domenica 17 luglio 2011

Alfano, Berlusconi, e le opposizioni una partita a scacchi tutta da giocare

Nel gioco degli scacchi, esiste una mossa particolare che si chiama "arrocco" con il quale il re può spostarsi verso un lato della scacchiera scavalcare la torre e porsi percio' in posizione protetta Consiste nel muovere il re di due case a destra o a sinistra in direzione di una delle due torri e successivamente muovere la torre (verso la quale il re si è mosso) nella casa accanto alla casa occupata dal re.E' una mossa particolare, l'unica nella quale due pezzo possono essere mossi contemporaneamente. Ed è una mossa che descrive bene quello che sta avvenendo nella politica italiana, con l'avvicendamento di Alfano alla guida del PDL. IL Re, sempre dietro alla fila di fanti, si ritrae in posizione protetta, mentre un altro pezzo espone il petto ai proiettili nemici. E' una mossa che serve naturalmente a collaudate strategie. Nel caso di specie serve a due cose: togliere, almeno per il momento, il re dal fuoco nemico, e poi a spiazzare gli avversari .


Nel panorama della politica italiana percio', c'è un grande bisogno che le opposizioni si ricompattino e riordinino i ranghi, perchè l'antiberlusconismo spinto aveva emarginato dai programmi dei partiti una corretta attenzione dalla progettualità del dopo Berlusconi. E qui servirà molta attenzione, perchè i segnali che derivano dal popolo non sono cosi' incoraggianti per i partiti tradizionali come il PD . Infatti le elezioni amministrative, sono state perdute da Barlusconi, ma non sono state vinte dal PD bensi' da una generale idea di centro sinistra, che ha visto elezioni inaspettate come Pisapia a Milano, De Magistris a Napoli, un generale avanzamento di SEL ed in generale delle formazioni meno classiche e meno incancrenite. Il PD in molte parti d'Italia ha pagato il prezzo di non avere voluto le primarie, e purtroppo non sembra avere colto il vento del cambiamento che l'Italia sta chiedendo a gran voce. Un cambiamento negli schieramenti dei Partiti, ai quali si chiede di portare avanti forze ed idee nuove, che si debbono sradicare dalle stantie logiche vetero democristiane dei percorsi di carriera inamovibili di personaggi politici eterni, ed un cambiamento nelle idee, per le quali si chiede un modo di pensare moderno e dinamico che si sradichi dalle logiche dell'eterno appalto per l'appalto, mazzetta, tangente, consulenze ed eterni accantieramenti per opere strategiche della quali non si conosce la strategia. Tutti per esempio avversano il Ponte sullo Stretto di Messina, come opera faraonica, inutile, foriera di sprechi, ma non avversano la TAV che pure ne ricalca inutilità e sprechi. Ed anzi, non hanno preso le distanze dallo squadrismo di Stato nella repressione delle proteste in Val Susa, difendendo la presunta "necessità" di queste opere, perchè evidentemente nel momento in cui la caduta di Berlusconi sembrava avvicinarsi, non intendevano compromettere il loro appoggio a queste operazioni nelle quali gira molto denaro e quindi l'appoggio di forti gruppi di potere economico, politico e finanziario. A mio avviso un grave errore, che dimostra come le argomentazioni portate a sostegno dell'anti-berlusconismo debbono essere maneggiate con cautela da chi , per motivi di opportunità politica, una volta al potere potrebbe trovarsi a condividerne alcune scelte estremamente discutibili.

Vi è bisogno di una vitalità nuova, che veda la politica muoversi in modo dinamico verso iniziative sostenibili, progetti praticabili, energie rinnovabili, ricerca, innovazione. Invece della faraonica TAV, che comunque sarebbe un treno perso perchè anche se non fosse inutule non potrebbe essere pronta prima dei trent'anni , un veloce ammodernamento verso la ristrutturazione e la efficentazione dell'esistente . La creazione immediata di un piano energetico nazionale. La rivisitazione delle privatizzazioni, per creare non solo profitti per le imprese ma anche efficienza nei servizi . Un vero attacco alla evasione fiscale e la ristrutturazione delle politiche fiscali per fare pagare i ricchi e non solo lavoratori dipendenti e pensionati.

Chi viaggia all'estero coglie nella gente , anche in Paesi in difficoltà economica come per esempio la Spagna, un atteggiamento di fiducia e di speranza che qui in Italia manca. Fiducia e Speranza che non sembrano a portata di mano soltanto con la caduta di Berlusconi perchè non vi si intravede un "dopo"

I soggetti politici che stanno lavorando alla caduta di Berlusconi, debbono acquisire la autorevolezza di chi è in grado di assicurare un "dopo" diverso e credibile.

E la strada appare molto lunga, mentre il tempo a disposizione sta scadendo

sabato 9 luglio 2011

Alfano, e la seconda vita di Berlusconi

La investitura di Alfano alla guida del PDL, porta ad un cambiamento di scenari ed orizzonti nel confuso quadro politico italiano. Cambia gli equilibri e cambia le prospettive. Non perchè Alfano sia un personaggio di grosso spessore politico ma proprio perchè egli non lo è. Egli è uno dei tanti contenitori vuoti dei quali Berlusoni si è circondato per distrarre la attenzione dal monopolio del suo potere , uno dei personaggi che avevano il compito di produrre la impressione di un insieme di persone, di una plularità di soggetti che condividesse le responsabilità del potere , uno schermo che nascondesse alle masse la realtà della gestione uninominale del potere. Persone insomma che prima di Berlusconi non esistevano e che scompariranno con lui. Quando i giornalisti interpellano i protagonisti della politica sull'argomento del giorno, un discusso decreto, una lite in Parlamento, gli esponenti della opposizione possono piacere o no ma esprimono la propria personalità. Quelli del team Berluscono sembrano tanti cloni. E lo sono perchè non sono altro che gli Avatar di Berlusconi.


Pero' , nel momento politico del minimo storico di Berlusconi, sconfitto dalle elezioni amministrative e dai referendum, nel quale ogni mossa sembra essere un fallimento, dalle leggi "Ad aziendam" ai soprusi in Val di Susa, questo potrebbe essere un geniale "deux ex machina"

Perchè, come sappiamo, non c'è niente come un nemico comune per creare coesione anche tra i soggetti piu' diversi, tanto che oggi non appare assurda parlare di una alleanza trasversale da SEL al PD a Italia dei Valori sino al Terzo Polo di Fini e Casini per creare un soggetto politico capace di mandare a casa Berlusconi . Ma proprio per questo motivo , se il nemico scompare, la determinazione degli avversari puo' vacillare, e le ragioni dei singoli soggetti possono prevalere sulle ragioni comuni, cosicchè questa armata Brancaleone puo' perdere i suoi pezzi sino a crollare sotto il suo stesso peso.

Ecco dunque Angelino Alfano, aria di bravo ragazzo sempre serio ed inappuntabile, nessuno scheletro nell'armadio evidente, moderato , compito. Sostanzialmente sempre corretto.

Un soggetto ideale per dare l'idea di un forte cambiamento nel senso morale, in modo anche da rincuorare i fedeli di Berlusconi disorientati dagli scandali del Capo. Che comunque rimane in sella, ma da ora in poi in una posizione defilata

La genialità della iniziativa sta nel togliere dalla linea del fuoco nemico il volto di Berlusconi, che progressivamente si ritira nell'ombra , togliendo cosi' nel contempo argomenti a quegli oppositori che hanno fondato la propria azione sull'anti-berlusconismo , e mettendo il mondo politico nelle condizioni di dovere comunque fare i conti con quella che sarà la azione di Alfano . Si toglie un bersaglio facile, che ormai attira troppi strali, e si pone davanti una sagoma neutra, su cui appare vile sparare

Si sdoppiano i soggetti, il Presidente del Consiglio non è piu' anche il capo del proprio partito e quindi è possibile instaurare un dialogo, un dialogo di facciata tra Berlusoni ed il suo alter-ego, ma pur sempre un dialogo nel quale sarà possibile distribuire colpe e responsabilità. Un dialogo peraltro già iniziato con il nuovo capo del PDL che da atto al Capo del Governo di essere un perseguitato dalla magistrature. Erano cose già dette, ma quando Berlusconi le diceva a se stesso era un altro effetto.

Si indebolisce l'idea che il PDL debba tramontare con il suo Capo, appare invece probabile che anzi l'uno diverrà la stampella dell'altro e viceversa.

Inoltre la Lega ha la opportunità di giustificare la continuazione dell'appoggio al Governo, senza scontentare troppo il popolo di Pontida. Tutto cio' viene condito con la devozione e la fedeltà di Alfano per il suo Capo, che lo rende l'Avatar ideale

Insomma una mossa strategica molto indovinata, alla quale tutta la opposizione dovrà fare molta attenzione senza sottovalutarla, perchè rappresenta l'ennesimo, ma temo non l'ultimo, colpo di reni di un despota , Berlusconi, che è tutt'altro che morto.

martedì 5 luglio 2011

Il Commento di Marcegaglia alla TAV ... e l'onestà intellettuale?


24ORE - POLITICA

Vicenza 21:03

TAV: MARCEGAGLIA, MAGGIORANZA SILENZIOSA DICA BASTA

E' tempo che la 'maggioranza silenziosa', ovvero la maggior parte degli italiani, si faccia sentire, anche sfilando pubblicamente, perche' 'altrimenti vince questa minoranza rumorosa, anche in malafede'. Lo ha detto, parlando alla platea dell'assemblea degli industriali di Vicenza, la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. Commentando quanto successo ieri in Val di Susa, ha spiegato che 'Beppe Grillo dice che sono degli eroi, quando invece sono dei delinquenti, gli eroi sono gli agenti di polizia' .
Cara Marcegaglia, questo è quello che ci insegna la politica moderna, come la definirebbe Cetto la Qualunque, il personaggio di Antonio Albanese. E' la tattica usata dall'allora ministro Moratti, quando la gente scendeva in piazza per protestare contro i tagli alla Scuola: c'erano un milione di persone nelle piazze? bene, altri 59 milioni di persone erano rimaste a casa e quindi come "logica "conclusione erano d'accordo con lei. ...e l'onestà intellettuale? dove la vogliamo lasciare? sappiamo tutti come funzionano le cose, quante persone esprimono le proprie opinioni in piazza e quante in altro modo, ma queste affermazioni non sono altre che slogano propagandistici, figure retoriche da comiche finali. Chi è favorevole alla TAV appartiene a due possibili categorie: gli ignoranti ed i complici. Alla prima categoria appartengono tutti coloro per i quali la TAv non è altro che una idea romantica, tipo pubblicità della BMW , musica di  Allevi, di treni che corrono  in mezzo a prati e boschi ad una velocità da fiaba, trasportando famigliole sorridenti da Mulino Bianco. NOn sanno nulla di sofferenze, lacrime, sangue, devastazioni ambientali, corruzione, violenza sopraffazione delle popolazioni e devastazione dei territori, Soprattutto non sanno niente, perchè sono stati scientemente e sapientemente tenuti all'oscuro, di costi e benefici. Banalmente , dalla questione economica, sociale, ambientale di base: ne vale la pena per il benessere, lo sviluppo economico e sociale del Territorio e della Nazione? I costi enormi (40 milioni di euro al chilometro no, non è un errore di battitura, di soldi che peraltro non abbiamo) le devastazioni del territorio, i sacrifici avranno una valida contropartita? la risposta, ovviamente, è no. Ma chi li  tiene all'oscuro di tutto' Lo fa l'altra categoria di coloro i quali vogliono la TAV: i Complici. Politicanti, imprenditori senza scrupoli , faccendieri. Molto addentro alle leve del potere ed al controllo dei media . Che sanno benissimo che questa opera è del tutto inutile, ed anche che non verrà mai completata perchè non ci sono e non ci saranno mai i soldi. pero' verranno aperti i cantieri, e questo porterà i soldi (insufficienti ma comune tanti) dei contributi europei , appalti, prebende, consulenze. Ora , la maggioranza degli Italiani ignora tutte queste cose perchè viene sedato dai telegiornali di regime- Ma se si volesse chiedere agli italiani di sfilare per la TAV, onestà vorrebbe che prima si spiegasse bene, con particolari tecnici, i perchè di questa opera, veri e non artefatti da illustrazioni da cartolina, che si illustrassero con dovizia di particolari vantaggi e svantaggi. E che, soprattutto , si mettessero per iscritto, neri su bianco costi e benefici.
Ed allora si, cara Marcegaglia che 60 milioni di italiani si metterebbero in fila,tutti  ordinati , allineati e coperti . Tutti in fila per sfilare e per dare, ciascuno, il suo bel calcio in culo a tutti i politicanti, imprenditori senza scrupoli, e faccendieri che invece di pensare alle cose che veramente servono all'Italia hanno messo su questa colossale , immensa, epocale truffa. 
con dolorosa osservanza...




P.S. un insieme di poliziotti corazzati, blindati, armati di tutto punto che prendono a bastonate e lanci di lacrimogeni donne e bambini sono tutto che vuole Lei... ma non certamente eroi. 
Io avrei un altra definizione:... 
gliela lascio immaginare

giovedì 30 giugno 2011

La nuova giunta Altran I°: una intervista agghiacciante


Il neo assessore all’Ambiente: «Ho tutto da imparare»

Con un cognome così, non poteva che fare l’assessore all’Ambiente. Anche se lei, Mirella Natural, 53 anni, neoesponente della giunta Altran, ci tiene molto a dire che il suo sarà un approccio “umile”, da matricola della politica, dunque basato sul confronto con i colleghi e l’ascolto dei cittadini. Insomma, «si impegnerà molto». Natural, ma è vero che si è appena trasferita dal capoluogo regionale a Monfalcone? Sì, è un gradito ritorno: non me ne vogliano i triestini, ma sono di Panzano e ho sempre amato la mia città. Come ha preso la nomina fatta dal sindaco Altran? È stata una scelta maturata dal sentimento, mi sono detta: «Perché no? Anche se non sono giovanissima posso e voglio dare il mio contributo». Alla luce delle sue preferenze, quindici, se l’aspettava questa carica? No, è stata una bella sorpresa. La seconda è stata l’esito dei referendum, che noi come partito, l’Idv, avevamo proposto e sostenuto attraverso una raccolta di firme, per contrastare il ricorso al nucleare. Ebbene gli esiti hanno ribadito quelli della consultazione del 1987. Quanto all’acqua è un bene pubblico e non può essere in mano a logiche di profitto. I soliti maligni dicono che sia stata nominata per evitare l’ingresso in Consiglio di Bruno Bonetti. Non voglio entrare in queste polemiche. Non mi interessa. Io sono una persona pragmatica, voglio rimboccarmi le maniche. Da quanto tempo milita in Idv? Dal 2008. E prima? Mai avuto altre tessere. Cosa intende fare per l’Ambiente? Portare avanti il discorso della differenziata, un servizio che a Monfalcone funziona, per migliorare ancor di più la raccolta. E cioè come? Sono appena entrata in questo mondo, ma l’impegno sarà assoluto. Farò l’assessore a tempo pieno. Quindi rinuncerà al suo lavoro da bibliotecaria? Sì, mi sono messa in aspettativa. Sulla Centrale che idea si è fatta? È un problema da affrontare. Ne parlerò coi funzionari del Comune, avrò modo in seguito di prendere delle decisioni. Da assessore si incatenerà per evitare la realizzazione della Tav? Non vorrei già adesso dare risposte su questi temi. E se le chiedessi del riassetto della viabilità per lo snodo Av/Ac del San Polo? Idem. Quali sono, allora, i suoi obiettivi? Non ho ancora deciso cosa fare, ma ci sarà un confronto con la giunta sui temi. Come pensa di sensibilizzare i cittadini sul rispetto ambientale? Cercherò di coinvolgere le persone, vorrei avere un dialogo diretto, anche con le associazioni. Mi metto a completa disposizione. Come? Lo valuterò nel tempo, assieme alla giunta. Da bibliotecaria, se dovesse paragonare questa nuova sfida a un libro quale sceglierebbe? Non mi viene neanche un titolo di libro d’avventura. Eppure sono una grande appassionata di libri di Wilbur Smith, li ho letti quasi tutti. (ti.ca.)

Questa è l'intervista rilasciata al quotidiano "Il PIccolo" da parte del neo nominato assessore all'Ambiente nella seconda Città italiana per inquinamento da diossina dopo Taranto , e nella Città italiana che detiene il primato italiano per morti da amianto. 
Mi è stata segnalata da un amico, che pure vive poco a MOnfalcone, e che mi ha chiesto come prima cosa dopo mesi che non ci vedevamo: ma l'hai letta quella intervista agghiacciante dell'altro giorno? " ma di cosa parli?" .... eccola qui
niente di personale nei confronti di questa signora che non conosco
ma la scelta la dice lunga sul senso di responsabilità, la serietà ed il reale interesse verso il territorio e sopratutto i Cittadini di questa giunta
Credo si impongano lunghe riflessioni

domenica 12 giugno 2011

La giunta Altran e la fine di un sogno


E' finita. Io non so dire che cosa mi aspettassi da queste elezioni comunali. Se mi aspettassi veramente che il Partito Democratico venisse messo da parte da una formazione di sinistra, se mi aspettassi che un deux ex machina venissa a ribaltare la situazione, oppure che per miracolo il partito Democratico Cittadino rinsavisse, e che rimettesse a posto le cose diventando una formazione di centrosinistra. Se infine mi aspettassi che Silvia Altran , dopo il ballotaggio e quindi la propria elezione, rivelasse doti insospettate, assi nella manica, che si rivelasse diversa da come appariva e spazzasse via intrallazzi e pastette , e quindi prendesse nelle sue mani l'entourage per dare vita ad una Amministrazione nuova e credibile…. Dormire sognare, nulla piu' . La realtà puo' essere riassunta in una delle frasi piu' famose del personaggio di Antonio Albanese Cetto la Qualunque: i have no dream.
E' stato entusiasmante correre con SEL, vivere l'avventura di un gruppo nuovo, nel quale non esistevano certezze ne ipoteche sul futuro ma solo la voglia di fare qualcosa di nuovo. Vedere tante persone ritrovare una ingenuità perduta e rincorrere insieme un sogno… ora è arrivato il risveglio.
Tutto ricalca uno schema designato e già visto: il terzo governo Pizzolitto, con la distribuzione delle poltrone che era già storia nel momento in cui le urne si sono chiuse con la vittoria di Altran. Tutti i vecchi schemi si ripetono, ed il mandato di Altran comincia nel peggiore dei modi, come la continuazione della vecchia amministrazione senza soluzione di continuità. E cosi' continueranno le cementificazioni e le assurde deliranti fantasie sul traffico di Schiavo, fautore peraltro della TAV , che darà il colpo di grazia a questa nostra povera MOnfalcone, dopo dieci anni di picconate e distruzioni volute da un Sindaco che non ha mai amato ne capito questa Città, e ne ha fatto laboratorio delle sue sperimentazioni megalomani e oniriche. Continuerà la emarginazione della cultura locale in favore di cose astratte riservata ad una ristretta elìte, si continuerà a privilegiare le cose che danno lustro ad una ristretta elite di intellettuali, ed i problemi veri della città verranno ancora lasciati ad incancrenire. Continua il ballo sulla tolda del Titanic, l'orchestra suona la stessa musica mentre la nave affonda. IL messaggio che gli elettori hanno mandato evidentemente rimane inascoltato. Ed era un messaggio forte: a mio avviso, al primo turno circa il 24% degli elettori hanno votato a sinistra evitando di votare Altran . Se pensiamo infatti che il 16 % preso dalla lista civica di Blasig è svanito come neve al sole al ballottaggio quando Blasig si è apparentato a destra, è lecito presumere che questi voti siano partiti da sinistra, e del resto Blasig, Gigi il Rosso non era forse un tempo socialista? Aggiungiamo a questi il 5 % di Sel e il 3-4% preso insieme dalle altre due liste, e si raggiunge un risultato che dovrebbe fare ragionare il PD sull'effettivo consenso che riscuote tra gli elettori, e sull'effettivo gradimento che il governo Pizzolito ha riscosso sul modo nel quale ha governato la Città, pur in presenza di un elettorate tendenzialmente di sinistra. Ma questa formazione di giunta ci dice invece che questo partito non ha nemmeno tentato di scrostarsi dalle logiche di potere e dal proprio poltronismo vetero democristiano e che continua con il concetto berlusconiano (il berlusconismo non è appannaggio solo della destra) di potere secondo il quale chi è eletto comanda ( non amministra, comanda!) interpretando il mandato degli elettori come una licenza illimitata ed acritica di fare e disfare a piacimento . Anche a Monfalcone , come nel resto d'Italia, il PD cerca di restare in sella a tutti i costi senza rinnovarsi e senza cambiare, formando alleanze sempre piu' estese, che poi rendono difficile l'equilibrio di governo, rimanendo aggrappato ai vecchi meccanismi della spartizione e della attribuzione delle cariche per appartenenza e non per competenza. Non è riuscito a percepire il vento del rinnovamento che pervade il nostro Paese. In questo modo sta dimostrando di non poter essere l'alternativa politica e culturale valida nei confronti della destra- A questo governo Cittadino, credo che le forze democratiche della Città possano soltanto contrapporre la serietà di una opposizione ferma e senza compromessi, costruttiva senza piaggerie, solida e determinata, e che si preoccupi di tenere informata la cittadinanza in modo puntuale e completo di quello che questo governo cittadino  produrrà , filtrando e depurando  le manipolazioni mediatiche alle quali purtroppo siamo abituati, in modo da produrre una migliore coscienza politica collettiva . e continuando ad inseguire un sogno…i have a dream

domenica 5 giugno 2011

I REFERENDUM DEL 12 E 13 GIUGNO GRANDE OCCASIONE PER IL PARTITO DI MAGGIORANZA

...Ovvero il partito di coloro i quali hanno smesso di votare, quel 35 % circa di italiani che hanno smesso di recarsi alle urne perchè schifati dalla politica. Oggi Scalfari su Repubblica scrive :"Se i referendum del 12 giugno raggiungeranno il “quorum” saranno nell’ipotesi minima 25 milioni e mezzo di elettori a deporre la loro scheda nelle urne. Si esprimerà cioè il popolo sovrano direttamente, senza dover passare per il filtro dei partiti e delle liste. Il popolo sovrano e il cittadino diretto portatore della sovranità diffusa esprimeranno la loro volontà anzitutto con la partecipazione e poi nel merito con un “sì” o con un “no”.. Quale è il significato di questo? il significato è che tutti i Cittadini possono andare alle urne, e decidere del proprio destino senza condizionamenti politici. Coloro i quali sono favorevoli ai quesiti ma anche coloro i quali sono contrari e desiderano votare "NO" perchè andando a votare escono dalla invisibilità e possono dire a questa classe politica "noi Cittadini ci siamo e possiamo gestire questo Paese anche senza di voi.
Il significato di recarsi alle urne per questa occasione di "gestione diretta" della cosa pubblica è enorme. Se tutti i Cittadini che di solito non votano, si recassero alle urne , qualunque voto esprimessero, sarebbe un segnale senza precedenti per questa classe politica degradata.
Coloro i quali invece non si recheranno alle urne, consegneranno una volta di piu' il proprio destino al primo che passa, e perderanno  per sempre il diritto di lamentarsi

martedì 31 maggio 2011

Il quasi trionfo del PD a MOnfalcone

E´ mia opinione che la affermazione elettorale della coalizione che ha sostenuto Silvia Altran, dovrebbe rifuggere da eccessivi trionfalismi, perchè il quadro politico che ne esce non mi sembra esaltante. Innanzitutto, una coalizione uscente che avesse fatto bene negli anni precedenti, che presentava come candidato un ex assessore e vicesindaco uscente , per di piu´ donna, avrebbe dovuto vincere e forse anche stravincere al primo turno.
 Cosi´ non è stato, e se una parte dell´effetto puo´ essere dovuto alla scelta della destra , per una volta, di presentare una candidata indovinata con diversi pregi e buone potenzialità, molto puo´ essere derivato da un giudizio critico degli elettori rispetto al lavoro fatto in questi anni dal centro sinistra e dall´effettivo spessore della candidatura Altran. 
Personalmente ritengo che per una corretta  valutazione , grande attenzione debba innanzitutto essere riservata ai voti attratti al primo turno dall´ex sindaco socialista  Luigi Blasig,   perchè è mia convinzione che i piu'  lo abbiano votato ritenendo di dare un voto comunque a sinistra. 
A questo proposito si possono fare alcune  considerazioni..La prima è sul fatto che molte persone abbiano avuto il desiderio di votare a sinistra senza votare Altran, e questo accumumunerebbe in qualche modo gli elettori di Blasig a  quelli di SEL, Perrone e Pizzamiglio. Sul motivo di questo il PD monfalconese dovrebbe fare un minimo di riflessione. 
Poi, analogamente si possono fare ipotesi sul fatto che , visto il calo di elettori tra il primo e secondo turno, è ipotizzabile che gli elettori di Blasig, delusi dall´apparentamento, siano rimasti a casa.
Ovvero, attenzione,  che in mancanza di una alternativa di sinistra, abbiano rinuciato a votare piuttosto di votare Altran.
 In definitiva,  tra il voto a Blasig , di chi cercava un cambiamento tornando al passato, e quello a SEL, per chi cerca un cambiamento guardando ad un futuro che non è ancorra stato scritto, passando per Perrone e Pizzamiglio che comunque sono movimenti di rottura, si evidenzia anche presso il popolo della sinistra un desiderio di cambiamento e di insofferenza per le politiche del centro sinistra monfalconese. 
C'è mancato veramente troppo poco , ad una svolta epocale verso destra di monfalcone, e questo è dovuto piu' alla debolezza del centrosinistra che ad una vera forza della destra
il caso Blasig ha scompaginato non poco le previsioni, ma probabilmente il vecchio leone aveva contato un po' troppo sul prestigio personale , tanto da pensare di poter essere l'ago della bilancia, e per fortuna, i monfalconesi non si sono lasciati fregare. Resta il dubbio su cosa sarebbe successo  senza questa turbativa 
Certo è che non si puo' parlare di un trionfo di Altran, perchè il prestigio personale a mio parere è stato molto aiutato dalle tradizioni ideologiche, i numeri non sono esaltanti, ed il lavoro che si prospetta di conseguenza molto duro, perchè Altran dovrà lavorare con una maggioranza molto risicata,.
la speranza è che il PD sia in grado di comprendere quanto potenzialmente suicida pu' essere questa politica cadreghista ed autoreferenziale che ha rifiutato le primarie e che poi è andata in affanno sul secondo turno .
anche su scala nazionale, la vittoria delle coalizioni opposte alla destra ha dovuto ringraziare l'apporto di forze nuove che non rincorrono le vecchie logiche di partito, con SEl che cresce ovunque, e movimenti nuovi che si fanno largo sempre piu' sulle macerie del vecchio, esempio piu' eclatante De Magistris a Napoli ma anche Pisapia a Milano
La conclusione che se ne trae è che in  futuro la politica dovrà parlare un linguaggio molto diverso, e che attenzione!! il futuro è già cominciato!!