domenica 22 luglio 2012

CANILI A TRECENTO ALL'ORA

Ha avuto un rilievo analogo a quello del Default della Spagna e relativo contagio alle borse europee, alla strage al cinema di Denver, ed alla liberazione di Rossella Urru,  nei TG nazionali del 20 luglio scorso la notizia che dal 25 luglio prossimo i cani potranno viaggiare nei treni ad alta velocità . La notizia è stata porta agli ascoltatori come segno di progresso e di civiltà , con l'immancabile ex ministro Brambilla a sfoggiare il suo look da animalista leopardata ed i suoi atteggiamenti promiscui con i cani. Un comunicato emesso a questo proposito ha voluto specificare "L'iniziativa intende facilitare la vita quotidiana dei milioni di italiani che vivono con un animale domestico, promuovendo una cultura sempre piu' 'Animal Friendly', e allo stesso tempo, anche attraverso opportune campagne di comunicazione, garantire un contributo al contrasto del deplorevole fenomeno dell'abbandono e del randagismo, e,cc,

Ora, non dovrebbe sfuggire a nessuno che i treni ad alta velocità non sono esattamente dei treni popolari utilizzati dai pendolari o comunque dalla massa . Sono dei treni piuttosto costosi e non a caso i cani verranno ammessi anche in prima classe. L'impressione che ne ho ricevuto, a prescindere dal mio personale livello di apprezzamento verso i cani, è che in questa Italia che sta naufragando, l'Italia degli otto milioni di poveri, di un disoccupato ogni tre giovani, di piccoli imprenditori ed operai che si suicidano per mancanza di lavoro , in questa Italia senza nessuna prospettiva di miglioramento nei prossimi anni, di una intera generazione senza futuro, vi sia una Casta la cui preoccupazione piu' impellente sia quella di poter fare viaggiare nel lusso i cani dei suoi ricchi componenti . ..ma era davvero una priorità?

Sullo sfondo di una Italia in ginocchio, sull'orlo della disperazione, ove la miseria incombe le riprese televisive di treni di lusso ove deputati ed ex ministri baciano cani con aria soddisfatta, ha una dimensiona tragica e degradante. E' la perfetta sintesi di questo Paese diviso in strati , con una Casta soprastante per la quale il comfort del proprio cane è molto piu' importante della vita e della dignirtà dei propri servi, che si batte per fare entrare in un Frecciarossa il proprio cane quando milioni di studenti e pendolari fanno una vita quotidiana pessima (non possiamo certo dire da cani, perchè evidentemente una vita da cani non se la possono permettere) quando ci sono pensionati che frugano nelle immondizie per trovare da mangiare, quando la vita di un operaio diventa quasi impossibile dopo la terza settimana

Questa visione ha secondo me il riflesso plumbeo del racconto di Elio Vittorini "Uomini e no" , il cane come emblema dell'arroganza del potere ..
E con il gioco delle parole questa manifestazione di strapotere e di arroganza viene contrabbandata come simbolo di civiltà....


domenica 24 giugno 2012

IL GIUOCO DELLE PAROLE - post in evoluzione





Il gioco delle parole è il gioco nel quale chi parla dice ad arte una cosa , in un modo tale che chi ascolta ne capisca un altra. .


Il gioco delle parole è l'arte di manipolare le parole in modo da prevalere in una discussione anche senza avere argomenti.


Il gioco delle parole è l'arte di confondere l'ascoltatore per mezzo della velocità con la quale si cambia argomento, e per mezzo della rapidità con la quale si passa dalla realtà alla invenzione


Il gioco della parole è quel gioco perverso mediante il quale politicanti e guru della comunicazione riescono a dire una cosa ed a farne capire un altra, senza mentire nel senso stretto del termine, o addirittura riescono a cambiare il senso delle parole dette da altri per confondere l'ascoltatore, e fargli dubitare di cio' che ha capito.


Con il gioco delle parole si inventano verità e si fanno scomparire le bugie, si rende verità assoluta cio' che è solo un ipotesi, si sollevano dubbi su verità comunemente accettate, si distorce e si manipola la realtà.

Il gioco delle parole è il veleno della sana comunicazione

Il gioco delle parole è la patria del sillogismo, del ragionamento contorto che parte da una affermazione credibile, per poi arrampicarsi nell'assurdo, al fine di dimostrare la fondatezzza di un ragionamento infondato.

Il gioco delle parole è la lingua delle persone intellettualmente disoneste

Il gioco delle parole è l'arma di chi vuole arrivare dove non merita

Il gioco delle parole è il mezzo con il quale uomini senza meriti e senza storia dominano, comandano e disprezzano uomini di valore

Il gioco della parole non coinvolge solo il lessico, ma ruota anche intorno al tono della voce o dello scritto. Tuona davanti ai deboli, striscia e diventa mellifluo davanti ai forti.

Il gioco delle parole richiede la complicità dei vigliacchi , solletica la superbia degli ignoranti, crea spazio per i mediocri

Con il gioco delle parole si feriscono gli animi semplici , si esaltano i mediocri , si impongono gli sciocchi

Con il gioco delle parole si addormentano le coscienze

Il gioco delle parole ha lo scopo di mascherare l’ignoranza, travisare la doppiezza, di mimetizzare in motivazione la smodata ambizione, di vestire di nobili ideali quelli che non sono altro che interessi venali

Con il gioco delle parole un atto dovuto diviene una manifestazione di generosita’, una privazione diviene un momento di nuova opportunita’, una imposizione ingiusta diviene un atto che è doveroso accettare perché altrimenti si pecca di mancanza di senso di responsabilità.

Con il gioco delle parole i prepotenti divengono “forti di carattere” i vigliacchi ed i pavidi divengono “responsabili e prudenti”

Con il gioco delle parole si sfuma e si scolorisce la violenza delle parole scomode, e ladri, assassini, e puttane divengono possessori non autorizzati, esecutori materiali, intrattenitrici ed escort. Con il gioco della parole si perdonano le malefatte dei potenti e si condannano gli onesti

Il gioco delle parole è un viaggio all’interno della menzogna

Con il gioco delle parole un Governatore corrotto non rimane attaccato alla poltrona senza pudore e senza onore, ma "rinuncia alle proprie dimissioni"

con il gioco delle parole, la richiesta di vedere rispettati i propri diritti e la propria umanità, diviene "restare aggrappati ad un passato che non tornerà"

il gioco delle parole toglie la dignità al lavoratore vittima di violenza perchè lo paragona al lavoratore-poliziotto che lo ha picchiato


venerdì 25 maggio 2012

POLITICA, ANTIPOLITICA, ...MA QUALE ANTIPOLITICA ??




Le recenti lezioni amministrative hanno riportato ancora una volta al centro dell’attenzione , per quanto polarizzata da ben altri e tragici avvenimenti, la questione del sempre maggior disinteresse  dei cittadini italiani alla partecipazione alle competizioni elettorali .

Tale atteggiamento, che sfocia in un massiccio astensionismo oppure nella aderenza a formazioni politiche di tipo alternativo, come per esempio oggi il movimento cinque stelle (ma non solo, in passato possiamo considerare tale anche la Lega Nord) viene genericamente definito “antipolitica” e come tale è stato stigmatizzato anche dal Presidente Napolitano . Ma su questo termine vale la pena di soffermarsi per una attenta riflessione

Il termine antipolitica viene utilizzato in modo neanche tanto sottilmente psicologico per demonizzare un certo tipo di atteggiamento , e relegarlo ad un comportamento colpevole ed antisociale,  perché affibbiare un certo tipo di “ etichetta” ad un determinato di comportamento è funzionale ai Partiti ed alle formazioni politiche tradizionali ad esorcizzarlo e collocarlo in una posizione defilata che si presta ad una generica ed acritica disapprovazione .

In modo analogo, tanto per capirsi, vengono definiti “NIMBY” (acronimo di Not In My Back yard ovvero non Nel Mio Giardino) gli oppositori alle cosiddette grandi opere , come la TAV , a suggerire che non vi sono motivazioni veramente valide alla loro protesta ma soltanto pruderie di campanile . L’idea è quella di svalorizzare la figura dell’’oppositore prima ancora che l’argomento del contendere perché questo evita di dovere mettere in discussione l’operato degli apparati del Potere. Del resto , questo tipo di atteggiamento è stato abbondantemente descritto da tutti gli intellettuali che se ne sono occupati  da Schopenhauer a Noam Chomsky come essenziale al mantenimento del potere (evidentemente non in modo democratico)  : se non puoi vincere una discussione, trova il modo di denigrare il tuo avversario. Il fine evidentemente non è solo quello di vincere la discussione, ma anche e soprattutto quella di mantenere sempre e comunque una posizione di predominio in quanto unici detentori della Verità. Pensiamo ad i partigiani e guerriglieri che contrastano un Regime e che vengono generalmente e sprezzantemente definiti “banditi”

Ma torniamo alla definizione di antipolitica. Innanzitutto, va evidenziata la contraddizione in termini che insiste in questo termine. E’ piu’ facile parlare di antimateria o di anti-energia che di anti.politica . La politica compare già nel momento in cui esiste un insieme di persone, perché la politica è  l’azione di conciliare le esigenze di piu’ soggetti di fronte ad un problema comune . La politica cerca di conciliare le azioni e le decisioni di piu’ Paesi di fronte alla recessione, di fronte alla necessità di mantenere stabile l’Euro, ma appare anche quando nel piu’ piccolo Paesello si deve decidere come risistemare la Piazza conciliando le esigenze del traffico con quelle dei conservatori dell’ambiente e della architettura, compare nell’accordo tra due contadini che devono decidere dove fare passare una carrareccia a cavallo delle  proprietà di entrambi. Se volessimo fare un paradosso, potremmo dire che già nel momento in cui ad Adamo si aggiunse Eva, comparve la politica, che condusse ad una trattative e successivamente alla scelta di contrapporsi al Potere costituito sulla base delle indicazioni di una opposizione infida, alla scelta della mela e quindi all’abbandono dell’Eden con quello che ne consegue . 

Naturalmente la politica è piena di distorsioni, perché si cerca sempre di fare apparire l’interesse di ciascuna delle parti coinvolte come l’unica che riflette il bene collettivo (tanto per fare un esempio iperbolico, pensiamo ai dittatori che si facevano chiamare Condottieri  come Mussolini-Duce o Hitler -  Fhurer o addirittura Grande Padre come Stalin o definiziona analoghe per dittatori asiatici dalla Cina all Corea)  Credo siamo tutti nauseati ogni volta che uno dei politicanti di turno da Bersani ad Alfano spiega che quello che hanno deciso è “per il bene degli Italiani” o addirittura “voluto dagli italiani” “per il bene del paese” eccetera ognuno arbitro infallibile della volontà popolare. 

Tuttavia  non si puo’ vivere senza politica, e di fatto NON si vive senza politica. Anche il voto di protesta dato alle formazioni politiche  non convenzionali è pur sempre un voto, anche l’astensionismo è politica laddove è funzionale ad esprimere un disagio o una protesta , quando questa astensione arriva non da un popolo ignorante e bue, ma da un popolo consapevole del proprio disagio .

I politici di lungo corso  lo sanno bene, e sanno che l’astensionismo in Italia è una bomba che potrebbe scoppiare loro in mano in qualsiasi momento, ove un nuovo soggetto politico divenisse capace di colpire in modo efficae  l’attenzione degli astenuti. Anche perché, come è stato osservato in questa tornata elettorale, gli astenuti sono tanti ma non sono sempre gli stessi : è opinione espressa da fonti autorevoli che probabilmnte molti elettori delusi dal PDL si sono rifugiati nell’astensionismo, mentre piu’ di quale astensionista storico è confluito nel movimento 5 stelle, l’astensionimo non è un monolite ma un qualcosa di fluido, nel quale possono intervenire efficacemente pressioni osmotiche rinvenienti dal mutamento dei soggetti politici. Denominatore comune è certamente una diffusa delusione e diffidenza nel modo in cui viene ocondotta in Italia la politica

E qui arriviamo al cuore del problema: esiste davvero l’antipolitica in Italia in senso assoluto? O non è piuttosto vero che gli italiani sono stufi di QUESTA politica, di “questo” modo di fare politica, di questa classe dirigente insulsa ed inetta? Definire antipolitico chi rifiuta la classe politica attualmente esistente , incartapecorita e corrotta da destra a sinistra  rientra in quella logica di denigrazione dell’oppositore al sistema con la quale si cerca di evitare di mettere in discussione l’Establishment  e si tenta di affermare che chi è contro “questo” modo di fare politica deve essere considerato fuori dalla Società, fuori dal sistema. Mi ricorda molto quella definizione di “Antiitaliano” che venne coniata durante il periodo fascista per bollare gli oopositori del regime: chi è contro il regime è contro l’Italia (perché è sottinteso che il Regime rappresenta gli interessi della collettività e detiene la Verità assoluta ) e quindi chi è contro il Duce ( o contro Berlusconi, oggi contro Monti) è anti italiano, è antipolitico.

In un suo recente viaggio in Quatar , il Presidente del Consiglio Monti ha chiesto all’Emiro il motivo per il quale gli Arabi non investono in Italia e la risposta, diffusa in diretta dalla televisione è stata : “ la corruzione”. E noi lo sappiamo bene, sappiamo che Tangentopoli ha solamente spostato i centri di potere ma che il sistema non è cambiato, sappiamo che il piu’ grande debito pubblico del mondo è stato creato ed alimentato da un sistema diffuso ed organizzato di corruzione ed evasione fiscale, voluto gestito e mantenuto dalla cosiddetta Casta che continua iperterrito. E’ un sistema che è nato ed è stato alimentato da “Questi” politici e “questo” modo si fare politica, con il quale oggi ci troviamo a fare i conti . Se questa fose  l’unica politica possibile , se questa è l’Italia, allora potremmo anche starci a farci chiamare antipolitici e antiitaliani.  Ma le cosse possono anche andare diversamente

In questo modo possiamo interpretare il messaggio del Presidente Napolitano, politico di lungo corso che ha vissuto l'epoca del fascismo, della guerra con tutto quelli che ne segui'  ; non si puo’ vivere senza la Politica, non si puo’ prescindere dalla Politica, ovvero non si puo’ pensare di disinteressari della Politica, con la Politica bisogna fare i conti , non si puo’ fuggirne. Rinunciare semplicemente a votare, non porta da nessuna parte.   Ma attenzione, la politica deve ritrovare la sua P maiuscola,  e la strada non è semplice.

Abbiamo stabilito che la politica è quell’insieme di atti che porta a gestire i rapporti tra le persone e i popoli. In Italia , per arrivare alla situazione attuale, con una classe politica stantia ed ingessata, insoddisfacente, corrotta , una popolazione schifata e decisamente arrabbiata la strada non è stata breve. E ben pochi possono dichiararsi estranei ai processi che hanno portato a questo. : disinteresse, pigrizia, opportunismo, individualismo , mancanza di senso dello Stato per quanto comprensibile dal punto di vista storico, i difetti storici del nostro popolo hanno prodotto una democrazia senza controllo, che ha progressivamente degenerato (a questo punto consiglio vivamente a tutti la lettura del ibro di Corrado Augias “il Disagio della Libertà) ed i politicanti sono riusciti a blindarsi all’interno del Potere, perdendo nel contempo ogni contatto con la realtà tanto da riufiutare di assumersi ogni responsabilità o a rinunciare a qualsiasi privilegio anche nel momento della bancarotta.

Il primo passo per capire il reale significato della parola “antipolitica” , a questo punto, passa per la consapevolezza che una eccessiva disattenzione dei Cittadini alla politica, cosi’ come è stata esercitata (verrebbe da dire Perpetrata) nel nostro Paese  è alla base del  disastro politico ed economico attuale. Gli italiani che dichiarano pertanto il loro schifo per la politica non vogliono rendersi conto che sono essi stessi o dovrebbero essere essi stessi i protagonisti della politica, e non sono in questo molto dissimili dagli obesi che non si piacciono allo specchio ma che cercano di trovare altri colpevoli per questo loro stato, il coniuge che cucina troppo condito, le troppe cene di lavoro, gli impegni che impediscono di fare movimento e  sono troppo pigri per mettersi a dieta . Non appare semplice individuare il metodo ed il sistema per uscire da queste sabbie mobili.

Tuttavia, vale la pena di riflettere su quale potrebbe essere il sistema per dare al nostro Paese la possibilità di avere una classe politica e dirigente degna di questo nome, e sopratutto garantire ai Cittadini la possibiliyà di riappropriarsi della Politica 

Evidentemente, per avere questo è indispensabile smontare e dismettere la blindatura che i politicanti hanno eretto a difesa della Casta. Innanzitutto cambiando legge elettorale, al fine di permettere il ricambio perché solo se ritornrenanno ad essere gli elettori a decidere chi va in Parlamento si potrà sperare in un cambiamento. Poi bisogna evitare che persone senza scrupoli cerchino di intraprendere la strada della politica per arricchirsi, e questo passa attraverso una drastica riduzione dei compensi e dei privilegi dei politici , che tenga conto soltanto del fatto che entrare in politica non comporti un disagio economico. Infine. Ultimo ma assolutamente non ultimo come importanza, fare in modo che i politici abbiano necessità del continuo consenso degli elettori attraverso la abrogazione di ogni e qualsisi tipo di finanziamento pubblico dei Partiti, sia esso sotto forma di rimborso, elargizione, contributo emolumento di ogni e qualsiasi forma o metodo. Non bisogna chiudere il rubinetto , bisogna proprio distruggere il rubinetto, estirparlo disintegrarlo. Neanche un centesimo al partito, siano i politici a trovare il finanziamento di iscritti e simpatizzando, andando nelle piazze, tornando sulle strade. Allora si che saranno attenti ad ogni gesto e ad ogni parola , non potranno piu’ essere corrotti ed impuniti , dovranno ascoltare la gente e poi fare quello che promettono. Il finanziamento pubblico dei partiti è uno dei pilastri della blindatura del potere che i politicanti corrotti hanno eretto a difesa della Casta 

Se queste tre condizioni si verificheranno, si potrà avere un ricambio nella classe politica, che dovrà poi assumersi il gravoso compito di andare ad estirpare le metastasi della corruzione negli apparati dirigenti della Amministrazione dello Stato ed in tutte le sue emanazioni, andando a sondare sino ai vertici delle piu’ alte Istituzioni , nei servizi di intelligence, nella Magistratura, nelle Forze Armate, negli apparati burocratici  e poi giu’ sino alle Amministrazioni locali.

Compito immane che puo’ partire solo da lui: l’elettore obeso che non si piace allo specchio. 



giovedì 17 maggio 2012

MONTI E LA TELA DEL RAGNO

       Le parole che arrivano ossessive dalla politica attraverso i media sono sempre quelle: rigore e crescita, rigore ma crescita, crescita ma rigore. Una specie di mantra, con il quale si vuole esorcizzare il senso di vuoto che danno queste due parole.



          Infatti, la parola rigore, che letteralmente significa rigidità, severità, , richiamerebbe ad una più' severa applicazione delle Leggi esistenti ma in realtà è stata utilizzata per giustificare l'utilizzo di nuove Leggi finanziarie , particolarmente dure per alcune categorie di persone come i pensionati, i lavoratori dipendenti ed i cosiddetti "esodati" e tutto sommato ingiuste perché hanno ribaltato il costo degli sprechi e delle incapacità della Casta economica a politica italiana sulle categorie più' deboli. Quindi la parola rigore è stata utilizzata in modo improprio. per coprire il vero termine che si sarebbe dovuto utilizzare, e che potremmo individuare nella parola IMPOSIZIONE per non dire vessazione . La dissertazione linguistica non è fuori luogo perché è strumentale a rendere evidente il livello di onestà intellettuale dell'esecutivo e perché permette di comprendere meglio le politiche che utilizza. . A questa parola si dovrebbe unire la parola crescita, che pero' non riesce , come mai? Il debito pubblico è aumentato anche nei mesi del governo Monti, lo spread è risalito , il gettito fiscale è diminuito il PIL è in decrescita mentre aumenta la disoccupazione . Allora i governi degli ultimi dieci o quindici anni (ovvero principalmente Berlusconi) avevano fondato la loro popolarità sulla propaganda di crescite senza sacrifici, di benessere senza impegno e con meno tasse, generando l'illusione che non fosse necessario lavorare troppo e pagare troppe tasse per vivere bene, alimentando le sirene della finanza creativa e di una serie di illusioni .



           Illusioni che si basavano su una idea che è poco definire ingenua di una mancanza di consequenzialità tra le varia azioni politiche ed economiche, come se ogni sistema fosse un sistema chiuso ed a se stante . Una su tutte, l'idea che si potesse abolire l'ICI senza alcuna conseguenza, per fare felici i cittadini senza che ne derivassero disagi. L'evidenza che senza questo gettito i Comuni hanno dovuto da una parte tagliare i servizi, e dall'altra chiedere allo Stato somme sempre maggiori e che quindi in pratica l'ICI è rimasta sotto altre forme, è stata nascosta con la propaganda.



        Perché quello che unisce politica e finanza, in Italia come in Europa e nel resto del mondo è una sottilissima tela di ragno. La tela del ragno è fatta in modo che qualunque filo, anche il più' sottile, venga toccato, l'intera tela vibra e si muove, e quindi in qualche modo reagisce. Allo stesso modo qualunque decisione venga presa , in campo politico o economico , tutto il sistema poco o tanto ne viene coinvolto . Sul tipo di quel vecchio detto sulla farfalla che batte le ali ad Hong Kong ed a New York arriva la pioggia invece che il sole . Ed è inutile cercare di negare questa consequenzialità (anche se in termini meno estremi di questa battuta) perché i conti non si fanno illudere dalla propaganda, e neanche in Italia la matematica è una opinione.



               Così', l'avvento del governo Monti è stato salutato da tutti, magari a testa bassa, come un ritorno alla realtà. Si pensava che le misure varate da Monti potessero risanare il Paese, sia pure con dei sacrifici, riportando il Paese alla realtà . Ma è subito divenuto evidente che neanche Monti aveva ben chiara la tela del ragno



             IL metodo da lui seguito è stato quello per esempio di aumentare a dismisura le accise sulla benzina, come il negoziante poco accorto che quando guadagna poco si illude di poter guadagnare di più' semplicemente aumentando i prezzi. Invece, allo stesso modo nel quale i clienti del negoziante caro cambiano semplicemente negozio, gli italiani hanno diminuito i consumi della benzina (per tacere delle regioni di confine dove hanno cominciato o ricominciato ad andare nei Paesi limitrofi a fare il pieno) ed il gettito di queste accise non è stato quello sperato, mentre i benzinai sono andati in difficoltà e quindi hanno cominciato a pagare meno tasse perché guadagnavano meno, andando inoltre ad ingrossare le fila di quei cittadini che spendono sempre meno e quindi fanno calare la domanda interna e quindi più' in generale a frenare l'economia. Poi l'aumento dei carburanti ha fatto aumentare il costo di tutto quello che veniva trasportato, dai mobili alla frutta ed anche questo ha fatto diminuire i consumi e messo in difficoltà ulteriore i commercianti con le conseguenze già enunciate per i benzinai . Insomma, l'aumento della benzina ha diminuito i consumi e la domanda interna e quindi sia la crescita del Paese che il gettito fiscale. Questa manovra ha portato alla fine, nel suo globale a dei vantaggi? I mass media si sono riempiti di consigli su come risparmiare , dalla ricetta della nonna al riciclaggio del vecchio mobile dimenticando che in una economia come la nostra, risparmiare significa non consumare e quindi diminuire l'economia. Perché tutte è collegato: come in una tela di ragno.



              Il cosiddetto Governo tecnico ha quindi dimostrato di non essere diverso dai governi precedenti , perché altrettanto distaccato dalla realtà ed incapace di trovare soluzioni credibili . Di qui il calo dei consensi., ma anche l'atteggiamento sempre piu' intollerante nei confronti dello Stato, sfociato anche in episodi di violenza contro Equitalia.



            Quello che appare abbastanza evidente, è che il Governo Monti non sembra eccessivamente turbato da questi evidenti fallimenti: il governi Monti infatti non sembra avere l'obiettivo di rendere l'Italia un posto migliore, ma soltanto di creare un bilancio sufficientemente credibile da permettere all'Italia di rimanere in Europa, laddove per Europa di intende una specie di Società per Azioni di tipo economico, ove la qualità della vita dei cittadini passa in second'ordine .



            Ma anche qui c'è un ma: le recenti elezioni in Francia, con la vittoria della sinistra, il tracollo politico della Merkel, la impossibilità di creare un governo in Grecia parlano di una diffusa intolleranza dei cittadini a questo modo numerico e monetario di concepire il Governo e di un cambiamento in atto che potrebbe portare l'Europa ad essere un Paese molto diverso da quello che è attualmente o che cerca di essere. E quindi anche qui il Governo Monti potrebbe trovarsi a creare le premesse per poter restare in una Comunità che non esiste piu



                Come se ne esce? I segnali che escono dal popolo italiano sono quelli della cosiddetta anti-politica ma che correttamente andrebbe chiamata anti-casta perché quello che viene combattuto non è la politica ma il modo di fare questa politica che hanno questi partiti. Votare il movimento 5 stelle, piuttosto che le liste civiche significa continuare a fare politica ma in modo diverso. Persino l'astensione puo' essere un segnale di tipo politico.



               E che la politica come l'abbiamo conosciuta sino ad oggi sia arrivata al capolinea è ormai chiaro. Peccato che tutto quello che in nostri politicanti sappiano inventarsi si a di cercare di reinventare idee vecchie con il vestito nuovo, l'ultima sentita alla radio è il patetico tentativo di resuscitare la vecchia DC



              L'unico modo per dare una spinta al sistema sarebbe quella della abolizione totale del finanziamento pubblico ai partiti e la riforma del sistema elettorale . Solo in questo modo potrebbero emergere facce nuove e pulite, ripulire il marcio, mandare a casa i parassiti della politica e creare le premesse per le quali chi fa politica lo fa per passione e convinzione e non per trovare un posto fisso e remunerativo



            Il problema è che i marci partiti che oggi sono nelle sale del potere, questo non lo faranno mai



         Dovremo farlo noi. Cominciamo dal Web come sono cominciate le rivoluzioni in Libia , Tunisia, Egitto dopo la primavera araba cominci la primavera italiana ed europea



Anche la libertà è una tela di ragno




lunedì 23 aprile 2012

Da "Report" del 22 aprile....



L’Italia è il primo Paese che ha messo in Costituzione il pareggio di bilancio. Cosa vuol dire nella pratica? Che tu non potrai mai forzare la spesa per rivedere le tue politiche  di investimento pubblico. E’ come se, una famiglia, con un reddito basso, ma decide di  indebitarsi per far studiare i figli e una legge gli dice “tu non puoi affrontare questa  spesa”.  Moltiplicato per milioni di famiglie cosa si viene a perdere? Perché alla fine i conti saranno anche a posto, ma è una gran brutta vita. E non è vero che sei virtuoso solo se non spendi, dipende da come spendi. E’ urgentissimo avviare delle politiche di riduzione del debito, ma metterlo in costituzione potrebbe creare le basi per lo smantellamento la funzione pubblica dello Stato e lasciare che ad occuparsene siano i privati. E il privato di fronte alla linea dell’autobus che va in periferia per far viaggiare 
10 persone, cosa fa la taglia perché non gli conviene. La politica quando non funziona, e non funziona quando si eleggono le persone sbagliate, diventa tecnica. Una parola che non abbiamo inventato noi ma è comparsa al mondo una 40ina di anni fa. 
MICHELE BUONO FUORI CAMPO 
Sono gli anni ’70 e un gruppo di uomini potenti – americani, europei giapponesi – pronunciava questa parola: tecnocrazia. E’ la Commissione Trilaterale – Stati Uniti, Europa, Giappone - voluta da David Rockefeller nel 1973 per disegnare il futuro del mondo, o meglio per dargli una raddrizzata. 
PATRICK WOOD – SAGGISTA-EDITOR THE AUGUST FORECAST 
E’ la filosofia che ha guidato la Commissione trilaterale fin dal primo giorno, quella della tecnocrazia e che è a tutti gli effetti una filosofia politica. 
MICHELE BUONO FUORI CAMPO 
La Commissione Trilaterale ha la struttura di un parlamento globale ma i membri non sono eletti, sono invitati. Banchieri, politici, industriali, rappresentanti di multinazionali, accademici, giornalisti, editori non hanno mai smesso di riunirsi in seduta plenaria una volta l’anno. E già a metà degli anni ’70 , l’analisi della Commissione Trilaterale sulla crisi mondiale – salari alti e crescita non più ai ritmi del dopoguerra  - era “eccesso del sistema decisionale”. Troppa democrazia.  Soluzione? Più potere ai governi e meno ai parlamenti. Patrick Wood statunitense ha seguito i lavori della Trilaterale fin 
dall’origine.  Lo intervistiamo via skype. 
PATRICK WOOD – SAGGISTA-EDITOR THE AUGUST FORECAST
Sin dall’inizio il loro intento specifico fu quello di creare un nuovo ordine economico internazionale ed elaborarono due concetti per realizzare i loro piani: interdipendenza tra i soggetti e tecnocrazia, come mezzo per controllare la società. 
MICHELE BUONO 
Più tecnocrazia e meno politica: era questo il piano? 
PATRICK WOOD – SAGGISTA-EDITOR THE AUGUST FORECAST 
Fu questo il piano fin dall’inizio. Tant’è che la Commissione trilaterale  riuscì a prendere il controllo dell’esecutivo americano dominandolo negli ultimi 30 anni. 
MICHELE BUONO 
Che genere di mondo volevano disegnare e stanno disegnando? 
PATRICK WOOD – SAGGISTA-EDITOR THE AUGUST FORECAST 
Sono convinti che non ci sia più bisogno dello stato così come lo si è inteso per centinaia di anni e quindi agiscono per poter eliminare il concetto di sovranità nazionale e di autodeterminazione. In quei giorni nessuno aveva previsto che il sistema che stavano creando avrebbe portato il mondo è quello che è oggi: talmente connesso a livello finanziario che se una nazione singhiozza, l’intero pianeta cade in ginocchio. 
MICHELE BUONO FUORI CAMPO 
C’era una volta una legge bancaria, il Glass Steagall Act che dopo la crisi del ’29 regolamentava l’attività: da una parte le banche commerciali con attività tradizionali e garantite dallo Stato, dall’altra le banche d’affari con attività speculative. L’industria bancaria poi fece pressione per abolire questa distinzione. Troppi lacci e lacciuoli - si diceva – sarà solo il mercato a regolare tutto. Tant’è che sotto l’amministrazione Clinton (ex membro della Commissione trilaterale ra il 1999 -) il Glass Steagal Act fu abolito. Rotti gli argini, le banche di tutto il mondo si sono messe a fare tutto: raccolta del risparmio, peculazione, costruzione e vendita di titoli di debito. 
PATRICK WOOD – SAGGISTA-EDITOR THE AUGUST FORECAST 
MICHELE BUONO 
Qual è stato il ruolo del signor Mario Monti nella Commissione trilaterale? 
PATRICK WOOD – SAGGISTA-EDITOR THE AUGUST FORECAST 
Monti è stato il presidente europeo della Commissione trilaterale. Quindi la sua responsabilità era quella di portare avanti le operazioni europee. Ora io posso parlare di come gli uomini della trilaterale si comportano negli Stati Uniti una volta che si ritrovano ad occupare posizioni di potere: hanno la possibilità di eseguire qualsiasi strategia politica della trilaterale con o senza il consenso del popolo. 
MICHELE BUONO FUORI CAMPO 
Non è un complotto perché la stessa storia potrebbe essere raccontata partendo da altre premesse. Diciamo che ognuno, anche da sponde diverse, ci ha messo un pezzo. 
Interessi, buona fede, incapacità, errori, si sono intrecciati e hanno disegnato un modello.
MICHAEL HUDSON – PRESIDENTE ISTITUTO STUDI TENDENZE ECONOMICHE 
LUNGO PERIODO 
Se si traccia una mappa del Giappone e Fukushima viene inondata, non diciamo che la mappa è stata allagata ma che è il Giappone a essere stato sconvolto. Il modello è solo una falsa mappa per poter convincere le persone a seguire un sentiero suicida facendo credere alle famiglie e alle industrie che sarebbero diventate più ricche solo se 
avessero contratto debiti senza lavorare e produrre. Il problema è che è stata seguita una falsa mappa che descriveva la realtà. 

la puntata completa ; 
http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-571e19e3-6925-4313-acd8-d90453d280c4.html

mercoledì 18 aprile 2012

... LA FESTA E' FINITA !!

L’intervento del Presidente Giorgio Napolitano sui temi dell’antipolitica e della crescente avversione dei cittadini italiani nei confronti dei partiti in un marcato passaggio del suo discorso per la commemorazione di Zaccagnini ,. assieme ali disperati appelli dei triumviri Alfano, Bersani e Casini sul tema del finanziamento pubblico ai partiti, sono indicatori di quanto pressante sia divenuto il rapporto tra Cittadini e politica in questo crepuscolo della cosiddetta Seconda Repubblica.

E le ragioni di questo sono piu’ che evidenti . La crisi economica, che pure ha travolto il mondo intero, ha evidenziato in Italia in modo plateale la incompetenza e la incapacità di reazione della classe dirigente e politica italiana .

E’ caduto in questo modo l’impalcato che aveva puntellato in qualche modo la credibilità sia nazionale che internazionale del Governo Berlusconi , e solo l’intervento autorevole dell’ottuagenaio Presidente della Repubblica è stato in grado di impacchettare un nuovo Governo Tecnico che raccogliesse i pezzi della economia Paese e cercasse di ridare loro una qualche forma in modo da rendere praticabile la permanenza dell’Italia all’interno della Comunità economica europea, per evitarne guai peggiori dovuti all’isolamento.

Ho parlato di nuovo Governo tecnico perché a suo modo, in qualche modo già il Governo Berlusconi, o meglio, i Governi Berlusconi sono stati in qualche modo dei Governi tecnici.

La comparsa sulla scena politica di Berlusconi , all’indomani di Mani Pulite e dello scoperchiamento dei meccanismi di corruzione che regolavano la vita politica ed economica del Paese, infatti , è stata vissuta veramente come una “ discesa in campo” , ovvero la decisione di un grande imprenditore di prendere in mani le redini della Azienda Italia, e dare ad essa una regolata come se fosse stata una delle sue azienda. In altre parole, la discesa in campo di un Tecnico che veniva a prendere il posto di una massa di politicanti incompetenti e corrotti.

In questa concezione venivano ad incontrarsi molte dei luoghi comuni italiani , dalla necessità italica di avere un padrone, frutto di secoli di storia da dominati, alla sfiducia nella propria capacità di autogovernarsi, dall’individualistico bisogno di avere qualcuno che prenda le decisioni e quindi deresponsabilizzi l’individuo dalla necessità di una partcipazione attiva alla politica , alla intima convinzione che il “padrone” sa cosa è meglio per tutti, e che inoltre non perde tempo in chiacchiere e che non ha bisogno di rubare perché è già ricco e comunque non si perde in quisquiglie perché è dominato dal senso del dovere ed orientato in massima parta al lavoro

Già molti anni prima della comparsa di Berlusconi vi erano molti che avrebbero per esempio invocato l’ingresso in politica dell’Avvocato Gianni Agnelli, vincente capitano d’industria e modello di solidità, credibilità e correttezza.

Alla luce delle conoscenze che abbiamo oggi, non possiamo dire che l'entrata in scena di Berlusconi sia capitata a faiolo a fagiolo, perchè in realtà fu il frutto di una serie di necessità contingenti ed oculati calcoli opportunistici, ma da parte degli elettori fu appunto colto come il provvidenziale intervento di un Tecnico che determinato a spazzare via i politicanti corrotti.

Questo concetto fu poi alimentato ad arte, ed il linguaggio populista e diretto di questo personaggio convinse molti di trovarsi di fronte ad un vero, appunto , Governo Tecnico ante litteram.

Tralasciando quelli che ne sono stati gli eccessi pero’ , questo Governo, ha comunque insegnato, o almeno dovrebbe avere insegnato , che la via per un buon o governo, la via per il progresso economico ma sopratutto sociale non ha scorciatoie, che non esistono i deux ex machina , i salvatori del popolo, gli eroi che arrivano su un cavallo bianco e risolvono i problemi e che quindi la via faticosa da percorrere è quella della creazione di una classe dirigente capace e responsabile attraverso l'impegno di tutti gli elettori , ed attraverso l'esercizio del controllo senza il quale non c'è vera democrazia

A prescindere dunque dagli eccessi, che comunque non sono stati pochi, dalle devianze e dalle derive autoritarie questo governo ha inoltre insegnato che quando a governare è un soggetto che fa parte di un preciso settore della Società , in questo caso l'imprenditoria, il punto di vista di questo soggetto sarà parziale , ed il suo governo sarà improntato al perseguimento di obiettivi aderenti al suo specifico campo di interessi

In estrema sintesi quindi un imprenditore governerà un Paese come se gestisse la propria Azienda, perseguendo obiettivi prevalentemente economici e, a meno che non sia eccezionalmente illuminato, trascurando gli aspetti meramente sociali. Questo è accaduto con Berlusconi (con l'aggravante che ha gestito l'Azienda Italia come se fosse stata una propria Azienda, e dunque con una ampia partecipazione agli utili) accadrà Con eventuali futuri omologhi, come per esempio il prospettato Luca Cordero di Montezemolo

Il governo Monti, sul quale molti puntavano le proprie speranze, non ha cambiato questa prospettiva: insigni professori di economia hano dimostrato di sapere operare bene sui numeri, molto meno bene sulle persone. Tra l’altro subendo le pressioni di un apparato politico che stava si alla finestra, ma bene attento a proteggere le proprie categorie preferite , riparandosi dietro all’esecutivo tecnico per fare eseguire decisioni molto poco popolari e talvolta infami senza sporcarsi le mani , ma bene attento a proteggere i propri interessi.

Tutto evidenzia senza ombra di dubbio che un Governo tecnico non risolverà mai i problemi del Paese, e che vi sarebbe bisogno della Politica con la P maiuscola, laddove la politica è l'arte della mediazione e della conciliazione di tutti i bisogni in un obiettivo comune, la capacità di convogliare desideri e risorse in un cammino comune, la creazione di un senso di Nazione che unisca tutti nello sforzo, nel sacrificio ma anche nell'ottenimento di risultati positivi per tutti., ed anche  che purtroppo  in Italia  la sfiducia degli italiani nei confronti della politica è piu' che giustificata e non è certo cosa di oggi .Semmai si è accentuata la diffidenza nei confronti dei Partiti politici. 

In questi giorni si è assistito allo scoperchiamento del calderone della corruzione rurale e casareccia all’interno Lega Nord , che ha risvolti comici e patetici, con questi soggetti che si compravano lingotti d'oro e diamanti come gazze ladre che sono attratte da quello che luccica, ma che ha colpito anche l'ultima formazione che poteva conservare un minimo di rustica genuinità.

Del resto mani Pulite aveva già evidenziato che nella politica italiana il malaffare, lungi dall'essere episodico e sporadico, era invece una industria avviata e consolidata , alla quale partecipavano tutti, e oggi risulta piu' che evidente che da allora non è cambiato assolutamente nulla

Risulta dai veti multipartisan che emergono ogni volta che si vogliono toccare i privilegi della Casta, delle lobbies, dei vari interessi particolari.

Ma risulta anche dal modo multipartisan nel quale i politici di tutte le fazioni difendono il finanziamento pubblico dei partiti.

Il l finanziamento pubblico dei partiti era stato abolito con un referendum che aveva visto una alta partecipazione ed una percentuale schiacciante , ed era stato reintrodotto in maniera truffaldina con la connivenza di tutti i politici pochi mesi dopo

Una cosa disonesta ed antidemocratica alla quale avevano partecipato tutti, a dimostrazione del fatto che in politica si puo' discutere di tutto ma non di togliere ai politicanti la possibilità di mettere le mani nella cassa

Ora i triumviri a gran voce chiedono, implorano, minacciano per salvare il conto economico delle aziende politiche che stanno governando, facendo delle affermazioni che si contraddicono e dando quindi la impressione di un momento di panico monetario piu' che istituzionale.

Dicono infatti che , se verrà tolto il finanziamento pubbolico ai partiti, soltanto le lobbies economiche saranno in grado di fare politica. Questa affermazione merita una profonda riflessione: è vero questo? il governo Monti, sul quale vi sarebbe molto peraltro da discutere, ha avviato una serie di manovre economiche (anche qui, governo tecnico= decisioni tecniche che non tengono conto dei riflessi sociali) volte al reperimento di risorse per le varie fasi della ristrutturazione della economia nazionale, e lo ha fatto tassando i poveri , non i ricchi, sulla base del ragionamento , che non è affatto preregrino, che quando servono i soldi si vanno a prendere ai poveri, perchè ne hanno pochi ma sono in tanti. .

Sulla base dello stesso ragionamento, verrebbe da dire ai segretari dei Partiti che con la cessazione del finanziamento pubblico dei partiti avrebbero la possibilità di reperire i fondi chiedendo contributi ai propri iscritti e simpatizzanti. Per fare questo dovrebbero essere capaci di ridestare in essi fiducia e credibilità e questo è uno dei motivi per i quali la abolizione del finanziamento pubblico ai partiti potrebbe essere una fortissima spinta ad indurre i politici a ritornare a fare vera politica, a stare in mezzo alla gente , a spiegare bene quello che fanno a perchè lo fanno, a tenere un comportamento degno, a temere le ire degli elettori a cercarne il consenso in modo vero e non artefatto.. e magari imparare comportamenti maggiormente virtuosi e meno spendaccioni

Poi, vale la pena di osservare che anche i partiti conservatori, che tradizionalmente sono maggiormente vicini alle lobbies , ambiscono ai finanziamenti pubblici allo stesso modo dei partiti della sinistra, a significare che non è detto che le lobbies, pur avendo i soldi, siano disposti a sganciarli. Anche perchè la storia recente ci insegna che non è affatto scontato che in politica pagando si ottiene cio' che si chiede.

Quindi è molto probabile che quanto affermato dai politicanti impauriti siano solo pretesti per continuare a mantenere lo status quo, uffici prestigiosi , segretarie e d uffici compresi, ed anche e forse soprattutto per evitare di cimentarsi in un mestiere, quello del politico vero, che nessuno sembra sapere piu’ fare

Nel suo discorso, il Presidente Napolitano ha affermato “ Guai a fare di tutte le erbe un fascio, a demonizzare i partiti, a rifiutare la politica". Bene, quanto a fare di tutte le erbe un fascio, vale la pena di osservare che se è probabilmente vero che non tutti i politici sono corrotti, ovvero se è vero che esistono persone oneste e singoli casi di buona politica, è altrettanto vero che il sistema dei partiti in Italia nel suo complesso è malato, che i partiti soffrono mediamente tutti della medesima malattia e che per questo motivo i cittadini italiani, che con i partiti a torto o a ragione identificano la politica, aborrono e fuggono la politica.

Non bastano gli inviti del Presidente , ora non bastano piu’. Non si puo’ chiedere ai Cittadini di fidarsi, di chiudere gli occhi, di fingere di non sapere. Ora basta. Non si puo’ piu’ cercare di decontestualizzare il comportamento di alcuni soggetti, siano essi politici o partiti, per cercare di sostenere che il sistema continui ad essere valido

Il sistema deve essere purificato e riformato. Bene quindi l’immediata abolizione dei finanziamanti ai partiti, già con questa tornata elettorale, bene al dimezzamento dei compensi dei politici a tutti i livelli, alla abolizione dei privilegi per tutta la Casta e di tutto cio' che sarà necessario per fare capire ai politicanti che nessun cambiamento sarà possibile sino a che anche loro non saranno scesi dal carro e comincieranno a spingere

I Cittadini italiani hanno bisogno ora di quel segnale forte che il Governo Monti non ha saputo dare, e che faccia loro comprendere che anche i politicanti, i privilegiati, gli eletti hanno capito….che la festa è finita.


martedì 20 marzo 2012

LA PICCOLA STORIA IGNOBILE DELL'ARTICOLO 18

Sta diventando sempre piu' pressante ed urgente la trattativa sulla riforma del mercato del lavoro, e tutto sembra ormai ruotare soltanto intorno all'art.18 che il Governo vuole togliere di mezzo e che i lavoratori invece vogliono difendere.
 Intorno al capezzale di questa famosa riforma, si agitano politicanti, sindacalisti, industriali insomma, Governo e parti Sociali. Da parte degli esponenti del Governo e dei rappresentanti dei Partiti che lo sostengono vi è una continua e logorante litania sull'importanza di raggiungere un accordo con il "consenso delle parti sociali" , che tradotto dal politichese significa che i politicanti vorrebbero potersi disfare dell'art.18, ma con la connivenza dei sindacati che in nome si un presunto "senso di responsabilità" dovrebbero diventare complici di questo assassinio


Questo perchè sanno benissimo quale immensa porcata sia colpire l'art.18, e desiderano scansarne le responsabilità , vogliono macellare i diritti dei lavoratori e rimanere con le mani pulite, o perlomeno avere la complicita' delle vittime


Non hanno neanche il coraggio di chiamare le cose con il proprio nome: le frasi di Napolitano " devono prevalere l'interesse generale ed il senso di responsabilità" , gli fanno eco Casini, Fini , Alfano tutti a dire che bisogna che i Sindacati (ma solo i Sindacati, sia chiaro) debbono dimostrare "senso di responsabilità" perchè si possa arrivare ad un "accordo" che tradotto significa che i Sindacati dovrebbero regger il cappio al boia. Monti rincara affermando che tutti debbono cedere "qualcosa" dimenticando o fingendo di dimenticare che i lavoratori di oggi e di ieri (pensionati) hanno ceduto praticamente tutto, dalla possibilità di andare in pensione ad una età decente, al potere di acquisto dei salari, dalle tutele alla sicurezza sul lavoro mentre nè la parte padronale nè la Casta che anche lui rappresenta hanno ceduto un centesimo che sia uno . Tutto nell'Interesse generale"


Naturalmente , questo "interesse generale" non è la salvaguardia dei diritti dei lavoratori , la dignita' del lavoro, il riportare i valori dell'uomo e del lavoro al centro della Società, l'interesse generale è l'interesse della Casta , della classe padronale e dei politicanti .


Questo teatrino di persone serie e composte, piene di sussiego e di senso di responsabilità che si affannano a consigliare i Sindacati a fare "la scelta giusta" per il "bene del Paese" e per il superiore "interesse generale" mi fanno venire alla mente quello che succede in una famiglia piccolo borghese quando il giovane rampollo di Famiglia mette incinta la figlia della sartina. Tutti i gentiluomini e le gentildonne perbene, a messa ogni domenica, l'appartenenza alle associazioni benefica, le dame di carità, la beneficenza, l'asserita tolleranza ed apertura mentale, a patto che non si parli di aborto, divorzio o matrimonio tra gay, davanti ad un evento che non possono controllare, cercano affannosamente la soluzione migliore per "l'interesse generale" e quindi dopo affannose consultazioni , chiedono alla povera ragazza di fare la "scelta giusta" per il "bene di tutti" , di affrontare la cosa con il giusto "senso di responsabilità" tante è lei che deve andare su un tavolo di marmo a farsi macellare e portarsi poi il rimorso per il resto della vita.


E non ha scelta, perchè l'alternativa è rimanere da sola con la creatura ed averli tutti contro.


Guccini descriveva bene gli stati d'animo nella sua "piccola storia ignobile"

Ma che piccola storia ignobile mi tocca raccontare, così solita e banale come tante,


che non merita nemmeno due colonne su un giornale o una musica o parole un po' rimate,


che non merita nemmeno l' attenzione della gente, quante cose più importanti hanno da fare,


se tu te la sei voluta, a loro non importa niente,


te l' avevan detto che finivi male...


................i


E di lui non dire male, sei anche stata fortunata: in questi casi, sai, lo fanno in molti.


Sì, lo so, quando lo hai detto, come si usa, ti ha lasciata, ma ti ha trovato l' indirizzo e i soldi,


poi ha ragione, non potevi dimostrare che era suo e poi non sei neanche minorenne


ed allora questo sbaglio è stato proprio tutto tuo:


noi non siamo perseguibili per legge, ................






Ecco, qui la nostra piccola storia ignobile del povero articolo 18 che deve essere abortito per il "superiore interesse del Paese"






Una cosa da sbrigare in cinque minuti al parlamento....di cui porteremo il peso per sempre





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