domenica 20 luglio 2014

CHIUSURA PUNTO NASCITA DI GORIZIA - SERRACCHIANI E SEMPETER

Se non ho capito male i contenuto del servizio del TG regionale , la Regione Friuli Venezia Giulia, guidata da Serracchiani, ha raggiunto un accordo per consentire alle mamme di Gorizia di partorire nell'ospedale sloveno di Sempeter . La convenzione riguarda le mamme di 6 comuni dell'Isontino sulla fascia confinaria , e la regione si impegna a versare 1200 euro per ogni parto, cifra fissa sia per il parto naturale che cesareo ed anche in caso di complicanze. Se il nascituro si trovasse ad avere bisogno di assistenza medica  neonatalogica  l'ospedale di San Peter si impegna ad allertare il servizio di trasporto neonatale del 118 del Friuli Venezia Giulia per il trasferimento del piccolo presso il Burlo di Trieste o il Santa maria della misericordia di Udine, La regione ed il azienda sanitaria isontina  non rispondono in caso di complicanze e di richieste risarcitorie per le quali potrà essere chiamato in causa solo l'ospedale di Sempeter che ha assicurato di disporre di idonea copertura assicurativa . Eventuali controversie potranno essere regolate solo attraverso il tribunale di Nova Goriza secondo il codice civile sloveno

Bene, secondo quanto piu' volte riportato dai giornali , Serracchiani ha deciso di chiudere il punto nascita di Goriza per non meglio precisati"motivi di sicurezza" . 
Parliamone.
Non risulta che a Gorizia vi fossero fatti oggettivi che giustificassero questa pretesa richiesta di maggiore sicurezza, e non sono stati riportati dati o statistiche che indicassero questa pretesa pericolosità  Tuttavia ' "per sicurezza " questo reparto andava chiuso. Però , per non impedire le nascite a Gorizia, la nostra eroina ha ideato un ottimo sistema: dirottare le partorienti sull'ospedale sloveno di Sempeter.... La domanda nasce spontanea: questo ospedale è piu' sicuro? E' forse dotato di maggiori strutture'? Sembra di no, visto che quello che l'Ospedale in questione si impegna ad usare è, in caso di emergenza....il telefono per chiamare una ambulanza italiana e spedire il bambino in pericolo nelle strutture specialistiche in Italia!! Da perfetto ignorante mi chiedo, ..telefono per telefono, non potevano mettere semplicemente un telefono nel reparto di maternità di Gorizia? Magari tra italiani si capivano meglio e magari il personale medico italiano di Gorizia sarebbe stato piu' idoneo a chiarire le problematiche del bambino nell'ottica di quelli che sono i protocolli utilizzate nelle strutture specialistiche italiane...o no? 

Un altra osservazione: quante mamme accetteranno di andare a partorire in Slovenia?A quanto si sa l'80 % del personale di questo ospedale parla italiano, e magari una elevata percentuale di mamme della fascia confinaria parla lo sloveno, ma si tratta pur sempre di partorire in Sllovenia ...quante dunque?   E quante invece non si metteranno in automobile per cercare di raggiungere Monfalcone o altri punti di nascita italiani? Questo va a favore della sicurezza? Non mi sembra

Poi una piccola osservazione forse fuori luogo, visto che gli sloveni non sono italiani, e che per quanto ne so normalmente sono un popolo molto corretto. ... Ma il compenso che la Regione riconoscerà all'ospedale sloveno sarà sempre uguale quale che sia il tipo di intervento.... Potrebbe essere una tentazione quella di indurre sempre e comunque il parto naturale per evitare le maggiori spese del cesareo, .. O no? 

Va sottolineato a questo proposito che nell'accordo è chiaramente specificato che l'ospedale è assicurato, e che l'eventuale contenzioso andrebbe gestito secondo la legislazione slovena.....un capitolo molto inquietante di questo accordo che sembra sottolinearne  il carattere economico e merceologico , con buona pace della sacralità che dovrebbe rivestire ogni cosa che riguardi la nascita di nuove vite ed il ruolo delle donne che si apprestano a divenire mamme

In realtà sembra che la presunta "pericolosità" del reparto di Gorizia derivasse dal  numero di parti annui inferiore a 500 che sarebbe indicato dal Ministero come soglia  minima per garantire une sufficiente esperienza paratica al personale. Statistiche quindi, numeri che decidono del destino delle persone. 

L'impressione che ne deriva è, ovviamente , che questo reparto è stato chiuso per tagliare con l'accetta ulteriori pezzi di sanita, ed a questi tagli selvaggi si uniscono tagli di posti letto , accorpamenti "razionalizzazioni" che portano tutti allo stesso risultato: meno tutele e meno assistenza per i Cittadini, contribuenti , elettori , meno salute , meno speranze di vita ...in una Regione che oltretutto tra guerra, dopoguerra, servitu militar, amianto ha sempre dati un cosi' pesante tributo all'amata Patria.(ma Serracchiani, che è romana, che ne sa?)  - L'impressione è che Serracchiani che sarà anche donna, ma non è mamma, assieme alla sua Giunta abbia deciso di fare cassa anche sulla pelle di mamme e bambini . Parallelamente peraltro  , non ho sentito di notizie di tagli operati su dirigenti delle Aziende Sanitarie. Pagano sempre e solo i poveri. Alla faccia della sinistra............... Dedicato a chi ha votato Serracchiani



sabato 31 maggio 2014

NEW YORK, NEW YORK

Chi pensa , arrivando oggi a New York di sentire gli echi della colonna sonora del film omonimo cantata da Liza Minnelli, si troverà completamente fuori strada . Il soundtrak di questa città esce dalle radio, dai taxi , dai bar, si ascolta dagli auricolari delle teen-agers di colore durante i tragitti in metropolitana, ed è HAPPY (i'm) di Pharrel Williams, che per fare un paragone con la mia modesta cultura di italiano, ricorda in qualche modo il clima ai tempi della " Milano da bere". Una musica scorrevole, dinamica , free , accattivante , attraente , che suscita una idea di movimento , sciolto e ritmato, di energia che scorre . La sensazione che mi sono portato via da questa perla degli USA , che diverse persone si sono premurate di sottolineare non essere assolutamente rappresentativa degli USA stessi è questa . Energia e movimento. Un californiano incontrato sul terrazzo al 40° piano del mio Hotel dopo aver chiesto cosa ne pensassimo di N.Y , con un mezzo sorriso ha subito precisato "badate che NY non è l'America,,, . Certo NY non è l'America, ma l'idea che ci siamo fatti è che solo in America potrebbe esistere una New York. E dunque. Non è l'America, ma molto probabilmente ne è una metafora Certo l'arrivo non è stato promettente . Piove all'aeroporto JFK di New York. La grande sala dove veniamo accompagnati, quasi scortati dalla sicurezza contiene almeno un migliaio di persone, e a parta alcuni schermi televisivi che trasmettono notiziari sportivi non c'è nulla. Ci vogliono piu' di due ore di coda per arrivare agli sportelli del controllo dei passaporti, rigoroso in modo ridondante, comparazione foto con quella del passaporto, impronte digitali di tutte le dita di entrambe le mani, fatte da poliziotti dall'aria impassibile ed assente che tuttavia, appena qualcuno sporge dalla fila , assumono l'aspetto di un psicopatico pronto a spararti a vista se solo gliene offri l'occasione. POi ritiro delle valigie, che nel frattempo sono state tolte dai nastri trasportatori dove giravano a vuoto da ore e sommariamente ammassate in mezzo all'atrio e poi nuovo controllo bagaglio, documenti di immigrazione. L'aereo è atterrato alle 12,30 ora locale e sono passate le 15,00 quanto usciamo per prendere l'air-train, un treno navetta il cui biglietto verrà acquistato all'uscita. Piove, il JFK è pieno di lavori in corso, il panorama intorno è desolante , acquitrini, terreni incolti e materiali abbandonati. POi , dopo almeno 20 minuti di treno arriviamo alla stazione, dove comperiamo i biglietti per uscire e due abbonamenti settimanali per la metropolitana (40 dollari l'uno, circa 30 euro) da un immigrato che ha un piccolo chiosco nell'atrio, e che ci tende il tutto prima ancora che glielo chiediamo. Sa già cosa vogliamo. Sarà banale, ma è un assaggio della efficienza che incontreremo in città. Altri 40 minuti di metropolitana e siamo alla nostra Fermata , il POrt Authority Bus terminal, stazione immensa che contiene anche una stazione degli autobus ed una dei treni. a 500 metri c'è il nostro hotel, e dopo 30 minuti tra registrazione, presa di possesso della camera e doccia siamo a già a Times Square, che dista dal nostro hotel forse 800 metri Times Square è un esperienza che si puo' solo vivere, difficile da raccontare. Una esplosione di luci , colori, gente, traffico. Un fiume inarrestabile di gente che cammina, in mezzo a stimoli e sollecitazioni di ogni tipo. Persone che propongono giri in bus panoramico o in elicottero, una ragazza vestita da Catwoman ti sorride e ti porge un depliant che pubblicizza uno spettacolo di Brodway, non riesci quasi a prenderlo che la folla ti ha già spinto verso un cow boy vestito solo di cappello , stivali e mutande bianche con una chitarra che arringa la folla prima di cominciare il suo spettacolo. Un gruppo di figuranti vestiti da Alien ed altri personaggi simili (sembrano veri) invitano i bambini a posare per una foto. Difficile fermarsi a vedere, in mezzo alla folla si fa largo un gruppo di persone con cartelli che manifestano. Un nucleo di poliziotti, addossato al muro, li tiene d'occhio senza apparente nervosismo. Hanno un arsenale alla cintura talmente fitto da sembrare grottesco, pile, manganelli, l'immancabile pistola, diversi tipi di radio. Il cappello è quello punte visto al cinema che fa tanto vintage ma hanno tutti un filo che porta all'orecchio .- L'insieme di persone che cammina e si muove rende perfettamente comprensibile dove gli sceneggiatori di film come StarWars si siano ispirati per le folle di alieni di tutte le specie che si muovono nelle città del futuro: la folla è composta di persone di tutte le razze , di tutti i colori, di tutte le dimensioni , vestiti in tutte le fogge, eleganti, sportivi, vestiti da lavoro e con tutte le mescolanze possibili eppure hanno tutti lo stesso modo di muoversi e parlare, non è come da noi dove una persona di colore è quasi sicuramente un immigrato che parla male la nostra lingua , un bengalese idem eccetera, qui tutti sono parte di un qualcosa di complessivo, seguono lo stesso codice di comportamento, sono parte di un tutto di cui siamo noi gli osservatori esterni. Le coppie che si incontrano, le famiglie, i gruppi di amici sono quanto di piu' variegato si puo' immaginare. Un gruppo di amici, forse studenti dove ci sono ragazzi afroamericani, di origine giapponese, ispanica , una ragazza alta snella e biondissima ed una ragazza nerissima con i capelli afro bassa di statura. Sembrano quasi la pubblicità della Benetton. Davanti all'enorme entrata dell'Hard Rock Caffè una ragazza molto giovane vestita solo di un bikini con i colori della bandiera americana, molto ridotto specie nella parte superiore che fatica a contenere una sesta misura di cui il suo chirurgo plastico deve essere piuttosto orgoglioso, agita una piuma di struzzo in un segnale che non riusciamo a comprendere. Attraversiamo la strada assieme a un Chewbecca , pelosissimo, alto due metri che probabilmente si sta recando al lavoro con andatura tranquilla e dinoccolata. Qui il semaforo , per i pedoni, è solo una opinione e le automobili fanno fatica a muoversi, lavorando continuamente di clacson. Questa non me l'aspettavo a fa parte del sottofondo di NY: clacson sempre, a ripetizione anche quando non serve. E le insegne. Interi grattacieli su cui scorrono scritte luminose alte diversi metri, schermi televisivi di qualche decina di metri quadrati su cui compaiono facce sorridenti che parlano come nel film Blade Runner. e luci, luci, luci dappertutto, scritto che scorrono seguendo l'angolo dei palazzi, riportando previsioni del tempo, quotazioni di borsa e pubblicità varie . La prima sera ci facciamo trascinare da questo fiume di persone ed arriviamo, sempre guardandoci intorno come trottole, a la stazione Grand Central (un paio di chilometri, tutto sommato) . E' la piu grande stazione del mondo per numero di binari e si estende su un area di 19 ettari. Il punto che interessa è la dining room , al seminterrato, un enorme spazio lungo il cui perimetro si trovano ristoranti etnici di tutti i tipi - c'è anche quello italiano con pietanze dall'aria familiare ma dai nomi mai sentiti - ed al centro uno spazio grande come una piazza pieno di sedie e tavolini. Si acquista la cena ad uno dei chioschi e poi ci si porta tutto al tavolo. Al tavolo accanto al nostro c'è un gruppo di portoricani , con una sporta di birre e l'evidente intenzione di berle tutte , sono già alterati e non sono sicuro che sia solo alcol. Chiediamo loro dove si possano acquistare le birre, e quello che sembra il loro leader ci risponde "alla farmacia del piano superiore" , e chiama mia moglie "chica" e "querida" . Non siamo sicuri di avere capito e lasciamo perdere, salvo poi scoprire, mentre ce ne andiamo , che in effetti al piano di sopra c'è un locale con il nome "Pharmacia" dove si vendono medicinali ma anche articoli di supermercato tra cui detersivi, strofinacci e anche birre. Mah. L'hotel è confortevole, solo quaranta piani, la stanza è grande, il letto enorme, il piatto doccia potrebbe contenere quattro persone.ad un lato una cucina in piena regola con un frigo piu' grande di quello della pia cucina, congelatore, microonde, fornello, lavastoviglie...ma cosa ci fanno in camera gli americani?...oltre al solito tv al plasma....siamo rientrati alle 9 di sera ma per il nostro organismo sono le tre del mattino e ci spiaggiamo tramortiti senza piu' energia - continua.............

mercoledì 26 marzo 2014

MANUALE PER L'USO E LA MANUTENZIONE DEL CASSIERE BANCARIO STANDARD

Vi ringraziamo per avere scelto di utilizzare per le vostre operazioni la nostra Unità Cassiere Bancario Standard - Operatore Unico .(Cassiere) 
 Quale che sia il modello che avete preferito, siamo certi che incontrerà la Vostra completa soddisfazione . Tutti i nostri modelli sono infatti concepiti per eseguire al meglio le funzioni a Voi necessarie per interfacciarvi alla Vostra Banca.. 
Tuttavia, prima del loro utilizzo, Vi preghiamo di leggere con attenzione queste semplici istruzioni . E' infatti necessario seguire alcune semplici regole, studiate per un ottimale uso e manutenzione dei Vostri Cassieri, allo scopo di evitare malfunzionamenti, logoramenti e prematura obsolescenza del prodotto. 

 01 - AVVICINAMENTO Innanzitutto, per quanto dotati di elevata automazione, nei Cassieri permane una consistente componente emotiva di derivazione umana, che pure necessaria per alcune funzioni specifiche meglio descritte piu' avanti in questo manuale, comporta la necessità di alcune precauzioni d'uso. Per questo motivo , nell'avvicinamento risulterà opportuno: - Evitare un approccio eccessivamente brusco, specie nei modelli maschio-cinquantenne , ed in particolare il lunedi' mattina, o comunque il primo giorno lavorativo dopo alcuni giorni festivi, perchè sino alle 10 del mattino potrebbe essere ancora in corso l'upload di Sistema, ed alcuni protocolli di protezione potrebbero non essere ancora completamente operativi. 
La conseguenza potrebbe essere un difetto di risposta dei sistemi di protezione dalla reazione alla frustrazione , specie nei modelli piu' vecchi con basso coefficiente di resistenza alla frustrazione - con il risultato di eccessiva rumorosità del prodotto, funzionamento a singhiozzo ed a strappi e difetto di funzionamento nel sistema sorriso/cortesia allo stesso modo vanno evitati, per quanto possibili, apprezzamenti pesanti nei confronti dei modelli giovane/femminile ed in genere apprezzamenti e/o commenti di tipo personale che potrebbero mettere in crisi i Sistemi operativi delle unità cassiere con le conseguenze di cui sopra

 - Gestire con corretta misura la introduzione delle informazioni. I nostri Cassieri sono quasi tutti diplomati, diversi sono Laureati e tutti hanno ricevuto una Formazione minima per le funzioni eseguite. Tuttavia la Formazione Standard NON prevede la Lettura del Pensiero (LdP) e dal momento che il vostro Cassiere per una corretta impostazione delle funzioni necessita di accertarsi della Vs identità , puo' essere molto utile dopo un eventuale saluto (opzionale) comunicare il Cassiere le proprie generalità. 
Tutti i nostri modelli sono dotati di organi di riconoscimento Audio-Visivi (Occhi, orecchi) e di Memoria, tuttavia dal momento che ogni Cassiere si trova a gestire diverse decine (o anche centinaia ) di persone diverse ogni giorno, la sovrapposizione di dati potrebbe causare cancellazioni anche parziali ed il Cassiere, specie se la frequenza delle Vs visite alla Sportello non è costante e/o vi servite sempre di un Cassiere diverso, ovvero se il Cassiere è nuovo , anche se Vi saluta cordialmente potrebbe NON RICORDARSI il Vs nome ed il Vs numero di conto corrente . 
Per questo motivo si consiglia sempre di Comunicare al Cassiere il Proprio NOme e Cognome ed eventualmente il proprio numero di conto corrente. Per una corretta funzionalità del Cassiere è opportuno evitare di comunicare solamente il cognome , specie se si tratta di un Cognome molto comune ,( come p.es. Rossi a Milano o Esposito a Napoli ecc ) o addirittura il solo nome di battesimo oppure un soprannome (Paolo. Mario, Lo Smilzo, Ciccio ecc.) . IL conto corrente inoltre , ove comunicato , deve essere necessariamente indicato comunicando TUTTI i numeri che lo compongono e nella sequenza prevista (come nei numeri telefonici, 12345 NON è lo stesso di 13254 oppure 1234... boh) 

 Nel caso le informazioni dovessero risultare incomplete o difettose, è possibile che il Cassiere Vi richieda la esibizione di un documento di identità. QUESTA RICHIESTA NON SIGNIFICA ,MALFUNZIONAMENTO e non deve essere interpretata come una aggressione, una violazione della Privacy , un insulto alla Vs persona , una mancanza di rispetto , una dichiarazione di ostilità o la richiesta di cessare ogni rapporto con la Banca ma rappresenta soltanto la attivazione di una FUnZiONE DI SICUREZZA progettata per evitare che qualcuno , approfittando magari di una somiglianza, possa accedere in modo abusivo al Vs conto corrente. La semplice esibizione di un documento rimetterà immediatamente il Vs Cassiere nella modalità di Attiva E Cortese Collaborazione 

02 - ATTIVAZIONE OPERAZIONI e RICHIESTA INFORMAZIONI Come piu' sopra specificato, purtroppo attualmente nessuno dei ns Modelli è provvisto di LdP (lettura del Pensiero) e la funzione di Memoria è limitata. Per questo Motivo è opportuno indicare al Cassiere in modo completo la Operazione di cui si ha bisogno . Espressioni tipo "devo far un come l'altra volta.....quel che no se paga el ricarico ..ma tanto gavè nel compiuter no?" sono suscettibili di NON ATTIVARE alcun tipo di funzionalità . Allo stesso modo la richiesta "xe vignu' una carta .... non la go portada...ma tante xe uguale no? Cioè no gambia gnente?" POTREBBE NON PRODURRE UNA RISPOSTA SIGNIFICATIVA 
 Sarà necessario produrre comunicazioni maggiormente complete del tipo" Ho bisogno di effettuare un Bonifico di (indicare importo) a favore di (indicare il beneficiario) del quale queste sono le coordinate bancarie" oppure "ho bisogno di informazioni su questa lettera che ho ricevuto" ecc. La comunicazione dei dati è di norma sufficiente per attivare le funzioni del vostro Cassiere, che peraltro ove disponga di dati coerenti ma incompleti è in grado di attivare autonomamente la funzione di Richiesta di Ulteriori Informazioni. Va evitata percio' la reiterazione eccessiva di informazioni, che potrebbe causare un continuo riavvio delle funzionalità del Cassiere, cosa che a sua volta potrebbe causare un Guasto di Relazione.
 Inoltre, vorrete considerare che nel momento in cui il Cassiere è in fase di Elaborazione delle Informazioni e le sta introducendo nel computer, oppure sta tentando di reperire dati dai documento da Voi esibiti come fatture, distinte di POrtafoglio o bollette del gas, raramente si sta annoiando e sente il bisogno di impegnarsi in conversazioni sul tempo metereologico, sulla politica lo stato dell'arte della V cartella clinica o altri argomenti non attinenti. Il flusso di comunicazioni NOn attinenti da voi prodotto, potrebbe causare fenomeni di saturazione, sovrapposizione e DISTRAZIONE, compromettendo il risultato della Operazione da Voi richiesta 

 03 - FUNZIONE DI COMPILAZIONE DEI DOCUMENTI Come nei casi precedenti, è importante ricordare che per quanto i nostri Cassieri siano di modello evoluto, sono comunque programmati per operare all'interno di alcuni protocolli operativi denominati "Regolamento" "Circolari OPerative" "Leggi dello Stato" "Regolamenti Bankitalia " eccetera. Per questo motivo possono effettuare alcune richieste che, sebbene possano apparire strane, debbono essere eseguite in modo esatto come la richiesta di "firmare " degli atti, procedura che richiede che il Cliente sottoscriva un documento scrivendo il PROPRIO nome e cognome nello spazio indicato. Evitare di scrivere un nome diverso dal proprio e/o di contraffare la calligrafia perchè cio' potrebbe mettere in crisi alcuni Sistemi di protezione del Cassiere, producendo fastidiose perdite di tempo, rifacimento dei Documenti ecc. 

04 - LE FASI AUTORIZZATIVE I Cassieri, salvo alcuni modelli particolarmente evoluti, non possiedono capacità decisionale Autonoma e pertanto in caso di talune richieste che eccedano i Protocolli Operativi di cui sopra, necessitano di interfacciarsi con una Unità Dirigente o Direttore di Filiale. Normalmente ogni Succursale o Agenzia ne è dotata, ma potrebbero esserci dei casi la Comunicazione non risulti possibile. In questi casi è consigliabile evitare di insistere per la attivazione della procedura da Voi richiesta e riprovare nel momenti in cui tale Comunicazione sia nuovamente possibile. In generale, ogni richiesta che ecceda i Protocolli Operativi all'interno dei quali il vs Cassiera opera abitualmente, è suscettibile di creare problemi al corretto funzionamento del Va cassiere e deve essere effettuata con moderazione e cautela, sospendendola nel caso nel quale si dovessero osservare significative variazioni di Umore del Vs Cassiere. 

 05 - LE FASI ESECUTIVE Durante la Esecuzione delle Operazioni da voi impostate l'Unità Cassiere entrerà nella modalità operativa, e dovrà impegnare la propri Attenzione per una esecuzione corretta e diligente - anche in questo caso come nel punto 02 sarà opportuno evitare la immissione di flussi importanti di informazioni, specie se non direttamente attinenti la operatività in corso - in questa fase infatti raramente il Cassiere richiede la esigenza di Conversazione di Convenienza, e la eventuale richiesta di informazioni da parte dell'Utente - specie se attinenti ad altre operazioni o Funzioni - è suscettibile di rallentare l'attività della Vs Unità cassiere se non addirittura di interromperla non appena terminata la fase esecutiva, normalmente la Vs Unità cassiere produrrà documenti, vi consegnerà l'eventuale denaro/estratto conto/carta di credito/bancomat/telepass da Voi richiesto ed attiverà autonomamente la Richiesta di ulteriori Informazioni per essere informato se desiderate ulteriori operazioni. In caso negativo passerà a richiamare la attenzione del successivo Cliente ** Attenzione:se in questa fase il Cassiere riscontrasse la Vs presenza in posizione distante dalla Cassa , impegnato iin conversazione con altro soggetto o al telefono cellulare , interpreterà automaticamente la Vs risposta come negativa 

06 - CONGEDO E' opportuno comunicare alla Vs Unità Cassiere l'esaurimento delle Vs richieste in modo che Esso possa dedicarsi ad altre operazioni/funzioni - qualora impossibilitati sarà sufficiente allontanarsi in modo deciso dalla postazione di Cassa . Se lo desiderate , in questa fase è possibile avviare conversazioni di convenienza o comunque non strettamente collegate alla attività-Vi preghiamo comunque di verificare se non vi siano in questa fase altri Utenti in attesa di utilizzare le funzione della Unità Cassiere da Voi scelta 

** Utilizzo di telefoni cellulari , tablet, videogiochi, apparecchiature per l'ascolto di brani musicali: di norma è opportuno evitare di attivare le citate apparecchiature immediatamente prima di accedere alle funzioni della vs Unità Cassiere , tentando poi di impostare le Vs operazioni comunicando con il Cassiere a gesti , espressioni del viso , movimenti degli occhi ecc. per evitare clamorosi fraintendimenti sulle operazioni da svolgere 

 L'osservazione di queste semplici norme Vi consentirà un utilizzo proficuo e duraturo nel tempo del Vs Operatore Unico - Cassiere. Grazie per l'attenzione

martedì 11 marzo 2014

MILLE LIRE AL MESE....

C'è un vecchio libro che rileggo volentieri di tanto in tanto, e che mi piace riprendere in mano per le atmosfere che riesce ad evocare , atmosfere che sanno del ricordi sui quali a volte si dilungavano i racconti dei nostri nonni . Narrazioni che sapevano di lampade a petrolio e vecchi merletti, di scolari che usavano la penna ed il calamaio, reminiscenze da libro Cuore e riflessi di un mondo antico che sembra impossibile appartenga soltanto al ieri.

Questo libro, del 1988,. si intitola "Mille lire al Mese " ed è stato scritto da Gianfranco Venè , con l'eloquente sottotitolo "vita quotidiana della famiglia nella Italia fascista. " Bene, in questo libro nel primo capitolo l'Autore descrive a suo modo la famosa "marcia su Roma" ed offre una sua interpretazione del modo di essere dei fascisti, della cultura nella quale erano radicati. In particolare , egli si sofferma sulla infantile arroganza dimostrata dai militanti , dal senso di onnipotenza unito al pressapochismo a causa del quale essi ritenevano di poter dare risposta a qualsiasi tipo di problema. Nel testo , cita un testimonianza di Emilio Radius, scrittore che nel 1922 aveva 18 anni ed aveva assistito alla Marcia su Roma

"Durante gli scioperi sostituivano coloro che avevano incrociato le braccia: li sostituivano non soltanto per ragioni politiche ma anche per il vezzo di far l'altrui mestiere. Seguivano un loro istinto, che per me è rimasto e rimane in gran parte misterioso. I fascisti erano un pò come i capomastri che pretendono di saperla più lunga degli ingegneri, i farmacisti che, appena possono, rubano l'arte ai medici, i procacciatori di cause che si credono più pratici e soprattutto più furbi degli avvocati. La loro era l'insurrezione degli empirici, dei praticoni... Non c'era cerimonia, non c'era trattenimento, né pubblico né privato, in cui ad un certo punto non spuntassero i fascisti. Il guardaportone del palazzo patrizio o li lasciava passare sorridendo o veniva buttato da parte. Oggi sembra incredibile, ma i fascisti intervenivano ad una data ora, per lo più a mezzanotte come gli spettri, anche alle feste da ballo private; e non in abito da società, proprio con le loro mezze uniformi l'una diversa dalle altre. Perchè? Con quale motivo? O con quale pretesto? Affinchè la festa si svolgesse tranquillamente senza paura dei rossi? O per moderarne l'eccessivo fasto? O per far meditare gli invitati sul fatto che, mentre fuori si combatteva e si moriva per la patria, là dentro ci si divertiva senza ombra di pensiero? Per questi ed altri motivi, nessuno dei quali chiaro. I primi fascisti, ecco, erano una genìa che non sapeva assolutamente astenersi da qualche cosa, rimanere estranea a qualche cosa" [...] 

A me è sempre sembrata straordinaria questa testimonianza, perchè riesca a cogliere esattamente lo stile empirico , superficiale e pressapochista che ha sempre affascinato gli Italiani. Lo stile di chi riesce ad arrangiarsi, a supplire con la furbizia alla propria incompetenza per arrivare piu' in alto di quanto meriterebbe e comunque, piu' in alto di chi per quel posto ha seriamente studiato o lavorato. Lo stile che ha riempito l'Italia di furbi e praticoni , inducendo troppo spesso i veramente bravi ad espatriare.

Questo stile, secondo me ha trovato in politica la sua apoteosi con il Berlusconismo, che non è una causa ma un effetto, un risultato , la geniale capacità di divenire collettore di tutte le miserie intellettuali e culturali italiche , esaltate trasformate e riciclate in virtu'. La cultura vissuta con insofferenza, la reale capacità derisa perchè identificata con un non meglio specificato snobismo, la esaltazione dell'ignoranza grossolanamente elevata a celebrazione della spontaneità, la presunzione che la capacità di imitare un pensiero sia garanzia di comprenderne la profonditàe , o piu' in generale , la convinzione che la forma sia sostanza.

La televisione spazzatura introdotta e/o indotta principalmente dalle reti Mediaset è estremamente esplicativa del fenomeno, quando negli spettacoli televisivi non vengono piu' celebrati personaggi famosi, ma invece illustri sconosciuti divengono famosi per il solo fatto di avere partecipato ad uno spettacolo televisivo, famosi perchè famosi a celebrare l'illusione che chiunque possa emergere senza possedere alcuan qualità, la esaltazione suprema della mediocrità, l'inconsistenza come valore. Eccetera

In poche parole , l'appiattimento verso il basso, per non dire verso il baratro, della capacità critica e l'esaltazione del populismo , degli appetiti piu' immediati, la legittimazione e lo sdoganamento della liceità di comunicare alla pancia e non alla testa della gente Ora, proprio perchè effetto e non causa, il cosiddetto Berlusconismo non ha ragione di scomparire se non ne vengon rimosse le cause che lo hanno generato, o meglio, se non vengono modificate le condizioni sociali e culturali che continuano ad alimentarlo .E la cosa peggiore che il persistere di questo stato di caso genera assuefazione, e quindi diviene funzionale a se stesso perchè con la sua esistenza allontana ipresupposti perchè vengano gereate situazioni che possano rimuoverlo.
Un po come succede per i virus dei computer che si blindano nel sistema e bloccano sul nascere procedure e programmi che potrebbero rimuoverli Anche perchè questo trascinamento verso il basso è stato in modo perverso assecondato anche dalle altre formazioni politiche, non è stato sufficientemente combattuto e si è insinuato in vari modi nella Società civile

Il risultato che possiamo osservare ad oggi è che le formazioni che si propongono in qualche modo di contendere il potere a Berlusconi, la cui influenza mediatica è cosi' potente che nemmeno una condanna penale e la interdizione dai pubblici uffici con conseguente espulsione dal Senato della Repubblica sono riusciti ad appannarla , utilizzano gli stessi format, e di conseguenza, paradossalmente lo rafforzano.

Lo rafforzano perchè imitandolo, ne legittimano i comportamenti e quindi indirettamente ne esaltano l'immagine Attualmente , gli "avversari" per cosi' dire di Berlusconi sono Beppe Grillo ed il suo movimento 5 stelle e Matteo Renzi, PD, momentaneamente capo del Governo Entrambi arrivati nelle posizioni attuali non a seguito di una carriera politica costruita negli anni con metodo, ma sull'onda di un entusiasmo populista. Grillo sull'onda dell'entusiasmo dell'antipolitica ed una sapiente costruzione mediatica, Renzi con una serie di acrobazie e di artifici all'interno del proprio partito entrambi sull'onda di un consenso, interno ed esterno, basato su sapienti chiacchiere e arditi progetti non dimostrabili .

 Entrambi in qualche modo "rottamatori" del vecchio , che sia la politica in toto oppure una serie definita di personaggi politici , ma portatori di un "nuovo" dai contorni decisamente sfumati Entrambi in qualche modo dilettanti allo sbaraglio, Grillo proviene dal mondo dello spettacolo , Renzi era un semplice sindaco, entrambi hanno fatto leva anche se con sfumature diverse sul voto "contro" , ovvero sul voto di protesta , su un bisogno di rinnovamento che non guarda tanto per il sottile e preferisce affrontare l'incognita del nuovo, qualunque esso sia, pur di fuggire dal vecchio Entrambi arrivati in qualche modo giunti al loro limite.

Grillo ha ampiamente dimostrato di non sapere gestire il consenso che è in grado di generare, di non sapere gestire in modo intelligente e costruttivo il potere che è riuscito ad ottenere con relativa facilità . Renzi sta costruendo un colossale bluff con promesse che non ha le risorse economiche per mantenere, sta tentando di distrarre l'attenzione creando un Presidente del Consiglio da operetta , con tanto di visita alle Scuole nel piu' puro stile "maestrina della penna rossa" del libro Cuore. e bambini plaudenti e inneggianti , perchè anch'egli ha effettuato un arrembaggio al potere con grande irruenza, ma a quanto sembra senza sufficiente cognizione di causa Entrambi quindi alfieri di quell'arte di arrangiarsi , di quello stile guascone ed imparaticcio che contraddistingue gli italiani nel mondo, che ci ha portato a bleffare per molti anni in Italia, in Europa , nel mondo, che ci ha portato dove siamo ora, saliti piu' su piu su verso la cima ed ora....giunti sul'orlo del baratro. E si, perchè alla fine, i conti tornano sempre, ed ora la festa è proprio finita.

Nessuno ha voluto imparare che non si puo' costruire un Paese sul bluff , che non so puo' continuare a giocare in Europa senza neanche una carta buona, che non si puo' costruire un Paese se non si ricostruisce in modo seria la Politica con la P maiuscola, se non si ricostruisce la serietà, il rispetto in tutte le sue forme, il rispetto per le persone, il rispetto per il lavoro, il rispetto per i ruoli e le funzioni di ciascuno, il rispetto per le istituzioni , il rispetto per le regole , il rispetto di se stessi, dell'onesta, il rispetto per il Popolo, il rispetto per le parti Sociali, il rispetto stesso inteso come concetto e come valore . Che con le scalate vertiginose non si costruisce uno statista. Che non si puo' fare l'interesse generale se non si accantonano i personalismi. Che riscostruire un Paese non è un mestiere urlato nelle strade ed in televisione , non è uno spettacolo da cabaret ma è un lavoro duro e difficile che richiede doti straordinarie ed una pazienza infinita.

Grillo continua ad urlare e defenestrare senatori cone una suocera isterica, senza uno straccio di proposta , Renzi si balocca con il governo con meno ministri della Storia ( ma poi si riaggiusta con i vice ministri e gli incaricati vari) e con piu' donne di sempre (altro record su cui sarebbe legittimo discutere) ma non riesce ad andare piu' in là dell'essere l'Avatar di Berlusconi, compreso il reiteramento della sciagurata abitudine di apportare modifiche nel mondo del lavoro senza consultare le parti sociali..(avremo i sindacati contro?...ce ne faremo una ragione...) Di tutta evidenza che , visto l'andamento dell'economia e della disoccupazione, con poche modifiche, presto potrà tornare di moda una vecchia canzone ...se potessi avere ...Mille lire al mese..... al cambio attuale circa 750 euro. Appunto.

mercoledì 10 luglio 2013

CORSO DEL POPOLO PEDONALE: I PERCHE' DEL NO



Le osservazioni di coloro i quali vogliono che Corso del Popolo diventi pedonale, cosi' come espresse sul sito Facebook e cosi' come riportate dal quotidiano Il PIccolo, in genere convergono in una visione piuttosto fiabesca di uno spazio dove si puo' liberamente passeggiare al riparo dalle automobili, una visione priva di contesto , nel quale esiste una bella strada, architettonicamente gradevole, che invita al passeggio , e nulla che lo ostacoli. Questo è quello che gli psicologi chiamano "pensiero frivolo" , ovvero un pensiero piacevole che non tiene conto dell'effettivo contesto nel quale il pensiero viene calato e di eventuali circostanze oggettivamente avverse alla realizzazione di questo pensiero , che in genere si utilizza per sognare oppure per autoconvincersi di un qualche cosa. I commercianti, che si oppongono alla pedonalizzazione in forza di esperienza professionale e convinzioni maturate in decenni di attività , vengono genericamente giudicati nemici, vengono accusati di "non capire niente", di non avere coraggio, di non avere iniziativa. Mentre invece a favore della pedonalizzazione vengono riportati gli esempi di città come Trieste, Gorizia , Udine ma la fantasia si spinge anche oltre e c'è chi porta i paragoni di Milano, Torino e chi più' ne ha più' ne metta. In passato, in occasione di altra pedonalizza ione o di realizzazione di piste ciclabili , mi sfugge la circostanza,, il dimenticabile sindaco PIzzolitto aveva portato l'esempio di Amsterdam, nientemeno. Eppure, se invece di sostenere gli argomenti in maniera pregiudiziale ed ideologica , si facesse un ragionamento serio, apparirebbe evidente che la pedonalizzazione del Corso del POpolo andrebbe accuratamente evitata, per il bene di tutti. Infatti, la visione idilliaca di uno spazio gradevole ove le persone passeggiano richiede evidentemente che le persone abbiano un qualche richiamo per venire in questo luogo. Dal momento che in Corso del Popolo non esistono reperti archeologici , opere d'arte o altro motivo di richiamo , appare evidente che il motivo di richiamo dovrebbero essere i negozi di quegli stessi commercianti che si vogliono indicare come ignoranti e poco coraggiosi. ;ma i commercianti sanno ( non immaginano, non sognano, sanno!!) che a Monfalcone le strade ed i luoghi chiusi al traffico non funzionano. Ce lo insegna Via Sant'Ambrogio, la Piazza Falcone e Borsellino, La Piazza della Repubblica stessa. Non a caso, oggi il posto dove si tiene lo struscio serale è principalmente via Duca d'Aosta , regolarmente aperta al traffico. Non è chiaro perché questo avvenga, anche se, lungi dal pensare che il maggiore successo dei negozi sia dovuto o meno alla occhiata distratta che vi lancia l'automobilista di passaggio, è ipotizzabile che sia più' probabile che una via trafficata risulti maggiormente invitante la sera, o nei bui tardi pomeriggi d'inverno, o quando piove, insomma in tutte quelle situazioni nelle quali il traffico solamente pedonale appare troppo scarso per non ingenerare una sensazione di insicurezza. Comunque sia, i commercianti sanno che la pedonalizzazione porterebbe alla chiusura dei loro esercizi commerciali. Avvenuto questo, con le vetrine vuote oppure con i negozi rilevati da call center e dalle altre attività oggi presenti in Via Sant'Ambrogio chi verrebbe più' in Corso del POpolo? Il Paragone con altre Città non tiene conto del fatto che Monfalcone è più' che altro un paese, e che si è ampiamente dimostrato che cio' che ha funzionato in alcune città, a Monfalcone non funziona. Trovo poi alquanto patetiche le argomentazioni di chi , a sostegno della pedonalizzazione dichiara che "Ci interessa il benessere della città, non siamo indifferenti alle difficoltà dei suoi commercianti, ed è del tutto evidente che per rilanciare il Corso non è sufficiente pedonalizzare: servono negozi invitanti, rinnovo dell'estetica delle facciate dei palazzi, maggior illuminazione nelle ore serali e notturne, sorveglianza del territorio soprattutto di notte, arredo urbano adeguato, programma di eventi culturali e di intrattenimento con appuntamenti frequenti e non episodici, disponibilità di parcheggio nelle vicinanze, anche con 30 minuti gratuiti per consentire gli acquisti." quando poi non spiega con quali soldi i commercianti stremati dovrebbero rinnovare le vetrine, con quali fondi si dovrebbero rifare le facciate , rifare la illuminazione e l'arredo urbano, chi e come dovrebbe garantire le sicurezza , come si potrebbero reperire i parcheggi e di dove dovrebbero arrivare tutti questi eventi culturali e come si potrebbero realizzare nei lunghi mesi invernali. Infine, a chi si scaglia contro chi vuole arrivare in automobile sino al centro "ma è mai possibile che siano tutti in giro in auto anche per fare qualche km di strada? Andate in giro di più a piedi e usate la bici come fanno nel nord Europa!!" vorrei fare presente che non ci sono gli strumenti per costringere la gente a fare come nel Nord Europa e che se la gente (e quindi i consumatori, coloro i quali son i loro soldi fanno sopravvivere i commercianti) non trova il proprio comodo, sta un attimo a girare il volante della sua automobile e cambiare aria, cosa che accade ormai da anni per quanto riguarda il Centro di Monfalcone che sta perciò' morendo. Da notare che un "esperimento" di uno o due anni di pedonalizzazione non sarebbe realizzabile, perché gli stremati negozi del Corso non hanno le energie per durare anni senza incassare, e quindi perirebbero nel corso dell"esperimento" Se si vuole rianimare il Centro, l'unica cosa da fare è fare i conti con la realtà , e cercare di dare alla gente quello che vuole e che richiede.. ...oppure, restiamo al pensiero frivolo e buon fallimento a tutti.

sabato 18 maggio 2013

GENOVA SENZA PERCHE'

               Ed ecco il circo mediatico che risolve tutto. Una nave sbaglia una manovra , urta una palazzina di comando che crolla su se stessa, muoiono nove lavoratori. Come sempre in questi casi , due sono i filoni sui quali viene convogliata l'attenzione della opinione pubblica: il primo , la ricerca affannosa e puntigliosa delle scatole nere, dei dati, dei filmati , delle conversazioni telefoniche , la enfatizzazione di indagini degne di un film di CSI , nei quali viene descritto nei particolare lo spettacolare sforzo delle Autorità per "scoprire la verità" , come se questo fosse stato un incidente assolutamente imprevedibile e si cercasse di trovare l'errore invisibile o la mente diabolica che ha causato il tutto, a suggerire ancora una volta la assoluta assurdità di un incidente del genere. IL secondo, la frenetica ricerca dei corpi e la spettacolarizzazione delle esequie con le Autorità civili e religiose che deplorano , auspicano, promettono, si indignano, si impegnano e poi, come diceva amaramente De Andrè "poi getta la spugna con gran dignità." La televisione che insiste sui particolari. la telefonata in cui uno dice all'altro "hei, stai attento!!" viene ripresa mille volte, la telecamera del TG indugia sui volti di parenti e amici affranti, a suggerire una grande attenzione al dolore. Eccetera 

                Parliamo un attimo del primo, della ricerca della verità : fatte le debite proporzioni, l'incidente di Genova potrebbe essere paragonato a quello che potrebbe succedere ad un furgone che facesse manovra in un parcheggio tropoo stretto: scivola un attimo la frizione ed il furgone  abbatte uno di quei paletti che reggono le catenelle bianche e rosse che delimitano il parcheggio stesso. Piccolo graffio sul furgone, un paletto da ripiantare. Ecco tutto. Solo che quel paletto era una palazzina piena di gente. Ora, che in un parcheggio un furgone possa abbattere un paletto è evento tutt'altro che imprevedibile, il problema nasce nel momento in cui quel paletto abbia prodotto nove vittime. Le indagini che verranno condotte a Genova, saranno sicuramente mirate a capire come è stato possibile che la nostra ipotetica frizione sia potuta scivolare, e si andrà, per modo di dire, sino al meccanico che ha regolato la frizione l'ultima volta , al calzolaio che ha risuolato le scarpe del conducente, eccetera. Mentre la cosa da capire sarebbe come è stato possibile che una palazzina sia stata costruita in un punto così' pericoloso, e come mai non sia stata progettata per reggere un urto del genere o perlomeno per collassare in modo programmato in modo da ridurre le vittime. E' stata evidenziata una foto postata su Facebook da una delle vittime prima dell'incidente in cui si vedeva una nave a filo della banchina ed il commento „"Se anche tu vedi passare una nave a questa distanza... cosa diresti? "."i lavoratori probabilmente si rendevano conto del pericolo. ma come sempre in questi casi , alla fine si sono tenuti ogni commento per loro.

                       Perchè evidenziare una cosa fatta male, come un palazzina costruita troppo alla portata dell'urto di una nave, per esempio, metterebbe in dubbio le competenze di chi ha deciso, di chi ha appaltato, di chi ha progettato, ed una volta che le cose sono state fatte ed i soldi spesi , è meglio non "sollevare puzze" . I rappresentanti dei lavoratori, complici anche le ampie scappatoie offerte dalle Leggi sulla Sicurezza, vengono presto tacitati. Cosi' si continua ad affidare il compito di progettare , coordinare, valutare , gestire direttamente o indirettamente cose che hanno pesante influenza sulla sicurezza sul lavoro a persone non sempre, (a volte raramente), scelte sulla base delle effettive competenze, con grande attenzione ai costi e quindi al risparmio di tutto cio' che non appare immediatamente indispensabile, come appunto la sicurezza. Poi a discesa tutti sono tenuti a conformarsi , perche una eventuale contrapposizione porta inevitabilmente effetti negativi sulla carriera o sulla conservazione del posto di lavoro. E cosi' si continua ad appaltare , a costruire, a realizzare ed a gestire , sperando che tutto vada bene, ..... ma purtroppo si continua anche a morire. Un migliaio di morti ogni anno sul lavoro, pochi dei quali hanno il diritto alla eco mediatica di Genova o del rogo della ThyssenKrupp. Le Autorità. dal canto loro, dimostrano indignazione e proclamano impegno ma poi troppo spesso si fermano alle dichiarazioni: Molti aspetti della legislazione sulla sicurezza sono inadeguati, specie nelle pene per gli inadempienti, continui i rinvii della applicazione di alcuni aspetti del Testo Unico sulla Sicurezza, ed in generale moltissimo rimane da fare sulla effettiva possibilità di applicazione della Legge e sulla costruzione di una reale cultura della sicurezza. Cultura che dovrebbe portare in estrema sintesi al fatto che un Lavoratore che segnala un problema di sicurezza, un impianto fatto male, una procedura che genera pericolo eccetera venga vissuto come un portatore di interesse della Azienda, una ricchezza da coltivare e non un impiccione de eliminare al piu' presto in qualche modo. 

                  Problema molto arduo da risolvere in un Paese nel quale le carriere si costruiscono politicamente, gli appalti si costruiscono politicamente, le valutazioni vengono fatte politicamente e la politica è una delle piu' corrotte del mondo. Meglio auspicare, indignarsi costernari impegnarsi....e poi gettare la spugna. Con gran dignità

sabato 11 maggio 2013

Un gatto

Un gatto è un gatto, non c'è niente da fare. Non è un qualcosa di assoluto, I gatti sono bestiole graziose o esseri fastidiosi a seconda dei punti di vista e dei gusti personali. Infidi per qualcuno , estremamente affidabili per altri . Curiosi ed al tempo stesso indifferenti. Indipendenti ma desiderosi di una casa e di attenzioni ...alteri, dignitosi, ladri e bugiardi ci si può' mettere di tutto . Nel corso della storia sono stati divinizzati, per esempio degli egiziani, che avevano nel panorama dei loro molti dei una dea dell'Amore, Astarte, raffigurata con una testa di gatta, ma anche demonizzati, come per esempio nel periodo dell'Inquisizione, durante il quale furono uccisi a milioni. 
I gatti sono gatti, niente di più', ma anche niente di meno. Sicuramente non sono demoni nè dei, e tuttavia in nessuno caso passano inosservati e mai sono stati indifferenti all'uomo nel corso di tutta la sua storia. Pur non essendo adatti ad essere cavalcati, munti o mangiati ( salvo rare eccezioni) nè in grado di fare la guardia alle pecore o rintracciare persone disperse nella neve, sono entrati nel panorama degli animali compagni dell'uomo . Per cacciare i topi ma più' che altro come animali d'affezione. ..... Pero' non è mai il caso di affezionarsi troppo ad un gatto... i gatti nella vita vanno e vengono. Se ne vanno da una casa se non vengono accuditi nel modo giusto, se il vicino li nutre meglio, se l'introduzione di un nuovo elemento nella loro famiglia di riferimento, tipicamente un nuovo cucciolo, non è di loro gradimento e anche semplicemente cosi', per motivi che non è dato sapere.... E poi muoiono , muoiono spesso. Avvelenati dal vicino perché rappresentano un pericolo per il suo allevamento di canarini, sbranati dal suo cane, massacrati dai teppisti di strada che vi trovano una facile preda per un sadico divertimento, con un rischio di essere perseguiti estremamente rarefatto ..... o travolti dalle automobili mentre vagano completamente intontiti dagli ormoni nel periodo degli amori. 

Non vale mai la pena di affezionarsi troppo ad un gatto perché difficilmente resterà a lungo con noi. E poi , a differenza di altri tipi di animali , non è possibile possederli. Nessuno può' considerarsi il padrone di un gatto.... al massimo il suo coinquilino , il compagno di un pezzo di strada... A chi crede di poter applicare ai gatti il ruolo padrone/animale riservato agli altri animali domestici, vorrei riportare la corretta chiave di lettura al topolino morto che ci lasciano sull'uscio di casa, che mi ha spiegato un amico veterinario, e che detto in due parole non significa "padrone , ti sono talmente riconoscente che voglio farti sapere che il tuo impegno nel mantenermi non è vano..vedi? io ti sono utile perché uccido i topi che ti infastidiscono" ma significa invece " va beh, guarda , mi sei simpatico.... visto che proprio non ce la fai a procurarti i il cibo da solo ti ho portato io qualcosa da mangiare ...buon appetito ma non ti viziare ok?" I gatti sono intelligenti e opportunisti, ed in un certo qual modo opportunisti in modo intelligente . Anni fa ho preso due gattini, maschio e femmina, fratelli. Le femmine sono molto migliori per la caccia ai topi, mentre i maschi sono in genere più' stupidi in tutti i campi.( e purtroppo frequentemente questo non vale solo per i gatti ) Il maschio infatti non voleva capire i limiti, puntava i miei uccellini nelle gabbie ed ammazzava i pulcini nel pollaio. Prendeva un sacco di botte e non capiva perché. La femmina invece ha imparato da subito come girava il vento, quando sentiva un secco "NO!" tirava indietro le orecchie e si ritirava con la coda tra le gambe ventre a terra. per poi non ritornare più' sull'argomento : pulcini uccellini ed in genere, tutto quello che stava dietro le sbarre era mio e non si toccava. Il resto era strage: di topi , uccellini, lucertole , persino leprotti , piccioni. Un tacito accordo: metà territorio per uno . Era un gran cacciatrice e non ho mai avuto problemi di topi ne grandi ne piccoli, perché era capace di uccidere ratti grandi come lei Si dice che i gatti siano filosofi. In genere , questo significa che non combattono guerre perse in partenza, fatta eccezione , si capisce, per le battaglie amorose. Quando capiscono che un obiettivo non è alla loro portata, ostentano indifferenza. ; la loro forsennata azione in un attimo si trasforma in una tranquilla toeletta , il loro atteggiamento nei confronti della dignità fa ritornare in mente Verga che in un suo passaggio dei Malavoglia descriveva l'atteggiamento di uno dei protagonisti con la definizione "quella maschera di indifferenza orientale che è la dignità del contadino siciliano" ...ecco, appunto. 

 Forse i gatti si possono definire pragmatici. Si arrangiano e piagnucolano difficilmente. Il che non significa che non piangano mai: il verso lamentoso che fanno quando stanno ordinando il pranzo al loro coinquilino umanoide viene definito dagli etologi proprio pianto, ma si tratta di intelligente opportunismo ( utilizzato peraltro non solo dai gatti ) pero' quando un gatto sta male sul serio di solito si nasconde, fugge, si arrangia da solo. La loro particolarità di nascondersi quando sono malati e poi ricomparire sani è quella che probabilmente ha ispirato la leggenda delle nove vite dei gatti.  Ma talvolta non ricompaiono perché nel loro nascondiglio sono andati a morire. 
Il perché di questo comportamento non lo conosco , ci sono varie ipotesi ma queste le lasciamo agli etologi. ....chi scrive per il proprio piacere ha il potere ed il diritto di immaginare, e quello che io immagino è  che i gatti sembrino semplicemente avere un rapporto pratico con la morte, che viene da loro  gestita come tutte le altre cose della vita, senza fronzoli. Io non so se la mia gattina sapesse di morire, ma certo si è comportata come lo sapesse. 

Dopo l'ultimo viaggio dal veterinario, nel quale una iniezione di cortisone e antibiotici non è servita a niente, sembrava cambiata, sembrava fosse cosciente si essere in procinto di lasciare le sue cose. Si aggirava per il giardino muovendo nervosamente la coda, come se non sapesse cosa fare di se. Poi stava sempre distesa in una scatola di cartone fuori dal locale caldaia dove aveva la sua cuccia e dove andava solo la notte a dormire. Non mangiava quasi più', ma si alzava per venire ad annusare quello che le portavo. Non si lamentava e non richiedeva attenzioni ma accoglieva volentieri le coccole che le venivano fatte, ringraziando con le sue fusa. Un sabato sera siamo usciti, e lei era insolitamente su un gradino delle scale di casa, dove poteva vederci andare via. Era spossata , il suo corpo non aveva la tranquilla rilassatezza dei gatti ma era proprio abbandonato sulla pietra. Eppure ha alzato la testa per vederci partire. IL suo sguardo mi è sembrato tranquillo e sereno, sebbene il suo muso avesse un aspetto disordinato, con le orecchie scombinate . Sembrava un tranquillo addio E' morta due giorni dopo, in uno dei cespugli del giardino, sotto il quale si era nascosta o forse solo distesa a prendere il sole .

 Non vale mai la pena di affezionarsi troppo ad un gatto, eppure dopo dieci anni di convivenza, di topi morti sul tappetino d'ingresso, di trucchi per riuscire ad entrare in casa nelle fredde sere d'inverno per fare le fusa davanti al fuoco, di intrusioni dalla finestra dello studio aperta nelle sere d'estate, per una passeggiata sui tasti del mio computer mentre cercavo di scrivere , di strusciamenti sui pantaloni ogni volta che rientravo a casa, di grattate di orecchie si fa fatica a rimanere indifferenti quando si trova sotto un cespuglio un mucchietto d'ossa e di pelliccia che non i muove più'. L'abbiamo seppellita sotto l'albero di fichi. Non intendo certo scrivere una di quelle lamentose lettere di addio che si trovano ogni tanto sui giornali quando muore un animale domestico..nelle quali si parla all'animale come fosse vivo e senziente... le trovo oscene. Anche se era il miglior gatto del mondo era pur sempre un gatto. Non era un veicolo di sentimentalismi per persone emotivamente instabili, era un gatto. Un bravo gatto. Un gatto eccezionale...mi mancherà Riposi in pace