E stato un piacevole periodo di ferie.
Poco vacanziere in senso stretto, perché viaggiare è piacevole ma anche faticoso. Pero' quest'anno abbiamo deciso di vedere un po' di Europa... lo scopo era evidentemente frivolo, svagarsi e vedere cose nuove, complici le tariffe Ryanair , soprattutto per il mio figliolo di dieci anni, che è appunto nella età dove si possono apprezzare le mummie del British Museum di Londra e la Città della Scienza di Valencia .
Ma non si può' viaggiare in Europa in questi periodi così' bui ed incerti per quanto riguarda il nostro immediato futuro, senza pensare di osservare il modo nel quale i Paesi che stiamo visitando vivono la crisi , e facendo qualche parallelismo con casa nostra.
I nostri viaggi di questa estate hanno toccato appunto, Valencia in Spagna e Londra in Inghilterra.
Il comune denominatore di queste due città così' distanti e diverse per dimensioni, cultura e storia, per un italiano in vacanza, sembra essere un atteggiamento radicalmente diverso della gente verso la vita e verso il futuro, pragmatico , cosciente , responsabile.
Innanzitutto , in entrambe le città tutto funziona alla perfezione, i treni e le vetture della metropolitana sono nuovi e ben tenuti, e sempre in perfetto orario. Il personale è gentile e sorridente, disponibile ed in grado di risolvere i piccoli problemi del viaggiatore in maniera rapida ed efficiente. le strade sono pulite, i servizi igienici pubblici anche, talvolta in modo sorprendente ( parliamo dei bagni pubblici del mercato centrale di Valencia - 800 bancarelle affollatissime - e di Piccadilly Circus nel cuore di Londra solo per un esempio) Funzionano le biglietterie , gli uffici informazioni, persino i poliziotti per strada sono gentili e disponibili anche per una informazione o persino per una foto ricordo ( anche a Londra nei giorni dei "riots") .Ed i musei, ben organizzati ben gestiti , i monumenti ben conservati e ben tenuti La gente sembra sorridente e sempre disponibile a fermarsi per dare una indicazione. Anche le persone che si salutano per strada sembrano farlo con piacere e non solo per dovere sociale. Le persone che lavorano, serbano una dignità da noi scomparsa: persino gli spazzini, gli autisti dei camion del latte, gli operai che lavorano in strada portano con fierezza le loro divise , sono gentili con il turista che si è smarrito e lo aiutano.
Vi sono moltissimi controlli, telecamere, poliziotti, bigliettai sui treni e sugli autobus ma la impressione non è quella di essere dei perseguitati, quanto di essere protetti.
Il bigliettaio chiede sorridente il biglietto, e ringrazia. L'addetto alla sicurezza si scusa per doverti chiedere di aprire lo zaino, di non scattare foto , di passare da un altra porta..... Potrei continuare per ore. E' uno degli argomenti che maggiormente impregnano le conversazioni ed i racconti di viaggio: pulizia, organizzazione , funzionamento , cortesia efficienza... . La crisi c'è e si vede: anche li ci sono i cartelli "vendesi" ormai scoloriti sui negozi vuoti . Ma la gente sembra avere una fiducia diversa , un diverso atteggiamento verso il futuro. Non c'è quell'atteggiamento fatalista e distaccato che abbiamo da noi, non c'è l'italiana anarchia che si riflette in tutti gli atteggiamenti, dal traffico alla file per i biglietti , di chi non crede nell'autorità costituita e si fa da se leggi e regole.
Non c'è l'atteggiamento dimesso di chi fa un lavoro che ritiene al di sotto delle proprie aspettative così' comune da noi. In questi Paesi europei si respira una fiducia ed una speranza che da noi manca. E credo che le ragioni siano abbastanza facilmente intuibili: da noi i vari governi che si sono succeduti non hanno mai cercato di gestire la situazione sociale, anzi, ha fomentato le lotte tra categorie in un "dividi et impera" post moderno. Il ministro Brunetta, che ha indicato i dipendenti statali, insegnanti compresi, come gli untori dell'intero sistema non è che l'ultimo di una catena di politicanti che nel corso degli anni ha indicato il popolo delle partite IVA come i grandi evasori, gli operai come scioperati e fannulloni, medici ed avvocati come privilegiati ed evasori, in un tutti contro tutti che distrae la attenzione dal vero grande male italiano che è la mancanza di una classe politica e dirigente degna di questo nome. Questo è il motivo per il quale l'Italia è un Paese diverso da tutti gli altri Paesi d'Europa, perché qui la crisi è arrivata in un Paese già in crisi di identità, di valori, di senso di appartenenza e di senso dello Stato. Si, a Londra ci sono stati i "riots" che hanno devastato e saccheggiato ma oltre alla pronta ed efficace risposta dello Stato, a torto o a ragione vi è stata la reazione di tutta la gente: La gente comune, uomini donne e bambini che sono scesi in strada con scope e pattumiere a ripulire, a raccogliere i vetri ed i detriti, che hanno ricomposto con dignità le vetrine rotte con pannelli di legno e sopra vi hanno apposto i cartelli "open as usual" , aperto normalmente. Possiamo discutere sulle cause del disagio sociale, ma resta il fatto che l'intero Paese ha fatto immediatamente squadra, mentre da noi non esistonopiu' le squadre, perchè il potere da anni viene esercitato mettendoci tutti contro tutti.
Questo tipo di esercizio del potere è molto efficace nel breve periodo ma crea un Paese debole e incapace di reagire , ed il logico risultato di una classe politica rivolta non ad una progettualità di ampio respiro ma unicamente alla conservazione delle poltroncine, una elezione dopo l'altra.
Nel nostro Paese, se ci pensiamo bene, tutti i lavoratori sono umiliati ed offesi.
Ho letto oggi nella rubrica "Contromano" di Curzio Maltese sul Venerdi' di Repubblica il bel pezzo che conclude con una battuta su come il problema oggi in Italia sia proprio lo stipendio di un maestro di scuola, la dignità di un maestro di scuola in confronto ai privilegi di parlamentari e dirigenti.. Cito testualmente " Ma la questione morale non nasce dalla corruzione delle classi dirigenti, che è ovvia conseguenza di un sistema ingiusto. La vera questione morale è lo stipendio di un maestro elementare, il livello delle pensioni minime, il divario fra il compenso di un super manager e quello di un impiegato o di un operaio della stessa impresa, gli interessi che le banche lucrano su una famiglia impiccata a un mutuo per la casa...."
Nel nostro paese sono umiliati gli Insegnanti, laureati che debbono formare i Cittadini del futuro con una paga di poco superiore a quella di un operaio, senza prospettive per il futuro e senza strutture. Sono umiliati gli operai , sempre più' precarizzati, costretti a passare sotto le forche caudine di assurdi rituali di referendum con il quale firmare la propria rinuncia ai propri diritti in cambio di un pezzo di pane. Sono umiliati tutti i lavoratori per il disprezzo con il quale vengono disattese le norme di sicurezza, promulgate senza adeguate penali per chi non le applica. Sono umiliati i giovani, che non vedono un futuro che è stato loro rubato da politicanti disonesti che con la scusa della flessibilità del lavoro li hanno privati delle tutele e della certezza di un lavoro. Sono umiliati i vecchi lavoratori, che vedono allontanarsi la meritata pensione ad ogni riunione del Parlamento, costretti a giocare in un gioco le cui regole vengono cambiate di continuo, ed a cui politicanti disonesti spiegano con sadico sarcasmo che si può' benissimo lavorare sino a settant'anni perché loro, dai propri scranni non sentono il bisogno di scendere ne a settant'anni ne mai . Sono umiliati i medici di famiglia a cui lo Stato sta scaricando tutto il peso della Sanità , e che da medici diventano grigi burocrati senza più' amore per la propria professione. Sono umiliati gli impiegati, che si ritrovano a vivere in un mondo senza regole, stretti a tenaglia tra una burocrazia incalzante ed una normativa asfissiante che le Aziende, per non spendere in formazione, scaricano su di loro esponendoli al rischio di venire perseguiti penalmente se sbagliano. Sono umiliati i Sindacati sempre più' deprivati del proprio ruolo ma anche gli esponenti delle altre Parti Sociali, che vedono tutte le decisioni prese sopra la loro testa. Sono umiliati ricercatori e scienziati, costretti a lavorare senza fondi e con stipendi indegni. Sono umiliati i precari ed i lavoratori a rischio di cassa integrazione o licenziamento, che a fronte degli stipendi stellari dei loro dirigenti, sono costretti a rinunciare a testa bassa a diritti, ferie, conciliazione vita-lavoro , sicurezza sul lavoro.per paura di perdere il posto o non vedersi rinnovare il contrato
Forse non è tutto oro quello che luccica ma la impressione è che negli altri stati europei le persone contino ancora, e da noi no.
Nel pezzo che ho citato poc'anzi, Curzio Maltese scrive ancora " "I grande problema economico dell'Occidente è in realtà un enorme problema politico. Ed è questo: non esiste più una sinistra. Una sinistra vera che rappresenti gli interessi dei lavoratori, collegata a sindacati forti, capace di fornire una ricetta economica alternativa al neoliberismo rovinoso della fine Novecento. Da vent'anni e più ci raccontano che per tornare a crescere bisogna privatizzare, abbattere lo Stato sociale, ridurre al minimo i diritti dei lavoratori, rendere sempre più precari i giovani e impoverire i pensionati Questa ricetta ha fallito clamorosamente, ha prodotto un livello d'ingiustizia sociale intollerabile, allargato a dismisura la forbice fra ricchi e poveri, messo in crisi tutti i sistemi democratici e prodotto crisi sempre più catastrofiche. "
E certamente vero. Curzio Maltese è un giornalista di alto livello ed il suo pensiero va valutato con attenzione. Ma al mio ritorno dalle vacanze mi sento di osservare che parlare di Occidente in senso ampio può' essere riduttivo se si valuta il caso Italia. Perché la impressione è che il familismo, il clientelismo, la corruzione a tutti i livelli abbiano creato nel nostro Paese più' che in altri un Paese rovesciato dove fanno carriera solo ed esclusivamente i raccomandati, a prescindere dalle proprie capacità, raccomandati che privi di capacità si circondano non di persone capaci ma di cortigiani, pronti a sostenerne l'immagine. Che a loro volta sovrastano le persone che sono "solo" capaci
In questo modo , le persone capaci lavorano, tirano il carro su cui salgono sempre più' persone che comandano, aggiungendo umiliazione alla umiliazione
E non si intravedono nel nostro Paese anticorpi sufficienti, specie nella classe politica, per debellare questo male
Ecco, la mia impressione è che la crisi ci sia dappertutto, in Europa ed in tutto il mondo occidentale. Come l'influenza. Ma proprio come l'influenza può' essere un malessere banale per un individuo sano, mentre per un organismo debilitato può' essere addirittura mortale, allo stesso modo credo che la crisi possa avere un effetto molto diverso sugli Stati "sani" e su quelli, come il nostro, che invece sani non lo sono per niente.
Ho trascorso un periodo di ferie lontano non solo dal lavoro e dagli impegni di vario genere, ma anche e forse soprattutto lontano da questa italietta in agonia...e tornare in Italia, dopo le ferie, sembra proprio come tornare in ospedale dopo un breve periodo a casa.........
sabato 20 agosto 2011
mercoledì 10 agosto 2011
LA AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI MONFALCONE E LE MOSCHE CONTRO IL VETRO
Abbiamo tutti ben presente il comportamento della mosca contro il vetro. Vuole uscire dalla stanza, vola verso la luce. ma c'è il vetro della finestra. Vi sbatte contro. Comprende il perchè? ma certo che no. Ottusamente, la mosca continua a sbattere contro il vetro: vola , prende la rincorsa e sbatte. Riparte e dopo un breve volo sbatte ancora. Allora camina sul vetro , pensa, si sforza, poi decolla e bam!! di nuovo contro il vetro. Se proviamo ad aiutarla, magari socchiudendo la finestra, lei no, non comprende che il flussod'aria fresca le indica una nuova via, non concepisce nuove strade ,. non è abbastanza intelligente da immaginara una alternativa: continua a sbattere nello stesso punto, pervicace, ottusa, stolida. Povera, stupida mosca....
Sulle pagine del quotidiano "il Piccolo" nella cronaca di Monfalcone , è comparso un articolo nel quale l'Assessore Schiavo, storico e preistorico assessore dell Pizzolito uno, Pizzolito due e dell'attuale PIzzolitto ter, (oggi anche noto come "Giunta Altran",) indica come necessario per migliorare la qualità della vita dei Cittadini la ennesima "riqualificazione del centro urbano" attraverso la realizzazione di nuove opere finanziate con fondi europei del Progetto PISUS - Piani integrati di sviluppo urbano sostenibile.
Ecco qua. Integrazione, welfare , nuove povertà, tensione abitativa , mobilità sostenibile, inquinamento della centrale ENDESA (o come di chiama adesso) scuole , valorizzazione della cultura locale, piccolo commercio? tutta balle, tutte questioni minime, marginali: la via indicata dall'eterno assessore è sempre la solita: cantierizzazione esasperata del centro, buche , ruspe e camion. Anche per abituarsi al traffico degli autocarri ed agli sconvolgimenti che arriveranno a MOnfalcone quando cominceranno i lavori per la TAV
Insomma, non si capisce o piu' probabilmente non si vuola capire niente, Lo comprende anche un bambino che le cosiddette "riqualificazioni" del centro, costate svariati miilioni di euro hanno visto in contemporanea la sparizione dei Monfalconesi dal centro ed il collasso del piccolo commercio che ha lasciato spazio ai negozi etnici che tanto spaventano i nostri politicanti. E' una cosa logica: vivere in una città bombardata non piace a nessuno, e mentre le varie giunte Pizzolitto giocavano a fare gli urbanisti, utilizzando la città per le loro sperimentazioni (molte delle quali miseramente fallite) i cittadini andavano a cercare una migliore qualità della vita altrove ed i commerciani fallivano. Ora, i negozi etnici sopravvivono su un piano economico diverso: gestione famigliare, con retribuzioni bassissime clientela etnica anch'essa.
Abbiamo visto che questa improvvisata impresa edile con sede nel palazzo municipale proprio non ce la fa ad imbroccarne una giusta , ma essendo stata comunque rieletta.si sente i n dovere di ritentare e quindi ricomincerà a sventrare strade, distruggere per poi ricostruire abbiamo visto in quale modo (la piazza docet, ma anche il Corso non è stato rifatto da molti anni, !) Poi si stupirà del fatto che piu' riqualifica, piu' la città si desertifica, piu rompe le strade piu' i monfalconesi fuggono e rimane chi non ha alternative.... che strano!!
per fortuna , i soldi che spenderanno non sono i nostri , ma sono quelli di quella signora, ...come si chiama, ...Europa mi pare, ... che li trova nell'orto in mezzo alle patate....O no? oO i fondi europei derivano dai contributoi degli stati membri, e quindi anche dell'Italia, che li ricava tassando i cittadini, anche quelli Monfalconesi??E quindi sono proprio i soldi nostri che vengono butatti via in questo modo?
mah, forse le mosche contro il vetro non sono soltanto i nostri amministratori comunali
....qualcuno questi qua li ha pure eletti.....cittadini, elettor e contribuenti,,,europei!!
Sulle pagine del quotidiano "il Piccolo" nella cronaca di Monfalcone , è comparso un articolo nel quale l'Assessore Schiavo, storico e preistorico assessore dell Pizzolito uno, Pizzolito due e dell'attuale PIzzolitto ter, (oggi anche noto come "Giunta Altran",) indica come necessario per migliorare la qualità della vita dei Cittadini la ennesima "riqualificazione del centro urbano" attraverso la realizzazione di nuove opere finanziate con fondi europei del Progetto PISUS - Piani integrati di sviluppo urbano sostenibile.
Ecco qua. Integrazione, welfare , nuove povertà, tensione abitativa , mobilità sostenibile, inquinamento della centrale ENDESA (o come di chiama adesso) scuole , valorizzazione della cultura locale, piccolo commercio? tutta balle, tutte questioni minime, marginali: la via indicata dall'eterno assessore è sempre la solita: cantierizzazione esasperata del centro, buche , ruspe e camion. Anche per abituarsi al traffico degli autocarri ed agli sconvolgimenti che arriveranno a MOnfalcone quando cominceranno i lavori per la TAV
Insomma, non si capisce o piu' probabilmente non si vuola capire niente, Lo comprende anche un bambino che le cosiddette "riqualificazioni" del centro, costate svariati miilioni di euro hanno visto in contemporanea la sparizione dei Monfalconesi dal centro ed il collasso del piccolo commercio che ha lasciato spazio ai negozi etnici che tanto spaventano i nostri politicanti. E' una cosa logica: vivere in una città bombardata non piace a nessuno, e mentre le varie giunte Pizzolitto giocavano a fare gli urbanisti, utilizzando la città per le loro sperimentazioni (molte delle quali miseramente fallite) i cittadini andavano a cercare una migliore qualità della vita altrove ed i commerciani fallivano. Ora, i negozi etnici sopravvivono su un piano economico diverso: gestione famigliare, con retribuzioni bassissime clientela etnica anch'essa.
Abbiamo visto che questa improvvisata impresa edile con sede nel palazzo municipale proprio non ce la fa ad imbroccarne una giusta , ma essendo stata comunque rieletta.si sente i n dovere di ritentare e quindi ricomincerà a sventrare strade, distruggere per poi ricostruire abbiamo visto in quale modo (la piazza docet, ma anche il Corso non è stato rifatto da molti anni, !) Poi si stupirà del fatto che piu' riqualifica, piu' la città si desertifica, piu rompe le strade piu' i monfalconesi fuggono e rimane chi non ha alternative.... che strano!!
per fortuna , i soldi che spenderanno non sono i nostri , ma sono quelli di quella signora, ...come si chiama, ...Europa mi pare, ... che li trova nell'orto in mezzo alle patate....O no? oO i fondi europei derivano dai contributoi degli stati membri, e quindi anche dell'Italia, che li ricava tassando i cittadini, anche quelli Monfalconesi??E quindi sono proprio i soldi nostri che vengono butatti via in questo modo?
mah, forse le mosche contro il vetro non sono soltanto i nostri amministratori comunali
....qualcuno questi qua li ha pure eletti.....cittadini, elettor e contribuenti,,,europei!!
lunedì 18 luglio 2011
MANOVRA ECOMICA; LACRIME, SANGUE, PRESE IN GIRO ED OPPORTUNISMO POLITICO
Io non sono d'accordo con chi sostiene che la opposizione abbia dato segno di senso di responsabilità agevolando la approvazione di questa manovra economica, che pure dichiarava di considerare sbagliata, cosi' come credo che sia pura follia pensare che con questo appoggio al Governo essa abbia acquisito crediti esigibili nei confronti di esso. Non ha acquisito crediti perchè, affinchè si possano riscuotere i crediti bisogna innanzitutto che il debitore riconosca il proprio debito e postulato fondamentale per questo è che esso riconosca le regole del gioco nel quale questo debito è maturato. Questo Governo pero' ha ampiamente dimostrato negli anni di non essere nè credibile nè affidabile, di credere solamente nelle proprie regole che peraltro vengono cambiate in corsa, di continuo, come fa comodo. Quindi, tutto quello che si è ottenuto è stato di sostenere ancora una volta questo esecutivo. E' vano e ridicolo poi chiedere a gran voce dimissioni, cambi di rotta, protestare, minacciare . Ormai la frittata è fatta, e viene approvata una manovra inutile a fare riacquisire credibilità internazionale al Paese, e la reazione dei mercati l'ha dimostrato, io credo per due motivi fondamentali. Il primo è che non contiene elementi che suggeriscono spunti di ripresa, è una manovra di tipo ragioneristico che crea un movimento di denaro destinato a ripianare il debito, mettendo però solamente le mani nelle tasche dei ceti meno abbienti , e questo non puo' produrre altrro che una contrazione della domanda interna e dei consumi, cosa che frena l'economia. L'aumento di benzina, ticket sanitari, la restrizione dei contributi e del sostegno alle Famiglie produrra una inflazione strisciante e la diminuzione del potere di acquisto di salari e Pensioni senza contropartite positive per l'economia, perchè si vanno a sostenere spese immobilizzate e non investimenti. La seconda è di tipo sociale; la manovra colpisce economicamente le Famiglie, taglieggia pesantemente Sanità, Scuola e servizi Sociali, e non sfiora nemmeno i privilegi della Casta se togliamo il super bollo ed il bollo sui dossier titoli che pero' sono una presa in giro e questo è foriero di produrre tensioni sociali ed un ulteriore calo di fiducia. Cosa che non favorisce certamente la ripresa economica. I Partiti di opposizione che hanno sostenuto questa manovra , portano a scusa di questo il senso di responsabilità nel condurre a compimento una operazione urgente destinata a frenare la emorragia dei mercati. Un altro puntello alla eterna italiana logica della emergenza nella quale si finisce sempre per turarsi il naso e votare DC , a coprire un buco con la terra ottenuta scavando un altro buco, un altro puntello alla politica della improvvisazione e della mancanza di progettualità. In realtà, credo che da parte della opposizione vi sia stata la paura di venire investiti della responabilità di un crollo economico proprio nel momento nel quale Berlusconi appariva fragile, e la prospettiva di andare al potere sembra a portata di mano.Insomma , una manovra di opportunismo politico per scansare la eventualità di divenire il capro espiatorio di un eventuale crollo proprio quando il potere appare vicino.
Ovviamente, questo sarebbe stato il momento delle decisioni coraggiose, sarebbe stato il momento di impuntarsi , magari coinvolgendo le parti sociali, chiedere una manovra vera, coraggiosa, che andasse a colpire con decisione i costi della politica, i privilegi dei ricchi, gli sprechi, sempre in costante aumento, che colpisse con forza la evasione fiscale, che andasse a tassare le rendite iperboliche senza scorciatoie , trabocchetti, furberie . E che nel contempo andasse a portare risorse al vero sviluppo, alla ricerca, alla inovazione, creando i presupposti per la ripresa, Una manovra di ampia portata non solo economica ma anche e sopratutto politica , che fosse capace di ridestare un minimo di fidcucia all'interno del Paese , prima ancora che nel panorama internazionale. Ma per una manovra del genere non era sufficiente un ragioniere, per quanto illustre come Tremonti. Dovremmo avere capito che è ora di finirla di pensare che governare una Nazione sia un mero compito di Ragionieri e tecnocrati. C'era bisogno della vera Politica con la P maiuscola, materia alla quela tutti sembrano avere abdicato per inseguire liti di cortile, problemi interni di partito , lotte a colpi di gossip, gonnelle di starlet, matrimoni di ministri , carriere politiche personali . E lotte per abbattere il tiranno, senza avere pronta una progettualità sufficiente a costruire la alternativa quando il tiranno dovesse cadere.
Appare scontato il paragone con l'orchestra del Titanic che continua a suonare mentre la nave affonda con tutte le sue luci accese-
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domenica 17 luglio 2011
SEL, "compagni" o "amici"'? ...io penso che....
Non credo che nella costruzione del nuovo partito di Sinistra, Ecologia e Linertà la questione che si è venuta sollevando sull'uso della parola "compagni "in margine ad alcune dichiarazioni di Nichi Vendola, possa essere con leggerezza accantonata come una banale questione di lana caprina.
Nel nuovo soggetto politico che si sta formando, confluiscono persone che provengono dalle esperienze piu' diverse, politiche e non. Ci sono certamente molte persone che provengono da esperienze di partiti di sinistra, ma questo movimento sta aggregando anche persone , come me, alla prima esperienza politica , attratte dalla novità di questo partito , di questo soggetto politico aperto, nuovo, moderno e vitale, di ampio respiro , che si propone di accogliere il bisogno di sinistra che emerge nel Paese, una Sinistra , cito testualmente il manifesto del 1 Congresso SEL dell'ottobre 2010 http://www.sinistraecologialiberta.it/congresso2010/download/manifesto_sel.pdf
" ..... Non la sinistra delle nostre biografie intellettuali, di tutte le nostre scissioni, del cumulo di torti e di ragioni che ciascuno di noi si porta addosso. La sinistra che raccoglie e moltiplica domande di libertà e di eguaglianza oggi più che mai soffocate e manipolate. La sinistra che ha bisogno di un popolo, il popolo ha bisogno di una sinistra nuova, dell'eguaglianza, non dogmatica, libera, plurale e unitaria. Ecco: noi vogliamo aprire il cantiere, non vogliamo chiuderlo. Vogliamo riaprire la partita, prima ancora che aprire un partito. Vogliamo farlo in un percorso nuovo, in cui i luoghi che costruiremo non hanno la presunzione di essere autosufficienti e definitivi. Vogliamo un soggetto politico, ecologista e libertario, proprio per costruire un'alternativa al moderno capitalismo, che ci metta in cammino, che ci aiuti a incontrare tante e tanti che come noi, ma diversamente da noi, cercano il vocabolario della sinistra di un secolo nuovo.""
Questo ci porta a valutare con occhio diverso il concetto espresso da Nichi Vendola sull'uso della parola "Compagno"
Per una persona come me , che ha compiuto un lungo percorso per arrivare a SEL, a cinquant'anni, senza mai avere preso prima una tessera di Partito, l'uso del termine "Compagno" è una cosa inusuale , ma che risente di eco antiche, legate a modi di intendere le ideologie che appartengono alla storia. Chi ha militato in formazioni di sinistra , rivendica cono orgoglio l'uso di questo termine, che rimanda ad anni di lotte, ad una coesione di antico stampo, alla propria storia personale.
Ma vale la pena di soffermarsi sul fatto che la parola "compagno" porta in se troppa storia perchè non si debba tenerne conto. Compagni erano i partigiani, ma anche i titini, erano gli eroi della Resistenza ma anche i reponsabili delle stragi nelle foibe . La parola compagno è entrata in tutti i fatti eroici, ma anche in tutti gli errori che il comunismo ha incontrato nel suo tormentato percorso storico . Credo che a questo si riferisse Nichi Vendola quando parlava di crimini legati a questa parola
E credo che sia questo il motivo per il quale un soggetto politico che vuola reppresentare il vocabolario della sinistra di un secolo nuovo debba interrogarsi sull'uso dei termini.
E' necessario sopratutto che i vecchi compagni che provengono da esperienze di militanza di vecchia data sappiano perseguire la creazione di quella sinistra nuova, dell'eguaglianza, non dogmatica, libera, plurale e unitaria di cui parla IL Manifesto di cui sopra senza rinnegare il proprio passato ma comprendendo che questo è un soggetto nuovo , che vuole essere plurale e percio' deve essere in grado di accogliere idee, progetti, da parte di soggetti nuovi che non hanno la stessa esperienza di militanza e che proprio per questo possono desiderare di non essere vincolati a termini che nella storia personale i ognuno possono assumere significati diversi.
Mio padre, per esempio, era un esule istriano, imprigionato per sei anni dal regime di Tito, privato della propria terra e della propria storia. Sono cresciuto in una famiglia nella quale il termine comunismo evocava fantasmi orrendi. Eppure credo che una sinistra nuova e diversa possa e debba essere costruite. Una sinistra che sappia dare la giusta interpretazione alle ideologie del ventunesimo secolo, che non è vero che siano morte, ma che hanno assunto forme diverse, si sono trasformate e con esse hanno trasformato il modo di fare ed intendere la politica. Un modo nuovo che porta con se l'esigenza di evitare dogmi, posizioni pregiudiziali, radicalismii ideologici per inseguire un linguaggio universali dove tutti coloro i quali credono in questo progetto possano trovare il proprio spazio ed esprimersi, sentirsi liberi e protagonisti anche non avendo vissuto esperienze di militanza perchè stanno inseguendo un sogno, questo sogno.
Ecco, credo che nelle parole di Nichi Vendola bisogni cercare questo positivo modo di intendere l'unità , senza offesa per chi si sente compagno e desidera continuare ad usare questo termine , ma anche senza pregiudizi verso chi si sente parte di questo tutto ma non si riconosce in questo termine. Perchè tutti , tutti, si sentano accolti da SEL
Non si dolgano i compagni di vecchia data di questa riformulazione di termini. Anche in questa accettazione di termini nuovi sta la maturità politica, la crescita personale , la capacità di entrare in questa cosa nuova con entusiasmo giovanile , lasciando i retaggi del passato, senza cercare di riproporre vecchi schemi, vecchi modelli di ritrovare percorsi già noti ma con invece la voglia di crearne di nuovi , per un futuro che non è stato ancora scritto
Nel nuovo soggetto politico che si sta formando, confluiscono persone che provengono dalle esperienze piu' diverse, politiche e non. Ci sono certamente molte persone che provengono da esperienze di partiti di sinistra, ma questo movimento sta aggregando anche persone , come me, alla prima esperienza politica , attratte dalla novità di questo partito , di questo soggetto politico aperto, nuovo, moderno e vitale, di ampio respiro , che si propone di accogliere il bisogno di sinistra che emerge nel Paese, una Sinistra , cito testualmente il manifesto del 1 Congresso SEL dell'ottobre 2010 http://www.sinistraecologialiberta.it/congresso2010/download/manifesto_sel.pdf
" ..... Non la sinistra delle nostre biografie intellettuali, di tutte le nostre scissioni, del cumulo di torti e di ragioni che ciascuno di noi si porta addosso. La sinistra che raccoglie e moltiplica domande di libertà e di eguaglianza oggi più che mai soffocate e manipolate. La sinistra che ha bisogno di un popolo, il popolo ha bisogno di una sinistra nuova, dell'eguaglianza, non dogmatica, libera, plurale e unitaria. Ecco: noi vogliamo aprire il cantiere, non vogliamo chiuderlo. Vogliamo riaprire la partita, prima ancora che aprire un partito. Vogliamo farlo in un percorso nuovo, in cui i luoghi che costruiremo non hanno la presunzione di essere autosufficienti e definitivi. Vogliamo un soggetto politico, ecologista e libertario, proprio per costruire un'alternativa al moderno capitalismo, che ci metta in cammino, che ci aiuti a incontrare tante e tanti che come noi, ma diversamente da noi, cercano il vocabolario della sinistra di un secolo nuovo.""
Questo ci porta a valutare con occhio diverso il concetto espresso da Nichi Vendola sull'uso della parola "Compagno"
Per una persona come me , che ha compiuto un lungo percorso per arrivare a SEL, a cinquant'anni, senza mai avere preso prima una tessera di Partito, l'uso del termine "Compagno" è una cosa inusuale , ma che risente di eco antiche, legate a modi di intendere le ideologie che appartengono alla storia. Chi ha militato in formazioni di sinistra , rivendica cono orgoglio l'uso di questo termine, che rimanda ad anni di lotte, ad una coesione di antico stampo, alla propria storia personale.
Ma vale la pena di soffermarsi sul fatto che la parola "compagno" porta in se troppa storia perchè non si debba tenerne conto. Compagni erano i partigiani, ma anche i titini, erano gli eroi della Resistenza ma anche i reponsabili delle stragi nelle foibe . La parola compagno è entrata in tutti i fatti eroici, ma anche in tutti gli errori che il comunismo ha incontrato nel suo tormentato percorso storico . Credo che a questo si riferisse Nichi Vendola quando parlava di crimini legati a questa parola
E credo che sia questo il motivo per il quale un soggetto politico che vuola reppresentare il vocabolario della sinistra di un secolo nuovo debba interrogarsi sull'uso dei termini.
E' necessario sopratutto che i vecchi compagni che provengono da esperienze di militanza di vecchia data sappiano perseguire la creazione di quella sinistra nuova, dell'eguaglianza, non dogmatica, libera, plurale e unitaria di cui parla IL Manifesto di cui sopra senza rinnegare il proprio passato ma comprendendo che questo è un soggetto nuovo , che vuole essere plurale e percio' deve essere in grado di accogliere idee, progetti, da parte di soggetti nuovi che non hanno la stessa esperienza di militanza e che proprio per questo possono desiderare di non essere vincolati a termini che nella storia personale i ognuno possono assumere significati diversi.
Mio padre, per esempio, era un esule istriano, imprigionato per sei anni dal regime di Tito, privato della propria terra e della propria storia. Sono cresciuto in una famiglia nella quale il termine comunismo evocava fantasmi orrendi. Eppure credo che una sinistra nuova e diversa possa e debba essere costruite. Una sinistra che sappia dare la giusta interpretazione alle ideologie del ventunesimo secolo, che non è vero che siano morte, ma che hanno assunto forme diverse, si sono trasformate e con esse hanno trasformato il modo di fare ed intendere la politica. Un modo nuovo che porta con se l'esigenza di evitare dogmi, posizioni pregiudiziali, radicalismii ideologici per inseguire un linguaggio universali dove tutti coloro i quali credono in questo progetto possano trovare il proprio spazio ed esprimersi, sentirsi liberi e protagonisti anche non avendo vissuto esperienze di militanza perchè stanno inseguendo un sogno, questo sogno.
Ecco, credo che nelle parole di Nichi Vendola bisogni cercare questo positivo modo di intendere l'unità , senza offesa per chi si sente compagno e desidera continuare ad usare questo termine , ma anche senza pregiudizi verso chi si sente parte di questo tutto ma non si riconosce in questo termine. Perchè tutti , tutti, si sentano accolti da SEL
Non si dolgano i compagni di vecchia data di questa riformulazione di termini. Anche in questa accettazione di termini nuovi sta la maturità politica, la crescita personale , la capacità di entrare in questa cosa nuova con entusiasmo giovanile , lasciando i retaggi del passato, senza cercare di riproporre vecchi schemi, vecchi modelli di ritrovare percorsi già noti ma con invece la voglia di crearne di nuovi , per un futuro che non è stato ancora scritto
Alfano, Berlusconi, e le opposizioni una partita a scacchi tutta da giocare
Nel gioco degli scacchi, esiste una mossa particolare che si chiama "arrocco" con il quale il re può spostarsi verso un lato della scacchiera scavalcare la torre e porsi percio' in posizione protetta Consiste nel muovere il re di due case a destra o a sinistra in direzione di una delle due torri e successivamente muovere la torre (verso la quale il re si è mosso) nella casa accanto alla casa occupata dal re.E' una mossa particolare, l'unica nella quale due pezzo possono essere mossi contemporaneamente. Ed è una mossa che descrive bene quello che sta avvenendo nella politica italiana, con l'avvicendamento di Alfano alla guida del PDL. IL Re, sempre dietro alla fila di fanti, si ritrae in posizione protetta, mentre un altro pezzo espone il petto ai proiettili nemici. E' una mossa che serve naturalmente a collaudate strategie. Nel caso di specie serve a due cose: togliere, almeno per il momento, il re dal fuoco nemico, e poi a spiazzare gli avversari .
Nel panorama della politica italiana percio', c'è un grande bisogno che le opposizioni si ricompattino e riordinino i ranghi, perchè l'antiberlusconismo spinto aveva emarginato dai programmi dei partiti una corretta attenzione dalla progettualità del dopo Berlusconi. E qui servirà molta attenzione, perchè i segnali che derivano dal popolo non sono cosi' incoraggianti per i partiti tradizionali come il PD . Infatti le elezioni amministrative, sono state perdute da Barlusconi, ma non sono state vinte dal PD bensi' da una generale idea di centro sinistra, che ha visto elezioni inaspettate come Pisapia a Milano, De Magistris a Napoli, un generale avanzamento di SEL ed in generale delle formazioni meno classiche e meno incancrenite. Il PD in molte parti d'Italia ha pagato il prezzo di non avere voluto le primarie, e purtroppo non sembra avere colto il vento del cambiamento che l'Italia sta chiedendo a gran voce. Un cambiamento negli schieramenti dei Partiti, ai quali si chiede di portare avanti forze ed idee nuove, che si debbono sradicare dalle stantie logiche vetero democristiane dei percorsi di carriera inamovibili di personaggi politici eterni, ed un cambiamento nelle idee, per le quali si chiede un modo di pensare moderno e dinamico che si sradichi dalle logiche dell'eterno appalto per l'appalto, mazzetta, tangente, consulenze ed eterni accantieramenti per opere strategiche della quali non si conosce la strategia. Tutti per esempio avversano il Ponte sullo Stretto di Messina, come opera faraonica, inutile, foriera di sprechi, ma non avversano la TAV che pure ne ricalca inutilità e sprechi. Ed anzi, non hanno preso le distanze dallo squadrismo di Stato nella repressione delle proteste in Val Susa, difendendo la presunta "necessità" di queste opere, perchè evidentemente nel momento in cui la caduta di Berlusconi sembrava avvicinarsi, non intendevano compromettere il loro appoggio a queste operazioni nelle quali gira molto denaro e quindi l'appoggio di forti gruppi di potere economico, politico e finanziario. A mio avviso un grave errore, che dimostra come le argomentazioni portate a sostegno dell'anti-berlusconismo debbono essere maneggiate con cautela da chi , per motivi di opportunità politica, una volta al potere potrebbe trovarsi a condividerne alcune scelte estremamente discutibili.
Vi è bisogno di una vitalità nuova, che veda la politica muoversi in modo dinamico verso iniziative sostenibili, progetti praticabili, energie rinnovabili, ricerca, innovazione. Invece della faraonica TAV, che comunque sarebbe un treno perso perchè anche se non fosse inutule non potrebbe essere pronta prima dei trent'anni , un veloce ammodernamento verso la ristrutturazione e la efficentazione dell'esistente . La creazione immediata di un piano energetico nazionale. La rivisitazione delle privatizzazioni, per creare non solo profitti per le imprese ma anche efficienza nei servizi . Un vero attacco alla evasione fiscale e la ristrutturazione delle politiche fiscali per fare pagare i ricchi e non solo lavoratori dipendenti e pensionati.
Chi viaggia all'estero coglie nella gente , anche in Paesi in difficoltà economica come per esempio la Spagna, un atteggiamento di fiducia e di speranza che qui in Italia manca. Fiducia e Speranza che non sembrano a portata di mano soltanto con la caduta di Berlusconi perchè non vi si intravede un "dopo"
I soggetti politici che stanno lavorando alla caduta di Berlusconi, debbono acquisire la autorevolezza di chi è in grado di assicurare un "dopo" diverso e credibile.
E la strada appare molto lunga, mentre il tempo a disposizione sta scadendo
Nel panorama della politica italiana percio', c'è un grande bisogno che le opposizioni si ricompattino e riordinino i ranghi, perchè l'antiberlusconismo spinto aveva emarginato dai programmi dei partiti una corretta attenzione dalla progettualità del dopo Berlusconi. E qui servirà molta attenzione, perchè i segnali che derivano dal popolo non sono cosi' incoraggianti per i partiti tradizionali come il PD . Infatti le elezioni amministrative, sono state perdute da Barlusconi, ma non sono state vinte dal PD bensi' da una generale idea di centro sinistra, che ha visto elezioni inaspettate come Pisapia a Milano, De Magistris a Napoli, un generale avanzamento di SEL ed in generale delle formazioni meno classiche e meno incancrenite. Il PD in molte parti d'Italia ha pagato il prezzo di non avere voluto le primarie, e purtroppo non sembra avere colto il vento del cambiamento che l'Italia sta chiedendo a gran voce. Un cambiamento negli schieramenti dei Partiti, ai quali si chiede di portare avanti forze ed idee nuove, che si debbono sradicare dalle stantie logiche vetero democristiane dei percorsi di carriera inamovibili di personaggi politici eterni, ed un cambiamento nelle idee, per le quali si chiede un modo di pensare moderno e dinamico che si sradichi dalle logiche dell'eterno appalto per l'appalto, mazzetta, tangente, consulenze ed eterni accantieramenti per opere strategiche della quali non si conosce la strategia. Tutti per esempio avversano il Ponte sullo Stretto di Messina, come opera faraonica, inutile, foriera di sprechi, ma non avversano la TAV che pure ne ricalca inutilità e sprechi. Ed anzi, non hanno preso le distanze dallo squadrismo di Stato nella repressione delle proteste in Val Susa, difendendo la presunta "necessità" di queste opere, perchè evidentemente nel momento in cui la caduta di Berlusconi sembrava avvicinarsi, non intendevano compromettere il loro appoggio a queste operazioni nelle quali gira molto denaro e quindi l'appoggio di forti gruppi di potere economico, politico e finanziario. A mio avviso un grave errore, che dimostra come le argomentazioni portate a sostegno dell'anti-berlusconismo debbono essere maneggiate con cautela da chi , per motivi di opportunità politica, una volta al potere potrebbe trovarsi a condividerne alcune scelte estremamente discutibili.
Vi è bisogno di una vitalità nuova, che veda la politica muoversi in modo dinamico verso iniziative sostenibili, progetti praticabili, energie rinnovabili, ricerca, innovazione. Invece della faraonica TAV, che comunque sarebbe un treno perso perchè anche se non fosse inutule non potrebbe essere pronta prima dei trent'anni , un veloce ammodernamento verso la ristrutturazione e la efficentazione dell'esistente . La creazione immediata di un piano energetico nazionale. La rivisitazione delle privatizzazioni, per creare non solo profitti per le imprese ma anche efficienza nei servizi . Un vero attacco alla evasione fiscale e la ristrutturazione delle politiche fiscali per fare pagare i ricchi e non solo lavoratori dipendenti e pensionati.
Chi viaggia all'estero coglie nella gente , anche in Paesi in difficoltà economica come per esempio la Spagna, un atteggiamento di fiducia e di speranza che qui in Italia manca. Fiducia e Speranza che non sembrano a portata di mano soltanto con la caduta di Berlusconi perchè non vi si intravede un "dopo"
I soggetti politici che stanno lavorando alla caduta di Berlusconi, debbono acquisire la autorevolezza di chi è in grado di assicurare un "dopo" diverso e credibile.
E la strada appare molto lunga, mentre il tempo a disposizione sta scadendo
sabato 9 luglio 2011
Alfano, e la seconda vita di Berlusconi
La investitura di Alfano alla guida del PDL, porta ad un cambiamento di scenari ed orizzonti nel confuso quadro politico italiano. Cambia gli equilibri e cambia le prospettive. Non perchè Alfano sia un personaggio di grosso spessore politico ma proprio perchè egli non lo è. Egli è uno dei tanti contenitori vuoti dei quali Berlusoni si è circondato per distrarre la attenzione dal monopolio del suo potere , uno dei personaggi che avevano il compito di produrre la impressione di un insieme di persone, di una plularità di soggetti che condividesse le responsabilità del potere , uno schermo che nascondesse alle masse la realtà della gestione uninominale del potere. Persone insomma che prima di Berlusconi non esistevano e che scompariranno con lui. Quando i giornalisti interpellano i protagonisti della politica sull'argomento del giorno, un discusso decreto, una lite in Parlamento, gli esponenti della opposizione possono piacere o no ma esprimono la propria personalità. Quelli del team Berluscono sembrano tanti cloni. E lo sono perchè non sono altro che gli Avatar di Berlusconi.
Pero' , nel momento politico del minimo storico di Berlusconi, sconfitto dalle elezioni amministrative e dai referendum, nel quale ogni mossa sembra essere un fallimento, dalle leggi "Ad aziendam" ai soprusi in Val di Susa, questo potrebbe essere un geniale "deux ex machina"
Perchè, come sappiamo, non c'è niente come un nemico comune per creare coesione anche tra i soggetti piu' diversi, tanto che oggi non appare assurda parlare di una alleanza trasversale da SEL al PD a Italia dei Valori sino al Terzo Polo di Fini e Casini per creare un soggetto politico capace di mandare a casa Berlusconi . Ma proprio per questo motivo , se il nemico scompare, la determinazione degli avversari puo' vacillare, e le ragioni dei singoli soggetti possono prevalere sulle ragioni comuni, cosicchè questa armata Brancaleone puo' perdere i suoi pezzi sino a crollare sotto il suo stesso peso.
Ecco dunque Angelino Alfano, aria di bravo ragazzo sempre serio ed inappuntabile, nessuno scheletro nell'armadio evidente, moderato , compito. Sostanzialmente sempre corretto.
Un soggetto ideale per dare l'idea di un forte cambiamento nel senso morale, in modo anche da rincuorare i fedeli di Berlusconi disorientati dagli scandali del Capo. Che comunque rimane in sella, ma da ora in poi in una posizione defilata
La genialità della iniziativa sta nel togliere dalla linea del fuoco nemico il volto di Berlusconi, che progressivamente si ritira nell'ombra , togliendo cosi' nel contempo argomenti a quegli oppositori che hanno fondato la propria azione sull'anti-berlusconismo , e mettendo il mondo politico nelle condizioni di dovere comunque fare i conti con quella che sarà la azione di Alfano . Si toglie un bersaglio facile, che ormai attira troppi strali, e si pone davanti una sagoma neutra, su cui appare vile sparare
Si sdoppiano i soggetti, il Presidente del Consiglio non è piu' anche il capo del proprio partito e quindi è possibile instaurare un dialogo, un dialogo di facciata tra Berlusoni ed il suo alter-ego, ma pur sempre un dialogo nel quale sarà possibile distribuire colpe e responsabilità. Un dialogo peraltro già iniziato con il nuovo capo del PDL che da atto al Capo del Governo di essere un perseguitato dalla magistrature. Erano cose già dette, ma quando Berlusconi le diceva a se stesso era un altro effetto.
Si indebolisce l'idea che il PDL debba tramontare con il suo Capo, appare invece probabile che anzi l'uno diverrà la stampella dell'altro e viceversa.
Inoltre la Lega ha la opportunità di giustificare la continuazione dell'appoggio al Governo, senza scontentare troppo il popolo di Pontida. Tutto cio' viene condito con la devozione e la fedeltà di Alfano per il suo Capo, che lo rende l'Avatar ideale
Insomma una mossa strategica molto indovinata, alla quale tutta la opposizione dovrà fare molta attenzione senza sottovalutarla, perchè rappresenta l'ennesimo, ma temo non l'ultimo, colpo di reni di un despota , Berlusconi, che è tutt'altro che morto.
Pero' , nel momento politico del minimo storico di Berlusconi, sconfitto dalle elezioni amministrative e dai referendum, nel quale ogni mossa sembra essere un fallimento, dalle leggi "Ad aziendam" ai soprusi in Val di Susa, questo potrebbe essere un geniale "deux ex machina"
Perchè, come sappiamo, non c'è niente come un nemico comune per creare coesione anche tra i soggetti piu' diversi, tanto che oggi non appare assurda parlare di una alleanza trasversale da SEL al PD a Italia dei Valori sino al Terzo Polo di Fini e Casini per creare un soggetto politico capace di mandare a casa Berlusconi . Ma proprio per questo motivo , se il nemico scompare, la determinazione degli avversari puo' vacillare, e le ragioni dei singoli soggetti possono prevalere sulle ragioni comuni, cosicchè questa armata Brancaleone puo' perdere i suoi pezzi sino a crollare sotto il suo stesso peso.
Ecco dunque Angelino Alfano, aria di bravo ragazzo sempre serio ed inappuntabile, nessuno scheletro nell'armadio evidente, moderato , compito. Sostanzialmente sempre corretto.
Un soggetto ideale per dare l'idea di un forte cambiamento nel senso morale, in modo anche da rincuorare i fedeli di Berlusconi disorientati dagli scandali del Capo. Che comunque rimane in sella, ma da ora in poi in una posizione defilata
La genialità della iniziativa sta nel togliere dalla linea del fuoco nemico il volto di Berlusconi, che progressivamente si ritira nell'ombra , togliendo cosi' nel contempo argomenti a quegli oppositori che hanno fondato la propria azione sull'anti-berlusconismo , e mettendo il mondo politico nelle condizioni di dovere comunque fare i conti con quella che sarà la azione di Alfano . Si toglie un bersaglio facile, che ormai attira troppi strali, e si pone davanti una sagoma neutra, su cui appare vile sparare
Si sdoppiano i soggetti, il Presidente del Consiglio non è piu' anche il capo del proprio partito e quindi è possibile instaurare un dialogo, un dialogo di facciata tra Berlusoni ed il suo alter-ego, ma pur sempre un dialogo nel quale sarà possibile distribuire colpe e responsabilità. Un dialogo peraltro già iniziato con il nuovo capo del PDL che da atto al Capo del Governo di essere un perseguitato dalla magistrature. Erano cose già dette, ma quando Berlusconi le diceva a se stesso era un altro effetto.
Si indebolisce l'idea che il PDL debba tramontare con il suo Capo, appare invece probabile che anzi l'uno diverrà la stampella dell'altro e viceversa.
Inoltre la Lega ha la opportunità di giustificare la continuazione dell'appoggio al Governo, senza scontentare troppo il popolo di Pontida. Tutto cio' viene condito con la devozione e la fedeltà di Alfano per il suo Capo, che lo rende l'Avatar ideale
Insomma una mossa strategica molto indovinata, alla quale tutta la opposizione dovrà fare molta attenzione senza sottovalutarla, perchè rappresenta l'ennesimo, ma temo non l'ultimo, colpo di reni di un despota , Berlusconi, che è tutt'altro che morto.
martedì 5 luglio 2011
Il Commento di Marcegaglia alla TAV ... e l'onestà intellettuale?
Vicenza 21:03
TAV: MARCEGAGLIA, MAGGIORANZA SILENZIOSA DICA BASTA
E' tempo che la 'maggioranza silenziosa', ovvero la maggior parte degli italiani, si faccia sentire, anche sfilando pubblicamente, perche' 'altrimenti vince questa minoranza rumorosa, anche in malafede'. Lo ha detto, parlando alla platea dell'assemblea degli industriali di Vicenza, la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. Commentando quanto successo ieri in Val di Susa, ha spiegato che 'Beppe Grillo dice che sono degli eroi, quando invece sono dei delinquenti, gli eroi sono gli agenti di polizia' .
Cara Marcegaglia, questo è quello che ci insegna la politica moderna, come la definirebbe Cetto la Qualunque, il personaggio di Antonio Albanese. E' la tattica usata dall'allora ministro Moratti, quando la gente scendeva in piazza per protestare contro i tagli alla Scuola: c'erano un milione di persone nelle piazze? bene, altri 59 milioni di persone erano rimaste a casa e quindi come "logica "conclusione erano d'accordo con lei. ...e l'onestà intellettuale? dove la vogliamo lasciare? sappiamo tutti come funzionano le cose, quante persone esprimono le proprie opinioni in piazza e quante in altro modo, ma queste affermazioni non sono altre che slogano propagandistici, figure retoriche da comiche finali. Chi è favorevole alla TAV appartiene a due possibili categorie: gli ignoranti ed i complici. Alla prima categoria appartengono tutti coloro per i quali la TAv non è altro che una idea romantica, tipo pubblicità della BMW , musica di Allevi, di treni che corrono in mezzo a prati e boschi ad una velocità da fiaba, trasportando famigliole sorridenti da Mulino Bianco. NOn sanno nulla di sofferenze, lacrime, sangue, devastazioni ambientali, corruzione, violenza sopraffazione delle popolazioni e devastazione dei territori, Soprattutto non sanno niente, perchè sono stati scientemente e sapientemente tenuti all'oscuro, di costi e benefici. Banalmente , dalla questione economica, sociale, ambientale di base: ne vale la pena per il benessere, lo sviluppo economico e sociale del Territorio e della Nazione? I costi enormi (40 milioni di euro al chilometro no, non è un errore di battitura, di soldi che peraltro non abbiamo) le devastazioni del territorio, i sacrifici avranno una valida contropartita? la risposta, ovviamente, è no. Ma chi li tiene all'oscuro di tutto' Lo fa l'altra categoria di coloro i quali vogliono la TAV: i Complici. Politicanti, imprenditori senza scrupoli , faccendieri. Molto addentro alle leve del potere ed al controllo dei media . Che sanno benissimo che questa opera è del tutto inutile, ed anche che non verrà mai completata perchè non ci sono e non ci saranno mai i soldi. pero' verranno aperti i cantieri, e questo porterà i soldi (insufficienti ma comune tanti) dei contributi europei , appalti, prebende, consulenze. Ora , la maggioranza degli Italiani ignora tutte queste cose perchè viene sedato dai telegiornali di regime- Ma se si volesse chiedere agli italiani di sfilare per la TAV, onestà vorrebbe che prima si spiegasse bene, con particolari tecnici, i perchè di questa opera, veri e non artefatti da illustrazioni da cartolina, che si illustrassero con dovizia di particolari vantaggi e svantaggi. E che, soprattutto , si mettessero per iscritto, neri su bianco costi e benefici.
Ed allora si, cara Marcegaglia che 60 milioni di italiani si metterebbero in fila,tutti ordinati , allineati e coperti . Tutti in fila per sfilare e per dare, ciascuno, il suo bel calcio in culo a tutti i politicanti, imprenditori senza scrupoli, e faccendieri che invece di pensare alle cose che veramente servono all'Italia hanno messo su questa colossale , immensa, epocale truffa.
con dolorosa osservanza...
P.S. un insieme di poliziotti corazzati, blindati, armati di tutto punto che prendono a bastonate e lanci di lacrimogeni donne e bambini sono tutto che vuole Lei... ma non certamente eroi.
Io avrei un altra definizione:...
gliela lascio immaginare
P.S. un insieme di poliziotti corazzati, blindati, armati di tutto punto che prendono a bastonate e lanci di lacrimogeni donne e bambini sono tutto che vuole Lei... ma non certamente eroi.
Io avrei un altra definizione:...
gliela lascio immaginare
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