domenica 8 ottobre 2023

La giornata delle morti bianche

 Anche quest'anno , la seconda domenica di ottobre viene celebrata la giornata dei morti sul lavoro. Come sempre  ovviamente non mancano i proclami delle Autorità , dal Presidente della Repubblica "L'intollerabile e dolorosa progressione delle morti e degli incidenti sul lavoro sollecita una urgente e rigorosa ricognizione sulle condizioni di sicurezza nelle quali si trovano a operare lavoratori..... "La sicurezza non è un costo, né tantomeno un lusso: ma un dovere cui corrisponde un diritto inalienabile di ogni persona." Al Presidente del Senato "Mai abituarsi al dolore per simili tragedie. Le morti sul lavoro sono e saranno sempre inaccettabili" eccetera. Proclami, appunto, ai quali non segue mai nulla. La sicurezza sul lavoro è un tema complesso e delicato, anche  e soprattutto perchè su questo tutti cercano di fuggire dalle proprie responsabilità.

Ogni volta che succede un incidente eclatante, come per esempio quello dei cinque operai travolti dal treno a Brandizzo, oppure quello della giovanissima mamma Luana d'Orazio stritolata da un macchinario a Montemurlo due anni fa, l'indignazione si solleva dappertutto, e dopo conciliaboli, discussioni, inchieste giornalistiche e dibattiti politici, si giunge alla conclusione che bisogna fare "piu' controlli" . I colpevoli sono questi "controlli che mancano" ed in questo modo , dopo che si è dato un nome alla causa di tutto , ciascuno puo' rifugiarsi nella propria onorevole indignazione.

Ma non è cosi' semplice, non è cosi'. Innanzitutto, anche se venissero fatti tutti i controlli cosa succederebbe? Io penso che se a Brandizzo si fossero fatti i controlli e ci si fosse accorti che il macchinario su cui operava la povera Luana d'Orazio era stato modificato con un bypass elettrico che di fatto escludeva i sistemi di sicurezza ,con ogni probabilità alla Azienda sarebbe stata somministrata una sanzione, probabilmente non elevatissima , e l'incidente sarebbe stato solo posticipato. 

Poi i controlli si limitano a verificare il funzionamento di impianti e l'esistenza di procedure, ma come il legislatore ha saggiamente spiegato nel Testo unico per la Sicurezza (d.lgs 81/2008 e successive modificazioni ed integrazioni) il processo che porta alla gestione della sicurezza è molto complesso ed articolato, e funziona soltanto se ciascuno degli attori interessati fa la sua parte, e questo non è sempre verificabile dai controlli. Considerato poi che le pene per inadempienze evidentemente non sembrano spaventare gli Imprenditori

Da rilevare per esempio  che il processo per la morte di Luana d'Orazio ha portato al patteggiamento dei titolari della Azienda a due anni , con ogni probabilità con la sospensione condizionale della pena. Due anni con la condizionale. Per una morte. Io credo che sia inaccettabile. Per il rogo della Tyssen Krupp  dove morirono bruciati vivi 7 operai , dopo infiniti processi alla fine i due maggiori imputati sono stati condannati a circa dieci anni che pero' sono diventati cinque anni, entrati in carcere dopo 16 anni dal rogo, probabilmente non sconteranno neppure l'intera condanna ( in primo grado era di 16 anni) .

Per le Aziende italiane la sicurezza è un costo e un lusso a prescindere da quello che dice il Presidente della Repubblica, ed è un costo da evitare, anche perchè ad onta di quello che indica la legislazione italiana ed europea non è purtroppo vero , o almeno non è abbastanza vero che la mancanza di sicurezza costa loro  un patrimonio , dal momento che le Imprese pensano e spesso non a torto, in questo campo,  di capitalizzare i guadagni e socializzare le perdite. Ovvero di risparmiare sulla sicurezza , contando poi sul fatto che le spese sanitarie per gli incidenti verranno coperte dal SSN, che in caso di morte interverranno Leggi compiacenti, assicurazioni eccetera, insomma morti e feriti non gravano sul bilancio della Azienda come invece gravano i costi di una vera sicurezza, mantre la parte penale come si vede incide poco. 

Credo che un primo passo per costringere le Aziende a mettere in campo ogni possibile accorgimento per la salute e la sicurezza, sarebbe quello di istituire una responsabilità in capo ai Responsabili di ogni grado della sicurezza simile alle Leggi che regolano l'omicidio stradale. 

Per esempio "Chiunque cagioni per colpa la morte di una persona con violazione delle norme sulla sicurezza o con la loro omissione è punito  con la reclusione da due a sette anni. Chiunque si rende responsabile o connivente di alterazione dei sistemi di sicurezza di procedure o macchinari dai quali derivi ferimento menomazione o morte di una persona, è punito con la reclusione da otto a dodici anni."Nelle ipotesi di cui ai commi precedenti, qualora il conducente cagioni la morte di più persone, ovvero la morte di una o più persone e lesioni a una o più persone, si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni commesse aumentata fino al triplo, ma la pena non può superare gli anni diciotto." Non dovrebbe essere ammessa la sospensione condizionale della pena Eccetera

Questo naturalmente come deterrente. Consideriamo pero' che alla fine si troverebbe probabilmente comunque a pagare un capro espiatorio , perchè in molti casi il problema della sicurezza viene trasferito alle Ditte appaltanti e subappaltanti , in una cascata ad inseguimento del risparmio esasperato, sregolato e senza freni.

Si,  in ultima analisi queste persone muoiono per una questione di soldi.

E purtroppo nella elusione della sicurezza gli stessi lavoratori diventano spesso complici. Innanzitutto la sicurezza comporta la attenzione a tutta una serie di regole, ed agli italiani non piacciono le regole, lo sappiamo e lo vediamo ogni giorno. E' poi facile spesso per gli imprenditori chiedere la complicità dei lavoratori sulla  trasgressione a  regole che appaiono o vengono presentate come  inutili e ridondanti, oppure fare pressioni per saltare procedure che "rallentano il lavoro" ,o  mettere in ridicolo chi è spaventato da lavorare in determinate condizioni ( cos'è hai paura? Frase che secondo me ha fatto molti morti) . Sul fare pressioni, hanno buon gioco su lavoratori precari, e sono tantissimi, che temono di non vedersi rinnovato il contratto di lavoro , sui lavoratori che non sono sufficientemente formati sul lavoro che devono fare, sulle sue implicazioni e sui pericoli che puo' comportare . 

Pertanto la sicurezza sul lavoro passa per una diminuzione del precariato, con conseguente ripristino dei diritti dei lavoratori ( e qui deve intervenire la politica, perchè un lavoratore eccessivamente ricattabile non sarà in grado di pretendere sicurezza) una corretta e scrupolosa  formazione dei lavoratori in tema di sicurezza , un aumento dei controlli a fronte pero'  di pene certe e consistenti, (ancora, qui deve intervenire la politica) ,la applicazione scrupolosa e completa del TUS (testo unico sulla Sicurezza) . Passa per una diminuzione consistente della "tentazione " o della necessità delle imprese di fare cassa sulla sicurezza e quindi inevitabilmente attraverso una regolamentazione degli appalti, che non consenta risparmi evidentemente eccessivi . Passa attraverso tutta una serie di risanamenti della politica, che per fare vera sicurezza dovrebbe dare parecchi dispiaceri ai grandi imprenditori. Cosa che sarà molto difficile. Tuttavia la cosa da non dimenticare è che ciascuno di noi è coinvolto , sia come lavoratore che deve pretendere sicurezza, sia come elettore, che deve esigere l'impegno dai politici per i quali vota, sia come imprenditore, sia come sindacalista o come iscritto ad un sindacato . Ognuno di noi è responsabile, non sono solo "i controlli"

lunedì 21 novembre 2022

IL NUCLEARE AL BAR DELLO SPORT

     Con l'avvento della destra al potere, ritorna con vigore la voglia di nucleare in Italia. Una voglia in realtà mai sopita , ma che ora trova circostanze maggiormente favorevoli. La principale ovviamente è la scusa della crisi energetica conseguente alla guerra in Ucraina, che vien opportunamente alimentata dal populismo e della demagogia delle quali le formazioni politiche ora al Governo  si nutrono, e che peraltro le hanno portate al potere. E che recitano la fiaba che , dal momento che il gas scarseggia (in realtà le riserve italiane sono cosi' cospicue  che lo stiamo rivendendo) è necessario trovare fonti energetiche "alternative" e che una di quest "alternative" sarebbe il nucleare. 

    Ora, prima ancora di elencare i motivi per i quali il nucleare è la peggiore scelta  possibile, anzi NON è una scelta, cerchiamo di fare un ragionamento pragmatico. Un Paese non puo' (almeno non dovrebbe) fare la sue scelte strategiche sulla base dell'isteria del momento, perchè una scelta come questa richiede anni per essere realizzata , Una centrale nucelare, dalla progettazione alla entrata in funzione richiede tra i 15 ed i 20 anni, ed anche se probabilmente gli industriali che stanno spingendo per questo business parleranno di nuove tecnologie capaci di relizzare le centrali con tempistiche minori , sino ad oggi nessuna centrale nucleare è entrata in funzione prima dei quindici anni della sua progettazione. Percio' quando il Governo blatera di nucleare come di una risposta alla crisi attuale, sono solo chiacchiere da bar dello sport, nel quale tra un bicchiere e l'altro si fanno e si disfano crisi mondiali, pensando di poter creare soluzioni semplici a problemi complessi. Dovrebbe essere chiaro per tutti che questa NON sarebbe una soluzione al problema contingente, e che chi pensa che la scelta nucleare porterebbe ad una diminuzione delle bollette è un illuso (da bar dello sport)

    Ovviamente, questo Governo potrebbe decidere di percorrere questa strada scellerata, trascurando la volontà degli Italiana espressa in un referendum 35 anni fa che aveva portato alla chiusura delle poche centrali atomiche italiane ( ma da un governo di destra potremmo tutto sommato anche aspettarcelo - tra l'altro le scorie nucleari di queste centrali dismesse non hanno ancora una sistemazione definitiva e risultano stoccate "provvisorimente" in siti inadatti e ad altissimo rischio di contaminazione dell'ambiente.)  Ma dovrebbe essere una scelta strategica di lungo, lunghissimo periodo, ed una scelta a questo punto definitiva sul futuro energetico del Paese, ed ovviamente anche sulla salute dei suoi cittadini, non puo' essere venduta come una risposta ad un soluzione contingente, perchè non è cosi'

    E' del tutto ovvio ed intuibile che la spinta principale in questa direzione viene dal mondo dell'industria del nucleare, perchè il nucleare è un grandissimo business.... Per chi costruisce le centrali ovviamente. Non per chi poi deve pagarne il prezzo, e stiamo parlando anche e sopratutto dei costi per lo stoccaggio e la gestione delle scorie. A parte i disastri come Fukushima, nel quale per la gestione dei reattori collassati e solo di quelli non dei danni collaterali , si ipotizza un costi di 1200 miliarid di dollari, abbiamo appreso dalla trasmissione Presa Diretta del 11.09.2022 che la Germania per la gestione delle scorie nucleari della sue centrali chiuse ormai da 18 anni prevede di spendere intorno ai 100 miliardi di euro, e senza avere soluzioni veramente certe

    Quindi costi in denaro e salute. Chi parla della sicurezza delle centrali piu' moderne, dimentica che se la sicurezza nella gestione delle centrali è affidata ai tecnici (e comunque non dimentichiamno che siamo nel Paese dell'Ilva di taranto, del ponte Morandi eccentera) la gestione delle scorie e di tutto quanto non fa piu' abbastanza business è affidata di fatto i politici , per il motivo che devono destinare ingenti risorse ad un qualcosa che non li fa brillare in campagna elettorale e qui è meglio fermarsi.

    Esistono delle risorse energetiche veramente alternative, che diversi europei stanno percorrendo , e tra questi spicca il Portogallo, che sono il vento, con le pale eoliche in particolare quelle offshore, i parchi fotovoltaici , ma l'energia si puo' trarre anche dal moto ondoso del mare , dalle maree, esistono le centrali a solare termodinamico progettate nientemeno che dal premio nobel Carlo Rubbia ( che è stato in pratica cacciato dall'Italia ed è andato a realizzarle in Cina, Egitto. Spagna ecc) basterebbe volerlo

    Un parco eolico per la sua realizzazione a partire della progettazione richiede tempi che sono meno della metà di una centrale nucleare , con costi che ne sono una frazione, un parco fotovoltaico richiede meno di un anno

    Ma evidentemente non  fanno abbastanza business per qualcuno.

    E quindi, con ogni probabilità dovremo soccombere al nucleare.

    Naturalmente non parlo per coloro i quali hanno convintamente votato questo Governo perchè ne condividono le idee ed i valori. Loro saranno felicissimi di avere una centrale atomica sulla porta di casa (stanno pensando di farne un qui a Monfalcone) o anche, perchè no, un deposito di scorie radioattive. O no?

martedì 6 settembre 2022

Elezioni, populismo , passato e futuro

     La peggiore campagna elettorale di sempre, se ci fate caso,  si è aperta su concetti vintage. Il PD ha posto come propra bandiera il pericolo fascista, evocando il pericolo democratico di una eventuale vittoria della destra. Questo appare come un atteggiamento ideologico ,in un epoca nella quale l'epoca delle ideologie dovrebbe essere tramontata,  e non porta con se una progettualità del futuro, ma solo l'immagine di un pericolo imminente contro  il quale, evidentemente , il PD si sente di ergersi a difensore . Un concetto ben noto a tutti i politici, quello della paura, che ben era stato rappresentato dal comico(?) Antonio Albanese e ila sua caricatura del Ministro della Paura . Specularmente la destra, e per essa il suo attuale massimo rappresentate Meloni, dice "l'importante è battere la sinistra" prima ancora di pensare a cosa fare, a come allearsi (fermo restando che i partiti della destra  hanno cominciato a disputarisi la pelle dell'orso prima ancora di averlo preso ovvero a discutere sulle cariche del Governo prima del voto) anche qui un atteggiamento ideologico piuttosto fuori moda che non parla di progetti per il futuro ma solo del bisogno di vincere e quindi acquisire il potere


    Parallelamente a questo, questa campagan elettorale (la peggiore di sempre) è il trionfo della demagogia e del populismo. Si parte dalla Flat Tax , presentata come un taglio delle tasse, quando si tratta di un regalo ai ricchi a scapito dei meno abbienti ma che inequivocabilmente è un qualcosa di insostenibile perchè toglierebbe gettito fiscale ad un Paese che non se lo puo' permettere , per andare a settimane lavorative accorciate a parità di stipendio , (chi le pagherebbe?) stipendi e pensioni a casalinghe, mensilità di stipendio aggiunte a titolo gratuito (chi paga?)  , pagamento delle bollette a spese del Governo , milioni di alberi, mille eruo minimo alle pensioni, abolizione della Legge Fornero, ripristino della leva obbligatoria, abolizione del bollo auto , abolizione del Canone Rai, abolizione delle accise, ponte sullo Stretto. Tutto detto da persone che "sanno cosa vogliono gli Italiani" 


    Ma non vi sembra strano che tutti questi che praticamente tutti stanno attualmente al Governo, (tranne Meloni) e "sanno cosa vogliono gli italiani" non abbiano pensato di fare queste cose mentre ancora sono al Governo?


    Io penso che questo quadro abbia pero'  una sua omogeneità. Il rimando ad un pensiero antico come quello ideologico cerca di spostare all'indietro ed in un contesto quasi nostalgico  il quadro temporale di riferimento, mentre, le promesse populiste cercano di portare il pensiero degli elettori ad un ipotetico  futuro fantastico . Il tutto al fine di spostare il quadro di riferimento dal PRESENTE che appare decisamente deprimente per quasi tutto il panorama politico italiano. L'ammucchiata dei " migliori " ha reso evidente l'obiettivo della maggior parte dei politici italiani è il potere per il potere .Uno sbracato asservimento all "uomo nuovo" , all'uomo del destino (Draghi)  che doveva togliere a tutti le responsabilità di Governo lasciandone solo i vantaggi , e che è culiminato nel linciaggio dei 5stelle  incolpati (a torto) di avere fatto cadere il Governo , e la cui vera colpa era in realtà quella di essere, comunque la si guardi, , alternativi e quindi molto scomodi in un sistema che cambia sempre tutto perchè non cambi niente.  Non ci sono progetti per il Paese , c'è solo una corsa a chi riconquista le poltroncine per poter gestire i miliardi dell'Europa e fare lo splendido sino a che questi soldi si dovrà cominciare a restituirli . Nessuno o quasi sembra in grado di proporre qualcosa di concreto, meno che meno  un progetto di lacrime e sangue, Nessuno sembra ancorato alla realtà in questo Paese che vive nei paradisi artificiali dei social media . E noi chi votiamo? 

giovedì 18 agosto 2022

La sinistra che non c'è - 1


        Monfalcone era considerata, sino a pochi anni fa, come una "roccaforte della sinistra", tanto che il trionfo della Lega nel 2016 fece parecchio rumore , anche a livello nazionale  Si dice che persino Bersani , all'epoca, sia caduto dalla sedia alla notizia della "caduta" di Monfalcone di fronte alla Lega, e la giornalista, scrittrice e conduttrice televisiva Concita De Gregorio ha dedicato a questo episodio nientemeno che una puntata del programma televisivo "Fuori Roma" (molto interessante, cercatela su RayPlay) 

        Monfalcone è una città cresciuta all'ombra dei Cantieri navali, che ne hanno fatto una realtà operaia sin dal 1908, e la classe operaia  storicamente si riconosceva nei valori della sinistra, cosa che probabilmente è stata data per scontata da parecchi. Poi pero', a mio parere, sono cambiate due cose: la classe operaia da una parte, e la politica della sinistra dall'altra. Il tonfo della sinistra e l'avanzata della destra, con ogni probabilità non sono state un fulmine a ciel sereno, una cosa improvvisa e imprevedibile: sono stati il risultato di una erosione cominciata da tempo. Sino dagli anni 90 del secolo scorso Fincantieri ha cambiato strategia di assunzioni ed ha cominciato un massiccio ricorso al subappalto, cosa che ha comportato la progressiva scomparsa della figura del tipico operaio della Grande Fabbrica, il "cantierino" e l'afflusso di grande masse di immigrati inquadrati molto diversamente nel luogo di lavoro , cosa che ha comportato grossi cambiamenti economici e sociali in città  . I "vecchi" cantierini sono diventati pensionati, e le lotte operaie hanno cominciato a sfumare nel ricordo, mentre i nuovi immigrati non potevano costituire una  nuova classe operaia perché in maggior parte precari , suddivisi e frammentati tra centinata di piccole e piccolissime e e comunque estremamente ricattabili e con problemi legati all'inserimento in una società per loro nuova e spesso estremamente diversa da quella di provenienza. Nel contempo, dopo la caduta del muro di Berlino, e la cosiddetta caduta delle ideologie, la Sinistra nel suo complesso entrava in una forte crisi di identità (ad oggi irrisolta) nella quale la scomparsa di alcuni dogmi ha portato la sinistra stessa alla ricerca di nuovi ruoli e nuovi protagonisti , non sempre con buoni risultati (a livello nazionale si veda, per esempio, il ruolo di Renzi nella distruzione del PD, a sua volta derivato da progressive  "fusioni a freddo" di soggetti politici che di volta in volta avevano preso il posto dei vecchi partiti in cerca di un nuovo centro di gravità permanente) 

        A Monfalcone questo si è concretizzato con l'avvento di due gestioni Pizzolitto ed una Altran, che delle prime due era la naturale prosecuzione. Credo che questi quindici anni abbiano portato alla progressiva erosione del concetto di sinistra a Monfalcone. Queste amministrazioni erano composte da persone che davano la netta impressione di ritenere di  avere tutto da insegnare e niente da imparare, quindi con scarso ascolto della gente che avrebbero dovuto rappresentare,   e che al sociale preferivano l'architettura urbana.  Non c'è stata per esempio da parte di queste amministrazioni una gestione dei flussi migratori e dell'impatto che essi hanno avuto sulla realtà Monfalconese.(integrazione?)  I primi ad arrivare a Monfalcone in questa nuova realtà industriale, erano dipendenti delle prime ditte in subappalto che  provenivano dal sud dell'Italia, ed il mercato degli affitti è schizzato alle stelle, le scuole si sino trovate in difficoltà, la sanità locale è andata sotto pressione . A seguire una forte immigrazione dal Bangladesh , che ha portato in breve alla formazione della seconda comunità piu' popolosa in Italia , con tutte le conseguenze del caso.

        Poco o nulla  incisiva nei confronti di Fincantieri e (e della Centrale elettrica ) per quanto riguarda la responsabilità sociale di impresa, scarsamente impegnata per non dire quai assente nel ruolo di mediazione dei forti flussi di immigrazione e nella inclusione ed integrazione degli immigrati, (che avrebbe dovuto essere il punto di forza di una amministrazione di sinistra)  principalmente interessata ad un restilyng della città senza un vero ascolto dei cittadini, come per esempio il rifacimento della Piazza, (della quale a pochi anni di distanza si è potuto verificare il deprimente risultato )o la ristrutturazione dell'ex Albergo impiegati ,( per i quali sono stati spesi 5 milioni di euro  di denaro pubblico senza che si capisse bene quale sarebbe stato il ritorno per i cittadini. ...)  Un approccio alla cultura perlomeno discutibile ,  con una galleria d'arte contemporanea  praticamente sempre chiusa, la promozione di iniziative culturali, per cosi' dire, elitarie, con consistente impegno di fondi e pubblico risibile. Insomma una gestione della città che di sinistra aveva molto poco, una amministrazione impegnata a ammirarsi l'ombelico, con amministratori ed assessori spesso molto chiusi nei confronti della cittadinanza, (anche se non proprio tutti)  specie nei primi due lustri.  Non dimentichiamo poi una esasperata cantierizzazione della città per gli interventi di cui sopra, che hanno messo il commercio a dura prova e che senz'altro hanno contribuito alla desertificazione del centro, che ha quindi velocemente perduto il suo ruolo di nucleo aggregativo della comunità autoctona. Tutto questo , unito all'atteggiamento autoritario del Sindaco ha probabilmente  creato nel tempo uno scollamento dei Cittadini anche non di sinistra nei confronti della politica locale, scollamento del quale il famoso "accordo" per la rinuncia della costituzione di parte civile del Comune nei processi amianto è stata lo goccia (o forse il secchio) che ha fatto traboccare il vaso. Alle elezioni del 2016 il botto, la sinistra va a gambe all'aria. E qui succede il finimondo. Già al primo turno la candidata della Lega rischia di fare il colpaccio con oltre il 49 % , poi il ballottaggio è una debacle completa con oltre il 62 % contro il 37,51 . Personalmente mi è molto dispiaciuto, ma ho trovato significativo  sentire qualche ex sindaco, nei comizi tra il primo turno ed il ballottaggio  sbottare  frasi del tipo "ma insomma , non vorrete mica consegnare la Città alla destra?" con un tono esasperato, rabbioso e forse un tantino disperato,  che credo fosse indicativo di uno stato d'animo di incredulità rispetto al fatto che la sinistra, per quanti errori avesse commesso, potesse essere messa da parte. Ed invece.


Sipario.


        Dopo questo clamoroso tonfo  la Sinistra a  Monfalcone sembra essere improvvisamente scomparsa. Ad una personalità strabordante come quella della Sindaco in carica, fa riscontro un silenzio assordante . Non opposizione, programmi persone, progetti.Per oltre cinque anni.

        I rappresentanti della sinistra sembrano annichiliti, basiti, senza idee.

        Questo ci porta ai giorni nostri, alle elezioni 2022 .Dopo un lustro di silenzio si parte con una parvenza di primarie che propongono persone molto diverse tra loro. Un apprezzato avvocato ed uno stimato imprenditore, entrambi bravissime persone,  probabilmente pero' in difficoltà ad evocare una immagine di sinistra, ed una persona  di chiara estrazione politica di sinistra che vince, va detto con 255 voti sulle 623 persone  che si sono volute esprimere Mi è venuto in mente che questo potrebbe essere stato un esperimento per cercare di capire se la strategia elettorale da mettere in campo si sarebbe dovuta orientare sulla possibile capacità di un nuovo sindaco, oppure se la battaglia dovesse assumere una connotazione ideologica. 

        Mi sembra evidente che la strada scelta sia stata quest'ultima  e non è stata vincente. Anche se bisogna dire che la notevole squadra che si è creata a sostegno della candidata sindaco ha rammentato i bei tempi dell'entusiasmo politico. 


        E' mia opinione che un enorme patrimonio sia stato dissipato , nel recente passato, e che non sia sufficiente una campagna elettorale per ricostruirlo


        A prescindere dalle varie polemiche che si sono intrecciate, anche a seguito di  varie interferenze di politici probabilmente mossi anche da  da personalismi , va detto che comunque un campione di 627 persone su 20.000 votanti non è cosi' rappresentativo qualunque sia il risultato. Comunque sia, ora a questa sinistra all'opposizione spetterebbe l'arduo compito di costruire una nuova immagine, una nuova fiducia basata su proposte concrete ed attuabili che rispondano a reali esigenze dei Cittadini, su una progettualità credibile per la Città ed il mandamento . E non sembra un compito facile


        Se questa sinistra vuole proporsi come qualcosa di nuovo, avulso da un passato scomodo, ha l'arduo compito di ricostruire una immagine positiva, basata sulle competenze piuttosto che sulla pura ideologia , su programmi specifici e ben articolati piuttosto che sun "libro dei sogni" su una critica costruttiva piuttosto che su una denigrazione di quanto fatto dalla giunta attuale . Perchè l'avvento di un Sindaco di destra che fa le cose, che amministra la città con capacità e competenza ha rotto gli schemi, e i Cittadini/contribuenti/elettori hanno capito che vanno valutate in primo luogo le persone ed i programmi , che le ideologie pure e semplici appartengono al passato., che Monfalcone è una citta complessa piema di problemi che vanno affrontati puntualmente con competenza e che percio' ci vogliono persone tecnicamente competenti. Poi che abbiano un orientamento politico adeguato, certo, ma in primo luogo devono convincere.   Ci sono davanti cinque anni di lavoro per poterlo fare. Sino ad allora....non ci resta che aspettare

domenica 30 gennaio 2022

QUIRIMANE

 La rielezione di Mattarella alla presidenza della Repubblica chiude una parentesi penosa della storia della Repubblica, nella quale si è evidenziata tutta la pochezza della nostra classe politica. Sui Social media e sui giornali si sprecano gli insulti, le espressioni di biasimo e quelle di dissociazione , le espressioni di derisione e quelle di censura.

Viene evidenziato come tutte le trattative, i conciliaboli , gli accordi , le mediazioni non siano riuscite a produrre proprio nulla, tanto da indurre tutti gli attori di questa commedia a mettere la testa sotto la sabbia ed implorare che tutto questo non stesse succedendo davvero, invocando la rielezione di Mattarella quale unica maniera per mantenere lo status quo e non cambiare nulla, ed in ultima analisi, per non dover decidere nulla
Tutto questo come già detto ha prodotto per l'appunto una disapprovazione molto diffusa nei confronti della nostra classe politica e va sottolineato, anche una diffusa presa di distanza dai suoi rappresentanti
Pero' va detta una cosa importante: questa classe politica non è altro che lo specchio della nostra Società.
Eh si, siamo noi Cittadini contribuenti ed elettori che abbiamo permesso e prodotto tutto questo, piaccia o no ammetterlo
La politica, che molti commenti vogliono morta da almeno vent'anni ini Italia, in realtà non ha fatto altro che prendere atto di quello che gli Italiani vogliono effettivamente ed adattarsi, in modo da poter preservare privilegi e poltrone.
Tutto comincia nei primi anni 90, con Mani Pulite. La magistratura aveva scoperchiato il pozzo nero della corruzione , delle collusioni e delle connessioni tra politia ed affari cosa che ha provocato la fine della cosiddetta Prima repubblica e l'inizio della Seconda Repubbica. Ma nel giro di pochi anni si comprese che alla fine, tranne poche vittime eccellenti, nessuno avrebbe veramente pagato e il risultato finale è stato che la classe politica ha capito di essere intoccabile ed invincibile.
Quasi la metà dei politici coinvolti ha fatto la sua carriera tra il pre ed il post Tangentopoli (cit) , L'apparente trionfo della «rivoluzione dei giudici» si dimostrò di breve durata. Quando la Prima Repubblica sprofondò definitivamente, «ci fu la reazione (imprevista) di un pezzo minoritario ma assai rampante della borghesia, guidato da un emergente imprenditore , poi divenuto Presidente del Consiglio, che deviò la rotta che giornali, magistrati e poteri economici avevano previsto. È nata così [...] la seconda repubblica».[cit]
La cosiddetta seconda repubblica è nata percio' nel segno di un cambiamento, che pero' non è stato quello che ci si aspettava. E' nata l'era degli uomini "forti" che promettono soluzioni semplici a problemi complessi, l'era delle semplificazioni, della demagogia ed el populismo, presto dilagati in tutte le formazioni politiche.
E' diventato cosi' popolare votare i nuovi sultani del bunga bunga, i capitan Mohjto, i rottamatori, i picconatori, e tutti i pifferai che propongono il "sogno italiano" che non è come quello americano il sogno di farsi una posizione dal nulla, ma che è invece quello di fare risolvere sempre i problemi a "qualcun altro" di dare le responsabilità a "qualcun altro" di dare la colpa di tutto a "qualcun altro" , di capitalizzare i guadagni e socializzare le perdite, di non avere mai colpa di nulla , di non dover rispettare le regole ( ricordate quando un Presidente dl Consiglio disse che è giusto NON pagare le tasse se queste appaiono "ingiuste"? )
Insomma è diventato di moda votare i personaggi che non chiedono un impegno un sforzo ed una responsabilità di tutti, ma bensi risolvono tutto con uno slogan, promettono senza dover neanche dire come intendono mantenere le proprie promesse e trovano per ogni problema non una soluzione ma un colpevole
E questa è la classe politica che noi abbiamo prodotto negli anni, e che si è poi blindata con l'introduzione a partire del 2005 con il sistema delle "liste bloccate" che impedisce di fatto agli elettori di scegliere i propri candidati
Una classe politica che non a caso ha iniziato un profondo decadimento della Scuola, perchè è evidente che piu' un popolo è ignorante, meglio puo' essere manovrato
Insultare i parlamentari che prendono stipendi esorbitanti e poi si rivelano degli incapaci non serve a nulla. Li abbiamo votati noi ( e chi non vota, in realtà non fa altro che delegare gli altri a decidere anche per se)
Il momento, come si dice, è tragico ma non serio, e forse dovrebbe fare capire a tutti che non ci sono soluzioni magiche, per ricostruire il Paese è necessario che ciascuno legga, si informi, partecipi, e smetta di dare sostegno ai pifferai e cerchi come puo' di fare avanzare le persone serie .
Naturalmente, non ho una soluzione. Sarei un pifferaio. Ognuno deve cercare la propria

domenica 25 aprile 2021

25 aprile 2021

     Oggi, 25 aprile , è una data che celebra la liberazione dell'Italia dall'occupazione nazista e dal regime fascista. La data designata come simbolo  è   il giorno in cui nel 1945 il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI) proclamò l'insurrezione generale in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti, indicando a tutte le forze partigiane attive nel Nord Italia facenti parte del Corpo Volontari della Libertà di attaccare i presidi fascisti e tedeschi imponendo la resa, giorni prima dell'arrivo delle truppe alleate.  Il giorno in cui , insomma, si diede il via all'attacco finale alle forze di occupazione nazifasciste ed ai residui presidi fascisti, dopo una lotta partigiana iniziata dopo l'8 settembre 1943.

    E'  probabile  come dichiarano alcuni storici, , che il contributo in termini strategici e militari della lotta partigiana sia stato piuttosto modesto, anche a fronte di circa 28/30.000 .vittime tra i partigiani cui vanno aggiunti i circa 15.000 civili vittime di rappresaglia. Ma il contributo in termini morali, etici e politici è stato considerevole. In un Paese che per vent'anni si vesti' di nero, perchè è innegabile che il fascismo ebbe un consenso vastissimo, sia che fosse dovuto a convinzione, sia che fosse dovuto a convenienza, a codardia, a ignoranza o qualunquismo. Questo nuovo "risorgimento" ebbe il pregio di risvegliare le coscienze e di porre in essere una sorta di riscatto morale al degrado che ci aveva portato dopo vent'anni di regime, alla guerra prima ed alla guerra civile poi. I valori della Resistenza prima, e della Costituente poi, rimarcarono i principi basilari sui quali deve fondarsi una civiltà democratica, libertà, lavoro, uguaglianza, pace e solidarietà. Questi sono i valori fondamentali che dovrebbero essere festeggiati il 25 aprile,  non solo come celebrazione e ricordo ma soprattutto come affermazione di volontà.

    Questo perché, come purtroppo sappiamo, sono valori che non possono essere considerati come acquisiti ed immutabile, ma che devono essere riconquistati ogni giorno. Perché negli ultimi anni, sempre di più', sembra che ci sia una crescente voglia di fascismo.

     In Italia, come sappiamo, non c'è stata una Norimberga, non c'è stato un processo ai criminali di guerra, per una serie di motivi legati ai processi di consolidamento geo-politici del dopoguerra nei quali l'Italia figurava pur sempre come alleata dei vincitori, non c'è stata una sfilata nella galleria degli orrori come in Germania, non ci sono stati processi. Tutto è stato nascosto ed insabbiato e questo ha permesso ai gerarchi, agli autori delle stragi, ed in generale a tutto l'entourage fascista di farla franca. Non solo di non subire processi, ma addirittura di rimanere inserita nei gangli dello Stato, esercito, polizia, Pubblica amministrazione. Sulla base di questo silenzio, è stato possibile diffondere il mito del "bono italiano" e quindi si è arrivati persino a colpevolizzare i partigiani per le cose sbagliate ( ce ne sono , ovviamente, state) che hanno commesso minimizzando invece il contributo alla redenzione dell'Italia. Che oggi appare divisa su tante cose , e tra queste anche sul 25 APRILE. Il festeggiamento del 25 aprile viene politicizzato dalla destra, considerato una festa esclusivamente  della sinistra , anzi dei comunisti, che non va festeggiata .da Nord a Sud le cerimonie sempre più' ridotte, ed in molte città snobbate dalle Autorità. Sui social, slogan beffardi, prese in giro, e tante polemiche. Tese soprattutto a svalorizzare la celebrazione, a strumentalizzare la discussione a fini politici. Perché è chiaro che una destra che vuole risorgere deve minimizzare gli orrori del passato, ridurre le stragi fasciste a ì"ragazzate" , negare l'evidenza , negare la Storia. E anche qui stiamo parlando di persone che celebrano il fascismo senza averlo provato, affascinati dall'idea di potenza machista che puo' derivare dall'autoritarismo senza pensare che un regime è un regime e molte volte divora proprio quelli che l'hanno sostenuto. L'idea che un regime di tipo fascista o comunque autoritario sia un qualcosa che si puo' controllare e volgere a proprio vantaggio, discenda a sua volta da una faciloneria, una incapacità di analisi,  superficialità figlia del populismo di cui siamo impregnati. Scomparsa una idea di Stato, con i principii della Costituente che si affievoliscono sullo sfondo , emerge un forte individualismo che oltre ad essere egocentrico, è anche fortemente autoreferenziale , capace di convincersi di sapere tutto senza studiare la Storia ed in ultima analisi facile preda di ogni pifferaio che racconti alla gente quello che vuole sentirsi dire, che faccia credere al popolo di essere protagonista delle proprie scelte mentre invece è manipolato   E' ovvio che in questo clima non possa trovare spazio uno statista, che parli degli interessi della nazione, scomodi, barbosi, impegnativi quando è più' comodo e piu facile ascoltare i ciarlatani   che promettono tutto, trovano sempre un colpevole per ogni problema (non una soluzione, un colpevole) e non devono mai rendere conto delle stupidaggini che dicono . E del resto , nel panorama della nostra politica ci sono statisti? 

    Il 25 aprile va festeggiato, va protetto, va custodito. Perché ce ne sia un altro l'anno prossimo. Ed un altro ancora....

sabato 13 febbraio 2021

Le baggianate di Renzi


Per quanto possa sembrare incredibile , esistono persone che credono alle baggianate che dice Renzi, ci sono persone che lo stimano , persone che lo seguono, e persino persone che lo voterebbero. Questo perchè il politico che si vanta di avere sconfitto il populismo, è in realtà il re del populismo, della manipolazione, delle frasi ad effetto. Un parolaio veramente dotato. Per questo vale la pena di spendere due parole sui messaggi che sta cercando di fare passare, per tentare di  riabilitarsi dopo avere gettato il proprio Paese nel caos in piena pandemia.

Alla considerazione che lui avrebbe provocato la crisi di Governo per fare arrivare Draghi, in quanto Conte non era il soggetto adatto per spendere i 209 miliardi del recovery Found, cercando di passare per "eroe" va risposto NO, non ti crediamo, non è vero.


1) Innanzitutto una piccola considerazione: per quanto oggi sembri banale: quando ha provocato la crisi, il Recovery Fund non era ancora una realtò, non era stato ancora votato. Per cui se per qualsiasi motivo non fosse stato approvato, il suo gesto irresponsabile avrebbe provocato un disastro nel disastro in un Paese già in crisi . Anche perchè senza questi soldi in arrivo, un economista come Draghi avrebbe accettato di mettersi in gioco senza prospettive? Forse anche no. Quindi Renzi ha fatto una scommessa al buio sulla nostra pelle


2) Il fatto che la crisi di Governo sfociasse in un Governo Draghi non era assolutamente una certezza, avremmo potuto trovarci con elezioni anticipate e la gestione di 209 miliardi in mano a Salvini Meloni e Berlusconi. A meno che Renzi non avesse già solidi accordi  con il centro destra per evitare le elezioni. Cosa che rende il quadro ancora piu' inquietante 


3) le considerazioni circa il fatto che Renzi avrebbe  fatto tutto per il bene del Paese e non per motivi personali,  come detto in un intervista "Quando abbiamo aperto la crisi, nessuno ne capiva il motivo e io non riuscivo a spiegare il senso di quello che stavamo facendo»,  omissis. «Mi sono preso un sacco di insulti – dicevano che pensavo ai posti da ministro. E invece oggi chiunque capisce che Iv, nella coalizione di governo, conta molto meno di prima. Ma io ho fatto un sacrificio personale per il bene del Paese» Non regge. Se Conte avesse potuto arrivare a contabilizzare il proprio operato, gestendo i soldi del Recovery Fund, avrebbe eclissato tutti e un personaggio minuscolo come Matteo Renzi con il suo partitello sarebbe scomparso dai radar della politica italiana. Renzi ha rovesciato il tavolo per scompaginare tutto nel proprio interesse personale di rimanere visibile sulla scena politica italiana, e di trovare uno spazio  - - personale - che potrà essere sulla scena politica italiana (ora tutto è possibile) oppure in un contesto internazionale (anche se sentirlo esercitarsi nelle lingue straniere è veramente uno spasso) 


4) IL preteso entusiasmo di Renzi per  Draghi "E il governo Draghi sarà la salvezza dell'Italia: ha messo in sicurezza l'euro quasi dieci anni fa, metterà in sicurezza il Recovery Plan per i nostri figli. Il fatto che a Palazzo Chigi stia per arrivare Draghi ci rinfranca per tutte le polemiche. Molti finalmente capiscono perché abbiamo fatto la crisi. Nonostante tutto, sì, ne valeva la pena". Bisognerebbe dire che i trascorsi di Draghi in realtà non sono entusiasmanti per quanto riguarda  per esempio Draghi Direttore generale del Tesoro (privatizzazioni, svendita patrimonio industriale pubblico italiano, contratti derivati) e da Governatore di Banca d'Italia, quando diede l'OK all'acquisto di Antonveneta da parte di MPS ad un valore folle di mercato.( Per occultare le perdite di quel disastro Monte dei Paschi truccò i bilanci e realizzò operazioni di derivati truffaldine per le quali l'allora Presidente Giuseppe Mussari è stato condannato a 7 anni e 6 mesi di carcere -  a prendere il posto di Mussari fu Alessandro Profumo, recentemente condannato a 6 anni di carcere per irregolarità nella contabilizzazione dei bilanci di MPS. Profumo fu nominato, da indagato, AD di Leonardo (ex-Finmenccanica) e sta ancora al suo posto. ,) Quindi perchè Renzi dichiara di stimare Draghi?


Sicuramente Draghi, nel suo , è bravo. Ma il "suo" siamo sicuri che sia portare un paese fuori dalla crisi sanitaria, sociale ed economica guardando non solo al PIL ma anche al benessere della gente? Siamo sicuri? E chi lo ha deciso?


5) "Italia Viva annuncia da subito che sosterrà il governo indipendentemente dai nomi dei ministri, da quanti saranno tecnici e quanti saranno politici. Auspichiamo che tutte le forze politiche esprimano lo stesso sostegno: chi oggi pone veti agli altri non sta facendo solo un errore politico, ma sta rifiutando l'appello del presidente della Repubblica, che ha escluso che questo Governo avesse una connotazione politica". A questo punto due cose: uno, se da Draghi è disposto ad accettare tutto mentre contro Conte non era disposto ad accettare niente, è chiaro che non stiamo parlando del bene del Paese ma del suo personale. Perchè comunque la mettiamo , Draghi come premier è una incognita mentre Conte il suo lo ha fatto bene. E se non lo faceva abbastanza bene perchè non lo ha fatto fuori prima? Diciamo che il senso dello Stato di Renzi si puo' definire in un unico vocabolo: opportunismo


Secondo: l'appello del Presidente lui lo accetta quando gli dice di accogliere Draghi, ma NON quando gli dice di sostenere Conte ... E allora? Responsabilità istituzionale a spot? 


Tutto quello che dice Renzi si smonta da se, perchè lui è solo un parolaio, carrierista, pataccaro, poltronaro, falso come una moneta da tre euro.



Dispiace che in Italia e nel mondo ci sia ancora qualcuno che gli crede