi "E il governo Draghi sarà la salvezza dell'Italia: ha messo in sicurezza l'euro quasi dieci anni fa, metterà in sicurezza il Recovery Plan per i nostri figli. Il fatto che a Palazzo Chigi stia per arrivare Draghi ci rinfranca per tutte le polemiche. Molti finalmente capiscono perché abbiamo fatto la crisi. Nonostante tutto, sì, ne valeva la pena". Bisognerebbe dire che i trascorsi di Draghi in realtà non sono entusiasmanti per quanto riguarda  per esempio Draghi Direttore generale del Tesoro (privatizzazioni, svendita patrimonio industriale pubblico italiano, contratti derivati) e da Governatore di Banca d'Italia, quando diede l'OK all'acquisto di Antonveneta da parte di MPS ad un valore folle di mercato.( Per occultare le perdite di quel disastro Monte dei Paschi truccò i bilanci e realizzò operazioni di derivati truffaldine per le quali l'allora Presidente Giuseppe Mussari è stato condannato a 7 anni e 6 mesi di carcere -  a prendere il posto di Mussari fu Alessandro Profumo, recentemente condannato a 6 anni di carcere per irregolarità nella contabilizzazione dei bilanci di MPS. Profumo fu nominato, da indagato, AD di Leonardo (ex-Finmenccanica) e sta ancora al suo posto. ,) Quindi perchè Renzi dichiara di stimare Draghi?


Sicuramente Draghi, nel suo , è bravo. Ma il "suo" siamo sicuri che sia portare un paese fuori dalla crisi sanitaria, sociale ed economica guardando non solo al PIL ma anche al benessere della gente? Siamo sicuri? E chi lo ha deciso?


5) "Italia Viva annuncia da subito che sosterrà il governo indipendentemente dai nomi dei ministri, da quanti saranno tecnici e quanti saranno politici. Auspichiamo che tutte le forze politiche esprimano lo stesso sostegno: chi oggi pone veti agli altri non sta facendo solo un errore politico, ma sta rifiutando l'appello del presidente della Repubblica, che ha escluso che questo Governo avesse una connotazione politica". A questo punto due cose: uno, se da Draghi è disposto ad accettare tutto mentre contro Conte non era disposto ad accettare niente, è chiaro che non stiamo parlando del bene del Paese ma del suo personale. Perchè comunque la mettiamo , Draghi come premier è una incognita mentre Conte il suo lo ha fatto bene. E se non lo faceva abbastanza bene perchè non lo ha fatto fuori prima? Diciamo che il senso dello Stato di Renzi si puo' definire in un unico vocabolo: opportunismo


Secondo: l'appello del Presidente lui lo accetta quando gli dice di accogliere Draghi, ma NON quando gli dice di sostenere Conte ... E allora? Responsabilità istituzionale a spot? 


Tutto quello che dice Renzi si smonta da se, perchè lui è solo un parolaio, carrierista, pataccaro, poltronaro, falso come una moneta da tre euro.



Dispiace che in Italia e nel mondo ci sia ancora qualcuno che gli crede 

lunedì 8 febbraio 2021

UN GOVERNO PURCHESSIA?


La gestazione del Governo Draghi sembra che alla fine si stia rivelando distruttiva per il sistema politico italiano. 

Quando è andato in frantumi il Governo Conte, abbiamo potuto realizzare quanto in realtà fosse fragile l'equilibrio sul quale si reggeva.  Solo la funambolica abilità del Presidente Conte poteva riuscire nell'arduo compito di tenere uniti a sufficienza elementi cosi' instabili e riuscire nel contempo a lavorare e a gestire l'emergenza , pur sotto il fuoco continuo delle opposizioni . Poi l'epilogo, come sappiamo , quando Renzi ha decretato lo stop. Sui motivi non si finirà mai di discutere, tuttavia è evidente che il motivo principale sono i 209 miliardi del Recovery Fund . Come in molte situazioni analoghe, per esempio nel mondo degli affari, la compagine è rimasta coesa sino al momento nel quale i soldi sono stati sul punto di arrivare, in questo caso sfruttando l'abilità e la credibilità di Conte, poi è arrivato il colpo di mano che rimette tutto ini discussione, con la pressione che deriva dal fatto di avere questi soldi in bilico e che quindi rende  urgente trovare accordi e un nuovo equilibrio per poterli riscuotere. E' chiaro che l'Europa non erogherà questi fondi se non ad un Governo stabile e credibile. Di fronte a questo stallo alla messicana, innescato da Renzi che non aveva niente da perdere (per sua stessa ammissione, in una visione assolutamente personalistica della questione) è stato giocoforza per il Presidente della Repubblica tentare la carta di un uomo forte e super partes, quel Draghi che tante parti evocavano già da tempo. 

Ora tutti i partiti o quasi stanno facendo a gara per entrare nel costruendo Governo Draghi, accettando tutte le cose che sino a pochi giorni fa rifiutavano con sdegno, ipotizzando alleanze sino a poco prima inimmaginabili. Renzi, che per trovare una scusa per la spallata a Conte faceva questioni di lana caprina su qualunque argomento, ora accetterebbe qualsiais cosa. La lega ha abbassato i toni , il PD non ne parliamo, e persino i 5 stelle sono possibilisti. 

Come si diceva piu' sopra, c'è la pressione che deriva dall'avere questi soldi in bilico che rende tutto ugente. Cioè che mette fretta. E la fretta, lo sappiamo , è una pessima consigliera. Vogliamo veramente avere un Governo purchessia? Veramente Draghi è il salvatore della patria, il Messia?  E' indubbiamente un valente economista. Ma il Capo di un Governo non puo' essere solo un economista, ce lo ricordiamo Monti? Questi 209 miliardi andranno ad aiutare la gente , le piccole imprese strangolate dal Covid? O probabilmente andranno alle Banche? 

Pur di abbattere Conte tutti erano contro tutti , ora tutti a incensare Draghi, idolatrarlo. Ma tutti quelli che urlavano "elezioni!" Perchè questo non è il volere "deglitagliani" , pensano che Draghi sia quello che vogliono gli italiani? Pur di abbattere Conte mettiamo l'Italia in mano ad un Manovratore che non sappiamo dove andrà. Sicuramente cercherà di salvare l'Economia, ed infatti è ben visto da Confindustria che gli ha già chiesto di togliere reddito di Cittadinanza e Quota 100. Tra quelli che lo sostengono c'è chi non ha niente da perdere, come Renzi ma anche come la Lega che in qualche modo rientra nei giochi dai quali era esclusa e senza andare ad elezioni che sicuramente preferisce evitare. Non parliamo di Berlusconi, che smettera di essere un ologramma. Il PD, da sempre buono per tutte le stagioni , di sicuro ha ben poca faccia da perdere. Quelli che ci rimetteranno saranno i 5 stelle. Che con i Governi Conte 1 e 2 hanno accettato alleanze improbabili ma a fini di bene, riuscendo a portare a casa almeno una parte del proprio programma e dimostrando grande senso di responsabilità istituzionale. Ma che in questa ammucchiata perderanno tutto, perderanno quello che hanno costruito, perderanno la propria identità e potranno essere additati come poltronari (dai poltronari) . Se invece non aderiranno rischieranno  di essere additati come irresponsabili. Io credo che l'unica via di uscita onorevole e ragionevole sarebbe quella di porre le proprie condizioni per un eventuale appoggio a Draghi, avendo il coraggio di dire di no se, come probabile, le loro condizioni non verranno accettate .

E vorra dire che andremo alle elezioni. Non sono il peggiore dei mali, sicuramente perderemo del tempo, ma la logica dell'emergenza ha sempre fatto piu' danni che bene. La "parola agli italiani" ha prodotto questa instabilità che ci portiamo avanti dal 4 marzo 2018, vediamo se "glitagliani" hanno imparato qualcosa 

lunedì 1 febbraio 2021

GIORNATA DELLA MEMORIA

La foto di una bambina impaurita livida, infagottata in una miserabile uniforme troppo grande per lei tanto da dovere essere chiusa con delle spille da balia . Il labbro spaccato dalle percosse, i capelli malamente cozzonati, gli occhi  lucidi di un bambino che ha la febbre o che ha appena pianto. Uno sguardo fermo , nel quale sembra esserci qualcosa che va oltre la paura, la disperazione: quasi una consapevolezza del male che sta per venire. Ed insieme lo sguardo di sfida di un bambino che si sente picchiato senza ragione, troppo debole per reagire ma non per questo disposto a cedere.... L'ingenua sfida di un bambino che sta per morire. 

    Questo è uno dei tanti documenti che ci vengono proposti nella giornata della memoria, uno dei tanti ricordi che emergono...per non dimenticare. Uno dei tanti e probabilmente troppi. La valango di foto , documentari, filmati, interviste che rischia di esondare, congestionare la nostra capacità di ricevere e quindi di diventare talmente eccessiva da  venirne rifiutata in toto,  rischia di annullarsi. Rischia di  banalizzare il male.  

    Delle persone che non hanno vissuto il periodo dell'Olocausto, le piu anziane , nate nell'immediato dopo guerra, sono talmente abituate a sentire parlare dell'Olocausto, delle stragi naziste  da non farci quasi piu' caso, anche perchè in principio se ne parlava poco e sembrava impossibile che se una cosa fosse veramente stata cosi' grave , non se ne parlasse di piu', e negli anni successivi c'erano sempre smentite , discussioni politiche con scambio di accuse e scarico di responsabilità, tanto da creare molta confusione. E poi c'era un certo qual malinteso pudore nel diffondere immagini e documenti troppo crudi, che ha aiutato a coprire per anni questa scomoda verità della quale il Governo italiano dell'epoca era stato complice. Le giovani generazioni , molte volte vivono tutto questo come un film su un passato remoto del quale non esistono i presupposti perchè si ripeta, e lasciano i ragionamenti , le filosofie , le discussioni ai "vecchi" come vecchie cose alle quali non vale piu' la pena di pensare.

     Tutto questo nasce, evidentemente, da pesanti tentativi di rimozione, che nell'immediato dopo guerra avevano ragione d'essere nei problemi di riconfigurazione geo politica dell'Europa devastata dalla guerra e nella quale l'Italia figurava come alleata dei vincitori, percio' molto scomoda da processare , e la valanga di informazioni e documenti evocati ogni anno nel'anniversario della liberazione di Auschwitz, rischia di suonare come una liturgia rituale e retorica , che non riesce a coinvolgere Ma tutto questo non è senza conseguenze. Quando, di fronte ad una immagine come questa, si scrive, si dice o si pensa "mai piu'" bisognerebbe capire  se siamo veramente consapevoli ed attenti a fare in modo che questo non si ripeta piu'. Perchè tutto quello che è successo , i campi di concentramento, gli stermini, le camere a gas, le persecuzioni, le esecuzioni di massa non sono state fatte da alieni venutio dallo spazio, mostri extraterresti o non umani. Sebbene vestiti con uniformi mostruose, i carnefici e gli esecutori erano persone che venivano dalla vita civile, dalla vita "normale"  falegnami, librai, osti, impiegati, piccoli burocrati comunali o statali, fabbri, insegnanti persone comuni prestate all'esercito. E sopratutto, conniventi furono i popoli, in primis il popolo tedesco, ma anche quello italiano, quello degli altri paesei europei occupati dai nazisti . E' stato detto che il vero dramma nel dramma  non fu tanto il genocidio, quanto il fatto che milioni di persone lo trovassero normale. 

    Le azioni erano mostruose, ma chi le fece era pressoché normale, non aveva nulla né di demoniaco né e né di mostruoso. (Hannah Arendt)

    Gente normale che fa cose normali. Che diventano genocidio. La banalità del male, appunto, termine che nasce come titolo del libro di Hanna Arendt,  La lettera Eichmann a Gerusalemme: resoconto sulla banalità del male , nato dai rapporti che l'autrice inviava al proprio giornale settimanale New Yorker, sulle sedute del processo ad Adolf Eichmann, Il gerarca nazista, poi condannato ed impiccato per i crimini commessi :dal dibattimento in aula, infatti, Hanna Arendt ricavò l'idea che il male perpetrato da Eichmann - come dalla maggior parte dei tedeschi che si resero corresponsabili dell'Olocausto - fosse dovuto non a un'indole particolarmente malvagia radicata nell'anima quanto piuttosto a una completa inconsapevolezza di cosa significassero le proprie azioni. Eichmann dichiaro sempre di avere fatto nient'altro che quanto gli avevano ordinato , come un burocrate qualsiasi

    E qui vanno sottolineate due cose: banalità del male ed inconsapevolezza della portata delle proprie azioni, ovvero anca mancanza di nozione di causa effetto. In questo risiedono i prodromi di una possibile ripetizione di quanto già accaduto , sia pure con forme diverse. Il compito della memoria è quello di ricordarci che il male non arriva con un camion carico di nazisti che prendono il potere urlando , ma che si sviluppa dentro ed intorno a noi con un aura di normalità.

    A cominciare dai negazionisti , a coloro i quali negano che ci sia stata la Shoa, che cercano di riscrivere la Storia per cancellare la memoria , molte volte perchè di questo passato non hanno consapevolezza e cercano di ripercorrere quelle che ritengono siano antiche glorie perchè si fermano alla superficilità del mito. Per continuare con coloro che minimizzano, distorcono, rifiutano di sapere . E sono tutto intorno a noi, vediamo l'indice di gradimento dei partiti che fanno un preciso riferimento ai regimi che sono stati coloro i quali hanno provocato gli orrori dell'olocausto in costante salita. 

   Per continuare con i sovranisti che in nome di un malinteso senso di "amor di Patria" invocano la chiusura dei confini ai rifugiati. Fateci caso: le foto dei campi profughi ai confini dell'Europa, con i bambini a piedi nudi nella neve non vi ricordano qualcosa? 

    La banalità del male puo' essere anche il tratto di penna, di un burocrate che impedisce ad un rifugiato  di entrare nel Paese verso il quale sta fuggendo, per esempio,  per un mero errore formale, o per una interpretazione di una Legge, e lo rimanda oltre un confine nel quale il suo destino è estremamente incerto. 

    La banalità del male puo' essere anche perdersi in contorte trattative tra Paesi confinanti intorno alla burocratica interpretazione di Leggi e regolamenti internazionali nella spartizione di compiti e responsabilità mentre nei campi profughi i rifugiati continuano a morire di fame e di freddo.

    E questi  burocrati sono persone normali , che applicano semplicemente delle Leggi, a loro volta, promulgate da persone che vediamo in televisione cordiali e sorridenti

    Ci sono migliaia di profughi ammassati ai confini terrestri dell'Europa in condizioni precarie, al freddo , affamati, senza cure mediche. E questi profughi molte volte vengono da paesi in cui situazioni di  guerra e miseria risultano molto comode ai Paesi occidentali che possono approfittare di queste situazioni incerte per accaparrarsi le risorse naturali di questi paesi a bassissimo costo , o per vendere loro le proprie armi, o per scaricarvi  i propri rifiuti tossici: tutto , si capisce, con i documenti in ordine, tutto ammantato di legalità . Banalità del male è liquidare il tutto dicendo o pensando "che questi profughi potevano restare a casa loro", fare finta di non sapere

    Banalità del male è anche il non decisionismo dei Governi ma puo' essere anche non pensare alle conseguenze di una scelta politica, di un voto. Puo essere anche partecipare per goliardia o per provocazione ad una manifestazione con risvolti xenofobi , o antisemiti, o anche solo a sostegno di un partito o movimento politico che fa proprie queste idee. Liquidare certe manifestazioni di matrice fascista o neofascista  come ragazzate , come giovanile goliardia, invece di cercare di capirne le conseguenze.

    Basterebbe forse, ecco.... Tenere a mente l'immagine di questa bambina, strappata agli affetti, picchiata senza motivo ed infine uccisa  ad Auschwitz a 14 anni, e riuscire ad immaginare che la sua morte , e quella di altri milioni di persone come lei, tra cui molti bambini,  sono state il risultato di un qualcosa che è iniziato come manifestazioni di giovinastri frustrati dall'esito e dalle conseguenze della prima guerra mondiali, che si trovavano magari in una birreria a parlare male del Governo ed a proporre un nuovo Governo in nome del popolo tedesco....o in nome "deglitaliani" , e che indicavano negli stranieri, oppure in qualche minoranza del proprio Paese la causa di tutti i mali, proponendosi come i salvatori della Patria. .Banalmente.


foto di  Czeslawa Kwoka, uccisa nel marzo 1943 ad Auschwitz. dalla rete

domenica 13 settembre 2020

PERCHE' NO?

L’idea di cambiare la costituzione solo per fare un taglio lineare dei Parlamentari, mi sembra come minimo ingenua. A voler essere buoni, si comprende la buona volontà dei 5 stelle di tenere fede alle proprie promesse elettorali tagliando il numero dei parlamentari. 


Ma cosi’, non è una cosa seria. Non si puo’ chiedere una riforma della costituzione senza un articolato progetto, che si prefigga di migliorare veramente le cose attraverso interventi mirati. 


E’ evidente che i problemi del nostro parlamento sono tanti, dalla qualità dei suoi membri all’assenteismo eccetera. Tuttavia la soluzione non puo’ essere solo quella di un taglio lineare, che riduce la democrazia senza risolvere niente. 


Le motivazioni a sostegno del SI  si riassumono con l’ idea di un risparmio economico, unita ad una punizione della “casta” . 


Due cose entrambe viste in negativo:punire e risparmiare, dove risparmiare evidentemente implica il concetto che questi sono soldi sprecati perché il parlamento non opera in maniera sufficientemente efficace per le risorse che assorbe. 


Tuttavia,  come ha detto Matteo Santori, portavoce del movimento denominato 6000sardine su Huffpost , questo “rappresenta il culmine di un processo di delegittimazione del Parlamento e delle istituzioni repubblicane. Il taglio dei parlamentari, travestito di riformismo nel nome dell’efficienza e del risparmio, è in realtà l’apice dell’antipolitica “ 


E’ una specie di rottamazione alla Renzi, cambiare tutto per non cambiare nulla. E’ chiaro che i sostenitori del SI cavalcano l’onda di entusiasmo “anticasta” con i quale molti elettori vogliono “Punire” la casta non importa come. Senza pensare che in questo modo, cito ancora Santori “Il taglio indebolisce gli elettori, non gli eletti.



Se non viene cambiata la LEGGE ELETTORALE , se non vengono eliminate le liste bloccate che a tutti gli effetti fanno si che gli eletti non vengano decisi dagli elettori ma dai capi di partito, un taglio lineare dei parlamentari non fa altro che accorciare le liste , e siccome sappiamo che ai primi posti nelle liste ci vanno sempre i soliti noti, verrà semplicemente ridotta la possibilità dell’ingresso di volti nuovi in parlamento.

Se non si cambia la Legge Elettorale, col cavolo che questi tagli lineari colpiranno gli assenteisti e comunque i peggiori in Parlamento- 


Una riforma seria del Parlamento non puo’ prescindere dal ritorno della possibilità per gli elettori di scegliere gli eletti ed esercitare, quindi, una delle funzioni essenziali della democrazia: il CONTROLLO


Una volta che la parola sarà tornata agli elettori, allora si potrebbe anche discutere di snellire le  fila del Parlamento, anche se un vero risparmio potrebbe , dovrebbe, essere fatto diminuendo i compensi dei parlamentari, parametrandoli ai compensi che percepivano al momento dell’ingresso in Parlamento e ridimensionando la macchina organizzativa , dai portaborse alle auto blu eccetera. Anche se sarebbe ora che un miglioramento deciso della qualità dei nostri parlamentari, facesse entrare nella visione degli elettori il concetto di INVESTIMENTO e non di COSTO. 


Si perché in un Paese serio, che desidera crescere, la soluzione non puo’ essere quella di attaccare e fare a pezzi le Istituzioni, bensi’ di fare in modo cheLE ISTITUZIONI  FUNZIONINO.  L’ondata anticasta che pervade il Pese, peraltro piu’ che giustificata, non deve impedirci di ragionare. E tra l’altro tempo che una vittoria del SI potrebbe rappresentare una comoda scusa per NON rimettere mano alla legge elettorale, non fare altre riforme eccetera, perché tanto la riforma è stata già fatta. Troppo comodo 


Condivido le affermazioni di molti circa il fatto che la proposta oggetto del referendum è demagogica, populista ed è stata dettata anche dal desiderio di apparire “ di mostrarsi agli elettori italiani come indomiti – ma ciechi - paladini della causa anti-casta “ cit


Io votero’ NO, non sono disposto a farmi prendere in giro. Questo taglio di Parlamentari “ad cazzum” (scusate il francesismo) è fumo negli occhi, è come se qualcuno ti prendesse a sberle, e poi  per consolarti si desse da solo degli schiaffi sulla mano dicendo “cattiva mano, cattiva” Il Parlamento funziona male perché è composto da troppe persone sbagliate , non perché sono genericamente troppe. 

Se cosi fosse , per avere il Governo perfetto basterebbe eliminare tutti i parlamentari tranne uno….facile no?

venerdì 14 agosto 2020

TANTO NON CAMBIA NIENTE......

"Tanto non cambia niente" è il mantra dei qualunquisti, dei delusi, di una vasta area di elettori o mancati elettori italiani ed in generale il piu' diffuso Leitmotiv delle frequenti campagne elettorali .  "Tanto non cambia niente" è un buon motivo per non impegnarsi, per non votare ma molto spesso anche soltanto per non prendere una posizione . "Tanto non cambia niente" è il modo nel quale un mondo politico sempre più' lontano dalla gente prospera, e diventa sempre più' alieno ed autoreferenziale. Ma "Tanto non cambia niente"è anche una pratica scusa per non cercare di capire quello che succede, ed è forse proprio questo il fulcro del problema. 

In un paese che soffre di un altissimo tasso di  analfabetismo funzionale, quasi il 30%  il più' alto in Europa, ha buon gioco chi fa propaganda  politica utilizzando  termini complessi e di difficile comprensione , perché questo produce rassegnazione in chi ascolta non comprende e che alla fine rinuncia a capire e lascia che le cose succedano perché "Tanto non cambia niente". Ecco il punto-

Il tema che mi ha suscitato questa riflessione  è la discussione strisciante, in sordina nei media nazionale ,  più' sentita sui Social, , per un referendum confermativo di una legge di revisione costituzionale votata dalle camere con cui è stato previsto il taglio del 36,5% dei componenti di entrambi i rami del Parlamento, ed il voto è prossimo perché si voterà tra poco più' di un mese - 

La questione è tutt'altro che banale perché oppone da un lato coloro i quali sostengono la proposta del Parlamento esclusivamente o quasi per motivi economici, una motivazione che pero' può' ragionevolmente essere ritenuta valida esclusivamente in un ottica demagogica e populista, perché un risparmio calcolato tra i 50 ed i 100 milioni l'anno, a fronte di un bilancio dello stato  che viaggia intorno ai 600 miliardi di euro non può' essere considerato economiacamente rilevante ,  e dall'altra coloro i quali si oppongono al taglio dei parlamentari temendo che ad esso corrisponde di fatto un danno alla democrazia, perché diminuisce le rappresentanza , e potrebbe limitare la effettiva autonomia del parlamento lo stesso, rendendo più' facile quel fenomeno di accaparramento dei parlamentari disposti a migrare da una formazione politica all'altra , fenomeno anche noto come il "mercato delle vacche" 

Le argomentazioni portate a sostegno del taglio dei parlamentari , di carattere appunto populista perché tese a colpire la fantasia degli elettori con quello che viene definito un "taglio alla casta"   appaiono molto accattivanti alle persone che hanno difficoltà a comprendere le implicazioni che vanno oltre la immagine immediata di alcun parlamentari che "vanno a casa" . L'immagine di  parlamentari cui viene sottratta la "poltroncina" , che vengono "mandati via" soddisfa un bisogno di rivalsa contro una classe politica in generale vista come debole, corrotta ed incapace , la famosa "pedata nel sedere" invocate nelle discussioni da bar. Soddisfa un bisogno generato dalla rabbia e dalla frustrazione, più' che da ragionamenti razionali. Eppure, dovrebbe essere evidente che diminuire il numero dei Parlamentari non garantisce in alcun modo un miglioramento della classe politica non garantisce in alcun modo una migliore qualità della politica stessa, anche perché nessuno è in grado di garantire che coloro i quali rimarranno saranno i migliori, che se ne andranno i peggiori. 

Coloro i quali non ritengo positivo il taglio numerico dei parlamentari , e proporrebbero altre soluzioni (come ad esempio i dimezzamento dei compensi dei parlamentari, il taglio delle pensioni ed in generale dei privilegi dei parlamentari ) utilizzano argomentazioni complesse, che non tutti hanno il tempo e la voglia di stare ad ascoltare. Quindi facilmente, chi legge i commenti un momentino piu0' articolati, facilmente gira pagina pensando "Tanto non cambia niente"

E' questo il pericolo del "Tanto non cambia niente", perché  questo è uno dei momenti nei quali effettivamente qualcosa può' cambiare, e se le persone non andranno a votare perché 
"Tanto non cambia niente", le cose potrebbero cambiare, e  in peggio.

"Tanto non cambia niente" è stato un veleno che ha corroso molto la nostra Società e di certo l'ha peggiorata di molto, ed è stato alimentato da una politica che ci ha voluto sempre più' ignoranti e meno capaci di critica e sono stati diversi probabilmente i momenti della nostra storia recente nel quale siamo stati indotti a non fare , a non votare , o a votare sulla base di ondate emotiva costruite ad arte, ed a farci convincere che "Tanto non cambia niente"

Andano a votare possiamo cambiare le cose o perlomeno impedire che cambino in peggio. Vale la pena pensarci. non sempre è vero che "Tanto non cambia niente"......







Tanto non cambianiente.....

martedì 14 aprile 2020

Modesta risposta a "MAGISTRALE " ESERCITAZIONE DIALETTICA DI MARCELLO VENEZIANI SUL PREMIER

Questa "MAGISTRALE ESERCITAZIONE DIALETTICA DI MARCELLO VENEZIANI SUL PREMIER " gira da un po' su Internet, e ci invita a divertirci un poco se possiamo: bene, ci proviamo. Innanzitutto complimenti a questo signore che è riuscito a spendere circa mille parole per parlare del nulla. Si vede che non aveva un granché da fare  .

La sua fatica, che oltre alle mille parole ha preso anche il suo tempo per scriverle, è tesa a dimostrare che Conte è il nulla assoluto, ed a supporto di questo porta diverse argomentazioni. Alcune , prese singolarmente, anche condivisibili ma , a mio modesto parere , esposte in modo arrabbiato ed anche, sempre secondo me,  fazioso.

Giuseppe Conte non è un leader, non è un eletto, non è un politico. E' vero, ed è il motivo per il quale si trova al suo posto. E' stato scelto da Matteo Salvini e Luigi Di Maio  proprio perché aveva un un profilo politicamente neutro, e questo si è reso necessario proprio perché " la  Politica, dopo lo Scarso, lo Storto, il Pessimo, ha raggiunto lo Zero, la rappresentazione compiuta del Vuoto. " e su questo è difficile argomentare . E' vero :raggiunto il Vuoto politico si è reso necessario chiedere ai NON politici di buona volontà di andare a fare da stampella a un Governo composto da Politici troppo sfiduciati per reggersi in piedi. E' stata una scelta necessaria ed anche coraggiosa , da parte di tutti. Naturalmente l'evoluzione della situazione ci ha fatto vedere tutti i limiti di questa scelta, specie da parte (mia opinione) di Salvini che con il suo 7 % ha tentato di imporre la sua leadership culminata nell'autogestito termidoro del Mohjto . Ma rimane una scelta coraggiosa ed epocale. 

Mi sento di contestare la definizione "Luogotenente del Niente" perché  Conte, terminata la prima esperienza , ha dimostrato di avere la capacità la stoffa e la determinazione per iniziare una seconda esperienza questa si, come luogotenente di nessuno dimostrando capacità tecniche non indifferenti ed una autonomia di pensiero che sicuramente disturba molti. A questo proposito vale ricordare il discorso di Conte al Parlamento in occasione delle proprie dimissioni da Presidente del Consiglio del suo primo Governo , nel quale ha dimostrato ampiamente le proprie qualità, sino a quel momento sottomesse alla necessità di fare stare in piedi il Governo Lega/M5S  , ha dimostrato intelligenza, competenza e senso dello Stato, oltre a duna notevole indifferenza per le sirene del potere, e sicuramente capacità intellettuali inedite nell'altrimenti arido panorama di palazzo Chigi . Certamente si puo' definire Luogotenente del Nulla solo nel caso in cui si ragioni in una logica di Partiti, di capibastone e luogotenenti, non di un Presidente del Consiglio che non dipenda da nessuno. Pero' in questo caso essere un NON luogotenente appare come un merito. E' probabilmente esatto dire  che egli  oggi  è il fenomeno più avanzato della politica dopo lo sfascio di tutti i sistemi precedenti,  i partiti, i movimenti, le ideologie, la politica e l'antipolitica, i tecnici e i populisti, le élite e le plebi. È una inaspettata  svolta avvocatizia della politica e, a quanto sembre,  Conte non scende in politica, assume solo da avvocato l'incarico di difendere una causa per ragioni professionalI. E la cosa non mi sembra per niente male, se invece di continue faziosità ci troviamo ad avere qualcuno che persegue un bene ideale a prescindere dalle regioni di Partito

Sono d'accordo sulla idea che andrebbe studiato nelle università del mondo perché segna un nuovo stadio, anonimo e postumo della politica, che , come gia detto , segue ad un periodo vorticoso nel quale si sono superate diverse fasi, partiti movimenti ideologie e non dimentichiamo i personalismi e le manie di protagonismo  per arrivare al tecnisimo puro. Invece mi sembra sbagliato concludere non si puo esprimere su d i lui perché lui segna la fine del discorso politico: non mi sembra. Se la politica è l'arte del possibile, il metodo per conciliare diverse esigenze mi sembra che di questo lui sia un maestro. Diverso puo' esssere il giudizio se si dice politica  e si intende invece faziosità o partitismo. . E non trovo che lui si limiti al preannuncio perché lui decide e fa  

Semmai delude chi si aspetta la politica urlata, quella degli spot e degli annunci ad effetto, la politica del bunga-bunga e del Papetee, delle messe improvvisate nei Talk Show,  dei rosari pagani e delle donne cristiane ad uso e consumo di Facebook, . In questo si, lui è una finestra nel vuoto: non c'è la telenovela.

I fatti separati dalle opinioni, si diceva; e perché no, se lui è un tecnico.. Dopo che Conte ha parlato non lascia una eco rimbalzante di frasi ad effetto, questo no. Dice l'essenziale. Che non è silenzio, ma misura. Conte non rientra in nessuna categoria conosciuta,.Vero. E meno male . 

Conte è portatore sano di politica e di governo, perché lui ne è esente. Avercene. Non sono d'accordo che sia  contenitore sterile di ogni contenuto, piuttosto che sappia affrontare i contenuti in modo distaccato.  Non mi sembra proprio che non abbia  una sua idea; certo quel che dice è pertinente  del luogo, dell'ora e delle persone che ha di fronte. Non ci siamo abituati. 

Parlare della sua inesistenza è un po fantascientifico, Dopo l'esperienza con Salvini è riuscito a prendere in mano le redini di una esperienza di Governo allo sfascio e di reinventarla. Non mi sembra pochissimo. Tralasciamo poi la serie di metafore e similitudini nelle quali l'autore si compiace di ripetere e citare se stesso perchè inutilmente ripetitive....eh se no come arriviamo a mille parole.

Conte non ha una storia, non ha eredità e provenienze, non ha fatto nessuna scalata. Questo io lo giudico un merito  È stato direttamente chiamato al Massimo Grado col Minimo Sforzo, anzi senza aver fatto assolutamente nulla. Ma magari anche senza avere fatto nulla di male e oggi nel panorama politico italiano non è poco

 Tralasciando le battute di dubbio gusto che seguono nel racconto, riassumendo Conte è un tecnico senza una specifica connotazione politica. Piu' o meno come Monti credo. Bisogna dire che di tutti gli altri del panorama politico italiano che invece di connotazione politica ne avevano anche troppa, nessuno è stato ritenuto degno del suo ruolo. Questa come la mettiamo? 

Certo fa molto intellettuale alla moda dire che " Conte non dice niente ma con una faticosa tonalità che sembra nascere da uno sforzo titanico, la sua parlata cavernosa e adenoidea è una modalità atonica, priva di pensieri o emozioni, pura espressione vanesia di un dire senza dire, il gergo della premieralità. Il suo vaniloquio è simulazione di governo, promessa continua di intenti, rinvio sistematico di azioni; è un riporto asintomatico di pensieri, la somma di più uno e meno uno. Indica con fermezza che si adatta a tutto e non comunica niente." Ma non è vero. Conte dice poco, lo fa con misura, dice le cose che riesca a fare in tono semplice comprensibile da tutti. Chi vive nella realtà fa quello che puo' con quello che ha senza fantasmagorici annunci ai quali la politica ci aveva sino ad ora abituati 

Dopo Conte non c'è più la politica; c'è la segreteria telefonica, il navigatore di bordo, la cellula fotoelettrica. Il drone. Beh, frase ad effetto. Sicuramente non c'è la politica urlata ma mi viene da dire che piuttosto di avere politicanti impazziti al timone della nave , forse un pilota automatico non è cosi' male . Conte ha certamente una funzione, e non è solo quella di cerniera lampo tra sinistra e M5S,(ma io aggiungo, non dimentichiamo che se non è piu' la cerniera tra Lega e M5S è solo perché qualcuno ha esagerato con i Mohjto)  punto di sutura tra establishment e grillini (ex tra Lega e Grillini c.s.) . È la spia che la politica non c'è più, vero, perlomeno  nella versione degradata più recente. Lui è oltre,  ma non è senza,non  è il sordo rumore del nulla versato nel niente. E' il rumore di un mondo politico che si è rotto e non so puo' piu' aggiustare senza fare vera politica. E' il tonfo di un mondo politico che si è ubriacato di se stesso ed è stramazzato al suolo e non risorgerà con le fregnacce. Dopo Conte, chi vorrà apparire credibile dovrà esserlo davvero.