giovedì 17 maggio 2012

MONTI E LA TELA DEL RAGNO

       Le parole che arrivano ossessive dalla politica attraverso i media sono sempre quelle: rigore e crescita, rigore ma crescita, crescita ma rigore. Una specie di mantra, con il quale si vuole esorcizzare il senso di vuoto che danno queste due parole.



          Infatti, la parola rigore, che letteralmente significa rigidità, severità, , richiamerebbe ad una più' severa applicazione delle Leggi esistenti ma in realtà è stata utilizzata per giustificare l'utilizzo di nuove Leggi finanziarie , particolarmente dure per alcune categorie di persone come i pensionati, i lavoratori dipendenti ed i cosiddetti "esodati" e tutto sommato ingiuste perché hanno ribaltato il costo degli sprechi e delle incapacità della Casta economica a politica italiana sulle categorie più' deboli. Quindi la parola rigore è stata utilizzata in modo improprio. per coprire il vero termine che si sarebbe dovuto utilizzare, e che potremmo individuare nella parola IMPOSIZIONE per non dire vessazione . La dissertazione linguistica non è fuori luogo perché è strumentale a rendere evidente il livello di onestà intellettuale dell'esecutivo e perché permette di comprendere meglio le politiche che utilizza. . A questa parola si dovrebbe unire la parola crescita, che pero' non riesce , come mai? Il debito pubblico è aumentato anche nei mesi del governo Monti, lo spread è risalito , il gettito fiscale è diminuito il PIL è in decrescita mentre aumenta la disoccupazione . Allora i governi degli ultimi dieci o quindici anni (ovvero principalmente Berlusconi) avevano fondato la loro popolarità sulla propaganda di crescite senza sacrifici, di benessere senza impegno e con meno tasse, generando l'illusione che non fosse necessario lavorare troppo e pagare troppe tasse per vivere bene, alimentando le sirene della finanza creativa e di una serie di illusioni .



           Illusioni che si basavano su una idea che è poco definire ingenua di una mancanza di consequenzialità tra le varia azioni politiche ed economiche, come se ogni sistema fosse un sistema chiuso ed a se stante . Una su tutte, l'idea che si potesse abolire l'ICI senza alcuna conseguenza, per fare felici i cittadini senza che ne derivassero disagi. L'evidenza che senza questo gettito i Comuni hanno dovuto da una parte tagliare i servizi, e dall'altra chiedere allo Stato somme sempre maggiori e che quindi in pratica l'ICI è rimasta sotto altre forme, è stata nascosta con la propaganda.



        Perché quello che unisce politica e finanza, in Italia come in Europa e nel resto del mondo è una sottilissima tela di ragno. La tela del ragno è fatta in modo che qualunque filo, anche il più' sottile, venga toccato, l'intera tela vibra e si muove, e quindi in qualche modo reagisce. Allo stesso modo qualunque decisione venga presa , in campo politico o economico , tutto il sistema poco o tanto ne viene coinvolto . Sul tipo di quel vecchio detto sulla farfalla che batte le ali ad Hong Kong ed a New York arriva la pioggia invece che il sole . Ed è inutile cercare di negare questa consequenzialità (anche se in termini meno estremi di questa battuta) perché i conti non si fanno illudere dalla propaganda, e neanche in Italia la matematica è una opinione.



               Così', l'avvento del governo Monti è stato salutato da tutti, magari a testa bassa, come un ritorno alla realtà. Si pensava che le misure varate da Monti potessero risanare il Paese, sia pure con dei sacrifici, riportando il Paese alla realtà . Ma è subito divenuto evidente che neanche Monti aveva ben chiara la tela del ragno



             IL metodo da lui seguito è stato quello per esempio di aumentare a dismisura le accise sulla benzina, come il negoziante poco accorto che quando guadagna poco si illude di poter guadagnare di più' semplicemente aumentando i prezzi. Invece, allo stesso modo nel quale i clienti del negoziante caro cambiano semplicemente negozio, gli italiani hanno diminuito i consumi della benzina (per tacere delle regioni di confine dove hanno cominciato o ricominciato ad andare nei Paesi limitrofi a fare il pieno) ed il gettito di queste accise non è stato quello sperato, mentre i benzinai sono andati in difficoltà e quindi hanno cominciato a pagare meno tasse perché guadagnavano meno, andando inoltre ad ingrossare le fila di quei cittadini che spendono sempre meno e quindi fanno calare la domanda interna e quindi più' in generale a frenare l'economia. Poi l'aumento dei carburanti ha fatto aumentare il costo di tutto quello che veniva trasportato, dai mobili alla frutta ed anche questo ha fatto diminuire i consumi e messo in difficoltà ulteriore i commercianti con le conseguenze già enunciate per i benzinai . Insomma, l'aumento della benzina ha diminuito i consumi e la domanda interna e quindi sia la crescita del Paese che il gettito fiscale. Questa manovra ha portato alla fine, nel suo globale a dei vantaggi? I mass media si sono riempiti di consigli su come risparmiare , dalla ricetta della nonna al riciclaggio del vecchio mobile dimenticando che in una economia come la nostra, risparmiare significa non consumare e quindi diminuire l'economia. Perché tutte è collegato: come in una tela di ragno.



              Il cosiddetto Governo tecnico ha quindi dimostrato di non essere diverso dai governi precedenti , perché altrettanto distaccato dalla realtà ed incapace di trovare soluzioni credibili . Di qui il calo dei consensi., ma anche l'atteggiamento sempre piu' intollerante nei confronti dello Stato, sfociato anche in episodi di violenza contro Equitalia.



            Quello che appare abbastanza evidente, è che il Governo Monti non sembra eccessivamente turbato da questi evidenti fallimenti: il governi Monti infatti non sembra avere l'obiettivo di rendere l'Italia un posto migliore, ma soltanto di creare un bilancio sufficientemente credibile da permettere all'Italia di rimanere in Europa, laddove per Europa di intende una specie di Società per Azioni di tipo economico, ove la qualità della vita dei cittadini passa in second'ordine .



            Ma anche qui c'è un ma: le recenti elezioni in Francia, con la vittoria della sinistra, il tracollo politico della Merkel, la impossibilità di creare un governo in Grecia parlano di una diffusa intolleranza dei cittadini a questo modo numerico e monetario di concepire il Governo e di un cambiamento in atto che potrebbe portare l'Europa ad essere un Paese molto diverso da quello che è attualmente o che cerca di essere. E quindi anche qui il Governo Monti potrebbe trovarsi a creare le premesse per poter restare in una Comunità che non esiste piu



                Come se ne esce? I segnali che escono dal popolo italiano sono quelli della cosiddetta anti-politica ma che correttamente andrebbe chiamata anti-casta perché quello che viene combattuto non è la politica ma il modo di fare questa politica che hanno questi partiti. Votare il movimento 5 stelle, piuttosto che le liste civiche significa continuare a fare politica ma in modo diverso. Persino l'astensione puo' essere un segnale di tipo politico.



               E che la politica come l'abbiamo conosciuta sino ad oggi sia arrivata al capolinea è ormai chiaro. Peccato che tutto quello che in nostri politicanti sappiano inventarsi si a di cercare di reinventare idee vecchie con il vestito nuovo, l'ultima sentita alla radio è il patetico tentativo di resuscitare la vecchia DC



              L'unico modo per dare una spinta al sistema sarebbe quella della abolizione totale del finanziamento pubblico ai partiti e la riforma del sistema elettorale . Solo in questo modo potrebbero emergere facce nuove e pulite, ripulire il marcio, mandare a casa i parassiti della politica e creare le premesse per le quali chi fa politica lo fa per passione e convinzione e non per trovare un posto fisso e remunerativo



            Il problema è che i marci partiti che oggi sono nelle sale del potere, questo non lo faranno mai



         Dovremo farlo noi. Cominciamo dal Web come sono cominciate le rivoluzioni in Libia , Tunisia, Egitto dopo la primavera araba cominci la primavera italiana ed europea



Anche la libertà è una tela di ragno




lunedì 23 aprile 2012

Da "Report" del 22 aprile....



L’Italia è il primo Paese che ha messo in Costituzione il pareggio di bilancio. Cosa vuol dire nella pratica? Che tu non potrai mai forzare la spesa per rivedere le tue politiche  di investimento pubblico. E’ come se, una famiglia, con un reddito basso, ma decide di  indebitarsi per far studiare i figli e una legge gli dice “tu non puoi affrontare questa  spesa”.  Moltiplicato per milioni di famiglie cosa si viene a perdere? Perché alla fine i conti saranno anche a posto, ma è una gran brutta vita. E non è vero che sei virtuoso solo se non spendi, dipende da come spendi. E’ urgentissimo avviare delle politiche di riduzione del debito, ma metterlo in costituzione potrebbe creare le basi per lo smantellamento la funzione pubblica dello Stato e lasciare che ad occuparsene siano i privati. E il privato di fronte alla linea dell’autobus che va in periferia per far viaggiare 
10 persone, cosa fa la taglia perché non gli conviene. La politica quando non funziona, e non funziona quando si eleggono le persone sbagliate, diventa tecnica. Una parola che non abbiamo inventato noi ma è comparsa al mondo una 40ina di anni fa. 
MICHELE BUONO FUORI CAMPO 
Sono gli anni ’70 e un gruppo di uomini potenti – americani, europei giapponesi – pronunciava questa parola: tecnocrazia. E’ la Commissione Trilaterale – Stati Uniti, Europa, Giappone - voluta da David Rockefeller nel 1973 per disegnare il futuro del mondo, o meglio per dargli una raddrizzata. 
PATRICK WOOD – SAGGISTA-EDITOR THE AUGUST FORECAST 
E’ la filosofia che ha guidato la Commissione trilaterale fin dal primo giorno, quella della tecnocrazia e che è a tutti gli effetti una filosofia politica. 
MICHELE BUONO FUORI CAMPO 
La Commissione Trilaterale ha la struttura di un parlamento globale ma i membri non sono eletti, sono invitati. Banchieri, politici, industriali, rappresentanti di multinazionali, accademici, giornalisti, editori non hanno mai smesso di riunirsi in seduta plenaria una volta l’anno. E già a metà degli anni ’70 , l’analisi della Commissione Trilaterale sulla crisi mondiale – salari alti e crescita non più ai ritmi del dopoguerra  - era “eccesso del sistema decisionale”. Troppa democrazia.  Soluzione? Più potere ai governi e meno ai parlamenti. Patrick Wood statunitense ha seguito i lavori della Trilaterale fin 
dall’origine.  Lo intervistiamo via skype. 
PATRICK WOOD – SAGGISTA-EDITOR THE AUGUST FORECAST
Sin dall’inizio il loro intento specifico fu quello di creare un nuovo ordine economico internazionale ed elaborarono due concetti per realizzare i loro piani: interdipendenza tra i soggetti e tecnocrazia, come mezzo per controllare la società. 
MICHELE BUONO 
Più tecnocrazia e meno politica: era questo il piano? 
PATRICK WOOD – SAGGISTA-EDITOR THE AUGUST FORECAST 
Fu questo il piano fin dall’inizio. Tant’è che la Commissione trilaterale  riuscì a prendere il controllo dell’esecutivo americano dominandolo negli ultimi 30 anni. 
MICHELE BUONO 
Che genere di mondo volevano disegnare e stanno disegnando? 
PATRICK WOOD – SAGGISTA-EDITOR THE AUGUST FORECAST 
Sono convinti che non ci sia più bisogno dello stato così come lo si è inteso per centinaia di anni e quindi agiscono per poter eliminare il concetto di sovranità nazionale e di autodeterminazione. In quei giorni nessuno aveva previsto che il sistema che stavano creando avrebbe portato il mondo è quello che è oggi: talmente connesso a livello finanziario che se una nazione singhiozza, l’intero pianeta cade in ginocchio. 
MICHELE BUONO FUORI CAMPO 
C’era una volta una legge bancaria, il Glass Steagall Act che dopo la crisi del ’29 regolamentava l’attività: da una parte le banche commerciali con attività tradizionali e garantite dallo Stato, dall’altra le banche d’affari con attività speculative. L’industria bancaria poi fece pressione per abolire questa distinzione. Troppi lacci e lacciuoli - si diceva – sarà solo il mercato a regolare tutto. Tant’è che sotto l’amministrazione Clinton (ex membro della Commissione trilaterale ra il 1999 -) il Glass Steagal Act fu abolito. Rotti gli argini, le banche di tutto il mondo si sono messe a fare tutto: raccolta del risparmio, peculazione, costruzione e vendita di titoli di debito. 
PATRICK WOOD – SAGGISTA-EDITOR THE AUGUST FORECAST 
MICHELE BUONO 
Qual è stato il ruolo del signor Mario Monti nella Commissione trilaterale? 
PATRICK WOOD – SAGGISTA-EDITOR THE AUGUST FORECAST 
Monti è stato il presidente europeo della Commissione trilaterale. Quindi la sua responsabilità era quella di portare avanti le operazioni europee. Ora io posso parlare di come gli uomini della trilaterale si comportano negli Stati Uniti una volta che si ritrovano ad occupare posizioni di potere: hanno la possibilità di eseguire qualsiasi strategia politica della trilaterale con o senza il consenso del popolo. 
MICHELE BUONO FUORI CAMPO 
Non è un complotto perché la stessa storia potrebbe essere raccontata partendo da altre premesse. Diciamo che ognuno, anche da sponde diverse, ci ha messo un pezzo. 
Interessi, buona fede, incapacità, errori, si sono intrecciati e hanno disegnato un modello.
MICHAEL HUDSON – PRESIDENTE ISTITUTO STUDI TENDENZE ECONOMICHE 
LUNGO PERIODO 
Se si traccia una mappa del Giappone e Fukushima viene inondata, non diciamo che la mappa è stata allagata ma che è il Giappone a essere stato sconvolto. Il modello è solo una falsa mappa per poter convincere le persone a seguire un sentiero suicida facendo credere alle famiglie e alle industrie che sarebbero diventate più ricche solo se 
avessero contratto debiti senza lavorare e produrre. Il problema è che è stata seguita una falsa mappa che descriveva la realtà. 

la puntata completa ; 
http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-571e19e3-6925-4313-acd8-d90453d280c4.html

mercoledì 18 aprile 2012

... LA FESTA E' FINITA !!

L’intervento del Presidente Giorgio Napolitano sui temi dell’antipolitica e della crescente avversione dei cittadini italiani nei confronti dei partiti in un marcato passaggio del suo discorso per la commemorazione di Zaccagnini ,. assieme ali disperati appelli dei triumviri Alfano, Bersani e Casini sul tema del finanziamento pubblico ai partiti, sono indicatori di quanto pressante sia divenuto il rapporto tra Cittadini e politica in questo crepuscolo della cosiddetta Seconda Repubblica.

E le ragioni di questo sono piu’ che evidenti . La crisi economica, che pure ha travolto il mondo intero, ha evidenziato in Italia in modo plateale la incompetenza e la incapacità di reazione della classe dirigente e politica italiana .

E’ caduto in questo modo l’impalcato che aveva puntellato in qualche modo la credibilità sia nazionale che internazionale del Governo Berlusconi , e solo l’intervento autorevole dell’ottuagenaio Presidente della Repubblica è stato in grado di impacchettare un nuovo Governo Tecnico che raccogliesse i pezzi della economia Paese e cercasse di ridare loro una qualche forma in modo da rendere praticabile la permanenza dell’Italia all’interno della Comunità economica europea, per evitarne guai peggiori dovuti all’isolamento.

Ho parlato di nuovo Governo tecnico perché a suo modo, in qualche modo già il Governo Berlusconi, o meglio, i Governi Berlusconi sono stati in qualche modo dei Governi tecnici.

La comparsa sulla scena politica di Berlusconi , all’indomani di Mani Pulite e dello scoperchiamento dei meccanismi di corruzione che regolavano la vita politica ed economica del Paese, infatti , è stata vissuta veramente come una “ discesa in campo” , ovvero la decisione di un grande imprenditore di prendere in mani le redini della Azienda Italia, e dare ad essa una regolata come se fosse stata una delle sue azienda. In altre parole, la discesa in campo di un Tecnico che veniva a prendere il posto di una massa di politicanti incompetenti e corrotti.

In questa concezione venivano ad incontrarsi molte dei luoghi comuni italiani , dalla necessità italica di avere un padrone, frutto di secoli di storia da dominati, alla sfiducia nella propria capacità di autogovernarsi, dall’individualistico bisogno di avere qualcuno che prenda le decisioni e quindi deresponsabilizzi l’individuo dalla necessità di una partcipazione attiva alla politica , alla intima convinzione che il “padrone” sa cosa è meglio per tutti, e che inoltre non perde tempo in chiacchiere e che non ha bisogno di rubare perché è già ricco e comunque non si perde in quisquiglie perché è dominato dal senso del dovere ed orientato in massima parta al lavoro

Già molti anni prima della comparsa di Berlusconi vi erano molti che avrebbero per esempio invocato l’ingresso in politica dell’Avvocato Gianni Agnelli, vincente capitano d’industria e modello di solidità, credibilità e correttezza.

Alla luce delle conoscenze che abbiamo oggi, non possiamo dire che l'entrata in scena di Berlusconi sia capitata a faiolo a fagiolo, perchè in realtà fu il frutto di una serie di necessità contingenti ed oculati calcoli opportunistici, ma da parte degli elettori fu appunto colto come il provvidenziale intervento di un Tecnico che determinato a spazzare via i politicanti corrotti.

Questo concetto fu poi alimentato ad arte, ed il linguaggio populista e diretto di questo personaggio convinse molti di trovarsi di fronte ad un vero, appunto , Governo Tecnico ante litteram.

Tralasciando quelli che ne sono stati gli eccessi pero’ , questo Governo, ha comunque insegnato, o almeno dovrebbe avere insegnato , che la via per un buon o governo, la via per il progresso economico ma sopratutto sociale non ha scorciatoie, che non esistono i deux ex machina , i salvatori del popolo, gli eroi che arrivano su un cavallo bianco e risolvono i problemi e che quindi la via faticosa da percorrere è quella della creazione di una classe dirigente capace e responsabile attraverso l'impegno di tutti gli elettori , ed attraverso l'esercizio del controllo senza il quale non c'è vera democrazia

A prescindere dunque dagli eccessi, che comunque non sono stati pochi, dalle devianze e dalle derive autoritarie questo governo ha inoltre insegnato che quando a governare è un soggetto che fa parte di un preciso settore della Società , in questo caso l'imprenditoria, il punto di vista di questo soggetto sarà parziale , ed il suo governo sarà improntato al perseguimento di obiettivi aderenti al suo specifico campo di interessi

In estrema sintesi quindi un imprenditore governerà un Paese come se gestisse la propria Azienda, perseguendo obiettivi prevalentemente economici e, a meno che non sia eccezionalmente illuminato, trascurando gli aspetti meramente sociali. Questo è accaduto con Berlusconi (con l'aggravante che ha gestito l'Azienda Italia come se fosse stata una propria Azienda, e dunque con una ampia partecipazione agli utili) accadrà Con eventuali futuri omologhi, come per esempio il prospettato Luca Cordero di Montezemolo

Il governo Monti, sul quale molti puntavano le proprie speranze, non ha cambiato questa prospettiva: insigni professori di economia hano dimostrato di sapere operare bene sui numeri, molto meno bene sulle persone. Tra l’altro subendo le pressioni di un apparato politico che stava si alla finestra, ma bene attento a proteggere le proprie categorie preferite , riparandosi dietro all’esecutivo tecnico per fare eseguire decisioni molto poco popolari e talvolta infami senza sporcarsi le mani , ma bene attento a proteggere i propri interessi.

Tutto evidenzia senza ombra di dubbio che un Governo tecnico non risolverà mai i problemi del Paese, e che vi sarebbe bisogno della Politica con la P maiuscola, laddove la politica è l'arte della mediazione e della conciliazione di tutti i bisogni in un obiettivo comune, la capacità di convogliare desideri e risorse in un cammino comune, la creazione di un senso di Nazione che unisca tutti nello sforzo, nel sacrificio ma anche nell'ottenimento di risultati positivi per tutti., ed anche  che purtroppo  in Italia  la sfiducia degli italiani nei confronti della politica è piu' che giustificata e non è certo cosa di oggi .Semmai si è accentuata la diffidenza nei confronti dei Partiti politici. 

In questi giorni si è assistito allo scoperchiamento del calderone della corruzione rurale e casareccia all’interno Lega Nord , che ha risvolti comici e patetici, con questi soggetti che si compravano lingotti d'oro e diamanti come gazze ladre che sono attratte da quello che luccica, ma che ha colpito anche l'ultima formazione che poteva conservare un minimo di rustica genuinità.

Del resto mani Pulite aveva già evidenziato che nella politica italiana il malaffare, lungi dall'essere episodico e sporadico, era invece una industria avviata e consolidata , alla quale partecipavano tutti, e oggi risulta piu' che evidente che da allora non è cambiato assolutamente nulla

Risulta dai veti multipartisan che emergono ogni volta che si vogliono toccare i privilegi della Casta, delle lobbies, dei vari interessi particolari.

Ma risulta anche dal modo multipartisan nel quale i politici di tutte le fazioni difendono il finanziamento pubblico dei partiti.

Il l finanziamento pubblico dei partiti era stato abolito con un referendum che aveva visto una alta partecipazione ed una percentuale schiacciante , ed era stato reintrodotto in maniera truffaldina con la connivenza di tutti i politici pochi mesi dopo

Una cosa disonesta ed antidemocratica alla quale avevano partecipato tutti, a dimostrazione del fatto che in politica si puo' discutere di tutto ma non di togliere ai politicanti la possibilità di mettere le mani nella cassa

Ora i triumviri a gran voce chiedono, implorano, minacciano per salvare il conto economico delle aziende politiche che stanno governando, facendo delle affermazioni che si contraddicono e dando quindi la impressione di un momento di panico monetario piu' che istituzionale.

Dicono infatti che , se verrà tolto il finanziamento pubbolico ai partiti, soltanto le lobbies economiche saranno in grado di fare politica. Questa affermazione merita una profonda riflessione: è vero questo? il governo Monti, sul quale vi sarebbe molto peraltro da discutere, ha avviato una serie di manovre economiche (anche qui, governo tecnico= decisioni tecniche che non tengono conto dei riflessi sociali) volte al reperimento di risorse per le varie fasi della ristrutturazione della economia nazionale, e lo ha fatto tassando i poveri , non i ricchi, sulla base del ragionamento , che non è affatto preregrino, che quando servono i soldi si vanno a prendere ai poveri, perchè ne hanno pochi ma sono in tanti. .

Sulla base dello stesso ragionamento, verrebbe da dire ai segretari dei Partiti che con la cessazione del finanziamento pubblico dei partiti avrebbero la possibilità di reperire i fondi chiedendo contributi ai propri iscritti e simpatizzanti. Per fare questo dovrebbero essere capaci di ridestare in essi fiducia e credibilità e questo è uno dei motivi per i quali la abolizione del finanziamento pubblico ai partiti potrebbe essere una fortissima spinta ad indurre i politici a ritornare a fare vera politica, a stare in mezzo alla gente , a spiegare bene quello che fanno a perchè lo fanno, a tenere un comportamento degno, a temere le ire degli elettori a cercarne il consenso in modo vero e non artefatto.. e magari imparare comportamenti maggiormente virtuosi e meno spendaccioni

Poi, vale la pena di osservare che anche i partiti conservatori, che tradizionalmente sono maggiormente vicini alle lobbies , ambiscono ai finanziamenti pubblici allo stesso modo dei partiti della sinistra, a significare che non è detto che le lobbies, pur avendo i soldi, siano disposti a sganciarli. Anche perchè la storia recente ci insegna che non è affatto scontato che in politica pagando si ottiene cio' che si chiede.

Quindi è molto probabile che quanto affermato dai politicanti impauriti siano solo pretesti per continuare a mantenere lo status quo, uffici prestigiosi , segretarie e d uffici compresi, ed anche e forse soprattutto per evitare di cimentarsi in un mestiere, quello del politico vero, che nessuno sembra sapere piu’ fare

Nel suo discorso, il Presidente Napolitano ha affermato “ Guai a fare di tutte le erbe un fascio, a demonizzare i partiti, a rifiutare la politica". Bene, quanto a fare di tutte le erbe un fascio, vale la pena di osservare che se è probabilmente vero che non tutti i politici sono corrotti, ovvero se è vero che esistono persone oneste e singoli casi di buona politica, è altrettanto vero che il sistema dei partiti in Italia nel suo complesso è malato, che i partiti soffrono mediamente tutti della medesima malattia e che per questo motivo i cittadini italiani, che con i partiti a torto o a ragione identificano la politica, aborrono e fuggono la politica.

Non bastano gli inviti del Presidente , ora non bastano piu’. Non si puo’ chiedere ai Cittadini di fidarsi, di chiudere gli occhi, di fingere di non sapere. Ora basta. Non si puo’ piu’ cercare di decontestualizzare il comportamento di alcuni soggetti, siano essi politici o partiti, per cercare di sostenere che il sistema continui ad essere valido

Il sistema deve essere purificato e riformato. Bene quindi l’immediata abolizione dei finanziamanti ai partiti, già con questa tornata elettorale, bene al dimezzamento dei compensi dei politici a tutti i livelli, alla abolizione dei privilegi per tutta la Casta e di tutto cio' che sarà necessario per fare capire ai politicanti che nessun cambiamento sarà possibile sino a che anche loro non saranno scesi dal carro e comincieranno a spingere

I Cittadini italiani hanno bisogno ora di quel segnale forte che il Governo Monti non ha saputo dare, e che faccia loro comprendere che anche i politicanti, i privilegiati, gli eletti hanno capito….che la festa è finita.


martedì 20 marzo 2012

LA PICCOLA STORIA IGNOBILE DELL'ARTICOLO 18

Sta diventando sempre piu' pressante ed urgente la trattativa sulla riforma del mercato del lavoro, e tutto sembra ormai ruotare soltanto intorno all'art.18 che il Governo vuole togliere di mezzo e che i lavoratori invece vogliono difendere.
 Intorno al capezzale di questa famosa riforma, si agitano politicanti, sindacalisti, industriali insomma, Governo e parti Sociali. Da parte degli esponenti del Governo e dei rappresentanti dei Partiti che lo sostengono vi è una continua e logorante litania sull'importanza di raggiungere un accordo con il "consenso delle parti sociali" , che tradotto dal politichese significa che i politicanti vorrebbero potersi disfare dell'art.18, ma con la connivenza dei sindacati che in nome si un presunto "senso di responsabilità" dovrebbero diventare complici di questo assassinio


Questo perchè sanno benissimo quale immensa porcata sia colpire l'art.18, e desiderano scansarne le responsabilità , vogliono macellare i diritti dei lavoratori e rimanere con le mani pulite, o perlomeno avere la complicita' delle vittime


Non hanno neanche il coraggio di chiamare le cose con il proprio nome: le frasi di Napolitano " devono prevalere l'interesse generale ed il senso di responsabilità" , gli fanno eco Casini, Fini , Alfano tutti a dire che bisogna che i Sindacati (ma solo i Sindacati, sia chiaro) debbono dimostrare "senso di responsabilità" perchè si possa arrivare ad un "accordo" che tradotto significa che i Sindacati dovrebbero regger il cappio al boia. Monti rincara affermando che tutti debbono cedere "qualcosa" dimenticando o fingendo di dimenticare che i lavoratori di oggi e di ieri (pensionati) hanno ceduto praticamente tutto, dalla possibilità di andare in pensione ad una età decente, al potere di acquisto dei salari, dalle tutele alla sicurezza sul lavoro mentre nè la parte padronale nè la Casta che anche lui rappresenta hanno ceduto un centesimo che sia uno . Tutto nell'Interesse generale"


Naturalmente , questo "interesse generale" non è la salvaguardia dei diritti dei lavoratori , la dignita' del lavoro, il riportare i valori dell'uomo e del lavoro al centro della Società, l'interesse generale è l'interesse della Casta , della classe padronale e dei politicanti .


Questo teatrino di persone serie e composte, piene di sussiego e di senso di responsabilità che si affannano a consigliare i Sindacati a fare "la scelta giusta" per il "bene del Paese" e per il superiore "interesse generale" mi fanno venire alla mente quello che succede in una famiglia piccolo borghese quando il giovane rampollo di Famiglia mette incinta la figlia della sartina. Tutti i gentiluomini e le gentildonne perbene, a messa ogni domenica, l'appartenenza alle associazioni benefica, le dame di carità, la beneficenza, l'asserita tolleranza ed apertura mentale, a patto che non si parli di aborto, divorzio o matrimonio tra gay, davanti ad un evento che non possono controllare, cercano affannosamente la soluzione migliore per "l'interesse generale" e quindi dopo affannose consultazioni , chiedono alla povera ragazza di fare la "scelta giusta" per il "bene di tutti" , di affrontare la cosa con il giusto "senso di responsabilità" tante è lei che deve andare su un tavolo di marmo a farsi macellare e portarsi poi il rimorso per il resto della vita.


E non ha scelta, perchè l'alternativa è rimanere da sola con la creatura ed averli tutti contro.


Guccini descriveva bene gli stati d'animo nella sua "piccola storia ignobile"

Ma che piccola storia ignobile mi tocca raccontare, così solita e banale come tante,


che non merita nemmeno due colonne su un giornale o una musica o parole un po' rimate,


che non merita nemmeno l' attenzione della gente, quante cose più importanti hanno da fare,


se tu te la sei voluta, a loro non importa niente,


te l' avevan detto che finivi male...


................i


E di lui non dire male, sei anche stata fortunata: in questi casi, sai, lo fanno in molti.


Sì, lo so, quando lo hai detto, come si usa, ti ha lasciata, ma ti ha trovato l' indirizzo e i soldi,


poi ha ragione, non potevi dimostrare che era suo e poi non sei neanche minorenne


ed allora questo sbaglio è stato proprio tutto tuo:


noi non siamo perseguibili per legge, ................






Ecco, qui la nostra piccola storia ignobile del povero articolo 18 che deve essere abortito per il "superiore interesse del Paese"






Una cosa da sbrigare in cinque minuti al parlamento....di cui porteremo il peso per sempre





..

mercoledì 14 marzo 2012

LE PACCATE E LO STILE

Le cadute di stile del Governo Monti sono ormai troppe perchè si possa ancora parlare di uno stile. Nelle parole del ministro Fornero sulla "paccata" di miliardi che verrebbero erogati a fronte della resa dei Sindacati dell'art.18 , c'è tutta l'arroganza, l'alterigia e la tracotanza classista della politica italiana piu' classica .



L'esaltazione della prima ora per lo stile sobrio e serio del Governo Monti, per i modi pacati che hanno fatto da contraltare al chiassoso circo del governo precedente , è ormai un ricordo


E' ora evidente che la onestà intellettuale, la correttezza e la serietà di questo Governo non sono dissimili da quello immediatamente precedente.


La scelta che si trovano davanti i rappresentanti sindacali che trattano con il ministro la riforma del mercato del lavoro, non è dissimile da quella che si sono trovati davanti i lavoratori di Mirafiori difronte al ricatto di Marchionne (sostenuto dal governo di allora) : cedere sulla dignità del lavoro, sui diritti dei lavoratori, sulla qualità della vita in cambio della possibilità di poter lavorare. Prendere o lasciare.: volete i miliardi? Una "paccata" di miliardi? Vendeteci l'anima dei lavoratori, i loro diritti primari. Vendeteci il diritto del lavoro, che senza l'articolo 18 diverrà solo una scatola vuota, ed avrete i miliardi


Sappiamo tutti che non è l'articolo 18 il freno allo sviluppo del Paese. Se le imprese straniere non investono nel nostro Paese è perchè qui c'è una burocrazia spaventosa, una tassazione assurda, non ci sono infrastrutture e non vi è alcuna certezza nella riscossione dei crediti, a cominciare da quelli vantati nei confronti della Pubblica Amministrazione. L'obiettivo non è aumentare gli investimenti ma demolire i diritti dei lavoratori.




Del resto anche nel referendum/ricatto di Marchionne l'obiettivo dichiarato era diminuire le pause ed aumentare le ore di lavoro... Quando il problema della Fiat non era aumentare la produzione ma riuscire a vendere le macchine che produceva....ed il problema non era il costo (sul quale la manodopera interveniva per il 7%) ma le tecnologie superate


L'obiettivo dichiarato è abolire l'art.18 per togliere ogni diritto ai lavoratori (se un lavoratore puo' essere liberamente licenziato, chi farebbe per esempio il sindacalista?)


Ai sindacati viene chiesto di svendere i diritti dei lavoratori in cambio della sopravvivenza ...io dico: sciopero generale ad oltranza. Che in Europa arrivi il grido dei lavoratori italiani: questo Governo non ci rappresenta, nessun rappresentante dei lavoratori ha la delega per trattare sull'art.18-Questi governanti tornino a far parte delle aule grigie e sorde come loro - non rappresentano altro che se stessi.


sabato 10 marzo 2012

I DRONI DELLA POLITICA

Cos'è un drone? Il nome l'abbiamo imparato dai reportage della guerra in Afghanistan . E ' un congegno meccanico inventato per la guerra. Tecnicamente è un aereo senza pilota , comandato a distanza , con un congegno che probabilmente non è molto diverso da una playstation. I tecnici che lo guidano, si trovano ad una distanza a volte notevole, che viene ulteriormente amplificata dal fatto di vedere quello che succede soltanto attraverso l' asettico schermo di un computer. Quasi un viedogioco



Già con l'avvento della aviazione in guerra, cent'anni fa o poco meno, si era evidenziato il diverso impatto che la guerra aveva sui "cavalieri del cielo" che sui propri cavalli alati conducevano una guerra privilegiata, nella quale potevano uccidere a distanza, in maniera pulita e depurata di emozioni, lontani dal lezzo e dalle miserie della trincea. Niente squartamenti, membra mutilate, visceri dispersi. Niente puzzo di morte e di paura, ma vento e cielo , e fuochi che scoppiano centinai adi metri piu' sotto, figurine come di soldatini di piombo da falciare come al luna park. Ora il videogioco della morte ha tolto anche la emozione di sentirsi cavalieri del cielo e rimangono solo i bottoni da premere , il joistik da manovrare in attesa del "bonus".


Quindi se tecnicamente i droni sono aerei senza piloti, dal punto di vista, per cosi dire , filosofico , sono pulitori di coscienze, robot che assorbono gran parte della emotività di uccidere , freddi esecutori di una volontà che, dietro allo schermo di un videogioco, puo' astrarsi dalla realtà della morte e colpire con freddo pragmatismo, una catena di montaggio del destino dei nemici e di tutti i danni collaterali, che una volta si chiamavano vittime innocenti, specie quando erano donne e bambini, ma che che non hanno piu' nemmeno diritto ad un nome .


Il drone appare quindi come il simbolo di una evoluzione verso la disumanizzazione dei rapporti umani, la guerra delegata ai tecnici ed ai robot, la strage che diventa invisibile, lontana dai cuori e dalle coscienze, cosi' come anche tutte le relazioni umane corrono verso la meccanizzazione , la politica al servizio della finanza, che serve a ridurre tutto a numeri privi di substrato, a numeri funzionali a se stessi . Il denaro come fine e non come mezzo, l'essere umano ridotto ad utensile, accessorio, fantoccio.


Mai droni non esistono piu' solo come mezzi meccanici che risolvono i problemi manovrati a distanza da tecnici invisibili. Siamo riusciti ad inventare il drone umano.


La situazione politica italiana , che si avviava verso un completo tracollo, ha trovato i suoi droni nel governo Monti.


Perfetti esecutori senza responsabilità politica, hanno preso il comando delle operazioni, manovrando il paese come se fosse una macchina economica senza equipaggio


Ai comandi della playstation si è messa tutta quella classe politica che non aveva il coraggio di metterci la faccia in scelte scellerate e difficilmente comprensibili, che cercavano di salvare la capra e i cavoli: e cioè l'economia del Paese ed i privilegi della casta


In mezzo ci siamo noi, i "danni collaterali"


Impoveriti dall'aumento delle tasse e delle accise, dall'IMU che ci stangherà a breve, privati della speranza della pensione, alcuni anche del posto di lavoro perchè intrappolati tra il prepensionamento e l'allungarsi dell'età pensionabile, ogni giorno ci vediamo decurtati di un qualcosa, la macchina implacabile cospira contro l'art.18 e quindi contro l'intero diritto sindacale, taglia fondi a sanità, scuola mentre per converso impegna colossali somme che non abbiamo nella tragica avventura della TAV . Niente è piu' certo, ache i diritti democratici appaiono sopiti, la propaganda martella, i telegiornali sono al servizio del regime....





.... Che ha un volto algido ed impersonale, i politicanti di sempre sono scomparsi dietro alla consolle , in attesa che il drone abbia ripulito il panorama e si possa uscire senza pericolo, invocando la propria innocenza


Nessuno sembra avere piu' la reponsabilità di niente , tutti si rifugiano dietro al metallo scintillante ed al freddo cervello elettronico del drone


Ma se dietro ai droni in afghanistan ci stanno i tecnici americani, non dimentichiamo che dietro ai droni di casa nostra c'è una classe politica inefficiente e fallita, che un giorno cercherà di presentarsi con una verginità rinnovata a chiedere il nostro voto.... Cari concittadini, contribuenti, elettori....o vi dovrei chiamare COMPAGNI ...


.... "DANNI COLLATERALI"?????

domenica 4 marzo 2012

IL GOVERNO MONTI, LA TAV, GLI ILLUSI ED I COLLUSI

Risulta come minimo straordinaia la comunicazione del Presidente del Consiglio Monti secondo la quale il Governo, nel decidere il mantenimento della linea "dura" contro i manifestanti NO TAV e nel proclamare la convinzione del Governo stesso della importanza di continuare nella cantierizzazione della linea TAV in Val di Susa ha basato le sue decisioni sulla valutazione di un documento ove venivano analizzati nel dettaglio i costi ed i benefici dell'opera. E' una cosa straordinaria perchè questo documento, sino ad ora, non l'ha mai visto nessuno. Non è dato sapere se l'abbia vista nemmeno lo stesso Monti , dal momento che , nei suoi annunci televisivi , ha elencato solamente alcuni presunti vantaggi, ovvero la maggiore velocità di trasporto delle persone da una città all'altra, senza indicare in che modo questa velocità rappresenterebbe un vantaggio economico, e sopratutto nei numeri se questo vantaggio presunto fosse in grado di coprire gli enormi costi della TAV in questione. Da questo tipo di comunicazione infatti possiamo legittimamente comprendere che non si parla di analisi costi/benefici ma che vengono come al solito presentati alcuni presunti benefici e che quindi viene sbandierato come dato tecnico quello che invece è soltanto un assioma politico: la TAV come postulato .



E' del tutto evidente che se questo documento esistesse e fosse realmente attendibile, sarebbe stato un arma formidabile per contrastare e forse annientare i movimenti NO TAV . Chi si occupa seriamente di TAV infatti , e chi scrive se ne occupa da dieci anni, sa benissimo che le motivazioni NO TAV sono razionali , basano su fondamenti tecnico scintifici molto validi, su analisi del traffico, prospettive di sviluppo , che tra i sostenitori del movimento NO TAV vi sono illustri economisti, ingegneri dei trasporti , geologi eccetera mentre la politica sostiene la TAV sulla base di affermazioni ideologiche in cui si abusa dei termini di "strategico" ( cio' funzionale ad una strategia.... Che pero' non è dato conoscere) irrinunciabile, sino al fatidico "L'Europa lo vuole" che assomiglia tanto a quel "Dio lo vuole" che si volle alla base delle Crociate ( delle quali ricordiamo stragi e massacri ma sulla cui valenza religiosa è lecito discutere)

 
Parlare quindi soltanto di benefici magnificando la velocità senza analizzare i costi, è chiaramente capzioso e fuorviante. Vorrei chiedere al Presidente Monti cosa ne penserebbe di un contadino, che per raggiungere un suo fondo distante tre chilometri dalla sua abitazione, pensasse di costruirsi una autostrada a sei corsie tra il fondo e la sua abitazione e si comperasse una Ferrari per correrci sopra. Sicuramente ci sarebbe il vantaggio che il contadino potrebbe andare al lavoro in pochi secondi. Ma credo che per recuperare i costi non basterebbe un era geologica


Appare quindi come un clamoroso passo falso questa affermazione del Governo su una attenta analisi dei costi e benefici dell'operazione TAV , ed uno schierarsi acritico con i Governi precedenti.


Parallelamente a questo atteggiamento è insorta una vera e propria offensiva mediatica, nella quale giornali e televisione fanno a gara per dipingere i NO Tav come esaltati, terroristi, ignoranti, NIMBY. Vengon intervistati illustri professori chi dichiarano l'importanza della TAV senza mai portare numeri e cifre a sostegno delle proprie tesi, neanche Mario Virano commissario per la TAV in Val Susa intervistato a lla trasmissione "In Mezz'ora" di Lucia Annunziata, tante parole ma neanche un numero, a parte la cifra di 2,7 miliardi i euro annunciata per una fase del progetto che pero' non è stata ben specificata. Consideriamo che la galleria sarà lunga 57 chilometri e che per una galleria di 30 chilometri tra Ronchi dei Legionari e Trieste in roccia carsica a livello di pianura e quindi meno costosa della montagna, sono stati preventivati 4,5 milardi di Euro, ed appare chiaro che la cifra enunciata da Virano è un chiaro tentativo di deviare l'attenzione dai veri costi citando artificiosamente solo una piccola parte del lavoro complessivo. Mentre i NO TAV intervistati nelle trasmissioni vengono continuamente zittiti anche dai conduttori, anche nelle emittenti meno sospette come di recente anche nella trasmissione Piazza Pulita su La7.


L'ultima invenzione della propaganda, ora, è quella di proporre interviste a sedicenti "SI TAV" movimento improvvisamente scoperto- La tecnica è banale quanto efficace: si intervista un NO TAV, preferibilmente pacifico, e poi di seguite tre persone che sostengono la TAV: ed il gioco è fatto: per lo spettatore ignaro il messaggio appare chiaro, i NO TAV sono una minoranza di esagitati.




Numericamente parlando, effettivamente i NO TAV non sono probabilmente i piu' numerosi. E molte persone intervistate nel corso di trasmissioni radiofoniche e televisive si dicono possibiliste per questo o quel motivo. Si dice anche che protestare contro la TAV è anti democratico perchè organismi democraticamente eletti hanno preso questa decisione. Ma il punto fondamentale che si cerca di eludere in ogni modo è il seguente; quante delle persone che sono possibiliste verso la TAV conoscono effettivamente e fondo il problema? Quante persone hanno la possibilità di esprimersi in vera democrazia perchè sono stati messi nella condizione di conoscere tutti i termini del problema?


La risposta è sconfortante. Chi vuole la TAV appartiene a due categorie: una delle due è quella dell persone che conoscono superficialmemnte il problema, e sono molte a causa delle diffusa controinformazione , e che vengono convinte dall'idea della veolcità, della possibilità di viaggiare, dal vagheggiato trasferimento del trasporto dalla gomma alla rotaia senza un idea precisa del bilancio costi/benefici non solo in termini monetari ma anche in termini ambiantali: sono gli ILLUSI, coloro i quali si fanno cioè illudere dalla propaganda di regime e non sentono il bisogno di approfondire e di capire. Poi ci sono coloro i quali sono ben informati sulla TAV ma sono comunque favorevoli perchè sono o sperano di entrare nel business. E questi sono i COLLUSI



Ritengo che tra i politici di mestiere , qualli che decidono il nostro destino, non abbiano il diritto di appartenere alla categoria degli ILLUSI perchè non è possibile tollerare l'ignoranza su una questione che ha visto la mobilitazione di un intero popolo, sino a portare famiglie, donne, bambini a farsi bastonare dalla polizia per difendere la propria terra . L'ignoranza non è ammessa. Credo percio' che tutti i politicanti che appoggiano queste decisioni appartangeno alla categoria dei COLLUSI


Il calcolo politico dei COLLUSI si basa sul fatto che la corretta informazione fa molta fatica a diffondersi, perchè la maggior parte dei mass media diffonde la informazione di regime, e quella poca che gira, nella maggior parte su Internet viene ad arta inquinata da fantomatici ed improvvisati SI TAV, ed altri soggetti che creano una ridondanza di informazione nella quale è difficile distinguere il falso dal vero . In questo modo possono permanere nel business con un rischio molto ridotto di doverne in qualche modo un giorno renderne conto agli elettori


Tuttavia è evidente che della categoria dei COLLUSI fa parte anche il Presidente Monti con tutto il suo governo, Cosa che lascia beno poca speranza per il futuro di questo Paese.

Ecco allora che si comprende bene la valenza politica del movimento NO TAV. Non che si debba considerare il movimento NO TAV in maniera diversa da quello che è, un movimento spontaneo di persone che difendono il proprio futuro senza particolari connotazioni politiche . Ma il movimento si trova oggi, quasi incidentalmente, a rappresentare un vero e proprio movimento di Resistenza, contro un regime non democratico , che persegue fini che non sono nell'interesse del popolo italiano mediante la diffusione di menzogne propagandate ad arte.

Un movimento nel quale si incontrano moltissime persone che si riconoscono nei valori di libertà, democrazia, che aborrono le mistifcazioni della politica, che inseguono il sogno di una Società piu' giusta.

Quando sentiamo parlare di black block, di frange estremiste eccetera pernsiamo che anche i partigiani della nostra Resistenza venivano all'epoca definiti "banditi". Certo , il paragone sembra ardito, ma lo è sino ad un certo punto.


La pericolosità per il regime che è insita in questo movimento, che si cerca di minimizzare e screditare in ogni modo, è che suggerisce l'idea che i Cittadini, contribuenti, elettori possano non essere per forza una massa di pecore da tosare e macellare a piacimento, ma che siano un massa di individui pensanti, che possono decidere di scegliere liberamente .E decidere di non credere alle balle del regime e di riappropriarsi del proprio futuro


La repressione mediatica del movimento, senza esclusione di colpi, (esemplare il tentativo di Mario Virano oggi alla trasmissione "in mezz'ora" di tracciare un improbabile quadro politico del movimento) tenta di contenere la forza di un movimento dotato di grande energia e di grande determinazione che sembra dotato di molte vite, ed è la forza dei puri di cuore.


Sia nostra la forza di fermare questi politicanti cinici e bari. Nessun voto, mai piu', a chi è colluso con la TAV , che non è una ferrovia ma una grande, immensa , degradante menzogna