domenica 31 marzo 2013

Gli ultimi giorni del Movimento 5 stelle

Non so se il signor Grillo e la sua compagnia di esordienti della politica sappiano qualche cosa che noi non sappiamo, e se di conseguenza le cosa andranno a finire in maniera diversa da quello che più' spontaneamente viene di pensare . E' pur sempre possibile, - ( e da chi ha compiuto il miracolo di canalizzare la protesta degli "indignados" italiani sino a formare in pochi mesi un soggetto politico capace di confrontarsi con i big della politica italiana possiamo veramente aspettarci di tutto, ) -  che un orizzonte nuovo ed inaspettato venga improvvisamente a delinearsi . Tuttavia oggi, alla luce di quelle che sono le nostre attuali esperienze e le nostre conoscenze appare maggiormente probabile che il Movimento 5 stelle imploda su se stesso in tempi tutto sommato abbastanza brevi
 Con il continuo rifiuto di ogni e qualsiasi accordo con le formazioni politiche preesistenti al suo movimento , da lui definiti nientemeno che partiti puttanieri, partiti casi psichiatrici, eccetera Grillo  porta avanti la linea che ha sostenuto la sua vittoriosa campagna elettorale. Ma non produce, almeno per il momento , proprio nulla. Quello che si va delineando, ad un mese dall'esito delle elezioni, è una specie "Movimento del NO" , molto determinato nel rifiutare, ma anche molto avaro nel proporre.
 Utilizza modi molto teatrali per rifiutare ogni proposta, crea grande eco mediatica ad ogni occasione che gli venga data per rifiutare qualsiasi tipo di accordo. ma oltre a questo sembra di intravedere ben poco. Nei primissimi giorni dopo l'esito delle elezioni, l'effetto era quello di un rullo di tamburi, alla fine del quale si pensava di potersi attendere la sorpresa inaspettata di una proposta ad effetto , di una qualche novità clamorosa ...del coniglio che esce dal cappello a cilindro . ma oggi, con gli spread che impazziscono, la crisi che incalza , la disoccupazione che avanza e le prospettive che naufragano nella pioggia , nel maltempo, nel generale scoramento, si incomincia a percepire un senso di vuoto.
Geniale la scalata di Grillo ma adesso dove sono le idee?.
Grillo chiede il mandato a formare un nuovo Governo ma non ha i numeri. Poi sostiene che si possono fare le riforme senza bisogno di formare un nuovo Governo. Non so se dal punto di vista istituzionale ciò' sia possibile, mi sembra di no,  ma comunque c'è bisogno di un esecutivo che dia applicazione alla Leggi emanate dal Parlamento : ricordate le lezioni di educazione civica alle medie ? "in Italia esistono il potere Legislativo demandato al Parlamento, il potere Esecutivo, demandato al Governo ed il potere Giudiziario...." la impressione è che Grillo, conquistato un pezzo non indifferente di potere, non sappia ora bene cosa farne, e continui a temporeggiare cercando una idea per gestirlo.
Tuttavia credo non siano pochi anche tra i suoi elettori che non stiano cominciando a capire questo suo imbarazzo, e quindi comprendano che anche addosso a Grillo sta ricadendo la responsabilità di questo Paese senza guida in uno dei momenti più' difficili della sua Storia. Intendiamoci, nessuno vuole sostenere che Grillo dovrebbe adeguarsi ed integrarsi nel Sistema che sta combattendo. Pero' è chiaro che con questo Sistema , se vuole sopravvivere, deve venire a patti.
Non deve per forza dire di si a Bersani, ma deve, se vuole continuare a rimanere credibile, formulare una sua proposta. Dire nomi e cognomi di chi vorrebbe a formare il nuovo Governo, per assurdi che possano essere, dire come vorrebbe il nuovo esecutivo insomma: dire quello che vuole fare e soprattutto come vuole farlo . Sbaglia se pensa che il trascorrere del tempo senza risultati apprezzabili danneggi solamente quelli che lui considera i propri avversari politici: il tempo scorre anche per lui.. Infatti, in qualche modo le cose dovranno andare avanti.
Forse l'agorà dei dieci saggi produrrà un altro Governo tecnico che, per forza di cosa, non potrà essere granché differente dal governo Monti. Oppure, ci sarà alla fine il governissimo PD - PDL . ma quale che sia la forma che prenderà questa legislatura, (peraltro di breve durata) la si farà senza Grillo. Cosi', mentre la storia continuerà bene o male a scorrere , IL movimento 5 stelle si troverà a rimanere a bordo campo a gridare invettive ai giocatori. . In questo modo, piano piano comincerà a perdere pezzi perchè gli elettori del M5S hanno votato il cambiamento , non l'immobilismo. Restando a bordo campo il M5S regalerà per forza di cose la scena all'eterno Berlusconi che sosterrà il Governo Tecnico del Presidente o l'asse PD - PDL che sia sino a quando questo gli farà comodo , poi al momento per lui maggiormente opportuno farà cadere il Governo per andare alle elezioni anticipate . Ovviamente a questo punto, il PD avrà continuato a perdere pezzi dovuti al fatto di non essere riusciti a formare il nuovo Governo in maniera decente, il Movimento 5 stelle avrà perso molti consensi a causa della sua incapacità di costruire e con i numeri  che ci sono ad oggi, con ragionevole probabilità vincerà il centro destra di Berlusconi, grazie alla incapacità di Grillo (ma anche del PD) di dimostrarsi forza di Governo. L'indomani della vittoria di Berlusconi, il Movimento 5 stelle crollerà su se stesso come un castello di carte , portando con se la responsabilità non solo di avere rigenerato il mostro ma soprattutto di avere dimostrato che il voto di protesta non serve a creare un Governo decente, perché i voti non basta prenderli, bisogna anche saperli utilizzare.
Sarà una pesantissima responsabilità quella del signor Grillo, quella di avere sprecato la più' grossa occasione che la Democrazia in Italia abbia mai avuto , e di avere ucciso la speranza. Per evitare tutto questo sarebbe sufficiente che Grillo avanzasse una proposta seria, dettasse le sue condizioni , indicasse quello che a suo parere potesse essere un Governo accettabile, che ponesse insomma le base per una discussione e che accettasse poi di affrontarla, questa discussione sino a che qualcosa di positivo ne uscisse. Giova a questo ricordare che, ove egli andasse a patti con Bersani per un governo,(magari senza Bersani, magari con altri nomi concordati con il PD ma comunqua con una proposta) avrebbe comunque la possibilità di staccare la spina a questo Governo nel momento che esso non dovesse rispettare le regole di ingaggio, e quindi non sarebbe un "inciucio" ma un modo di affrontare il problema serio e responsabile Ma ho la netta sensazione che non lo farà, si è troppo innamorato del ruolo di "bambolina che dice no, no ,. no e no!! " oppure è consapevole che nei suoi "no" tutti i suoi seguaci del movimeno si riconoscono, mentre sui "si" si troverebbe di fronte ad una discussione che non saprebbe gestire.
 Non lo so per certo . ma temo che questo Movimento scomparirà con la stessa rapidità con la quale è apparso, lasciandoci un velo di nostalgia e di tristezza per quello che avrebbe potuto essere e per una grande occasione perduta. peccato, ragazzi: ci mancherete....

mercoledì 27 febbraio 2013

BEPPE GRILLO E LA PISTOLA CARICA....


L'atteggiamento di Grillo che si permette di insultare Bersani, rappresentante dell'unica controparte con la quale puo' pensare di collaborare fattivamente per dare un Governo al Paese, è paragonabile a quello di un bambino di quattro anni che sta giocando con la pistola carica del padre che ha trovato in un cassetto.

Quale soluzione si propone questo signore? Gli si da atto di avere realizzato una impresa ciclopica ed incredibile : l'avere portato con pochissimi mezzi la protesta di milioni di persone a coalizzarsi e relizzarsi in un movimento capace di cambiare per sempre la scena politica italiana e forse europea. Ma adesso che la macchina è stata creata bisogna guidarla. Ora che i mezzi per cambiare la scena  politica ci sono, bisogna adoperarli ed adoperarli bene 

Grillo sembra avere una visione di se come Giudice in Parlamento con potere di vita e di morte su leggi ed emendamenti  , o come un direttore d'orchestra con la bacchetta a dirigere i movimenti e le scelte del Parlamento . Ma perchè cio' accada bisogna che le Istituzioni Democratiche, piaccia o no, vengano realizzate. Che ci sia un Governo, formato e realizzato secondo i dettami della Costituzione, che ci siano Presidenti di camera e Senato e tutto il resto. 

Le belle frasi su "mandare tutti a casa" eccetera sono state molto utili per raggiungere il risultato elettorale , ma adesso non servono piu' a niente: se non sarà in grado di raggiungere gli accordi necessari a formare un Governo stabile , niente orchestra da dirigere. Il suo potere, per poter fluire, per potere essere esercitato deve prima essere utilizzato per crearne le necessarie premesse

Stia molto attento Grillo, perchè come si dice,  da grandi poteri derivano grandi responsabilità , e lui nonostante il suo attuale potere ,  con questo atteggiamento sta dimostrando di non avere il senso di responsabilità che i suoi elettori si attendevano da lui. Perchè lui ha voluto trovare tra spazio tra i giovani e coloro che usano il cervello, ma  ora deve dare loro scelte giovani ed intelligenti e non i capricci di un vecchio astioso. 

Del resto il suo atteggiamento ha già provocato le prime fratture nel movimento, a dimostrazione che quello che ha costruito non è una corazzata d'acciaio , ma un insieme eterogeneo e multiforme di persone , un animale vivo che ha bisogno di continuo nutrimento, un nutrimento fatto di idee, di maturità , di capacità di scelta, di versatilità che non significa piaggeria o servilismo ma significa capacità di affrontare le situazioni mano a mano che si presentano . Di quella capacità insomma di rinnovare e  di creare un sogno che è stato ed è il suo motivo di esistere 

Grillo si è dimostrato molto bravo a distruggere il vecchio sistema, ma stia bene attento, la vera bravura non è distruggere bensì costruire e se non  saprà costruire presto e bene un sistema alternativo che funzioni, quello che ha distrutto risorgerà, rinascerà piu' forte e lo cancellerà per sempre 

Attento Grillo, che una chiusura assoluta non provochi un governissimo PD-PDL che distrugga tutto e tutti perchè dalla responsabilità di questo nessuno potrebbe sottrarsi

Adesso Grillo non ha piu' paracadute, non ha piu' scuse, la posta è la piu' alta della storia della Repubblica e lui ha in mano gli assi....ma per vincere deve giocare, e per giocare, piaccia o no ,  ha bisogno anche di altri giocatori.... E di scelta dei giocatori non ce nè molta. Che fa , signor Grillo, lascia o raddoppia???

sabato 2 febbraio 2013

LA SCOMPARSA DEL TEMPO

Un ampio servizio nella rubrica " approfondimenti" del  TG2 del 31 gennaio ha esposto con una elegante confezione il tema intorno al quale si erano sentite voci diverse e disomogenee, ovvero l'ampliamento dell'orario di apertura delle Banche . Di questa possibilità in realtà si discuteva da tempo, tanto che le premesse erano già state  da tempo oggetto di confronto in sede di contratto collettivo e già da diversi anni di fatto i contratti di lavoro dei bancari prevedevano la possibilità di estendere il turno di lavoro sino oltre le 19,00 e di estendere l'orario dal lunedi al sabato . Salvo, naturalmente, un accordo di volta in volta con le organizzazioni sindacali, ma anche questa oggi appare  mera formalità vista la necessità di adeguarsi al mercato per salvaguardare i posti di lavoro

Tuttavia le Banche sino ad oggi , per un specie di tacito patto di non aggressione , non avevano salvo rari casi esplorato questa possibilità ed il motivo è piu' che ovvio : una volta che la prima avesse cominciato , alle altre non sarebbe rimasta altra scelta che accodarsi , con le conseguenze che si possono facilmente immaginare. Ampliare l'estensione dell'orario di lavoro  comporta  significativi  aumenti dei costi  di gestione , ove si intenda mantenere la qualitò del servizio , ovvero ove non si intenda coprire i turni derivanti dal maggiore  orario stiracchiando gli orari del personale esistente  e riducendo al minimo le compresenze. E di aumenti dei costi non sembra avere bisogno nessuno.

il numero degli sportelli bancari in Italia è superiore alla media europea anche se  questo si spiega soltanto in parte con la particolarità tutta italiana che ci vede attaccati al maneggio del contante ( di tutto il contante circolante in europa, circa la metà circola soltanto in Italia!)  ma quali che ne siano le ragioni è chiaro che  specialmente in un momento di contrazione del mercato,  l'offerta di servizi bancari copre abbondantemente la richiesta.

Questo soltanto per dire che l'ampliamento dell'orario di lavoro porterà ad un aggravio di costi per le Banche a fronte di vantaggi risibili, perchè è fortemente dubbio che siano margini di profitto o anche solo di mercato ancora da esplorare . Insomma ci si troverà a lavorare di piu' per spartirsi sempre la medesima torta.

Ora, dal punto di vista dei lavoratori in generali questo comporta un possibile  vantaggio ed uno svantaggio. Il possibile  vantaggio è che aumentando l'arco delle ore da lavorare ,  alcune  Banche potrebbero trovarsi costrette ad assumere e quindi ad aumentare l'occupazione . Non tutte naturalmente, perchè i maggiori gruppi italiani lamentano nel complesso un numero di esuberi che a seconda delle fonti varia tra le  20.000 e e le 35.000  unità ed in questo caso la maggiore occupazione si tradurrebbe eventualmente in minore numero di licenziamenti ma comunque un vantaggio per l'occupazione. semprechè, va detto, le banche in questa situazione non cerchino di approfittare della situazione e facendo leva sui problemi di conto economico traducano questo aumento della occupazione in un aumento della precarizzazione, del lavoro interinale e delle esternalizzazioni.

Lo svantaggio per i lavoratori bancari, come già lo è stato per i dipendenti del commercio con l'avvento della grande distribuzione sarà la modifica della loro possibilità di usufruire e programmare il proprio tempo libero, e quindi una sostanziale diminuzione della propria qualità della vita .

Ovviamente della diminuzione della qualità della vita dei bancari interessa poco al cittadino medio, che ha sempre visto nel bancario un privilegiato, tuttavia per la nostra Società questo è un ennesimo tassello che viene aggiunto alla costruzione di quel muro che si frappone tra la vita, intesa come percorso umano teso  alla ricerca di una realizzazione personale se non alla felicità vera e propria, ed il concetto dell'essere umano come elemento produttivo, come soggetto anonimo voce di conto economico, piu' o meno come una formica utile soltanto sino a che strumentale al processo produttivo

Le ragioni che sono state prodotte nel servizio televisivo parlavano di maggiore servizio offerto ai cittadini, e veniva accostato all'ampliamento dei servizi postali e dei servizi sanitari. Il messaggio, porto con eleganza tipica del messaggio pubblicitario odierno, parlava della possibilità di avere una consulenza il sabato mattina, durante lo shopping, o di un versamento da poter fare all'ora dell'aperitivo, quasi che gli italiani sian un popolo composto di persone che passano le serate fuori casa tra un aperitivo ed un happy hour , preparandosi ad un sabato di spensierato shopping. A questo proposito sono stati intervistati compiacenti funzionari di Banca, evidentemente sposati con il proprio lavoro, che parlavano della bellezza di poter parlare con i Clienti lontano dalla ressa giornaliera. Tutte stupidaggini naturalmente: funzionari e direttori già oggi parlano con i Clienti di un certo livello agli orari che ad essi sono piu' congegnali o addirittura a casa loro , e nessuno fa carriera in Banca se  non dimostra una disponibilità verso i clienti direttamente proporzionale all'ammontare del loro conti in banca  .inoltre oggi si tende a fare uscire i Clienti dalle banche, mediante i servizi online, i pagamenti elettronici, la casa continua. Quando si parla di iniziativa tesa ad aumentare la produttività , quindi,  in realtà si cerca di travisare il fatto questa ampliamento degli orari segue una logica che stiamo percorrendo in tutti i settori da anni e che tende ad indurre le persone ad una continua rincorsa del consumo a tutti i livelli. e sottilineo  non della produzione ma del consumo, dell'acquisto a tutti i costi non importa di che cosa e di quale utilità. Se ci facciamo caso, la produzione di beni viene in misura sempre maggiore svalorizzata, delegata a paesi in via di sviluppo  ove la manodopera costa poco, delocalizzata e diviene progressivamente secondaria rispetto al consumo. Dilagano i centri commerciali  non le fabbriche.

il liberismo che ha guidato e guida questo tipo di scelte ha prodotto una economia che porta tutti gli individui a lavorare sempre di piu' con una qualità della vita, stipendio e orari sempre piu' bassi, ricercando una compensazione nell'acquisto compulsivi di un sempre maggiore numero di beni di sempre piu' scarsa qualità  e durata in un vortice di consumi che alimentano i consumi.

La grande distribuzione ha ampliato gli orari per colmare ogni momento del possibile tempo da dedicare agli acquisti. Come effetto collaterale , ma neanche tanto, questo ha portato alla scomparsa dei piccoli negozi indifesi di fronte alla offerta di orario cosi' ampio che non puo' essere adottato da una piccola impresa perchè non ne ha i mezzi, e di conseguenza anche alla scomparsa della qualità: ogni piccolo negozio che chiude porta con se una fetta di storia, un pezzetto di umanità e di contatti sociali, porta con se la scomparsa di professionalità e di esperienze, di mestieri, di possibilità di confronto. Come effetto principale invece, la possibilità di comerare ad ogni momento della giornata e della settimana ha insegnato ai consumatori l'inutilità di programmare gli acquisti perchè tanto "è sempre aperto" . Ma è provato che andare a fare la spesa senza una lista delle cose da comperare in un luogo dove l'offerta è enorme e martellante induce ad acquistare molto di piu' di quello che serve. Questo aumenta il consumo anche inutile e sommato alla scarsa remunerazione del personale di vendita ed alla qualità dei prodotti produce un enorme arricchimento di chi sta in cima alla piramide della grande distribuzione. Ricchezza prodotta a spese della nostra qualità della vita

Come ciliegina sulla torta aumentiamo anche gli orari delle banche in modo da produrre la possibilità anche di maggiore indebitamento. Produciamo un mondo nel quale è possibile consumare tutto e di tutto in ogni miniuo della esistenza

il mondo diventa una grande mammella dalla quale il neonato che è in noi puo' suggere a volontà per compensare cio' che gli manca e non a caso nei Paesi maggiormente capitalizzati, come gli Stati Uniti l'obesità è appannaggio dei poveri , dei frustrati e  delle fasce piu' deboli .

In sintesi , la abolizione delle pause, la creazione di posti di lavoro senza piu' orari definiti, senza un giorno di riposo uguale per tutti che ci consenta o anche ci obblighi a fermarci crea il paradosso che ci sottrae il nostro tempo. Tutto il nostro tempo viene dedicato a lavorare e consumare. iIl tempo per noi è scomparso e di questa scomparsa del tempo siamo noi i primi complici, noi che ci siamo lasciati allettare dalla possibilità di avere materialmente tanto, materialmente tutto ed ora , con il nostro tutto, abbiamo perso noi stessi e non abbiamo piu' niente






sabato 15 dicembre 2012

IL CAIMANO, IL CENTRO MODERATO E LA STRADA PER IL QUIRINALE




Molti articoli sui quotidiani di questi giorni stanno parlando di Berlusconi come di un uomo finito,  giunto al suo crepuscolo , che si  dibatte ormai disperatamente nella melma che lo sta trascinando verso il fondo, di un uomo giunto alla fine del del suo percorso politico che tenta penosamente di reclamare un ultimo ruolo agitando la possibilità di un proprio ritorno in campo 


Tuttavia, prima che si possa darlo per morto, vale la pena di considerare che per quanto come ogni dittatore che si rispetti si sia circondato da uno stuolo di cortigiani compiacenti che hanno probabilmente alterato una sua corretta visione del mondo,  , Berlusconi sino ad oggi ha dimostrato nelle sue strategie doti di acume ed inventiva assolutamente fuori dal comune,  ed una capacità rocambolesca di volgere a proprio vantaggio le situazioni piu' difficili, complice probabilmente il grande entourage di esperti di comunicazione e di immagine dei quali dispone come padre padrone del mercato pubblicitario in Italia. E' possibile percio' che sia veramente in una situazione senza via d'uscita e non se ne renda conto? O ci potrebbe essere dell'altro? 

Certamente non è impossibile che egli sia alla frutta , e che sia andato oltre le sue capacità, ma non per questo il Caimano deve essere sottovalutato 

Il suo declino sembra cominciato un anno fa , quando molteplici ragioni di propria convenienza lo hanno indotto a lasciare il passo a Monti, prima di tutte l'esigenza di scaricare su altri le conseguenze di una crisi che appariva ormai fuori controllo

La situazione che ne è seguita, tuttavia,  appariva per certi versi ottimale, perchè da un lato consentiva a Berlusconi di continuare a tenere sotto controllo il Parlamento , attraverso la maggioranza da lui controllata (ad evitare brutte sorprese),  mentre dall'altro poteva contare su qualcun altro che faceva per lui il lavoro sporco,  prendendosi  la responsabilità di provvedimenti impopolari volti ad un  risanamento economico del quale lui si sarebbe preso il merito  al momento opportuno

Una buona prospettiva , che pero' si è molto affievolita a causa delle imprevista popolarità sopratutto internazionale del professor Monti 

Nella imminenza della scadenza naturale della legislatura, il nostro Caimano non poteva permettere che le cose seguissero il proprio corso, perchè in un solo anno di governo , il professor Monti ha reso evidente  a tutti come dovrebbe essere uno statista, e l' immagine che ne deriva sembra molto lontana da quella del nostro cultore di "Bunga Bunga". La  figura pecoreccia di Premier costruita da Berlusconi,  molto piu' simile a quella di un gangster da operetta che a quella dei Padri fondatori della Repubblica si è rapidamente sbiadita,  ed in qualche modo è come se tutti gli italiani, compresi i suoi complici, si fossero d'un tratto risvegliati da un sogno ed iniziassero a guardalo con occhi diìversi. Per questo, ha sparagliato le carte, provocando la crisi che porterà alle elezioni e tornando in qualche modo al centro della scena. Naturalmente non è vero, come ha detto Alfano che le elezioni sono state cosi' anticipate di poche settimane perchè, di fatto, un Governo senza fiducia non riesce a fare piu' niente da subito e quindi la crisi di Governo è immediata e drammaticamente reale

C'è da dire pero' , anche ad un Berlusconi sbiadito ed in crisi non poteva non rendersi conto che candidarsi veramente alla prossime elezione sarebbe stato un grosso rischio, perchè  il centro destra appare confuso, e non piu' sufficientemente unito e motivato . Già adesso i vari caporioni stanno creando correnti scissioniste nel tentativo di ereditare l'impero di mister "B" in modo non molto dissimile da quello che accadde con i vari Generali nel corso della disgregazione dell'impero romano . Ed  è poi chiaro che il centro destra di Berlusconi non potrebbe reggere  ad una sconfitta elettorale, perchè andrebbe in pezzi  decretando, questa volta sì,  la sua fine politica ed aprendogli le porte dei tribunali e forse del carcere 

Quindi è molto difficile che il piano di Berlusconi sia veramente  quello di candidarsi come premier . E' molto piu' probabile che il suo proposito sia quello di ritagliarsi attraverso una serie di forzature e di ricatti un ruolo di coordinatore e mediatore  delle cosiddette forze centriste, che potrebbero riunirsi nel candidare Monti grazie alla sua mediazione ed al suo passo indietro. Effettivamente Berlusconi controlla ancora molti consensi in Parlamento e nelle forze politiche ed economiche del Paese, e ben lungi  dal pensare al bene del Paese, probabilmente si propone un piano abbastanza ambizioso: creare le condizioni per salvare in massa i suoi complici, proporsi come salvatore della casta e nel contempo spianare la strada ai nuovi  baroni del sistema economico che desiderano impadronirsi del potere politico, Montezemolo in testa 


In questo modo si troverebbe ad essere l'uomo chiave per permettere ai suoi complici o almeno ad alcuni di loro di essere rieletti, permettere l'insediamento di un governo conservatore molto gradito alla Casta ed alla alta borghesia italiana e spianare la strada a nuovi ingressi di imprenditori nella politica, oltre a tutto insediando a Palazzo Chigi un uomo tutto sommato abbastanza gradito al Popolo , al quale continuerebbero a venire perdonate o almeno del quale potrebbero venire sopportate ulterioi scelte impopolari 


Cosa ne guadagnerebbe lui?E' probabile che sfumata (evidentemente)  la possibilità  di un nuovo mandato a Palazzo Chigi, il suo obiettivo potrebbe essere il Quirinale. Con un Senato eletto tra i suoi fedelissimi , grazie anche al Porcellum  , e la spinta di questo nuovo Centro Moderato che evidentemente troverebbe molto interessante avere un Presidente della Repubblica proprio complice , la cosa non sarebbe impossibile. In questo modo , Berlusconi si garantirebbe l'impunità e l'immunità che sono il suo bisogno principale , e poi ritornerebbe al Potere dalla porta di servizio



Da parte di questo Centro Moderato vi sarebbe una enorme convenienza , ed in pratica si verrebbe a creare una specie di staffetta tra Berlusconi ed il nuovo Partito, ciascuno dei quali tirerebbe la volata all'altro. Il mandato di Napolitano è al termine.... Il sospetto è piu' che legittimo, e dovrebbe essere  chiaro per tutti che un Berlusconi Presidente della Repubblica non lo fermerebbe piu' nessuno. 



Fantapolitica?Non nel Paese che ha visto un Presidente del Consiglio vantarsi impunemente dei suoi festini a luci rosse, rivendicando come dote il suo priaprismo,  che ha fatto della corruzione un dogma, che ha introdotto la negazione delle evidenti responsabilità proprie e dei propri complici come normale, irridendo chi lo richiamava alle proprie responsabilità, che ha inventato la nipote di Mubarak per giustificare i suoi sollazzi con una minorenne. Insomma, non in Italia. Al peggio non c'è mai fine
Non venga sottovalutato  il colpo di coda del Caimano!!



martedì 13 novembre 2012

STRINGIAMOCI A ....CORTE


Togliamoci subito il dubbio sulla possibilità che vi sia una errata conoscenza del testo dell'inno nazionale nel titolo di questo commento. Se non fossero bastate le lezioni scolastiche  di antica memoria, ci ha ben pensato Benigni un anno fa con la sua colorita erudizione a spiegare, assieme a tutto il resto del testo,  il passo "stringiamoci a coorte", intesa come formazione dell'esercito dell'antica Roma e per estensione il "fare gruppo" il rinserrare i ranghi per fare squadra.
Un invito insomma a collaborare  per costruire insieme un Paese migliore. Ma  il Governo che in questo momento storico politico e sociale così' difficile trova il tempo per imporre nelle  Scuole l'insegnamento obbligatorio dell'inno di Mameli, non ha le sembianze di un allenatore che cerca di motivare la propria squadra per vincere un campionato. L'ordinanza assume  piuttosto le sembianze di editto, volto ad imporre un concetto di Patria che  ricorda alquanto  la riforma Gentile del 1923.
Dovrebbe essere evidente che l'amor di Patria dovrebbe essere qualcosa che nasce dal di dentro , dall'orgoglio nazionale,  dal senso di appartenenza, dalla condivisione di valori. Che senso ha imporlo  per Legge?  Se i cittadini italiani appaiono i più' sbadati d'Europa nelle occasioni nelle quali sarebbe necessario ricordare le parole dell'inno nazionale , questo non succede certo perché testo e parole sono difficili da reperire, ma invece succede probabilmente perché l'inno di mameli appare come qualcosa di lontano ed arcaico, per molti privo di significato. E del resto "fratelli d'Italia? Ma quali fratelli? I fratelli coltelli? Nel Paese piu' individualista d'Europa e forse del mondo? ...l'Italia s'è desta....ne siamo certi? A me sembra invece in coma irreversibile , in stato vegetativo permanente , neanche di fronte alla crisi piu' spaventosa di sempre si riesce a portare l'interesse della Casta fuori dai giochi di poltrone e della campagna elettorale permanente , mentre l'unico partito serio che aumenta i suoi iscritti è il partito dell'astensionismo. Dell'elmo di Scipio s'è cinta la testa? Innanzitutto per cingere una testa con un elmo , bisognerebbe che la testa fosse una ed invece in Italia sono sessanta milioni. Poi gli elmi dei quali gli italiani si cingono la testa sono gli elmetti anti infortunistici degli operai dell'Ilva di Taranto, dei minatori di Sulcis e di tutti gli operai che con questa crisi spaventosa stanno perdendo il lavoro, e poi ci sono gli elmetti della Polizia e dei Carabinieri che caricano i manifestanti , posto che i loro mezzi senza piu' benzina consentano loro di arrivare sul posto...tranne qualli della Val di Susa che per caricare i pacifici valligiani che cercano di difendere la loro valle dall'inutile e brutale stupro ambientale della TAV si sono ormai stabiliti definitivamente la. Dov'è la vittoria? Che ci deve porgere la chioma ? E chi lo sa .... Sappiamo invece che continuano ad arrivare tasse, tagli al welfare , disoccupazione . Ed in questo quadro, la Casta che cambia nomi e sembianze ma mai le facce, attraverso i tg di regime ci dice che tutto va meglio, con il gioco delle parole le tasse diventano contributi ala crescita, le privazioni diventano "uno sforzo comune" imporre tasse assurde ai ceti piu diseredati diventa "chiedere un sacrificio necessario" mentre l'esenzione della Chiesa dall'IMU diventa " Parere parzialmente negativo sull'applicazione della tassa per gli immobili ad uso misto (commerciale e non) di enti no profit."  Progressivamente protestare diventa sempre piu' difficile, sia per mancanza di una classe politica che dia un senso a queste proteste, sia per le leggi bavaglio sempre piu' numerose e pesanti . Tutti hanno sempre meno diritti, in particolare i lavoratori, in un Paese nel quale si ritiene di combattere la precarizzazione e la disoccupazione privando i Lavoratori dei propri diritti , e nel quale il rapporto di lavoro sta a grandi passi ritornando quello prima della Legge 300 , anche detta statuto dei lavoratori (quella dell'art.18) ed i datori di lavoro stanno ritornando ad essere padroni. In questo paese martoriato, il Governo trova il tempo di fare le leggi perchè vi sia un perlomeno formale asservimento al Regime. E la Legge , si badi bene, è trasversale a tutti i Partiti come tutte le decisioni del Governo Monti, che ha messo tutti in riga , noi di fronte alle imposizioni di Legge, come fossimo alla corte di un re ,  i partiti e le formazioni politiche dietro l'unico sistema per rimanere Casta. Dunque tutti buoni, allineati e coperti, senza protestare, senza  permettersi di esigere i propri diritti, bravi ubbidienti tutti in coro a cantare quanto vogliamo bene al signor Direttore. Allineiamoci, duque. Stringiamoci..... a corte.

martedì 25 settembre 2012

IL TRIONFO DEL QUIZ, LA MORTE DELLA CULTURA

Il quiz. Nato come banale indovinello, (la parola sembra abbia una origine abbastanza recente,) ha assunto una certa dignità ai tempi di Mike Bongiorno e del suo Rischiatutto. Certo, era un gioco ma le domande erano serie, difficili, e si rimaneva veramente con il fiato sospeso . Erano i tempi del Maestro Manzi e del suo "Non è mai troppo tardi" una trasmissione che si proponeva di combattere l'analfabetismo che ancora era molto diffuso . La televisione si era assunta un importante ruolo di diffusione della cultura, anche quella piu' elementare. Poi, adeguandosi ai tempi, il quiz televisivo ha iniziato a perdere consistenza, le domande hanno cessato di riguardare un certo tipo di cultura ( ma ve lo ricordate Massimo Inardi e le sua prodigiosa memoria ?) E lasciata la Storia, la Letteratura, la Musica hanno cominciato a riguardare sempre piu' il pettegolezzo, il gossip, la vita di personaggi che a loro volta dovevano la celebrità al solo fatto di essere apparsi in televisione, sino al paradosso dei personaggi resi celebri dal Grande Fratello, ovvero l'essenza del vuoto pneumatico, del nulla, della persona resa celebre dalla celebrazione, che appare in televisione perchè è apparsa in televisione, del personaggio costruito sul nulla. In questo modo , il quiz televisivo ha perduto la capacità di sucitare un interesse, seppure frammentario, per la Cultura ed ha iniziato a diventare strumento di celebrazione della mediocrità, dell'ignoranza, della furbizia popolana di chi poteva pensare di vincere soldi e celebrità con la conoscenza di notiziole sulla vita delle celebrità senza avere un briciolo di vera cultura, una preparazione fondata sulla lettura di Chi e Novella 2000 invece che su Pirandello, la furbizia e la cialtroneria che vincono sulla Cultura, a diffondere il messaggio che studiare non serve, basta essere furbi .




Ecco, il quiz come nemesi dalla Cultura, il quiz che diventa bandiera di chi è insofferente della conoscenza ma non vuole rinunciare a sbandierarne una.

L'arte italiana di arrangiarsi e di arruffare portata al rango di scienza, ma allo stesso tempo, la cultura e la conoscenza svilite perchè deprivate di un ruolo e di un punto di riferimento: la persona che esibisce vera cultura, troppo spesso è meno importante di chi diverte con una guascona esibizione di ignoranza.

In questo contesto, il quiz ha di colpo abbandonato il set televisivo ed è sbarcato di soppiatto nelle sale del Sapere. E divenuto il protagonista nella selezione di coloro i quali debbono accedere alla Università . I futuri medici possono trovarsi a dover rispondere sui campionati di calcio o sulla composizione della grattachecca , e chi non lo sa puo' trovarsi fuori dal cammino universitario, cedendo magairi il passo a chi invece di studiare, guardava i campionati di calcio o si mangiava i gelati. IL trionfo della cialtroneria, dello svilimento della cultura. Ma non basta. In questi giorni il quiz opererà la preselezione iin un concorso per la immissione in ruolo di isegnanti precari. Il Ministero della Istruzione (Pubblica?) Ha deciso di istituire un concorso per la assunzione di circa 12.000 insegnanti.Una bella cosa? Una mia amica, precaria da circa 15 anni, mi ha espresso le sue preoccupazioni: che ne sarà di tutto il lavoro che i precari hanno compiuto sino ad oggi per arrivare ad avere un posto di ruolo? Delle vecchie graduatorie, delle supplenze accettate a condizioni impossibili, magari molto distanti da casa, con piu' spese che guadagno pur di ottenere punteggio? Senza il posto di ruolo questa insegnate, laureata e con una notevole professionalità, corsi di aggiornamento, esperienza sul campo eccetera, madre di un bambino, deve chiedere agli anziani genitori una firma di garanzia per ogni piccolo prestito perchè non possiede un reddito certo sui cui la Banca possa fare affidamento. Ora tutte le sue prospettive ed i suoi progetti di vita vengono rimessi in discussione da questo nuovo concorso. Ma non basta, oltre il danno la beffa: la preselezione di questo concorso sarà basata sugli ormai famigerati quiz.

Oltre all'insulto che il Governo fa a tutti i precari d'Italia, che d'un colpo vengono giudicati spazzataura da rottamare, lo spregio di vedere il proprio sapere e la propria esperienza accumulata in anni di insegnamento precario spazzati via dai quiz alla grattachecca.

Un Governo che decide questo sembra essere veramente il trionfo della cialtroneria , del disprezzo per la fatica degli Insegnanti, ed il disprezzo per la Scuola nel suo senso piu' ampio e quindi per le Generazioni che verranno. Il trionfo del quiz, la morte della Cultura. Amen

lunedì 27 agosto 2012

UNA MOSCHEA A MONFALCONE........

La discussione intorno alla ventilata creazione di un centro religioso e culturale islamico a Monfalcone , riporta al centro del dibattito i temi della tolleranza, della integrazione e della capacità della nostra comunità di vivere il presente ed il futuro invece di aggrapparsi disperatamente al passato.


L'esigenza di creare un centro di aggregazione sociale di cultura islamica nasce evidentemente in primo luogo dal fatto, incontestabile, che a Monfalcone vive una cospicua comunità islamica. A Monfalcone , in margine alle politiche organizzative di Fincantieri, si è prodotto un intenso flusso migratorio proveniente altre parti di Italia e del mondo, che ha avuto a sua volta l'effetto di creare diverse comunità . Una di queste per esempio è la comunità bengalese,(la seconda in Italia) che ormai rappresenta il dieci per cento della popolazione cittadina. Non a tutti questo piace, qualcuno ne è decisamente disturbato, ma negare la realtà non serve a niente ed a nessuno. Ai bengalesi si aggiungono nordafricani, senegalesi ed altri soggetti di religione islamica di varia provenienza giunti a Monfalcone in vari modi e per diversi motivi, cosi' come accade in tutta Italia . Non si conoscono cifre ufficiali ma possiamo ipotizzare una comunità di almeno 3000 persone . La maggio parte di esse è in Italia con permessi regolari e quindi hanno tutti i diritti che cio' comporta. Quindi credo sia piu' che lecito che essi desiderino di avere un luogo dove raccogliersi in preghiera, vista anche la fortissima religiosità che pervade il mondo islamico, per il quale vita quotidiana e religione sono intrecciate in modo indissolubile.

La comunità islamica ha quindi ventilato l'ipotesi di acquistare i locali di un ex discount ormai chiusi ed abbandonati da tempo. E sono subito iniziate le polemiche, naturalmente alimentate dalla sgangherata e populista alzata di scudi dei partiti della destra e della Lega da una parte, e dalla incerta e confusionaria ricerca di una idea da parte dei partiti di centro sinistra dall'altra, con in mezzo l'interposizione di precari argomenti contrari da parte di cittadini spaventati dalla possibile modifica dello status quo.

Le argomentazioni poste a sostegno del partito dei contrari vanno dall'improbabile al ridicolo , ma da parte dei cittadini evidenziano nel complesso paura del diverso, un senso di smarrimento nel vedere il mondo che cambia, il timore che la costituzione di una comunita' nuova porti via qualcosa a quella vecchia, ma anche sconcerto nel vedere che nel nostro mondo nel quale il senso della comunita' e tradizioni si perdono e vanno a naufragare nell'individualismo, si formano comunita' nuove che questi valori tengono invece saldi, in modo particolare perchè immigrati che cercano di mantenere il proprio senso di di identità. C'è sicuramente un senso di disagio nel vedere queste persone prive di mezzi che si dichiarano disposte ad affrontare costi e difficoltà notevoli per potersi aggregare, mentre la nostra civiltà invece costruisce muri sempre piu' alti tra un individuo e l'altro. Disagio che attraverso l'invidia talvolta si trasforma in rabbia.

Uno dei primi argomenti che sono stati sbandierati è proprio quello delle risorse e del costo . IL prezzo dell'immobile è di 500.000 euro , che la comunità intende sborsare senza accendere mutui, per mezzo di una sottoscrizione . Urla e grida sul fatto che questi immigrati sono tutti indigenti, che usufruiscono di agevolazioni e sussidi pagati da "noi che paghiamo le tasse" e che se sono in grado si pagarsi una moschea, allora non hanno bisogno di aiuti e sussidi. Il rappresentante della Lega Nord ha anche tentato una improbabile operazione aritmetica dalla quale si evincerebbe che ogni componente della comunità dovrebbe poter donare alla causa due o tremila euro. Qui tornano alla mente la finta laurea in medicina di Umberto Bossi, la laurea a pagamento del "Trota" e tutta la serie di considerazioni leghiste sulla cultura. Se i componenti della comunità disposta a sostenere la spesa fossero 2.500 , che non è un numero campato in aria visto che probabilmente a questa operazione parteciperebbero tutti i musulmani del circondario , ognuno dovrebbe sborsare duecento euro non duemila. E duecento euro sono una cifra alla portata anche di una famiglia povera se servono ad uno scopo importante.

Poi vale la pena di considerare che anche loro lavorano e pagano le tasse. Certo, molti usufruiscono di agevolazioni. Pero', ad essere corretti , molti di noi sono pronti a dare addosso ad un bengalese che usufruisce di agevolazioni e che si priva di duecento euro per costruire la propria chiesa, ma non credo che le stesse persone andrebbero a controllare come spendono i soldi le persone indigenti che non sono bengalesi e/o musulmane. Come a dire che noi siamo disposti ad aiutare gli stranieri indigenti purchè poi facciano quello che vogliamo noi. Potrebbero spendere duecento euro magari per un televisore ma non per la propria religione perchè questo ci disturba? Non credo questo sia un pensiero dignitoso, e credo che avvilisca piu' chi lo formula che chi lo subisce.

Vorrei poi proporre una riflessione su quante chiese possiede la religione cristiana, nella quale non mancano i poveri, e molte volte di quale sfarzo e di quale opulenza, di quanto sia lecito discutere sulla pagliuzza nell'occhio del vicino , e tutto questo senza dimenticare quanto questo contrasta con la povertà di Cristo.

 

Si parla poi della questione di sicurezza , ipotizzando che una moschea automaticamente diverrebbe un luogo di ritrove di cellule terroristiche. Non si comprende il motivo per il quale le suddette cellule non potrebbero ritrovarsi in un qualsiasi appartamento , a casa di complici o in altri luoghi. Dubito fortemente che la mancanza di una moschea sarebbe un deterrente per dei terroristi agguerriti e determinati

Si parla poi del fatto che non si dovrebbe incoraggiare una religione che annovera tra i suoi seguaci tante persone violente , e si citano casi di recente cronaca . Molti pensano alla religione islamica come ad una religione che incita alla violenza, schiavizza le donne , non tollera altre religioni In realtà come in tutte le religioni anche qui vi sono i fanatici, ma a chi lo ha dimenticato vorrei ricordare che anche la religione cristiana ha contato nel suo passato molti eccessi, come i massacri compiuti al grido di "Dio lo vuole" nelle crociate, e poi la caccia alle streghe, i roghi della la Santa Inquisizione, i massacri compiuti dalle cattoliche armate spagnuole in sudamerica ai tempi di Cortez e Pizzarro sino al motto GOTT MIT UNS (Dio è con noi) inciso sui pugnali dei nazisti delle SS . E' chiario che queste persone avevano della religione Cristiana un idea abbastanza distorta., e non dobbiamo certo giudicare i Cristiani da questi eccessi, cosi' come non è corretto giudicare i musulmani dagli eccessi compiuti dai Talebani . Per quanto riguarda le donne , ricordiamo che il delitto d'onore che mandava assolto o quasli il marito che uccideva la moglie infedele è stato abolito da pochi anni, e cito Tommaso d'Aquino, illustre dottore della Chiesa "

""Il valore essenziale della donna consiste nella sua capacità di partorire gli esseri umani e di governare la casa." (Tommaso d'Aquino, dottore della Chiesa, 1225-1275)

"Un feto maschile diventa un essere umano dopo 40 giorni, un feto femminile dopo 80 giorni. Le femmine derivano da spermatozoi difettosi o da flatulenze umide." (Tommaso d'Aquino, dottore della Chiesa e patrono delle università cattoliche)

 

La donna è un errore della natura… con i suoi eccessi di umidità, la sua bassa temperatura fisica e la sua inferiorità spirituale è una specie di uomo mutilato, menomato e malriuscito… solo l'uomo è la piena realizzazione della razza umana." (San Tommaso d'Aquino, dottore della Chiesa, 1225-1274)


Eccetera. A tutt'oggi le donne non possono diventare preti, vescovi e tutto sommato nella civiltà cui vorremmo si sottomettessero le persone di religione musulmana, la donna continua ad avere un ruolo sottomesso rispetto all'uomo


Non esistono argomenti che possano in maniera irrefutabile dimostrare la superiorità di una religione rispetto ad un altra e, d'altra parte, gli stessi sacerdoti di Monfalcone, quando intervistati, hanno parlato favorevolmente  della libertà religiosa.


Tralasciamo gli argomenti di minore rilevanza, come la agibilità dell'edificio (chi ha mai sentito parlare del certificato di agibilità delle Chiese cristiane o di altro culto?) La presenza di una via ad alto scorrimento (sulla stessa via, a pochi metri c'è da secoli una Chiesa) eccetera, tutti argomenti che evidentemente sono pretesti per nascondere la paura del diverso.


Da parte della Amministrazione comunale , un balbettio confuso che è arrivato al punto di invitare i Cittadini ad andare maggiormente in Chiesa , una argomentazione grottesca che rivela il disorientamento di chi è diviso tra un perbenismo di maniera, progressismo di facciata ed il timore di non potere controllare la situazione che si sta evolvendo (si, beh, è giusto dare anche ai musulmani i loro spazi.....ma noi contiamoci , facciamo quadrato, andiamo in Chiesa per dimostrare piu' che altro a noi stessi che anche noi abbiamo valori altrettanto solidi dei loro.....o no? O non piu?) Il timore che questa Società decrepita e decadente sia giunta al capolinea, e che una Società multietnica e multirazziale sia un futuro che non potremo manipolare.

Bene, io credo che se questa Società vuole dimostrare ancora qualcosa, non lo farà certamente impedendo con i cavilli e la violenza che una parte di essa possa svilupparsi come vuole, lo scontro di civiltà non puo' essere vinto con la forza.


Non con la forza, non con l'autorità ma solo e soltanto con la saggezza e l'autorevolezza....... Cui abbiamo dato già un fiero colpo pensando di impedire a delle persone di professare la propria religione con una certificazione di agibilità o di destinazione d'uso di un edificio.... O pensando di poter risvegliare con uno schiocco di dita  un senso di religiosità che contrasti il loro, quasi fosse una gara.... Invitando dal giornale i Cittadini ad andare in Chiesa....

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