venerdì 14 agosto 2020

TANTO NON CAMBIA NIENTE......

"Tanto non cambia niente" è il mantra dei qualunquisti, dei delusi, di una vasta area di elettori o mancati elettori italiani ed in generale il piu' diffuso Leitmotiv delle frequenti campagne elettorali .  "Tanto non cambia niente" è un buon motivo per non impegnarsi, per non votare ma molto spesso anche soltanto per non prendere una posizione . "Tanto non cambia niente" è il modo nel quale un mondo politico sempre più' lontano dalla gente prospera, e diventa sempre più' alieno ed autoreferenziale. Ma "Tanto non cambia niente"è anche una pratica scusa per non cercare di capire quello che succede, ed è forse proprio questo il fulcro del problema. 

In un paese che soffre di un altissimo tasso di  analfabetismo funzionale, quasi il 30%  il più' alto in Europa, ha buon gioco chi fa propaganda  politica utilizzando  termini complessi e di difficile comprensione , perché questo produce rassegnazione in chi ascolta non comprende e che alla fine rinuncia a capire e lascia che le cose succedano perché "Tanto non cambia niente". Ecco il punto-

Il tema che mi ha suscitato questa riflessione  è la discussione strisciante, in sordina nei media nazionale ,  più' sentita sui Social, , per un referendum confermativo di una legge di revisione costituzionale votata dalle camere con cui è stato previsto il taglio del 36,5% dei componenti di entrambi i rami del Parlamento, ed il voto è prossimo perché si voterà tra poco più' di un mese - 

La questione è tutt'altro che banale perché oppone da un lato coloro i quali sostengono la proposta del Parlamento esclusivamente o quasi per motivi economici, una motivazione che pero' può' ragionevolmente essere ritenuta valida esclusivamente in un ottica demagogica e populista, perché un risparmio calcolato tra i 50 ed i 100 milioni l'anno, a fronte di un bilancio dello stato  che viaggia intorno ai 600 miliardi di euro non può' essere considerato economiacamente rilevante ,  e dall'altra coloro i quali si oppongono al taglio dei parlamentari temendo che ad esso corrisponde di fatto un danno alla democrazia, perché diminuisce le rappresentanza , e potrebbe limitare la effettiva autonomia del parlamento lo stesso, rendendo più' facile quel fenomeno di accaparramento dei parlamentari disposti a migrare da una formazione politica all'altra , fenomeno anche noto come il "mercato delle vacche" 

Le argomentazioni portate a sostegno del taglio dei parlamentari , di carattere appunto populista perché tese a colpire la fantasia degli elettori con quello che viene definito un "taglio alla casta"   appaiono molto accattivanti alle persone che hanno difficoltà a comprendere le implicazioni che vanno oltre la immagine immediata di alcun parlamentari che "vanno a casa" . L'immagine di  parlamentari cui viene sottratta la "poltroncina" , che vengono "mandati via" soddisfa un bisogno di rivalsa contro una classe politica in generale vista come debole, corrotta ed incapace , la famosa "pedata nel sedere" invocate nelle discussioni da bar. Soddisfa un bisogno generato dalla rabbia e dalla frustrazione, più' che da ragionamenti razionali. Eppure, dovrebbe essere evidente che diminuire il numero dei Parlamentari non garantisce in alcun modo un miglioramento della classe politica non garantisce in alcun modo una migliore qualità della politica stessa, anche perché nessuno è in grado di garantire che coloro i quali rimarranno saranno i migliori, che se ne andranno i peggiori. 

Coloro i quali non ritengo positivo il taglio numerico dei parlamentari , e proporrebbero altre soluzioni (come ad esempio i dimezzamento dei compensi dei parlamentari, il taglio delle pensioni ed in generale dei privilegi dei parlamentari ) utilizzano argomentazioni complesse, che non tutti hanno il tempo e la voglia di stare ad ascoltare. Quindi facilmente, chi legge i commenti un momentino piu0' articolati, facilmente gira pagina pensando "Tanto non cambia niente"

E' questo il pericolo del "Tanto non cambia niente", perché  questo è uno dei momenti nei quali effettivamente qualcosa può' cambiare, e se le persone non andranno a votare perché 
"Tanto non cambia niente", le cose potrebbero cambiare, e  in peggio.

"Tanto non cambia niente" è stato un veleno che ha corroso molto la nostra Società e di certo l'ha peggiorata di molto, ed è stato alimentato da una politica che ci ha voluto sempre più' ignoranti e meno capaci di critica e sono stati diversi probabilmente i momenti della nostra storia recente nel quale siamo stati indotti a non fare , a non votare , o a votare sulla base di ondate emotiva costruite ad arte, ed a farci convincere che "Tanto non cambia niente"

Andano a votare possiamo cambiare le cose o perlomeno impedire che cambino in peggio. Vale la pena pensarci. non sempre è vero che "Tanto non cambia niente"......







Tanto non cambianiente.....

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