mercoledì 27 febbraio 2013
BEPPE GRILLO E LA PISTOLA CARICA....
L'atteggiamento di Grillo che si permette di insultare Bersani, rappresentante dell'unica controparte con la quale puo' pensare di collaborare fattivamente per dare un Governo al Paese, è paragonabile a quello di un bambino di quattro anni che sta giocando con la pistola carica del padre che ha trovato in un cassetto.
Quale soluzione si propone questo signore? Gli si da atto di avere realizzato una impresa ciclopica ed incredibile : l'avere portato con pochissimi mezzi la protesta di milioni di persone a coalizzarsi e relizzarsi in un movimento capace di cambiare per sempre la scena politica italiana e forse europea. Ma adesso che la macchina è stata creata bisogna guidarla. Ora che i mezzi per cambiare la scena politica ci sono, bisogna adoperarli ed adoperarli bene
Grillo sembra avere una visione di se come Giudice in Parlamento con potere di vita e di morte su leggi ed emendamenti , o come un direttore d'orchestra con la bacchetta a dirigere i movimenti e le scelte del Parlamento . Ma perchè cio' accada bisogna che le Istituzioni Democratiche, piaccia o no, vengano realizzate. Che ci sia un Governo, formato e realizzato secondo i dettami della Costituzione, che ci siano Presidenti di camera e Senato e tutto il resto.
Le belle frasi su "mandare tutti a casa" eccetera sono state molto utili per raggiungere il risultato elettorale , ma adesso non servono piu' a niente: se non sarà in grado di raggiungere gli accordi necessari a formare un Governo stabile , niente orchestra da dirigere. Il suo potere, per poter fluire, per potere essere esercitato deve prima essere utilizzato per crearne le necessarie premesse
Stia molto attento Grillo, perchè come si dice, da grandi poteri derivano grandi responsabilità , e lui nonostante il suo attuale potere , con questo atteggiamento sta dimostrando di non avere il senso di responsabilità che i suoi elettori si attendevano da lui. Perchè lui ha voluto trovare tra spazio tra i giovani e coloro che usano il cervello, ma ora deve dare loro scelte giovani ed intelligenti e non i capricci di un vecchio astioso.
Del resto il suo atteggiamento ha già provocato le prime fratture nel movimento, a dimostrazione che quello che ha costruito non è una corazzata d'acciaio , ma un insieme eterogeneo e multiforme di persone , un animale vivo che ha bisogno di continuo nutrimento, un nutrimento fatto di idee, di maturità , di capacità di scelta, di versatilità che non significa piaggeria o servilismo ma significa capacità di affrontare le situazioni mano a mano che si presentano . Di quella capacità insomma di rinnovare e di creare un sogno che è stato ed è il suo motivo di esistere
Grillo si è dimostrato molto bravo a distruggere il vecchio sistema, ma stia bene attento, la vera bravura non è distruggere bensì costruire e se non saprà costruire presto e bene un sistema alternativo che funzioni, quello che ha distrutto risorgerà, rinascerà piu' forte e lo cancellerà per sempre
Attento Grillo, che una chiusura assoluta non provochi un governissimo PD-PDL che distrugga tutto e tutti perchè dalla responsabilità di questo nessuno potrebbe sottrarsi
Adesso Grillo non ha piu' paracadute, non ha piu' scuse, la posta è la piu' alta della storia della Repubblica e lui ha in mano gli assi....ma per vincere deve giocare, e per giocare, piaccia o no , ha bisogno anche di altri giocatori.... E di scelta dei giocatori non ce nè molta. Che fa , signor Grillo, lascia o raddoppia???
sabato 2 febbraio 2013
LA SCOMPARSA DEL TEMPO
Un ampio servizio nella rubrica " approfondimenti" del TG2 del 31 gennaio ha esposto con una elegante confezione il tema intorno al quale si erano sentite voci diverse e disomogenee, ovvero l'ampliamento dell'orario di apertura delle Banche . Di questa possibilità in realtà si discuteva da tempo, tanto che le premesse erano già state da tempo oggetto di confronto in sede di contratto collettivo e già da diversi anni di fatto i contratti di lavoro dei bancari prevedevano la possibilità di estendere il turno di lavoro sino oltre le 19,00 e di estendere l'orario dal lunedi al sabato . Salvo, naturalmente, un accordo di volta in volta con le organizzazioni sindacali, ma anche questa oggi appare mera formalità vista la necessità di adeguarsi al mercato per salvaguardare i posti di lavoro
Tuttavia le Banche sino ad oggi , per un specie di tacito patto di non aggressione , non avevano salvo rari casi esplorato questa possibilità ed il motivo è piu' che ovvio : una volta che la prima avesse cominciato , alle altre non sarebbe rimasta altra scelta che accodarsi , con le conseguenze che si possono facilmente immaginare. Ampliare l'estensione dell'orario di lavoro comporta significativi aumenti dei costi di gestione , ove si intenda mantenere la qualitò del servizio , ovvero ove non si intenda coprire i turni derivanti dal maggiore orario stiracchiando gli orari del personale esistente e riducendo al minimo le compresenze. E di aumenti dei costi non sembra avere bisogno nessuno.
il numero degli sportelli bancari in Italia è superiore alla media europea anche se questo si spiega soltanto in parte con la particolarità tutta italiana che ci vede attaccati al maneggio del contante ( di tutto il contante circolante in europa, circa la metà circola soltanto in Italia!) ma quali che ne siano le ragioni è chiaro che specialmente in un momento di contrazione del mercato, l'offerta di servizi bancari copre abbondantemente la richiesta.
Questo soltanto per dire che l'ampliamento dell'orario di lavoro porterà ad un aggravio di costi per le Banche a fronte di vantaggi risibili, perchè è fortemente dubbio che siano margini di profitto o anche solo di mercato ancora da esplorare . Insomma ci si troverà a lavorare di piu' per spartirsi sempre la medesima torta.
Ora, dal punto di vista dei lavoratori in generali questo comporta un possibile vantaggio ed uno svantaggio. Il possibile vantaggio è che aumentando l'arco delle ore da lavorare , alcune Banche potrebbero trovarsi costrette ad assumere e quindi ad aumentare l'occupazione . Non tutte naturalmente, perchè i maggiori gruppi italiani lamentano nel complesso un numero di esuberi che a seconda delle fonti varia tra le 20.000 e e le 35.000 unità ed in questo caso la maggiore occupazione si tradurrebbe eventualmente in minore numero di licenziamenti ma comunque un vantaggio per l'occupazione. semprechè, va detto, le banche in questa situazione non cerchino di approfittare della situazione e facendo leva sui problemi di conto economico traducano questo aumento della occupazione in un aumento della precarizzazione, del lavoro interinale e delle esternalizzazioni.
Lo svantaggio per i lavoratori bancari, come già lo è stato per i dipendenti del commercio con l'avvento della grande distribuzione sarà la modifica della loro possibilità di usufruire e programmare il proprio tempo libero, e quindi una sostanziale diminuzione della propria qualità della vita .
Ovviamente della diminuzione della qualità della vita dei bancari interessa poco al cittadino medio, che ha sempre visto nel bancario un privilegiato, tuttavia per la nostra Società questo è un ennesimo tassello che viene aggiunto alla costruzione di quel muro che si frappone tra la vita, intesa come percorso umano teso alla ricerca di una realizzazione personale se non alla felicità vera e propria, ed il concetto dell'essere umano come elemento produttivo, come soggetto anonimo voce di conto economico, piu' o meno come una formica utile soltanto sino a che strumentale al processo produttivo
Le ragioni che sono state prodotte nel servizio televisivo parlavano di maggiore servizio offerto ai cittadini, e veniva accostato all'ampliamento dei servizi postali e dei servizi sanitari. Il messaggio, porto con eleganza tipica del messaggio pubblicitario odierno, parlava della possibilità di avere una consulenza il sabato mattina, durante lo shopping, o di un versamento da poter fare all'ora dell'aperitivo, quasi che gli italiani sian un popolo composto di persone che passano le serate fuori casa tra un aperitivo ed un happy hour , preparandosi ad un sabato di spensierato shopping. A questo proposito sono stati intervistati compiacenti funzionari di Banca, evidentemente sposati con il proprio lavoro, che parlavano della bellezza di poter parlare con i Clienti lontano dalla ressa giornaliera. Tutte stupidaggini naturalmente: funzionari e direttori già oggi parlano con i Clienti di un certo livello agli orari che ad essi sono piu' congegnali o addirittura a casa loro , e nessuno fa carriera in Banca se non dimostra una disponibilità verso i clienti direttamente proporzionale all'ammontare del loro conti in banca .inoltre oggi si tende a fare uscire i Clienti dalle banche, mediante i servizi online, i pagamenti elettronici, la casa continua. Quando si parla di iniziativa tesa ad aumentare la produttività , quindi, in realtà si cerca di travisare il fatto questa ampliamento degli orari segue una logica che stiamo percorrendo in tutti i settori da anni e che tende ad indurre le persone ad una continua rincorsa del consumo a tutti i livelli. e sottilineo non della produzione ma del consumo, dell'acquisto a tutti i costi non importa di che cosa e di quale utilità. Se ci facciamo caso, la produzione di beni viene in misura sempre maggiore svalorizzata, delegata a paesi in via di sviluppo ove la manodopera costa poco, delocalizzata e diviene progressivamente secondaria rispetto al consumo. Dilagano i centri commerciali non le fabbriche.
il liberismo che ha guidato e guida questo tipo di scelte ha prodotto una economia che porta tutti gli individui a lavorare sempre di piu' con una qualità della vita, stipendio e orari sempre piu' bassi, ricercando una compensazione nell'acquisto compulsivi di un sempre maggiore numero di beni di sempre piu' scarsa qualità e durata in un vortice di consumi che alimentano i consumi.
La grande distribuzione ha ampliato gli orari per colmare ogni momento del possibile tempo da dedicare agli acquisti. Come effetto collaterale , ma neanche tanto, questo ha portato alla scomparsa dei piccoli negozi indifesi di fronte alla offerta di orario cosi' ampio che non puo' essere adottato da una piccola impresa perchè non ne ha i mezzi, e di conseguenza anche alla scomparsa della qualità: ogni piccolo negozio che chiude porta con se una fetta di storia, un pezzetto di umanità e di contatti sociali, porta con se la scomparsa di professionalità e di esperienze, di mestieri, di possibilità di confronto. Come effetto principale invece, la possibilità di comerare ad ogni momento della giornata e della settimana ha insegnato ai consumatori l'inutilità di programmare gli acquisti perchè tanto "è sempre aperto" . Ma è provato che andare a fare la spesa senza una lista delle cose da comperare in un luogo dove l'offerta è enorme e martellante induce ad acquistare molto di piu' di quello che serve. Questo aumenta il consumo anche inutile e sommato alla scarsa remunerazione del personale di vendita ed alla qualità dei prodotti produce un enorme arricchimento di chi sta in cima alla piramide della grande distribuzione. Ricchezza prodotta a spese della nostra qualità della vita
Come ciliegina sulla torta aumentiamo anche gli orari delle banche in modo da produrre la possibilità anche di maggiore indebitamento. Produciamo un mondo nel quale è possibile consumare tutto e di tutto in ogni miniuo della esistenza
il mondo diventa una grande mammella dalla quale il neonato che è in noi puo' suggere a volontà per compensare cio' che gli manca e non a caso nei Paesi maggiormente capitalizzati, come gli Stati Uniti l'obesità è appannaggio dei poveri , dei frustrati e delle fasce piu' deboli .
In sintesi , la abolizione delle pause, la creazione di posti di lavoro senza piu' orari definiti, senza un giorno di riposo uguale per tutti che ci consenta o anche ci obblighi a fermarci crea il paradosso che ci sottrae il nostro tempo. Tutto il nostro tempo viene dedicato a lavorare e consumare. iIl tempo per noi è scomparso e di questa scomparsa del tempo siamo noi i primi complici, noi che ci siamo lasciati allettare dalla possibilità di avere materialmente tanto, materialmente tutto ed ora , con il nostro tutto, abbiamo perso noi stessi e non abbiamo piu' niente
Tuttavia le Banche sino ad oggi , per un specie di tacito patto di non aggressione , non avevano salvo rari casi esplorato questa possibilità ed il motivo è piu' che ovvio : una volta che la prima avesse cominciato , alle altre non sarebbe rimasta altra scelta che accodarsi , con le conseguenze che si possono facilmente immaginare. Ampliare l'estensione dell'orario di lavoro comporta significativi aumenti dei costi di gestione , ove si intenda mantenere la qualitò del servizio , ovvero ove non si intenda coprire i turni derivanti dal maggiore orario stiracchiando gli orari del personale esistente e riducendo al minimo le compresenze. E di aumenti dei costi non sembra avere bisogno nessuno.
il numero degli sportelli bancari in Italia è superiore alla media europea anche se questo si spiega soltanto in parte con la particolarità tutta italiana che ci vede attaccati al maneggio del contante ( di tutto il contante circolante in europa, circa la metà circola soltanto in Italia!) ma quali che ne siano le ragioni è chiaro che specialmente in un momento di contrazione del mercato, l'offerta di servizi bancari copre abbondantemente la richiesta.
Questo soltanto per dire che l'ampliamento dell'orario di lavoro porterà ad un aggravio di costi per le Banche a fronte di vantaggi risibili, perchè è fortemente dubbio che siano margini di profitto o anche solo di mercato ancora da esplorare . Insomma ci si troverà a lavorare di piu' per spartirsi sempre la medesima torta.
Ora, dal punto di vista dei lavoratori in generali questo comporta un possibile vantaggio ed uno svantaggio. Il possibile vantaggio è che aumentando l'arco delle ore da lavorare , alcune Banche potrebbero trovarsi costrette ad assumere e quindi ad aumentare l'occupazione . Non tutte naturalmente, perchè i maggiori gruppi italiani lamentano nel complesso un numero di esuberi che a seconda delle fonti varia tra le 20.000 e e le 35.000 unità ed in questo caso la maggiore occupazione si tradurrebbe eventualmente in minore numero di licenziamenti ma comunque un vantaggio per l'occupazione. semprechè, va detto, le banche in questa situazione non cerchino di approfittare della situazione e facendo leva sui problemi di conto economico traducano questo aumento della occupazione in un aumento della precarizzazione, del lavoro interinale e delle esternalizzazioni.
Lo svantaggio per i lavoratori bancari, come già lo è stato per i dipendenti del commercio con l'avvento della grande distribuzione sarà la modifica della loro possibilità di usufruire e programmare il proprio tempo libero, e quindi una sostanziale diminuzione della propria qualità della vita .
Ovviamente della diminuzione della qualità della vita dei bancari interessa poco al cittadino medio, che ha sempre visto nel bancario un privilegiato, tuttavia per la nostra Società questo è un ennesimo tassello che viene aggiunto alla costruzione di quel muro che si frappone tra la vita, intesa come percorso umano teso alla ricerca di una realizzazione personale se non alla felicità vera e propria, ed il concetto dell'essere umano come elemento produttivo, come soggetto anonimo voce di conto economico, piu' o meno come una formica utile soltanto sino a che strumentale al processo produttivo
Le ragioni che sono state prodotte nel servizio televisivo parlavano di maggiore servizio offerto ai cittadini, e veniva accostato all'ampliamento dei servizi postali e dei servizi sanitari. Il messaggio, porto con eleganza tipica del messaggio pubblicitario odierno, parlava della possibilità di avere una consulenza il sabato mattina, durante lo shopping, o di un versamento da poter fare all'ora dell'aperitivo, quasi che gli italiani sian un popolo composto di persone che passano le serate fuori casa tra un aperitivo ed un happy hour , preparandosi ad un sabato di spensierato shopping. A questo proposito sono stati intervistati compiacenti funzionari di Banca, evidentemente sposati con il proprio lavoro, che parlavano della bellezza di poter parlare con i Clienti lontano dalla ressa giornaliera. Tutte stupidaggini naturalmente: funzionari e direttori già oggi parlano con i Clienti di un certo livello agli orari che ad essi sono piu' congegnali o addirittura a casa loro , e nessuno fa carriera in Banca se non dimostra una disponibilità verso i clienti direttamente proporzionale all'ammontare del loro conti in banca .inoltre oggi si tende a fare uscire i Clienti dalle banche, mediante i servizi online, i pagamenti elettronici, la casa continua. Quando si parla di iniziativa tesa ad aumentare la produttività , quindi, in realtà si cerca di travisare il fatto questa ampliamento degli orari segue una logica che stiamo percorrendo in tutti i settori da anni e che tende ad indurre le persone ad una continua rincorsa del consumo a tutti i livelli. e sottilineo non della produzione ma del consumo, dell'acquisto a tutti i costi non importa di che cosa e di quale utilità. Se ci facciamo caso, la produzione di beni viene in misura sempre maggiore svalorizzata, delegata a paesi in via di sviluppo ove la manodopera costa poco, delocalizzata e diviene progressivamente secondaria rispetto al consumo. Dilagano i centri commerciali non le fabbriche.
il liberismo che ha guidato e guida questo tipo di scelte ha prodotto una economia che porta tutti gli individui a lavorare sempre di piu' con una qualità della vita, stipendio e orari sempre piu' bassi, ricercando una compensazione nell'acquisto compulsivi di un sempre maggiore numero di beni di sempre piu' scarsa qualità e durata in un vortice di consumi che alimentano i consumi.
La grande distribuzione ha ampliato gli orari per colmare ogni momento del possibile tempo da dedicare agli acquisti. Come effetto collaterale , ma neanche tanto, questo ha portato alla scomparsa dei piccoli negozi indifesi di fronte alla offerta di orario cosi' ampio che non puo' essere adottato da una piccola impresa perchè non ne ha i mezzi, e di conseguenza anche alla scomparsa della qualità: ogni piccolo negozio che chiude porta con se una fetta di storia, un pezzetto di umanità e di contatti sociali, porta con se la scomparsa di professionalità e di esperienze, di mestieri, di possibilità di confronto. Come effetto principale invece, la possibilità di comerare ad ogni momento della giornata e della settimana ha insegnato ai consumatori l'inutilità di programmare gli acquisti perchè tanto "è sempre aperto" . Ma è provato che andare a fare la spesa senza una lista delle cose da comperare in un luogo dove l'offerta è enorme e martellante induce ad acquistare molto di piu' di quello che serve. Questo aumenta il consumo anche inutile e sommato alla scarsa remunerazione del personale di vendita ed alla qualità dei prodotti produce un enorme arricchimento di chi sta in cima alla piramide della grande distribuzione. Ricchezza prodotta a spese della nostra qualità della vita
Come ciliegina sulla torta aumentiamo anche gli orari delle banche in modo da produrre la possibilità anche di maggiore indebitamento. Produciamo un mondo nel quale è possibile consumare tutto e di tutto in ogni miniuo della esistenza
il mondo diventa una grande mammella dalla quale il neonato che è in noi puo' suggere a volontà per compensare cio' che gli manca e non a caso nei Paesi maggiormente capitalizzati, come gli Stati Uniti l'obesità è appannaggio dei poveri , dei frustrati e delle fasce piu' deboli .
In sintesi , la abolizione delle pause, la creazione di posti di lavoro senza piu' orari definiti, senza un giorno di riposo uguale per tutti che ci consenta o anche ci obblighi a fermarci crea il paradosso che ci sottrae il nostro tempo. Tutto il nostro tempo viene dedicato a lavorare e consumare. iIl tempo per noi è scomparso e di questa scomparsa del tempo siamo noi i primi complici, noi che ci siamo lasciati allettare dalla possibilità di avere materialmente tanto, materialmente tutto ed ora , con il nostro tutto, abbiamo perso noi stessi e non abbiamo piu' niente
sabato 15 dicembre 2012
IL CAIMANO, IL CENTRO MODERATO E LA STRADA PER IL QUIRINALE
Molti articoli sui quotidiani di questi giorni stanno parlando di Berlusconi come di un uomo finito, giunto al suo crepuscolo , che si dibatte ormai disperatamente nella melma che lo sta trascinando verso il fondo, di un uomo giunto alla fine del del suo percorso politico che tenta penosamente di reclamare un ultimo ruolo agitando la possibilità di un proprio ritorno in campo
Tuttavia, prima che si possa darlo per morto, vale la pena di considerare che per quanto come ogni dittatore che si rispetti si sia circondato da uno stuolo di cortigiani compiacenti che hanno probabilmente alterato una sua corretta visione del mondo, , Berlusconi sino ad oggi ha dimostrato nelle sue strategie doti di acume ed inventiva assolutamente fuori dal comune, ed una capacità rocambolesca di volgere a proprio vantaggio le situazioni piu' difficili, complice probabilmente il grande entourage di esperti di comunicazione e di immagine dei quali dispone come padre padrone del mercato pubblicitario in Italia. E' possibile percio' che sia veramente in una situazione senza via d'uscita e non se ne renda conto? O ci potrebbe essere dell'altro?
Certamente non è impossibile che egli sia alla frutta , e che sia andato oltre le sue capacità, ma non per questo il Caimano deve essere sottovalutato
Il suo declino sembra cominciato un anno fa , quando molteplici ragioni di propria convenienza lo hanno indotto a lasciare il passo a Monti, prima di tutte l'esigenza di scaricare su altri le conseguenze di una crisi che appariva ormai fuori controllo
La situazione che ne è seguita, tuttavia, appariva per certi versi ottimale, perchè da un lato consentiva a Berlusconi di continuare a tenere sotto controllo il Parlamento , attraverso la maggioranza da lui controllata (ad evitare brutte sorprese), mentre dall'altro poteva contare su qualcun altro che faceva per lui il lavoro sporco, prendendosi la responsabilità di provvedimenti impopolari volti ad un risanamento economico del quale lui si sarebbe preso il merito al momento opportuno
Una buona prospettiva , che pero' si è molto affievolita a causa delle imprevista popolarità sopratutto internazionale del professor Monti
Nella imminenza della scadenza naturale della legislatura, il nostro Caimano non poteva permettere che le cose seguissero il proprio corso, perchè in un solo anno di governo , il professor Monti ha reso evidente a tutti come dovrebbe essere uno statista, e l' immagine che ne deriva sembra molto lontana da quella del nostro cultore di "Bunga Bunga". La figura pecoreccia di Premier costruita da Berlusconi, molto piu' simile a quella di un gangster da operetta che a quella dei Padri fondatori della Repubblica si è rapidamente sbiadita, ed in qualche modo è come se tutti gli italiani, compresi i suoi complici, si fossero d'un tratto risvegliati da un sogno ed iniziassero a guardalo con occhi diìversi. Per questo, ha sparagliato le carte, provocando la crisi che porterà alle elezioni e tornando in qualche modo al centro della scena. Naturalmente non è vero, come ha detto Alfano che le elezioni sono state cosi' anticipate di poche settimane perchè, di fatto, un Governo senza fiducia non riesce a fare piu' niente da subito e quindi la crisi di Governo è immediata e drammaticamente reale
C'è da dire pero' , anche ad un Berlusconi sbiadito ed in crisi non poteva non rendersi conto che candidarsi veramente alla prossime elezione sarebbe stato un grosso rischio, perchè il centro destra appare confuso, e non piu' sufficientemente unito e motivato . Già adesso i vari caporioni stanno creando correnti scissioniste nel tentativo di ereditare l'impero di mister "B" in modo non molto dissimile da quello che accadde con i vari Generali nel corso della disgregazione dell'impero romano . Ed è poi chiaro che il centro destra di Berlusconi non potrebbe reggere ad una sconfitta elettorale, perchè andrebbe in pezzi decretando, questa volta sì, la sua fine politica ed aprendogli le porte dei tribunali e forse del carcere
Quindi è molto difficile che il piano di Berlusconi sia veramente quello di candidarsi come premier . E' molto piu' probabile che il suo proposito sia quello di ritagliarsi attraverso una serie di forzature e di ricatti un ruolo di coordinatore e mediatore delle cosiddette forze centriste, che potrebbero riunirsi nel candidare Monti grazie alla sua mediazione ed al suo passo indietro. Effettivamente Berlusconi controlla ancora molti consensi in Parlamento e nelle forze politiche ed economiche del Paese, e ben lungi dal pensare al bene del Paese, probabilmente si propone un piano abbastanza ambizioso: creare le condizioni per salvare in massa i suoi complici, proporsi come salvatore della casta e nel contempo spianare la strada ai nuovi baroni del sistema economico che desiderano impadronirsi del potere politico, Montezemolo in testa
In questo modo si troverebbe ad essere l'uomo chiave per permettere ai suoi complici o almeno ad alcuni di loro di essere rieletti, permettere l'insediamento di un governo conservatore molto gradito alla Casta ed alla alta borghesia italiana e spianare la strada a nuovi ingressi di imprenditori nella politica, oltre a tutto insediando a Palazzo Chigi un uomo tutto sommato abbastanza gradito al Popolo , al quale continuerebbero a venire perdonate o almeno del quale potrebbero venire sopportate ulterioi scelte impopolari
Cosa ne guadagnerebbe lui?E' probabile che sfumata (evidentemente) la possibilità di un nuovo mandato a Palazzo Chigi, il suo obiettivo potrebbe essere il Quirinale. Con un Senato eletto tra i suoi fedelissimi , grazie anche al Porcellum , e la spinta di questo nuovo Centro Moderato che evidentemente troverebbe molto interessante avere un Presidente della Repubblica proprio complice , la cosa non sarebbe impossibile. In questo modo , Berlusconi si garantirebbe l'impunità e l'immunità che sono il suo bisogno principale , e poi ritornerebbe al Potere dalla porta di servizio
Da parte di questo Centro Moderato vi sarebbe una enorme convenienza , ed in pratica si verrebbe a creare una specie di staffetta tra Berlusconi ed il nuovo Partito, ciascuno dei quali tirerebbe la volata all'altro. Il mandato di Napolitano è al termine.... Il sospetto è piu' che legittimo, e dovrebbe essere chiaro per tutti che un Berlusconi Presidente della Repubblica non lo fermerebbe piu' nessuno.
Fantapolitica?Non nel Paese che ha visto un Presidente del Consiglio vantarsi impunemente dei suoi festini a luci rosse, rivendicando come dote il suo priaprismo, che ha fatto della corruzione un dogma, che ha introdotto la negazione delle evidenti responsabilità proprie e dei propri complici come normale, irridendo chi lo richiamava alle proprie responsabilità, che ha inventato la nipote di Mubarak per giustificare i suoi sollazzi con una minorenne. Insomma, non in Italia. Al peggio non c'è mai fine
Non venga sottovalutato il colpo di coda del Caimano!!
Non venga sottovalutato il colpo di coda del Caimano!!
martedì 13 novembre 2012
STRINGIAMOCI A ....CORTE
Togliamoci subito il dubbio sulla possibilità che vi sia una errata conoscenza del testo dell'inno nazionale nel titolo di questo commento. Se non fossero bastate le lezioni scolastiche di antica memoria, ci ha ben pensato Benigni un anno fa con la sua colorita erudizione a spiegare, assieme a tutto il resto del testo, il passo "stringiamoci a coorte", intesa come formazione dell'esercito dell'antica Roma e per estensione il "fare gruppo" il rinserrare i ranghi per fare squadra.
Un invito insomma a collaborare per costruire insieme un Paese migliore. Ma il Governo che in questo momento storico politico e sociale così' difficile trova il tempo per imporre nelle Scuole l'insegnamento obbligatorio dell'inno di Mameli, non ha le sembianze di un allenatore che cerca di motivare la propria squadra per vincere un campionato. L'ordinanza assume piuttosto le sembianze di editto, volto ad imporre un concetto di Patria che ricorda alquanto la riforma Gentile del 1923.
Dovrebbe essere evidente che l'amor di Patria dovrebbe essere qualcosa che nasce dal di dentro , dall'orgoglio nazionale, dal senso di appartenenza, dalla condivisione di valori. Che senso ha imporlo per Legge? Se i cittadini italiani appaiono i più' sbadati d'Europa nelle occasioni nelle quali sarebbe necessario ricordare le parole dell'inno nazionale , questo non succede certo perché testo e parole sono difficili da reperire, ma invece succede probabilmente perché l'inno di mameli appare come qualcosa di lontano ed arcaico, per molti privo di significato. E del resto "fratelli d'Italia? Ma quali fratelli? I fratelli coltelli? Nel Paese piu' individualista d'Europa e forse del mondo? ...l'Italia s'è desta....ne siamo certi? A me sembra invece in coma irreversibile , in stato vegetativo permanente , neanche di fronte alla crisi piu' spaventosa di sempre si riesce a portare l'interesse della Casta fuori dai giochi di poltrone e della campagna elettorale permanente , mentre l'unico partito serio che aumenta i suoi iscritti è il partito dell'astensionismo. Dell'elmo di Scipio s'è cinta la testa? Innanzitutto per cingere una testa con un elmo , bisognerebbe che la testa fosse una ed invece in Italia sono sessanta milioni. Poi gli elmi dei quali gli italiani si cingono la testa sono gli elmetti anti infortunistici degli operai dell'Ilva di Taranto, dei minatori di Sulcis e di tutti gli operai che con questa crisi spaventosa stanno perdendo il lavoro, e poi ci sono gli elmetti della Polizia e dei Carabinieri che caricano i manifestanti , posto che i loro mezzi senza piu' benzina consentano loro di arrivare sul posto...tranne qualli della Val di Susa che per caricare i pacifici valligiani che cercano di difendere la loro valle dall'inutile e brutale stupro ambientale della TAV si sono ormai stabiliti definitivamente la. Dov'è la vittoria? Che ci deve porgere la chioma ? E chi lo sa .... Sappiamo invece che continuano ad arrivare tasse, tagli al welfare , disoccupazione . Ed in questo quadro, la Casta che cambia nomi e sembianze ma mai le facce, attraverso i tg di regime ci dice che tutto va meglio, con il gioco delle parole le tasse diventano contributi ala crescita, le privazioni diventano "uno sforzo comune" imporre tasse assurde ai ceti piu diseredati diventa "chiedere un sacrificio necessario" mentre l'esenzione della Chiesa dall'IMU diventa " Parere parzialmente negativo sull'applicazione della tassa per gli immobili ad uso misto (commerciale e non) di enti no profit." Progressivamente protestare diventa sempre piu' difficile, sia per mancanza di una classe politica che dia un senso a queste proteste, sia per le leggi bavaglio sempre piu' numerose e pesanti . Tutti hanno sempre meno diritti, in particolare i lavoratori, in un Paese nel quale si ritiene di combattere la precarizzazione e la disoccupazione privando i Lavoratori dei propri diritti , e nel quale il rapporto di lavoro sta a grandi passi ritornando quello prima della Legge 300 , anche detta statuto dei lavoratori (quella dell'art.18) ed i datori di lavoro stanno ritornando ad essere padroni. In questo paese martoriato, il Governo trova il tempo di fare le leggi perchè vi sia un perlomeno formale asservimento al Regime. E la Legge , si badi bene, è trasversale a tutti i Partiti come tutte le decisioni del Governo Monti, che ha messo tutti in riga , noi di fronte alle imposizioni di Legge, come fossimo alla corte di un re , i partiti e le formazioni politiche dietro l'unico sistema per rimanere Casta. Dunque tutti buoni, allineati e coperti, senza protestare, senza permettersi di esigere i propri diritti, bravi ubbidienti tutti in coro a cantare quanto vogliamo bene al signor Direttore. Allineiamoci, duque. Stringiamoci..... a corte.
martedì 25 settembre 2012
IL TRIONFO DEL QUIZ, LA MORTE DELLA CULTURA
Il quiz. Nato come banale indovinello, (la parola sembra abbia una origine abbastanza recente,) ha assunto una certa dignità ai tempi di Mike Bongiorno e del suo Rischiatutto. Certo, era un gioco ma le domande erano serie, difficili, e si rimaneva veramente con il fiato sospeso . Erano i tempi del Maestro Manzi e del suo "Non è mai troppo tardi" una trasmissione che si proponeva di combattere l'analfabetismo che ancora era molto diffuso . La televisione si era assunta un importante ruolo di diffusione della cultura, anche quella piu' elementare. Poi, adeguandosi ai tempi, il quiz televisivo ha iniziato a perdere consistenza, le domande hanno cessato di riguardare un certo tipo di cultura ( ma ve lo ricordate Massimo Inardi e le sua prodigiosa memoria ?) E lasciata la Storia, la Letteratura, la Musica hanno cominciato a riguardare sempre piu' il pettegolezzo, il gossip, la vita di personaggi che a loro volta dovevano la celebrità al solo fatto di essere apparsi in televisione, sino al paradosso dei personaggi resi celebri dal Grande Fratello, ovvero l'essenza del vuoto pneumatico, del nulla, della persona resa celebre dalla celebrazione, che appare in televisione perchè è apparsa in televisione, del personaggio costruito sul nulla. In questo modo , il quiz televisivo ha perduto la capacità di sucitare un interesse, seppure frammentario, per la Cultura ed ha iniziato a diventare strumento di celebrazione della mediocrità, dell'ignoranza, della furbizia popolana di chi poteva pensare di vincere soldi e celebrità con la conoscenza di notiziole sulla vita delle celebrità senza avere un briciolo di vera cultura, una preparazione fondata sulla lettura di Chi e Novella 2000 invece che su Pirandello, la furbizia e la cialtroneria che vincono sulla Cultura, a diffondere il messaggio che studiare non serve, basta essere furbi .
lunedì 27 agosto 2012
UNA MOSCHEA A MONFALCONE........
La discussione intorno alla ventilata creazione di un centro religioso e culturale islamico a Monfalcone , riporta al centro del dibattito i temi della tolleranza, della integrazione e della capacità della nostra comunità di vivere il presente ed il futuro invece di aggrapparsi disperatamente al passato.
L'esigenza di creare un centro di aggregazione sociale di cultura islamica nasce evidentemente in primo luogo dal fatto, incontestabile, che a Monfalcone vive una cospicua comunità islamica. A Monfalcone , in margine alle politiche organizzative di Fincantieri, si è prodotto un intenso flusso migratorio proveniente altre parti di Italia e del mondo, che ha avuto a sua volta l'effetto di creare diverse comunità . Una di queste per esempio è la comunità bengalese,(la seconda in Italia) che ormai rappresenta il dieci per cento della popolazione cittadina. Non a tutti questo piace, qualcuno ne è decisamente disturbato, ma negare la realtà non serve a niente ed a nessuno. Ai bengalesi si aggiungono nordafricani, senegalesi ed altri soggetti di religione islamica di varia provenienza giunti a Monfalcone in vari modi e per diversi motivi, cosi' come accade in tutta Italia . Non si conoscono cifre ufficiali ma possiamo ipotizzare una comunità di almeno 3000 persone . La maggio parte di esse è in Italia con permessi regolari e quindi hanno tutti i diritti che cio' comporta. Quindi credo sia piu' che lecito che essi desiderino di avere un luogo dove raccogliersi in preghiera, vista anche la fortissima religiosità che pervade il mondo islamico, per il quale vita quotidiana e religione sono intrecciate in modo indissolubile.
La comunità islamica ha quindi ventilato l'ipotesi di acquistare i locali di un ex discount ormai chiusi ed abbandonati da tempo. E sono subito iniziate le polemiche, naturalmente alimentate dalla sgangherata e populista alzata di scudi dei partiti della destra e della Lega da una parte, e dalla incerta e confusionaria ricerca di una idea da parte dei partiti di centro sinistra dall'altra, con in mezzo l'interposizione di precari argomenti contrari da parte di cittadini spaventati dalla possibile modifica dello status quo.
Le argomentazioni poste a sostegno del partito dei contrari vanno dall'improbabile al ridicolo , ma da parte dei cittadini evidenziano nel complesso paura del diverso, un senso di smarrimento nel vedere il mondo che cambia, il timore che la costituzione di una comunita' nuova porti via qualcosa a quella vecchia, ma anche sconcerto nel vedere che nel nostro mondo nel quale il senso della comunita' e tradizioni si perdono e vanno a naufragare nell'individualismo, si formano comunita' nuove che questi valori tengono invece saldi, in modo particolare perchè immigrati che cercano di mantenere il proprio senso di di identità. C'è sicuramente un senso di disagio nel vedere queste persone prive di mezzi che si dichiarano disposte ad affrontare costi e difficoltà notevoli per potersi aggregare, mentre la nostra civiltà invece costruisce muri sempre piu' alti tra un individuo e l'altro. Disagio che attraverso l'invidia talvolta si trasforma in rabbia.
Uno dei primi argomenti che sono stati sbandierati è proprio quello delle risorse e del costo . IL prezzo dell'immobile è di 500.000 euro , che la comunità intende sborsare senza accendere mutui, per mezzo di una sottoscrizione . Urla e grida sul fatto che questi immigrati sono tutti indigenti, che usufruiscono di agevolazioni e sussidi pagati da "noi che paghiamo le tasse" e che se sono in grado si pagarsi una moschea, allora non hanno bisogno di aiuti e sussidi. Il rappresentante della Lega Nord ha anche tentato una improbabile operazione aritmetica dalla quale si evincerebbe che ogni componente della comunità dovrebbe poter donare alla causa due o tremila euro. Qui tornano alla mente la finta laurea in medicina di Umberto Bossi, la laurea a pagamento del "Trota" e tutta la serie di considerazioni leghiste sulla cultura. Se i componenti della comunità disposta a sostenere la spesa fossero 2.500 , che non è un numero campato in aria visto che probabilmente a questa operazione parteciperebbero tutti i musulmani del circondario , ognuno dovrebbe sborsare duecento euro non duemila. E duecento euro sono una cifra alla portata anche di una famiglia povera se servono ad uno scopo importante.
Poi vale la pena di considerare che anche loro lavorano e pagano le tasse. Certo, molti usufruiscono di agevolazioni. Pero', ad essere corretti , molti di noi sono pronti a dare addosso ad un bengalese che usufruisce di agevolazioni e che si priva di duecento euro per costruire la propria chiesa, ma non credo che le stesse persone andrebbero a controllare come spendono i soldi le persone indigenti che non sono bengalesi e/o musulmane. Come a dire che noi siamo disposti ad aiutare gli stranieri indigenti purchè poi facciano quello che vogliamo noi. Potrebbero spendere duecento euro magari per un televisore ma non per la propria religione perchè questo ci disturba? Non credo questo sia un pensiero dignitoso, e credo che avvilisca piu' chi lo formula che chi lo subisce.
Vorrei poi proporre una riflessione su quante chiese possiede la religione cristiana, nella quale non mancano i poveri, e molte volte di quale sfarzo e di quale opulenza, di quanto sia lecito discutere sulla pagliuzza nell'occhio del vicino , e tutto questo senza dimenticare quanto questo contrasta con la povertà di Cristo.
Si parla poi della questione di sicurezza , ipotizzando che una moschea automaticamente diverrebbe un luogo di ritrove di cellule terroristiche. Non si comprende il motivo per il quale le suddette cellule non potrebbero ritrovarsi in un qualsiasi appartamento , a casa di complici o in altri luoghi. Dubito fortemente che la mancanza di una moschea sarebbe un deterrente per dei terroristi agguerriti e determinati
Si parla poi del fatto che non si dovrebbe incoraggiare una religione che annovera tra i suoi seguaci tante persone violente , e si citano casi di recente cronaca . Molti pensano alla religione islamica come ad una religione che incita alla violenza, schiavizza le donne , non tollera altre religioni In realtà come in tutte le religioni anche qui vi sono i fanatici, ma a chi lo ha dimenticato vorrei ricordare che anche la religione cristiana ha contato nel suo passato molti eccessi, come i massacri compiuti al grido di "Dio lo vuole" nelle crociate, e poi la caccia alle streghe, i roghi della la Santa Inquisizione, i massacri compiuti dalle cattoliche armate spagnuole in sudamerica ai tempi di Cortez e Pizzarro sino al motto GOTT MIT UNS (Dio è con noi) inciso sui pugnali dei nazisti delle SS . E' chiario che queste persone avevano della religione Cristiana un idea abbastanza distorta., e non dobbiamo certo giudicare i Cristiani da questi eccessi, cosi' come non è corretto giudicare i musulmani dagli eccessi compiuti dai Talebani . Per quanto riguarda le donne , ricordiamo che il delitto d'onore che mandava assolto o quasli il marito che uccideva la moglie infedele è stato abolito da pochi anni, e cito Tommaso d'Aquino, illustre dottore della Chiesa "
""Il valore essenziale della donna consiste nella sua capacità di partorire gli esseri umani e di governare la casa." (Tommaso d'Aquino, dottore della Chiesa, 1225-1275)
"Un feto maschile diventa un essere umano dopo 40 giorni, un feto femminile dopo 80 giorni. Le femmine derivano da spermatozoi difettosi o da flatulenze umide." (Tommaso d'Aquino, dottore della Chiesa e patrono delle università cattoliche)
La donna è un errore della natura… con i suoi eccessi di umidità, la sua bassa temperatura fisica e la sua inferiorità spirituale è una specie di uomo mutilato, menomato e malriuscito… solo l'uomo è la piena realizzazione della razza umana." (San Tommaso d'Aquino, dottore della Chiesa, 1225-1274)
Eccetera. A tutt'oggi le donne non possono diventare preti, vescovi e tutto sommato nella civiltà cui vorremmo si sottomettessero le persone di religione musulmana, la donna continua ad avere un ruolo sottomesso rispetto all'uomo
Non esistono argomenti che possano in maniera irrefutabile dimostrare la superiorità di una religione rispetto ad un altra e, d'altra parte, gli stessi sacerdoti di Monfalcone, quando intervistati, hanno parlato favorevolmente della libertà religiosa.
Tralasciamo gli argomenti di minore rilevanza, come la agibilità dell'edificio (chi ha mai sentito parlare del certificato di agibilità delle Chiese cristiane o di altro culto?) La presenza di una via ad alto scorrimento (sulla stessa via, a pochi metri c'è da secoli una Chiesa) eccetera, tutti argomenti che evidentemente sono pretesti per nascondere la paura del diverso.
Da parte della Amministrazione comunale , un balbettio confuso che è arrivato al punto di invitare i Cittadini ad andare maggiormente in Chiesa , una argomentazione grottesca che rivela il disorientamento di chi è diviso tra un perbenismo di maniera, progressismo di facciata ed il timore di non potere controllare la situazione che si sta evolvendo (si, beh, è giusto dare anche ai musulmani i loro spazi.....ma noi contiamoci , facciamo quadrato, andiamo in Chiesa per dimostrare piu' che altro a noi stessi che anche noi abbiamo valori altrettanto solidi dei loro.....o no? O non piu?) Il timore che questa Società decrepita e decadente sia giunta al capolinea, e che una Società multietnica e multirazziale sia un futuro che non potremo manipolare.
Bene, io credo che se questa Società vuole dimostrare ancora qualcosa, non lo farà certamente impedendo con i cavilli e la violenza che una parte di essa possa svilupparsi come vuole, lo scontro di civiltà non puo' essere vinto con la forza.
Non con la forza, non con l'autorità ma solo e soltanto con la saggezza e l'autorevolezza....... Cui abbiamo dato già un fiero colpo pensando di impedire a delle persone di professare la propria religione con una certificazione di agibilità o di destinazione d'uso di un edificio.... O pensando di poter risvegliare con uno schiocco di dita un senso di religiosità che contrasti il loro, quasi fosse una gara.... Invitando dal giornale i Cittadini ad andare in Chiesa....
............ no more comment
L'esigenza di creare un centro di aggregazione sociale di cultura islamica nasce evidentemente in primo luogo dal fatto, incontestabile, che a Monfalcone vive una cospicua comunità islamica. A Monfalcone , in margine alle politiche organizzative di Fincantieri, si è prodotto un intenso flusso migratorio proveniente altre parti di Italia e del mondo, che ha avuto a sua volta l'effetto di creare diverse comunità . Una di queste per esempio è la comunità bengalese,(la seconda in Italia) che ormai rappresenta il dieci per cento della popolazione cittadina. Non a tutti questo piace, qualcuno ne è decisamente disturbato, ma negare la realtà non serve a niente ed a nessuno. Ai bengalesi si aggiungono nordafricani, senegalesi ed altri soggetti di religione islamica di varia provenienza giunti a Monfalcone in vari modi e per diversi motivi, cosi' come accade in tutta Italia . Non si conoscono cifre ufficiali ma possiamo ipotizzare una comunità di almeno 3000 persone . La maggio parte di esse è in Italia con permessi regolari e quindi hanno tutti i diritti che cio' comporta. Quindi credo sia piu' che lecito che essi desiderino di avere un luogo dove raccogliersi in preghiera, vista anche la fortissima religiosità che pervade il mondo islamico, per il quale vita quotidiana e religione sono intrecciate in modo indissolubile.
La comunità islamica ha quindi ventilato l'ipotesi di acquistare i locali di un ex discount ormai chiusi ed abbandonati da tempo. E sono subito iniziate le polemiche, naturalmente alimentate dalla sgangherata e populista alzata di scudi dei partiti della destra e della Lega da una parte, e dalla incerta e confusionaria ricerca di una idea da parte dei partiti di centro sinistra dall'altra, con in mezzo l'interposizione di precari argomenti contrari da parte di cittadini spaventati dalla possibile modifica dello status quo.
Le argomentazioni poste a sostegno del partito dei contrari vanno dall'improbabile al ridicolo , ma da parte dei cittadini evidenziano nel complesso paura del diverso, un senso di smarrimento nel vedere il mondo che cambia, il timore che la costituzione di una comunita' nuova porti via qualcosa a quella vecchia, ma anche sconcerto nel vedere che nel nostro mondo nel quale il senso della comunita' e tradizioni si perdono e vanno a naufragare nell'individualismo, si formano comunita' nuove che questi valori tengono invece saldi, in modo particolare perchè immigrati che cercano di mantenere il proprio senso di di identità. C'è sicuramente un senso di disagio nel vedere queste persone prive di mezzi che si dichiarano disposte ad affrontare costi e difficoltà notevoli per potersi aggregare, mentre la nostra civiltà invece costruisce muri sempre piu' alti tra un individuo e l'altro. Disagio che attraverso l'invidia talvolta si trasforma in rabbia.
Uno dei primi argomenti che sono stati sbandierati è proprio quello delle risorse e del costo . IL prezzo dell'immobile è di 500.000 euro , che la comunità intende sborsare senza accendere mutui, per mezzo di una sottoscrizione . Urla e grida sul fatto che questi immigrati sono tutti indigenti, che usufruiscono di agevolazioni e sussidi pagati da "noi che paghiamo le tasse" e che se sono in grado si pagarsi una moschea, allora non hanno bisogno di aiuti e sussidi. Il rappresentante della Lega Nord ha anche tentato una improbabile operazione aritmetica dalla quale si evincerebbe che ogni componente della comunità dovrebbe poter donare alla causa due o tremila euro. Qui tornano alla mente la finta laurea in medicina di Umberto Bossi, la laurea a pagamento del "Trota" e tutta la serie di considerazioni leghiste sulla cultura. Se i componenti della comunità disposta a sostenere la spesa fossero 2.500 , che non è un numero campato in aria visto che probabilmente a questa operazione parteciperebbero tutti i musulmani del circondario , ognuno dovrebbe sborsare duecento euro non duemila. E duecento euro sono una cifra alla portata anche di una famiglia povera se servono ad uno scopo importante.
Poi vale la pena di considerare che anche loro lavorano e pagano le tasse. Certo, molti usufruiscono di agevolazioni. Pero', ad essere corretti , molti di noi sono pronti a dare addosso ad un bengalese che usufruisce di agevolazioni e che si priva di duecento euro per costruire la propria chiesa, ma non credo che le stesse persone andrebbero a controllare come spendono i soldi le persone indigenti che non sono bengalesi e/o musulmane. Come a dire che noi siamo disposti ad aiutare gli stranieri indigenti purchè poi facciano quello che vogliamo noi. Potrebbero spendere duecento euro magari per un televisore ma non per la propria religione perchè questo ci disturba? Non credo questo sia un pensiero dignitoso, e credo che avvilisca piu' chi lo formula che chi lo subisce.
Vorrei poi proporre una riflessione su quante chiese possiede la religione cristiana, nella quale non mancano i poveri, e molte volte di quale sfarzo e di quale opulenza, di quanto sia lecito discutere sulla pagliuzza nell'occhio del vicino , e tutto questo senza dimenticare quanto questo contrasta con la povertà di Cristo.
Si parla poi della questione di sicurezza , ipotizzando che una moschea automaticamente diverrebbe un luogo di ritrove di cellule terroristiche. Non si comprende il motivo per il quale le suddette cellule non potrebbero ritrovarsi in un qualsiasi appartamento , a casa di complici o in altri luoghi. Dubito fortemente che la mancanza di una moschea sarebbe un deterrente per dei terroristi agguerriti e determinati
Si parla poi del fatto che non si dovrebbe incoraggiare una religione che annovera tra i suoi seguaci tante persone violente , e si citano casi di recente cronaca . Molti pensano alla religione islamica come ad una religione che incita alla violenza, schiavizza le donne , non tollera altre religioni In realtà come in tutte le religioni anche qui vi sono i fanatici, ma a chi lo ha dimenticato vorrei ricordare che anche la religione cristiana ha contato nel suo passato molti eccessi, come i massacri compiuti al grido di "Dio lo vuole" nelle crociate, e poi la caccia alle streghe, i roghi della la Santa Inquisizione, i massacri compiuti dalle cattoliche armate spagnuole in sudamerica ai tempi di Cortez e Pizzarro sino al motto GOTT MIT UNS (Dio è con noi) inciso sui pugnali dei nazisti delle SS . E' chiario che queste persone avevano della religione Cristiana un idea abbastanza distorta., e non dobbiamo certo giudicare i Cristiani da questi eccessi, cosi' come non è corretto giudicare i musulmani dagli eccessi compiuti dai Talebani . Per quanto riguarda le donne , ricordiamo che il delitto d'onore che mandava assolto o quasli il marito che uccideva la moglie infedele è stato abolito da pochi anni, e cito Tommaso d'Aquino, illustre dottore della Chiesa "
""Il valore essenziale della donna consiste nella sua capacità di partorire gli esseri umani e di governare la casa." (Tommaso d'Aquino, dottore della Chiesa, 1225-1275)
"Un feto maschile diventa un essere umano dopo 40 giorni, un feto femminile dopo 80 giorni. Le femmine derivano da spermatozoi difettosi o da flatulenze umide." (Tommaso d'Aquino, dottore della Chiesa e patrono delle università cattoliche)
La donna è un errore della natura… con i suoi eccessi di umidità, la sua bassa temperatura fisica e la sua inferiorità spirituale è una specie di uomo mutilato, menomato e malriuscito… solo l'uomo è la piena realizzazione della razza umana." (San Tommaso d'Aquino, dottore della Chiesa, 1225-1274)
Eccetera. A tutt'oggi le donne non possono diventare preti, vescovi e tutto sommato nella civiltà cui vorremmo si sottomettessero le persone di religione musulmana, la donna continua ad avere un ruolo sottomesso rispetto all'uomo
Non esistono argomenti che possano in maniera irrefutabile dimostrare la superiorità di una religione rispetto ad un altra e, d'altra parte, gli stessi sacerdoti di Monfalcone, quando intervistati, hanno parlato favorevolmente della libertà religiosa.
Tralasciamo gli argomenti di minore rilevanza, come la agibilità dell'edificio (chi ha mai sentito parlare del certificato di agibilità delle Chiese cristiane o di altro culto?) La presenza di una via ad alto scorrimento (sulla stessa via, a pochi metri c'è da secoli una Chiesa) eccetera, tutti argomenti che evidentemente sono pretesti per nascondere la paura del diverso.
Da parte della Amministrazione comunale , un balbettio confuso che è arrivato al punto di invitare i Cittadini ad andare maggiormente in Chiesa , una argomentazione grottesca che rivela il disorientamento di chi è diviso tra un perbenismo di maniera, progressismo di facciata ed il timore di non potere controllare la situazione che si sta evolvendo (si, beh, è giusto dare anche ai musulmani i loro spazi.....ma noi contiamoci , facciamo quadrato, andiamo in Chiesa per dimostrare piu' che altro a noi stessi che anche noi abbiamo valori altrettanto solidi dei loro.....o no? O non piu?) Il timore che questa Società decrepita e decadente sia giunta al capolinea, e che una Società multietnica e multirazziale sia un futuro che non potremo manipolare.
Bene, io credo che se questa Società vuole dimostrare ancora qualcosa, non lo farà certamente impedendo con i cavilli e la violenza che una parte di essa possa svilupparsi come vuole, lo scontro di civiltà non puo' essere vinto con la forza.
Non con la forza, non con l'autorità ma solo e soltanto con la saggezza e l'autorevolezza....... Cui abbiamo dato già un fiero colpo pensando di impedire a delle persone di professare la propria religione con una certificazione di agibilità o di destinazione d'uso di un edificio.... O pensando di poter risvegliare con uno schiocco di dita un senso di religiosità che contrasti il loro, quasi fosse una gara.... Invitando dal giornale i Cittadini ad andare in Chiesa....
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domenica 19 agosto 2012
Parigi, o cara
Anche quest'anno una vacanza all'estero, ed a chi dice "prima di visitare il mondo voglio conoscere l'Italia" rispondo che la mia non è solo una vacanza all'estero, ma è anche una vacanza dall'Italia.
Ho bisogno di staccare non solo dal lavoro, dai luoghi noti, dal trantran quotidiano ma anche di uscire per qualche giorno da questo paese sfatto e decadente per andare a respirare aria nuova , aria di speranza . Di immergermi nel Paese che vorrei
E allora, Parigi.
Parigi anche secondo me è la piu' bella città del mondo. Bella,viva , energetica, vitale Si respira aria di passato senza decadente nostalgia, di un presente senza troppe recriminazioni, di un futuro possibile
Non è la prima volta che ci vado, ma quest'anno abbiamo fatto una cosa un po' diversa: una vacanza a Parigi, non un viaggio a Parigi. La differenza non sta nel luogo ma, evidentemente , nel viaggiatore .
Vedere cose non ancora viste ma senza fretta e senza urgenza, sapendo già che lasceremo cose non viste e non fatte per la prossima volta...... Che ci sarà , prima o poi. Abbiamo lanciato una monetina ideale in tutte le fontane di Parigi
Il primo impatto sa di efficienza ed organizzazione. All'aeroporto CdG (Charles de Gaulle), veamente immenso, c'è un terminale della metropolitana, con tutte le biglietterie del caso acquistiamo l'abbonamento Paris Navigo
http://parisbytrain.com/paris-train-metro-week-pass-navigo-decouverte/
che ci permette l'utilizza di tutti i mezzi pubblici per una settimana - in realtà l'abbonamento vale da lunedi' a domenica e noi lo acquistiamo il mercoledi' ma comunque risparmiamo rispetto al piu' noto abbonamento turistico Paris Visit, che acquistiamo solo per mio figlio piu' piccolo perchè è ridotto e su questi si , si risparmia. Con questo abbonamento prendiamo il Roissybus che ci porta a l quartiere dell'Operà dovre abbiamo l'hotel. Bus ogni 15 minuti, mezzo nuovo con aria condizionate, autista gentile e disponibile alle spiegazioni. Arriviamo, scendiamo , attraversiamo il piazzale dell'Operà e ci fermiamo ad orizzontarci vicino una fermata del bus. Apriamo la cartina e poco dopo si avvicina un signore anziano, che in perfetto italiano senza quasi accento si offre di aiutarci. Gli spieghiamo la nostra destinazione e lui suggerisce di prendere la metro sino all'hotel, perchè fa caldo (in realtà non troppo per noi che usciamo da Caligola) ci indica la fermata e poi alla fine , visto che la conversazione si avvia ci accompagna siano all'ingresso della stazione piu' vicino.Ci congediamo con una stretta di mano da questo signore cosi' gentile. Dall'uscita della metro (abbiamo già l'abbonamento, ricordate?) all'hotel ci sono meno di cinquecento metri. Veniamo accolti da da un impiegato sorridente e gentile che sa già tutto di noi e ci aspetta (prenotazione via Internet tramite una agenzia di Monfalcone) ci indica le nostre camere, una al 5 ed una al 6 piano. Disappunto di mia moglie che avrebbe preferito due camere adiacenti. Mentre inizia a spiegare la cosa all'impiegato, il direttore , un giovane gentile e sorridente esce dal suo ufficio e si avvicina chiedendo se ci siano problemi. Immediatamente ci rassicura: oggi non è possibile ma da domani ci cambierà le camere se lo desideriamo e troverà la soluzione che vogliamo. Saliamo con l'ascensore. L'hotel non è nuovo ma certamente rammodernato di recente ( veramente ristrutturato non solo ridipinto)
http://www.booking.com/hotel/fr/bresil-opera.en.html?aid=311984;label=bresil-opera-9cIzaCqXa35DsRKXl61w1wS8099442553:pl:ta:p1:p2:ac:ap1t2:neg;ws=&gclid=CMjQ1Jrg87ECFcGHDgodnnsANw
Le camere sono una sorpresa. Ampie, luminose, arredate sobriamente ma con gusto, frigo a disposizione un poco piu' grande del solito frigobar, televisore che vorrei avere a casa (programmi pero' solo in francese) e wi fi gratis in tutte le stanze con un ottimo segnale
Bagni ampi, ben divisa la parte doccia, tutto pulitissimo . La vista della camera al sesto piano è eccezionale , un panorama dei tetti di Parigi da cartolina. Tra l'altro le camere sono su piani diversi ma si affacciano sul medesimo vano scala per cui in realtà siamo separati solo da pochi metri. Appena scesi diremo al portiere che non servirà cambiare le camere vanno benissimo cosi'. Il portiere e il direttore sorridono: "Très Bien"
Il pensiero non puo' non correre alla nostra recente visita a Roma, Italia a giugno. Stesso target , hotel a tre stelle prenotato via internet, piu' o meno lo stesso prezzo. L'hotel di Roma, il nefasto hotel Acropoli di sui auspico la distruzione con le sue stanze brutte sporche e puzzolenti , attribuite all'ultimo istante perchè si erano dimenticati di segnare la nostra prenotazione, su piani diversi , bagni indecenti con una doccia per modo di dire da cui la poca acqua appena tiepida che usciva finiva sul pavimento, rifiuti abbandonati nei corridoi, una sala colazione che sembrava un corridoio con una cameriera che urlava come una pazza. Se questo hotel meritava tre stelle, l'hotel di Parigi ne merita almeno sei.....questa è una delle cose che intendo quando parlo di prendersi una vacanza dall'Italia....
La nostra vacanza a Parigi inizia dunque sotto i migliori auspici ( e tali saranno sino alla fine)
E' quasi sera, facciamo un giretto per il quartire che si chiama Grand Boulevard , percorso da ottocentesche gallerie coperte da vetrate che attraversano i grandi edifici e sulle quali si affacciano negozietti particolari, ristorantini etnici...una meraviglia. Ceneremo da Chartier un ristorantino che poi scopriremo essere notissimo e molto ambito (quando usciremo la fila per entrare si snoda per piu' di cento metri) .cose semplici e buonissime, pollo al forno , anatra con le patate, uno spezzatino di maiale con patate. Conto per quattro persone sotto i quaranta euro comprese le bevande, gentili, velocissimi...L'interno del locale sembra una stazione ferroviaria dell'ottocento , con ampi specchi e tanto di sedili stile treno e con soprastante cappeliera in ottone sulla quale appoggiare gli zaini ed un enorme orologio a centro muro che fa tanto Hugo Cabret
La serata finisce dopo un rapido viaggio in metro sotto la Tour Eiffel che alla 22,00 in punto aggiunge alla solita illuminazione gialla una fantasia di lampi blu che dura per cinque minuti, gran folla radunata sul prato antistante che sorseggia coca cola da un barattolo o Champagne da bicchieri di cristallo, persone in jeans ma anche in abito da sera. Grande "Aaahhhaaaa!" alla accensione delle luci blu, "Oooohooooo....." quando si spengono , fa un pò da ridere ed un pò tenerezza. Ma è uno spettacolo stupendo
L'indomani dopo una colazione ottima e abbondante in una sala luminosa che si affaccia su un giardinetto interno, dolci e pane freschissimi, frutta, affettati formaggio, ogni genere di bevande calde, succhi di frutta , d'arancia di mela, toast , macedonia tutto a volontà , visitiamo il museo Cité des Sciences et de l'Industrie una specie di Immaginario Scientifico all'ennesima potenza. Purtroppo tutte le esibizioni (elettricità statica, chimica, interno del planetarium grande come un cinema dove spiegano le stelle) sono in francese ma è comunque una mattinata piacevole. Pranzeremo al bar interno a baguette ripiene e dolci, sette euro a testa comprese le boissons (bibite) e non riusciamo a finire tutto. Il pomeriggio ci vedrà a passeggio sui Champs Eliseé , piani di negozi enormi e particolarissimi, ci fotograferemo in saloni auto ove sono esposte vetture futuristiche ed incredibili, compresa un prototipo Peugeot da corsa che fa oltre trecento all'ora ed è elettrica.
Ci spostiamo ovviamente in metro, che è rapidissima con i treni ogni pochi minuti . All'interno si trova di tutto, compresa una band di russi composta da una decina di elementi, ognuno con uno strumento diverso che suona benissimo nel corridoio tra un treno e l'altro
Per spostarsi pero è bene calcolare bene l'itinerario e valutare gli incroci tra una linea e l'altra per evitare di fare giri troppo lunghi tra un punto e l'altro. Per questo, chi ha l'i phone o l'I Pad puo' collegarsi con il sito della metro ove c'è una pagina dove si puo' calcolare in modo immediato il percorso da fare , con i cambi e le stazioni a cui farli ed il calcolo del tempo
Http://www.ratp.fr/itineraires/fr/ratp/resultat-detaille/start/Grands+Boulevards+%28METRO%29%2C+Paris/end/Gare+D%27Austerlitz+Grandes+Lignes+%28RER%29%2C+Paris/is_date_start/1/date/2012-08-19/time/15%3A45%3A00/route_type/plus_rapide
Altrimenti prendere un po di pratica con la cartina che si tova gratuitamente dappertutto ( richiderla in Hotel) e comunque appesa a tutti i muri della metro.
Questa è un altra cosa che funziona benissimo, e rende l'idea di un paese moderno ed efficiente
Avendo già visitato Parigi in precedenza, questa volta abbiamo girellato per posti ancora non visti, come l'immenso mercato della Pulci (Les Puces) con i suoi 15 km (quindici chilometri) di percorso tra bancarelle e venditori di ogni cosa usata, dai vestiti usati a due euro ai mobili d'arte, dai dischi in vinile alle pipe di seconda mano, ai pezzi di nave c'è veramente di tutto
Http://marcheauxpuces-saintouen.com/3.aspx
Abbiamo girellato la sera per il quartiere latino o per il quartiere del Marais, in posizioni speculari rispetto alla Senna ed all'Ille de la Cité dove si trova Notre Dame, sul cui sagrato la sera ci sono artisti di strada e molta vitalità
Abbiamo visitato molti parchi. Quasi tutti vietati ai cani anche se tenuti al guinzaglio. Tutto sempre pulito ed ordinato, ed è possibile distendersi sull'erba curata, moltissimi lo fanno non solo turisti ma anche tanti studenti parigini che portano la colazione, leggono il giornale o navigano con l'I Pad . Molta polizia in giro ed anche pattuglie dell'esercito in assetto di guerra con i mitra d'assalto bene in vista che pero' danno una idea di sicurezza . Anche i soldati con il mitra sono sorridenti e gentili.
Al giardino del Lussemburgo una grandissima vasca ospita il gioco delle barchette di legno a vela, che è possibile affittare da una gentile signora con un carretto, due euro per mezz'ora, e che i bambini spingono con un bastone di legno quando si fermano contro il bordo
Sul lungo senna le spiagge artificiali predisposte dal Comune che vi ha steso 5000 tonnellate di sabbia sofficissima,, gratuite ed aperte anche la sera .
I Bateau mouche percorrono la sera il fiume con in fari accesi ad illuminare le sponde, carichi di turisti , alcuni stipati sulla coperta, altri , a seconda del prezzo , che cenano sui ponti climatizzati e circondati da vetrate, come dentro a serre di cristallo che scivolano sull'acqua.
Non riusciremo a visitare le catacombe, al cui orario di apertura , le 10 del mattino , troveremo circa 600 persone in fila (attesa stimata tre o quattro ore) , un gentile turista italiano ci informa che per non aspettare tanto sarebbe bene arrivare un ora prima dell'apertura, cosicchè si apetteranno solo due ore per entrare dato che la fila inizia alle 8 o anche prima. Ringraziamo e cambiamo itinerario. Non ci piace poi molto la visita a Versailles. Abbiamo rinunciato la domenica mattina per le file chilometriche, ci torniamo un pomeriggio infrasettimanale ed effettivamente non facciamo fila, ma all'interno è una bolgia non si riesca a muoversi, anche a causa delle numerose comitive giapponesi che si comportano in tutto e per tutto come greggi di pecore, travolgono tutto e non capiscono niente. L'orario ideal per entrare e vedere con un minimo di calma sarebbero le 16,30, manca abbastanza poco alla chiusura perchè i giapponesi non ci siano piu' ed abbastanza per vedere tutto
Ci godremo moltissomo il museo dll'Orangerie con le tele di Monet lunghe 12 metri (le famose ninfee) che sono protagoniste di un recente film di Wooy Allen, Midnight in Paris, di cui visiteremo anche un altra location, la chiesa di Sant Etienne du Mont vicino al Panteon
Bellissimo anche il museo d'Orsay ricavato in una stazione ferroviaria dell'ottocento interamente chiusa perchè già destinata ai treni elettrici (che non fanno fumo) e caratterizzata anch'essa dagli enormi orologi di Hugo Cabret. Qui moltissime tele di impressionisti e post impressionisti Monet, Manet, Cezanne, Degas , Renoir......... Ci si puo' perdere piu' di una giornata. Ma noi siamo in vacanza, vediamo le cose piu' importanti sotto la sapiente guida di mia moglie
Ma piu' di tutto ci immergiamo nella città, visitiamo molti negozi, il Virgin Megastore con i suoi milioni di dischi, non possiamo mancare all'Hard Rock caffè, al parco di Eurodisney, (a marne la valleé , sempre con metro e RER usando il nostro magico abbonamento Paris navigo, ingresso a prezzo ridotto acquistando il biglietto su internet e trovando (non è facile) sul sito francese l'offerta Francilien (abbiamo pagato 35 euro a testa contro 55)
E poi camminare nei quartieri, nei parchi, nei boulevards vedere questa moltitudine di persone di tutto il mondo. La gente nella metro composta, cortese, con lo sguardo sempre altrove per non violare la Privacy ma pronti a dare una mano se serve
Gli impiegati, i commessi, i poliziotti, persino gli spazzini sempre sorridenti, gentili e disponibili. Si respira un aria diversa, qui ogni persona sembra a suo agio nel proprio ruolo, c'è una dignità invidiabile anche nell'addetto ai bagni pubblici, che ringrazia con un cenno della testa per i 50 centesimi della tariffa, pulisce il bagno tra una persona e l'altra, e ci regala una cartolina (pubblicitaria, va bene, ma è una cartolina) . Sorride e saluta come se fossimo clienti del suo negozio personale
Il poliziotto che ci sorride e ci saluta in italiano. Il barbone che si alza per ringraziare della nostra piccola elemosina. E' un altro mondo
Per mangiare abbiamo trovato proprio accanto al centro Pompidou un ristorante della catena FLUNCH che non è bellissimo ma dove si mangia bene a buon prezzo (una trentina di euro in quattro) si scendono le scale, vie è un chiosco dove cuociono la carne alla piastra sul momento, un banco dove danno alcuni piatti pronti, poi un banco di verdure a buffet. Si passano le casse e c'è un ampia sala da pranzo in cui c'è un banco buffet gratuito con verdure di ogni genere, patate fritte e paste asciutte a volontà. Come in tutti i ristoranti di Parigi, è possibile avere gratuitamente caraffe d'acqua naturale a volontà e non è obbligatorio acquistare bibite. Pieno di turisti. Si mangia bene anche se dopo un paio di volte ci si accorge che la varietà non è amplissima. Va bene per chi non da importanza al mangiare o per chi per qualche sera vuole evitarsi lo stress di trovare ogni volta un ristorante diverso.
Fuori c'è l'ultramoderno centro Pompidou , con la sua arte moderna e di fianco la piazza intitolata a Stravinsky con una grade vasca in cui sono state posizionate 16 bizzarre scultura ispirate alla sua opera, ultramoderne, coloratissime ed in movimento. sulla piazza uno squadrone di bambini gioca al calcio correndo in mezzo alla gente. sono molto bravi
... ci sarebbe ancora tanto da raccontare ... artisti da trada , suonatori, panorami, angoli , storie.... abbiamo visitato anche il cimitero monumentale di père-lachaise , con la tomba di Oscar Wilde e Jim Morrison ...ogni angolo di Parigi è un microcosmo
... ma credo di avere reso il concetto
Parigi, Parigi.......Parigi o cara
dobbiamo tornare in Italia, tra le cose che non funzionano e di cui nessuno è responsabile
torneremo
Arrivederci presto......
Ho bisogno di staccare non solo dal lavoro, dai luoghi noti, dal trantran quotidiano ma anche di uscire per qualche giorno da questo paese sfatto e decadente per andare a respirare aria nuova , aria di speranza . Di immergermi nel Paese che vorrei
E allora, Parigi.
Parigi anche secondo me è la piu' bella città del mondo. Bella,viva , energetica, vitale Si respira aria di passato senza decadente nostalgia, di un presente senza troppe recriminazioni, di un futuro possibile
Non è la prima volta che ci vado, ma quest'anno abbiamo fatto una cosa un po' diversa: una vacanza a Parigi, non un viaggio a Parigi. La differenza non sta nel luogo ma, evidentemente , nel viaggiatore .
Vedere cose non ancora viste ma senza fretta e senza urgenza, sapendo già che lasceremo cose non viste e non fatte per la prossima volta...... Che ci sarà , prima o poi. Abbiamo lanciato una monetina ideale in tutte le fontane di Parigi
Il primo impatto sa di efficienza ed organizzazione. All'aeroporto CdG (Charles de Gaulle), veamente immenso, c'è un terminale della metropolitana, con tutte le biglietterie del caso acquistiamo l'abbonamento Paris Navigo
http://parisbytrain.com/paris-train-metro-week-pass-navigo-decouverte/
che ci permette l'utilizza di tutti i mezzi pubblici per una settimana - in realtà l'abbonamento vale da lunedi' a domenica e noi lo acquistiamo il mercoledi' ma comunque risparmiamo rispetto al piu' noto abbonamento turistico Paris Visit, che acquistiamo solo per mio figlio piu' piccolo perchè è ridotto e su questi si , si risparmia. Con questo abbonamento prendiamo il Roissybus che ci porta a l quartiere dell'Operà dovre abbiamo l'hotel. Bus ogni 15 minuti, mezzo nuovo con aria condizionate, autista gentile e disponibile alle spiegazioni. Arriviamo, scendiamo , attraversiamo il piazzale dell'Operà e ci fermiamo ad orizzontarci vicino una fermata del bus. Apriamo la cartina e poco dopo si avvicina un signore anziano, che in perfetto italiano senza quasi accento si offre di aiutarci. Gli spieghiamo la nostra destinazione e lui suggerisce di prendere la metro sino all'hotel, perchè fa caldo (in realtà non troppo per noi che usciamo da Caligola) ci indica la fermata e poi alla fine , visto che la conversazione si avvia ci accompagna siano all'ingresso della stazione piu' vicino.Ci congediamo con una stretta di mano da questo signore cosi' gentile. Dall'uscita della metro (abbiamo già l'abbonamento, ricordate?) all'hotel ci sono meno di cinquecento metri. Veniamo accolti da da un impiegato sorridente e gentile che sa già tutto di noi e ci aspetta (prenotazione via Internet tramite una agenzia di Monfalcone) ci indica le nostre camere, una al 5 ed una al 6 piano. Disappunto di mia moglie che avrebbe preferito due camere adiacenti. Mentre inizia a spiegare la cosa all'impiegato, il direttore , un giovane gentile e sorridente esce dal suo ufficio e si avvicina chiedendo se ci siano problemi. Immediatamente ci rassicura: oggi non è possibile ma da domani ci cambierà le camere se lo desideriamo e troverà la soluzione che vogliamo. Saliamo con l'ascensore. L'hotel non è nuovo ma certamente rammodernato di recente ( veramente ristrutturato non solo ridipinto)
http://www.booking.com/hotel/fr/bresil-opera.en.html?aid=311984;label=bresil-opera-9cIzaCqXa35DsRKXl61w1wS8099442553:pl:ta:p1:p2:ac:ap1t2:neg;ws=&gclid=CMjQ1Jrg87ECFcGHDgodnnsANw
Le camere sono una sorpresa. Ampie, luminose, arredate sobriamente ma con gusto, frigo a disposizione un poco piu' grande del solito frigobar, televisore che vorrei avere a casa (programmi pero' solo in francese) e wi fi gratis in tutte le stanze con un ottimo segnale
Bagni ampi, ben divisa la parte doccia, tutto pulitissimo . La vista della camera al sesto piano è eccezionale , un panorama dei tetti di Parigi da cartolina. Tra l'altro le camere sono su piani diversi ma si affacciano sul medesimo vano scala per cui in realtà siamo separati solo da pochi metri. Appena scesi diremo al portiere che non servirà cambiare le camere vanno benissimo cosi'. Il portiere e il direttore sorridono: "Très Bien"
Il pensiero non puo' non correre alla nostra recente visita a Roma, Italia a giugno. Stesso target , hotel a tre stelle prenotato via internet, piu' o meno lo stesso prezzo. L'hotel di Roma, il nefasto hotel Acropoli di sui auspico la distruzione con le sue stanze brutte sporche e puzzolenti , attribuite all'ultimo istante perchè si erano dimenticati di segnare la nostra prenotazione, su piani diversi , bagni indecenti con una doccia per modo di dire da cui la poca acqua appena tiepida che usciva finiva sul pavimento, rifiuti abbandonati nei corridoi, una sala colazione che sembrava un corridoio con una cameriera che urlava come una pazza. Se questo hotel meritava tre stelle, l'hotel di Parigi ne merita almeno sei.....questa è una delle cose che intendo quando parlo di prendersi una vacanza dall'Italia....
La nostra vacanza a Parigi inizia dunque sotto i migliori auspici ( e tali saranno sino alla fine)
E' quasi sera, facciamo un giretto per il quartire che si chiama Grand Boulevard , percorso da ottocentesche gallerie coperte da vetrate che attraversano i grandi edifici e sulle quali si affacciano negozietti particolari, ristorantini etnici...una meraviglia. Ceneremo da Chartier un ristorantino che poi scopriremo essere notissimo e molto ambito (quando usciremo la fila per entrare si snoda per piu' di cento metri) .cose semplici e buonissime, pollo al forno , anatra con le patate, uno spezzatino di maiale con patate. Conto per quattro persone sotto i quaranta euro comprese le bevande, gentili, velocissimi...L'interno del locale sembra una stazione ferroviaria dell'ottocento , con ampi specchi e tanto di sedili stile treno e con soprastante cappeliera in ottone sulla quale appoggiare gli zaini ed un enorme orologio a centro muro che fa tanto Hugo Cabret
La serata finisce dopo un rapido viaggio in metro sotto la Tour Eiffel che alla 22,00 in punto aggiunge alla solita illuminazione gialla una fantasia di lampi blu che dura per cinque minuti, gran folla radunata sul prato antistante che sorseggia coca cola da un barattolo o Champagne da bicchieri di cristallo, persone in jeans ma anche in abito da sera. Grande "Aaahhhaaaa!" alla accensione delle luci blu, "Oooohooooo....." quando si spengono , fa un pò da ridere ed un pò tenerezza. Ma è uno spettacolo stupendo
L'indomani dopo una colazione ottima e abbondante in una sala luminosa che si affaccia su un giardinetto interno, dolci e pane freschissimi, frutta, affettati formaggio, ogni genere di bevande calde, succhi di frutta , d'arancia di mela, toast , macedonia tutto a volontà , visitiamo il museo Cité des Sciences et de l'Industrie una specie di Immaginario Scientifico all'ennesima potenza. Purtroppo tutte le esibizioni (elettricità statica, chimica, interno del planetarium grande come un cinema dove spiegano le stelle) sono in francese ma è comunque una mattinata piacevole. Pranzeremo al bar interno a baguette ripiene e dolci, sette euro a testa comprese le boissons (bibite) e non riusciamo a finire tutto. Il pomeriggio ci vedrà a passeggio sui Champs Eliseé , piani di negozi enormi e particolarissimi, ci fotograferemo in saloni auto ove sono esposte vetture futuristiche ed incredibili, compresa un prototipo Peugeot da corsa che fa oltre trecento all'ora ed è elettrica.
Ci spostiamo ovviamente in metro, che è rapidissima con i treni ogni pochi minuti . All'interno si trova di tutto, compresa una band di russi composta da una decina di elementi, ognuno con uno strumento diverso che suona benissimo nel corridoio tra un treno e l'altro
Per spostarsi pero è bene calcolare bene l'itinerario e valutare gli incroci tra una linea e l'altra per evitare di fare giri troppo lunghi tra un punto e l'altro. Per questo, chi ha l'i phone o l'I Pad puo' collegarsi con il sito della metro ove c'è una pagina dove si puo' calcolare in modo immediato il percorso da fare , con i cambi e le stazioni a cui farli ed il calcolo del tempo
Http://www.ratp.fr/itineraires/fr/ratp/resultat-detaille/start/Grands+Boulevards+%28METRO%29%2C+Paris/end/Gare+D%27Austerlitz+Grandes+Lignes+%28RER%29%2C+Paris/is_date_start/1/date/2012-08-19/time/15%3A45%3A00/route_type/plus_rapide
Altrimenti prendere un po di pratica con la cartina che si tova gratuitamente dappertutto ( richiderla in Hotel) e comunque appesa a tutti i muri della metro.
Questa è un altra cosa che funziona benissimo, e rende l'idea di un paese moderno ed efficiente
Avendo già visitato Parigi in precedenza, questa volta abbiamo girellato per posti ancora non visti, come l'immenso mercato della Pulci (Les Puces) con i suoi 15 km (quindici chilometri) di percorso tra bancarelle e venditori di ogni cosa usata, dai vestiti usati a due euro ai mobili d'arte, dai dischi in vinile alle pipe di seconda mano, ai pezzi di nave c'è veramente di tutto
Http://marcheauxpuces-saintouen.com/3.aspx
Abbiamo girellato la sera per il quartiere latino o per il quartiere del Marais, in posizioni speculari rispetto alla Senna ed all'Ille de la Cité dove si trova Notre Dame, sul cui sagrato la sera ci sono artisti di strada e molta vitalità
Abbiamo visitato molti parchi. Quasi tutti vietati ai cani anche se tenuti al guinzaglio. Tutto sempre pulito ed ordinato, ed è possibile distendersi sull'erba curata, moltissimi lo fanno non solo turisti ma anche tanti studenti parigini che portano la colazione, leggono il giornale o navigano con l'I Pad . Molta polizia in giro ed anche pattuglie dell'esercito in assetto di guerra con i mitra d'assalto bene in vista che pero' danno una idea di sicurezza . Anche i soldati con il mitra sono sorridenti e gentili.
Al giardino del Lussemburgo una grandissima vasca ospita il gioco delle barchette di legno a vela, che è possibile affittare da una gentile signora con un carretto, due euro per mezz'ora, e che i bambini spingono con un bastone di legno quando si fermano contro il bordo
Sul lungo senna le spiagge artificiali predisposte dal Comune che vi ha steso 5000 tonnellate di sabbia sofficissima,, gratuite ed aperte anche la sera .
I Bateau mouche percorrono la sera il fiume con in fari accesi ad illuminare le sponde, carichi di turisti , alcuni stipati sulla coperta, altri , a seconda del prezzo , che cenano sui ponti climatizzati e circondati da vetrate, come dentro a serre di cristallo che scivolano sull'acqua.
Non riusciremo a visitare le catacombe, al cui orario di apertura , le 10 del mattino , troveremo circa 600 persone in fila (attesa stimata tre o quattro ore) , un gentile turista italiano ci informa che per non aspettare tanto sarebbe bene arrivare un ora prima dell'apertura, cosicchè si apetteranno solo due ore per entrare dato che la fila inizia alle 8 o anche prima. Ringraziamo e cambiamo itinerario. Non ci piace poi molto la visita a Versailles. Abbiamo rinunciato la domenica mattina per le file chilometriche, ci torniamo un pomeriggio infrasettimanale ed effettivamente non facciamo fila, ma all'interno è una bolgia non si riesca a muoversi, anche a causa delle numerose comitive giapponesi che si comportano in tutto e per tutto come greggi di pecore, travolgono tutto e non capiscono niente. L'orario ideal per entrare e vedere con un minimo di calma sarebbero le 16,30, manca abbastanza poco alla chiusura perchè i giapponesi non ci siano piu' ed abbastanza per vedere tutto
Ci godremo moltissomo il museo dll'Orangerie con le tele di Monet lunghe 12 metri (le famose ninfee) che sono protagoniste di un recente film di Wooy Allen, Midnight in Paris, di cui visiteremo anche un altra location, la chiesa di Sant Etienne du Mont vicino al Panteon
Bellissimo anche il museo d'Orsay ricavato in una stazione ferroviaria dell'ottocento interamente chiusa perchè già destinata ai treni elettrici (che non fanno fumo) e caratterizzata anch'essa dagli enormi orologi di Hugo Cabret. Qui moltissime tele di impressionisti e post impressionisti Monet, Manet, Cezanne, Degas , Renoir......... Ci si puo' perdere piu' di una giornata. Ma noi siamo in vacanza, vediamo le cose piu' importanti sotto la sapiente guida di mia moglie
Ma piu' di tutto ci immergiamo nella città, visitiamo molti negozi, il Virgin Megastore con i suoi milioni di dischi, non possiamo mancare all'Hard Rock caffè, al parco di Eurodisney, (a marne la valleé , sempre con metro e RER usando il nostro magico abbonamento Paris navigo, ingresso a prezzo ridotto acquistando il biglietto su internet e trovando (non è facile) sul sito francese l'offerta Francilien (abbiamo pagato 35 euro a testa contro 55)
E poi camminare nei quartieri, nei parchi, nei boulevards vedere questa moltitudine di persone di tutto il mondo. La gente nella metro composta, cortese, con lo sguardo sempre altrove per non violare la Privacy ma pronti a dare una mano se serve
Gli impiegati, i commessi, i poliziotti, persino gli spazzini sempre sorridenti, gentili e disponibili. Si respira un aria diversa, qui ogni persona sembra a suo agio nel proprio ruolo, c'è una dignità invidiabile anche nell'addetto ai bagni pubblici, che ringrazia con un cenno della testa per i 50 centesimi della tariffa, pulisce il bagno tra una persona e l'altra, e ci regala una cartolina (pubblicitaria, va bene, ma è una cartolina) . Sorride e saluta come se fossimo clienti del suo negozio personale
Il poliziotto che ci sorride e ci saluta in italiano. Il barbone che si alza per ringraziare della nostra piccola elemosina. E' un altro mondo
Per mangiare abbiamo trovato proprio accanto al centro Pompidou un ristorante della catena FLUNCH che non è bellissimo ma dove si mangia bene a buon prezzo (una trentina di euro in quattro) si scendono le scale, vie è un chiosco dove cuociono la carne alla piastra sul momento, un banco dove danno alcuni piatti pronti, poi un banco di verdure a buffet. Si passano le casse e c'è un ampia sala da pranzo in cui c'è un banco buffet gratuito con verdure di ogni genere, patate fritte e paste asciutte a volontà. Come in tutti i ristoranti di Parigi, è possibile avere gratuitamente caraffe d'acqua naturale a volontà e non è obbligatorio acquistare bibite. Pieno di turisti. Si mangia bene anche se dopo un paio di volte ci si accorge che la varietà non è amplissima. Va bene per chi non da importanza al mangiare o per chi per qualche sera vuole evitarsi lo stress di trovare ogni volta un ristorante diverso.
Fuori c'è l'ultramoderno centro Pompidou , con la sua arte moderna e di fianco la piazza intitolata a Stravinsky con una grade vasca in cui sono state posizionate 16 bizzarre scultura ispirate alla sua opera, ultramoderne, coloratissime ed in movimento. sulla piazza uno squadrone di bambini gioca al calcio correndo in mezzo alla gente. sono molto bravi
... ci sarebbe ancora tanto da raccontare ... artisti da trada , suonatori, panorami, angoli , storie.... abbiamo visitato anche il cimitero monumentale di père-lachaise , con la tomba di Oscar Wilde e Jim Morrison ...ogni angolo di Parigi è un microcosmo
... ma credo di avere reso il concetto
Parigi, Parigi.......Parigi o cara
dobbiamo tornare in Italia, tra le cose che non funzionano e di cui nessuno è responsabile
torneremo
Arrivederci presto......
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